ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

    Che dalla volta fosca
    non filtrasse chiarezza

    si accertò per soddisfarla

    e avvezzo alla vista
    le chiese di voltarsi
    con le spalle rivolte
    all’aria fresca
    d’autunno.

    Ne seguì con diletto
    Il radicarsi del tronco
    Nel declivio spoglio
    di molle argilla
    giovane avvallamento glabro
    tra pendici gemelle.

    e stillò acre umore di mandorle
    come a deporre armi
    prima di chinarsi ad assaporarne
    fragranza
    e umidi tepori di terra.


    Mai bocca era scesa a dissetarsi
    Ché credeva aride
    le esili labbra
    schiuse all’orale.

    La udì fremere
    in accordo dissonante
    E pensò fosse timore
    ‘si ché il tremore le scosse
    il ventre con forza

    forse lo stretto anfratto
    li imprigionava come confini
    di un ghetto


    Desiderò intatta
    Tale bellezza di sorgente
    al contempo dissacrata
    la purezza ingombrante

    dove

    lamenti
    toccanti
    riempissero gole
    con echi incauti,
    urgenti.

    Tania Bocchino, nessuna precedente pubblicazione

Milano, 2006-08-29 03:20:22
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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Non dunque la fede come tale, ma la servitù al dogma religioso, che della fede è la degenerazione, crea problemi per la democrazia. Esattamente, però, come, dall’altra parte, il relativismo scettico dell’“una cosa vale l’altra”. Due dunque i pericoli, e opposti: presso il credente, l’eccesso nel dogma; presso il laico, l’eccesso nel dubbio.»

(Gustavo Zagrebelsky, Contro l’etica della verità, Later

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PAROLE NUOVE

L'amore nelle stagioni in fuga
L'esperienza cosmica di Daniele Piccini
Con Altra stagione, Daniele Piccini disegna il reticolo di un canzoniere che pur utilizzando immagini e motivi della tradizione italica conserva una sua struggente modernità. Ardere nel presente vuol dire essere sottoposto a un processo alchemico di trasformazione, affrontare una dolorosa partenogenesi. Vivere non è solo metamorfosi, ma anche desiderio di ripartire ogni volta dallo zero assoluto del ventre e l’amore riporta nel sangue questo desiderio di origine (Roberto Caracci)
Vissuto da pelle femminile
Intervista con Clara Sereni
«Penso che politica e amore restino parole, emozioni, sentimenti legati ancora strettissimamente, non foss’altro perché non mi immagino una forma di amore, o anche soltanto di relazione, di rapporto anche amicale, che prescinda dalla visione del mondo di cui ciascuno è portatore». Per provare a raccontare la storia di una generazione, Clara Sereni doveva raccontarne le sfaccettature, mettendolo in conto di non doversene imbarazzare. (Paolo Di Paolo)
Dinanzi alle Terme di Caracalla
Tratta dalle “Odi Barbare”, s’ispira alla rievocazione commossa del paesaggio storico
La voce più intima di Giosuè Carducci, già individuata nel senso doloroso, seppur virile, della morte del tutto, nella stagione della estrema maturità, scarta ancora i limiti angusti della cronaca e della storia, per scendere nella profondità dell’io per indagare le ragioni ultime dell’essere. Questa ricerca è sottintesa dalla sicura consapevolezza di una «poetica della malinconia» e dall’acquisto di un nuovo senso creativo della «immagine» e della «parola», in una misura in cui coincidono prodigiosamente poetica e poesia. (Reno Bromuro)

Luna Calante
Addio ai campi
Lo sviluppo incontrollato non produce solo scarti di materie, ma anche scarti umani. Nel senso che lo sviluppo crea lavori e professionalità che non hanno necessariamente bisogno del bagaglio di competenze e di valori acquisti nel tempo e trasmessi a chi viene dopo. Lo sviluppo crea professioni vincolate allo stretto orizzonte dei suoi progetti. Poi, finito il lavoro, finito il lavoratore. Prova ne è la distruzione del lavoro agricolo e della relativa cultura, per far posto ad una industrializzazione che ha snaturato il passato della gente. (Alessandro Pirovano)
Desolazione del povero poeta sentimentale
Centrale la tematica del "fanciullino rovesciato"
Chi, scrive Sergio Corazzini, è veramente malato muore un poco ogni giorno, come le cose. Egli non è poeta, un vate non muore mai. Egli invece è un piccolo fanciullo che sa soltanto di morire. La poesia, negazione di se stessa, è sempre più simile al silenzio. Questa dichiarazione, più di una confessione, è l'esito di un rassegnato raccoglimento (Redazione Virtuale)
Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici
Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008