ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

    NOTTE DI PASSIONE

    Parlami sulla bocca.
    Baciami le labbra.
    Spogliati piano, ricorda il rossetto.
    Togli anche la pinza che tiene i capelli.
    Lascia correre le mani sulla pelle.
    Rivestiti lentamente, ricorda la collana di pietra.
    Metti un dito in bocca e spogliati un‘altra volta.
    Voglia. Prendimi. Presto.
    Ascoltiamo la musica.
    Rimetti il dito in bocca e ritorna prima sugli slip.
    Accarezza veloce il mio sogno.
    Di pelo magico e bagnato.
    Sfrutta, ferma il momento.
    Congelami e leccami.
    Tienimi per l‘inverno.
    Stringi le tette tra le mani. Sciogli i capelli.
    Affila le unghie, ricorda lo smalto.
    Tu conosci la mia passione, conosco i tuoi segreti.
    Ora leggimi. Passami sopra.
    Ti scriverò immagini sempre nuove.
    Percorrerò il tuo corpo come in una canzone.
    Succhierò il tuo avere.
    Leccherò il tuo essere.
    Non contento bacerò l‘interno delle tue cosce.
    Ascolterò i tuoi occhi.
    Penetrerò la tua voglia. Presto. Prendimi.
    Aspettami.
    Rivestiti e spogliati, tieni il bracciale.
    Parlami sulla bocca, ascolta i miei occhi.
    Bevi il mio essere.
    Rivestimi e spogliami
    Godiamo tutta la notte.

    Andrea Bolfi, nessuna precedente pubblicazione

Milano, 2006-08-20 13:26:04
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Ugo


«Essere considerati di chiesa non era di per sé una raccomandazione. L’espressione era usata talvolta per mettere genericamente in guardia, come a dire: “Attento, è di chiesa!”. Non che apparissero davvero più cattivi degli altri, solo un po’ troppo sicuri di non esserlo, e talvolta un po’ duri e sbrigativi nelle cose della morale e della fede, come se le avessero in proprietà.»

(Luigi Meneghello, Libera nos a malo)

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PAROLE NUOVE

La follia e l'implosione dell'evento
Le modalità della malattia mentale si radicano nelle strutture stesse dell’esistenza
Henry Maldiney (Pensare l'uomo e la follia) nota come nel linguaggio occidentale il lessico riferito al comprendere, custodisca una radice ‘prensile’. Nella follia, vi sono due cortocircuiti, che riguardano il rapporto tra esperienza e tempo da una parte, ed esperienza e spazio dall’altro. In entrambi i casi, quello della malinconia e quello della schizofrenia, Maldiney evidenza una sorta di patologia di esperienza, di cui l’impermeabilità all’evento è una delle cifre rappresentative. (Roberto Caracci)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)

Una forte speranza
La guerra vista da un bambino e la seconda bomba atomica
Human Rights Watch reputa che ci siano attualmente tra 200.000 e 300.000 bambini-soldato, arruolati e in armi in venti paesi in tutto il mondo. Infanzie negate e spesso soggette a orribili violenze, al servizio di bande di ribelli ma spesso anche di forze governative, partecipano a pieno titolo e a tutti gli effetti al combattimento. Vengono mandati avanti per individuare campi minati, compiere missioni suicide, fungere da collegamento come spie, messaggeri o vedette. (Rania El Mansour)
Il mistero della gabbietta vuota
La realtà parallela di Anna Maria Ortese
Quando apparve Il cardillo addolorato fu subito un bestseller. Ancora oggi i tre amici giunti a Napoli da Liegi, nel loro incontro con la popolazione ci aiutano a scoprire una città avviluppata nel mistero e nella propria inerzia. A Napoli - scrive Anna Maria Ortese - retorica e letteratura da strapazzo sono già tutte depositate nel costume, rifulgono nei modi civettuoli e vani delle dame, e scintillano nelle sale da ricevimento, nelle chiese sfarzose... (Redazione Virtuale)
Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici
Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008