ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

CONTRIBUTI
Il lancio del nano

L'embrione, il libero arbitrio e i mali del mondo

(O Dio non è buono, o non è onnipotente, o non è onnisciente)
(di Armando Massarenti)

*
Il Salmo 138 afferma l'onniscienza di Dio. Egli conosce perfettamente l'uomo, i suoi segreti e la sua autenticità e le sue divisioni. Secondo Papa Ratzinger questo vale anche per l'embrione. Un'ottima occasione per esplorare due concetti che da sempre impegnano i teologi: il libero arbitrio e la teodicea.

    Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
    e tutto era scritto nel tuo libro;
    [Salmi, 138, 16]

*

l 28 dicembre 2005 Papa Ratzinger, commentando il Salmo 138 (1), e leggendovi una conferma delle proprie tesi sulla sacralità dell'embrione, ha affermato con entusiasmo: «Estremamente potente è l'idea che Dio di quell'embrione ancora 'informe' veda già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti i giorni che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena».

Tanto «potente», questa idea, da evocare questioni che tengono in scacco da un paio di millenni i più grandi teologi. Quelle del libero arbitrio e della teodicea, per esempio.

Supponiamo di essere un embrione. Se Dio su di me sa già tutto in anticipo, in che senso sarò libero di scegliere, per esempio, tra il bene e il male? Benedetto XVI mostra di considerare la soluzione scontata. Ma se anche fosse ovvio che l'onniscienza divina non minaccia il libero arbitrio (benché la discussione sia tutt'altro che chiusa) resterebbe comunque da risolvere l'altro problema: la teodicea.

Se Dio sa già chi farà il male, perché non fa qualcosa per fermarlo o per fargli cambiare idea? Se, per esempio, sapeva già tutto su Hitler sin da quando era un embrione, perché non è intervenuto? Non poteva cambiarlo un pochino, magari dandogli un'educazione diversa? Ad alcuni a questo punto potrebbe venire il dubbio che Dio non sia infinitamente buono, e che un Hitler qua e un Torquemada là facciano parte del suo infinito disegno.

Ammessa l'onniscienza divina, i casi sono due: o Dio non è buono o non è onnipotente. Potrebbe mai dirci: «Guarda, mi dispiace tanto, ma con tutta la mia bontà - che, come sai, è infinita - se Hitler è fatto così io proprio non ci posso fare nulla»?

*

Direi di no. Dio, se è il Dio della tradizione cristiana, deve essere onnipotente (non può essere, per esempio, il Dio indebolito di Hans Jonas, che perde la sua potenza di fronte al male assoluto di Auschwitz).

Forse allora non è infinitamente buono? Anche questa idea non pare molto convincente. Sembra dunque rimanere solo una possibilità, ovvero che Dio non sia onnisciente.

Forse chinandosi amorevolmente sull'embrione di un Hitler, semplicemente, gli può sfuggire qualche sviluppo. In fondo, nessuno è perfetto. E inquest'ultimo caso avrebbe tutta la comprensione dei migliori genetisti.

*

*

Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Questo brano viene pubblicato nell'ambito del progetto formativo Il lancio del nano, promosso dalla Società Filosofica Italiana, per cortese concessione dell'editore Guanda

(1)
    SALMO 138. OMAGGIO A CHI SA TUTTO

    Signore, tu mi scruti e mi conosci,
    tu sai quando seggo e quando mi alzo.

    Penetri da lontano i miei pensieri,
    mi scruti quando cammino e quando riposo.

    Ti sono note tutte le mie vie;
    la mia parola non è ancora sulla lingua
    e tu, Signore, già la conosci tutta.

    Alle spalle e di fronte mi circondi
    e poni su di me la tua mano.

    Stupenda per me la tua saggezza,
    troppo alta, e io non la comprendo.

    Dove andare lontano dal tuo spirito
    dove fuggire dalla tua presenza?

    Se salgo in cielo, là tu sei,
    se scendo negli inferi, eccoti.

    Se prendo le ali dell'aurora
    per abitare alle estremità del mare,

    anche là mi guida la tua mano
    e mi afferra la tua destra.

    Se dico: "Almeno l'oscurità mi copra
    e intorno a me sia la notte",

    nemmeno le tenebre per te sono oscure,
    e la notte è chiara come il giorno;
    per te le tenebre sono come luce.

    Sei tu che hai creato le mie viscere
    e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

    Ti lodo, perché mi hai tratto come un prodigio;
    sono stupende le tue opere,
    tu mi conosci fino in fondo.

    Non ti erano nascoste le mie ossa
    quando venivo formato nel segreto,
    intessuto nelle profondità della terra.

    Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
    e tutto era scritto nel tuo libro;

    i miei giorni erano fissati,
    quando ancora non ne esisteva uno.

    Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
    quanto grande il loro numero, o Dio;

    Se li conto sono più della sabbia,
    se li credo finiti, con te sono ancora.

    Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
    provami e conosci i miei pensieri:

    Vedi se percorro una via di menzogna
    e guidami sulla via della vita.



BIBLIOGRAFIA
Armando Massarenti,
Il lancio del nano. E altri esercizi di filosofia minima
(Guanda, Parma, settembre 2006)


I commenti dei lettori

sine.qua .non, non definita, 2007-10-30 16:44:02

Dio non è onnipotente in senso stretto: non può fare il male o violare la libertà delle sue creature.


Milano,

© Copyright 2007 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Uno stato di grazia, diceva, è come quando ti senti uguale a una freccia che non mancherà il bersaglio»

(Domenico Starnone Via Gemito)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Chi decide della dignità di un nano?
Ovvero, la liberta di liberarsi da alcune libertà fondamentali
Un sano pragmatismo fondato sull'alleanza tra scienza laica e filosofia permea Il lancio del nano, accanto a una tenace, puntigliosa, divertita curiosità per quelli che sono i veri e falsi dilemmi e i paradossi della morale moderna. Le forze oscurantiste ostacolano la risoluzione di tali dilemmi. Armando Massarenti inquadra la diatriba fra una cultura arroccata sul giustificazionismo a-storico, e una cultura aperta alla comprensione del nostro tempo, alla complessità dei suoi problemi, alle sfide della scienza e del sapere filosofico, e soprattutto ai mutamenti che le trasformazioni sociali impongono ai codici etico-morali. (Roberto Caracci)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
L'indagine dell'io
Una riflessione sull’ambiguità dell’animo umano
Ne “I falsi redentori”, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l’emozione profonda dell’io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (Davide De Maglie)

Fuoco
Da "La vocazione del netturbino"
Un appartamento immerso in un'atmosfera lugubre. Un ragazzo ne esce e si aggira con un badile e una torcia elettrica per una discarica di rifiuti. La notte è animata dal volo dei gabbiani e dei corvi e il percorso è reso insicuro e viscido dalla incredibile varietà di prodotti organici marcescenti e dai liquami che ne fuoriescono. Mentre il rombo delle ruspe avanza, il protagonista è incalzato dal rogo generato dal calore della sua stessa torcia... (Roberto Caracci)
Libertà perduta
Parole sulle labbra degli ultimi
Le stanze del cielo sono, per Paolo Ruffilli, quelle che frazionano gli spazi già angusti del carcere e della tossicodipendenza, i cui abitatori sono segnati rispettivamente da una propria claustrofobica costrizione fisica e morale, rassegnati tutti alla perdita della libertà (Mirko Servetti)
Stefano Finiguerri
La sua poesia canzonatoria imperversava nelle osterie
Nel clima di atmosfera festosa susseguente alla capitolazione di Pisa ghibellina ad opera dei guelfi di Firenze nasce la corrente comico-realistica di Stefano Finiguerri, principale esponente della poesia satirica fiorentina a cui si attribuisce un naturalismo forte e vigoroso (Viviana Ciotoli)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008