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SCRIPTORIUM

    MAGNOLIA



    È un frutto di fico
    squarciato da un morso – il pube languido
    che riposa umido sotto le lenzuola –
    che secerne a gocce,
    lungo la buccia verde e liscia,
    dal picciolo strappato
    il liquido vischioso e bianco come il latte.
    Migrano sull’albero nodoso i pensieri stanchi;
    oltrepassando il diaframma
    di una finestra dagli scuri socchiusi
    e graffiandosi con le sue foglie ruvide e ampie.
    La stanza non è buia; è solo in penombra
    ed è per questo che accoglie
    silente
    tutti i rumori e gli odori dolci dell’estate.
    È bastato poco perché estremit carnose
    s’aprissero al tocco leggero di dita esperte.
    Sei come il vento bizzarro e impudico di giugno:
    che sfoglia e scarta i petali dei fiori della magnolia
    e ne disperde poi,
    nell’aria, il polline giallo e farinoso.

    Cristina Leti, nessuna precedente pubblicazione

Milano, 2006-09-15 10:48:50
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