ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

    LE TUE MUTANDINE

    I merletti delle tue mutandine
    ondeggiano ancora su un vecchio balcone
    con la ringhiera arrugginita
    e lisa in più parti.
    Le guardo ancora, a volte,
    nel silenzio delle mie notti
    che durano una eternità .
    Mutandine bianche
    e trasparenti,
    che m’hanno fatto sognare
    in silenzio,
    mentre le osservavo
    sventolare al vento.
    E tu, viziosa,
    mi spiavi dalla finestra
    socchiusa
    quasi a cogliere le mie emozioni
    ed i miei primi tremori.
    Quanti sogni repressi,
    quanti turbamenti,
    quanti improvvisi rossori
    quando t’affacciavi al balcone
    e le staccavi lentamente
    simulando indifferenza.
    Ora, con lo sguardo perso nel nulla,
    penso alle rughe del tuo volto
    ed al tuo corpo disfatto
    che gli anni ti hanno
    regalato.
    Ma ricordo (e sogno),
    ancora,
    quelle mutandine di merletto
    ondeggianti
    ad un balcone
    con la ringhiera lisa
    e arrugginita.
    (Lillianes 22/06/2003 21.47)


    REPRESSIONI

    Quel ginocchio,
    ricordo,
    vogliamente
    abbracciato a due natiche
    sporgenti da una sedia,
    che lento strofinavo,
    tra un pater e un gloria,
    mentre il prete officiava
    ignaro all‘altare.

    E l‘ombra del peccato
    m‘aleggia addosso,
    ancora,
    ma anche del piacere
    che soffuso provavo
    a quel contatto
    ricambiato in silenzio.

    Scrollo alla finestra
    le immaggini rapprese
    negli angoli più bui dell‘intelletto:
    ombre lucenti
    destinate a vivere
    insieme ad altre repressioni
    che non riesco
    a buttare nel cestino.

    (Campo Tizzoro 09/11/99 16.25)


    VIA DELLE BARE
    (La Bertina)

    Via delle Bare numero sette,
    c’è la Bertina che mostra le tette,
    mostra le tette e qualcos’altro
    al suo vicino ch’è poco scaltro.

    Via delle Bare numero sette
    senza riguardo lei se lo mette
    se lo mette senza ritegno
    perché quello è solo il suo regno.

    E’ la Bertina una donna di mondo
    ha il culo bianco, ha il culo tondo,
    la sua vicina lei fa godere,
    con il salame del salumiere.

    Via delle bare numero sette
    e la Bertina canta e non smette
    canta e ridacchia sera e mattina
    per far dispetto alla vicina.

    E’ la Bertina una donna che intende
    sbircia chi passa dietro le tende
    se nella piazza v’è un signorino
    lei di sicuro gli frega un soldino.

    Via delle Bare numero sette
    se lui lo toglie lei lo rimette
    vuole godere sera e mattina
    questa è la vita della Bertina.

    E’ la Bertina una donna intrigante
    ama la vita, gode ogni istante
    senza pagare lei ci guadagna
    prova l’amore ed anche ci magna.

    Via delle Bare numero sette
    v’è la Bertina che mostra le tette
    mostra le tette e il culo bianco
    a chi la sbatte e non è stanco.

    (Boccheggiano 20/07/2005 22.49)

    PRIME SESSUALITA’

    Canta ancora,
    la nenia al tuo bambino.
    Dondola pian piano
    Il pargolo adagiato sull’anca
    appoggiata sul cavicchio
    d’una sedia di paglia
    e l’altra dondolante sul pavimento.
    Fammi intravedere, ancora,
    come un tempo,
    con indifferenza,
    il candore delle tue cosce
    che s’allargano e si rinchiudono
    scoprendo a tratti
    le bianche mutandine
    che m’han fatto sognare
    approdi mai raggiunti.
    Sbircio ancora
    Il tuo seno prorompente
    col capezzolo arrossato
    affacciato dalla nera camicetta,
    lasciato volutamente scoperto
    dopo aver allattato il tuo bimbo.
    Quante volte ho spiato
    tra i rami del fiordangelo
    le tue grazie
    che con indifferenza
    mi lasciavi alla vista.
    E tu eri conscia
    delle emozioni che provavo
    e provavi,
    tu, mamma-bambina,
    che giocavi con malcelata malizia
    a svegliare le mie prime sessualitÃ
    represse.

    (Lillianes 27/06/2003 23.45)

    PASSIONI ANTICHE

    Allungai a mano
    e nel sonno il corpo tuo palpai:
    carezze antiche
    e baci ormai sopiti
    rinvennero dai fiordi della mente.
    Vagai nel dormiveglia
    sul fiume dei mei anni:
    morbide sensazioni di pelle vellutata
    e dolci pensieri di affetti mai scordati
    tornarono nel cuore prorompenti.
    Ansie ed impulsi antichi
    e tradimenti,
    movimenti del corpo nel buio d’una stanza,
    gridoline di gioia e di piacere
    rimbalzarono sui muri
    d’una casa ormai lontana
    e mai dimenticata.
    Il sonno scese lieve
    e un mare di passioni
    avvolse la mia mente.
    Passioni sempre vive
    per un amore mai dimenticato,
    per certi baci
    ancora vivi e caldi sulle labbra,
    per un soffuso odore della pelle
    confuso tra il sudore,
    mischiato al nero scomposto dei capelli
    sciolti sui seni bianchi e affusolati.
    Quelle passione antiche
    che pulsano insistenti
    in certe notti bianche a ripensare
    onde di mare e mormorio di gente,
    movenze rapide del corpo e della mente.
    E poi l’amore che schizza per la stanza
    sopra il tuo corpo
    che ormai non sa di niente!

    (Lillianes 31/01/2003 11.45)

    DORMIENTE

    Un bottone staccato,
    dal suo pigiama rosa,
    mostrava la corona
    d’un capezzolo svogliato.
    Antico fulgore
    di desiderio e amore
    che solletica
    i sensi ormai assopiti
    e t’addolcisce il cuore.

    (Boccheggiano 28/09/2005 13.15)

    Salvatore Armando Santoro, www.poetare.it/santoro.html

Milano, 2006-09-14 16:30:11
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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Signor mio! Continuate a credere all'età della gente! In genere, è una convenzione. C'è gente che non è nata mai – voglio dire non ha cervello – o è nata solo ora, che è lo stesso, oppure da trecento anni, ma non connette. Gente, poi, che vede solo la roba; e questa è la più vecchia di tutte... Può avere anche tre anni. In realtà ne ha mille e trecento. La vecchiaia è questo»

(Anna Maria Ortese, Il cardillo addolorato)

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PAROLE NUOVE

La Galleria degli Uffizi
Il fiore dell'arte del Rinascimento
La Galleria degli Uffizi ospita una delle maggiori raccolte d’arte del mondo: il Rinascimento di Masaccio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, e Botticelli, Perugino, Pollaiolo, Tiziano. Il Rinascimento nel Rinascimento. Basta affacciarsi alle sue grandiose finestre per ammirare Palazzo Pitti, la cupola di Santa Maria del Fiore, Forte Belvedere. (Elena Marocchi)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Il Notturno andrebbe letta come l’opera di un cuore mis a nu alla maniera di Baudelaire, un taccuino esistenziale di dolore e sofferenza, con prospettiva sulla morte, come limite invalicabile dell’umana avventura. Quando la capacità di stupire venne meno, potè manifestarsi il D’Annunzio costretto a confrontarsi con uno stato e con sentimenti di sconfitta, di prostrazione, di ripiegamento, di delusione, di rinuncia e di tregua. (Fabrizio Falconi)

Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani
Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti. (Vittoria Polidori)
Libertà perduta
Parole sulle labbra degli ultimi
Le stanze del cielo sono, per Paolo Ruffilli, quelle che frazionano gli spazi già angusti del carcere e della tossicodipendenza, i cui abitatori sono segnati rispettivamente da una propria claustrofobica costrizione fisica e morale, rassegnati tutti alla perdita della libertà (Mirko Servetti)
Il giudice mite
Il pensiero, tra verità e dubbio
Gustavo Zagrebelsky, piemontese, è uno degli spiriti più brillanti della magistratura, un sostenitore convinto delle potenzialità di sviluppo della democrazia, uno strenuo difensore della carta costituzionale e della laicità dello Stato. (Redazione Virtuale)


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