ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

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Per una nuova etica dello sviluppo

Il tema dei RIFIUTI prosegue in questo semestre (gennaio-giugno 2007) una serie di argomenti incentrati sull\'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all\'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.
SEZIONE POESIA
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    Sboccerò per te come un bel fiore
    per lenire la tua pena segreta,
    sarò quel che ti appaga e che ti quieta
    per magica virtù del mio valore.

    Per sempre io resterò l’ardente face
    che ti riscalda, e quando l’ora scocca
    dell’amore, alla mano che mi tocca
    un dolce corpo che si dona e tace.

    Tamara Legnani, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-15 01:05:20)

    Ignori forse tu come ti sbatto
    se nudo m’offri il tuo corpo procace
    ed arde di libidine tenace
    la tua buia matrice a darsi pronta,

    se per sfrenata brama oggi ti piace
    d’esser intera posseduta a un tratto,
    così impetuosamente t’ho disfatto
    prima che tutta la tua voglia tace.

    E stringere e allentar mi piace il corso
    che ti aggrada di sì buona ragione
    per ghermirti dinanzi ovver nel dorso.


    Amica, quanto più devotamente
    mi chino su quel tuo corpo di ghiaccio,
    tanto, lo sento dopo il primo abbraccio
    d’un tratto tutto diventar rovente.

    E poi che il desiderio mio con niente
    mi fa di fuoco subito o di ghiaccio,
    con sempre rinnovata voglia ardente,
    io con quattro tentacoli ti allaccio.

    E mordere col mio avido dente
    le dolcissime forme prese al laccio,
    consentendo la bocca sorridente.

    Altro far non poss’io qua veramente
    che posseder quel tuo corpo di ghiaccio
    nell’immaginazion sfrenatamente.


    Sboccerò per te come un bel fiore
    per lenire la tua pena segreta,
    sarò quel che ti appaga e che ti quieta
    per magica virtù del mio valore.

    Per sempre io resterò l’ardente face
    che ti riscalda, e quando l’ora scocca
    dell’amore, alla mano che mi tocca
    un dolce corpo che si dona e tace.

    Ed ecco, all’improvviso tu ti senti
    oltrepassata, gi da me remota,
    cima, forse, d’un muto desiderio,
    d’una affannosa caccia…


    Il trionfo delle poppe, quella forte
    passione delle forme !
    la vita che ti invade è tutta da scoprire.
    sopra di te quel blocco
    d’attesa e di silenzio…


    La rivedo non più sola, diversa,
    sospinta indietro da un muro di nebbia e di anni…
    Lo sguardo di lei, fiera
    che ostenta altri pensieri
    dell’uomo di cui vanta,
    (e certo le deisdera !)
    le carezze e la sferza…

    Pietro Vasco, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-15 01:04:53)

    LE TUE MUTANDINE

    I merletti delle tue mutandine
    ondeggiano ancora su un vecchio balcone
    con la ringhiera arrugginita
    e lisa in più parti.
    Le guardo ancora, a volte,
    nel silenzio delle mie notti
    che durano una eternit .
    Mutandine bianche
    e trasparenti,
    che m’hanno fatto sognare
    in silenzio,
    mentre le osservavo
    sventolare al vento.
    E tu, viziosa,
    mi spiavi dalla finestra
    socchiusa
    quasi a cogliere le mie emozioni
    ed i miei primi tremori.
    Quanti sogni repressi,
    quanti turbamenti,
    quanti improvvisi rossori
    quando t’affacciavi al balcone
    e le staccavi lentamente
    simulando indifferenza.
    Ora, con lo sguardo perso nel nulla,
    penso alle rughe del tuo volto
    ed al tuo corpo disfatto
    che gli anni ti hanno
    regalato.
    Ma ricordo (e sogno),
    ancora,
    quelle mutandine di merletto
    ondeggianti
    ad un balcone
    con la ringhiera lisa
    e arrugginita.
    (Lillianes 22/06/2003 21.47)


    REPRESSIONI

    Quel ginocchio,
    ricordo,
    vogliamente
    abbracciato a due natiche
    sporgenti da una sedia,
    che lento strofinavo,
    tra un pater e un gloria,
    mentre il prete officiava
    ignaro all‘altare.

    E l‘ombra del peccato
    m‘aleggia addosso,
    ancora,
    ma anche del piacere
    che soffuso provavo
    a quel contatto
    ricambiato in silenzio.

    Scrollo alla finestra
    le immaggini rapprese
    negli angoli più bui dell‘intelletto:
    ombre lucenti
    destinate a vivere
    insieme ad altre repressioni
    che non riesco
    a buttare nel cestino.

    (Campo Tizzoro 09/11/99 16.25)


    VIA DELLE BARE
    (La Bertina)

    Via delle Bare numero sette,
    c’è la Bertina che mostra le tette,
    mostra le tette e qualcos’altro
    al suo vicino ch’è poco scaltro.

    Via delle Bare numero sette
    senza riguardo lei se lo mette
    se lo mette senza ritegno
    perché quello è solo il suo regno.

    E’ la Bertina una donna di mondo
    ha il culo bianco, ha il culo tondo,
    la sua vicina lei fa godere,
    con il salame del salumiere.

    Via delle bare numero sette
    e la Bertina canta e non smette
    canta e ridacchia sera e mattina
    per far dispetto alla vicina.

    E’ la Bertina una donna che intende
    sbircia chi passa dietro le tende
    se nella piazza v’è un signorino
    lei di sicuro gli frega un soldino.

    Via delle Bare numero sette
    se lui lo toglie lei lo rimette
    vuole godere sera e mattina
    questa è la vita della Bertina.

    E’ la Bertina una donna intrigante
    ama la vita, gode ogni istante
    senza pagare lei ci guadagna
    prova l’amore ed anche ci magna.

    Via delle Bare numero sette
    v’è la Bertina che mostra le tette
    mostra le tette e il culo bianco
    a chi la sbatte e non è stanco.

    (Boccheggiano 20/07/2005 22.49)

    PRIME SESSUALITA’

    Canta ancora,
    la nenia al tuo bambino.
    Dondola pian piano
    Il pargolo adagiato sull’anca
    appoggiata sul cavicchio
    d’una sedia di paglia
    e l’altra dondolante sul pavimento.
    Fammi intravedere, ancora,
    come un tempo,
    con indifferenza,
    il candore delle tue cosce
    che s’allargano e si rinchiudono
    scoprendo a tratti
    le bianche mutandine
    che m’han fatto sognare
    approdi mai raggiunti.
    Sbircio ancora
    Il tuo seno prorompente
    col capezzolo arrossato
    affacciato dalla nera camicetta,
    lasciato volutamente scoperto
    dopo aver allattato il tuo bimbo.
    Quante volte ho spiato
    tra i rami del fiordangelo
    le tue grazie
    che con indifferenza
    mi lasciavi alla vista.
    E tu eri conscia
    delle emozioni che provavo
    e provavi,
    tu, mamma-bambina,
    che giocavi con malcelata malizia
    a svegliare le mie prime sessualit
    represse.

    (Lillianes 27/06/2003 23.45)

    PASSIONI ANTICHE

    Allungai a mano
    e nel sonno il corpo tuo palpai:
    carezze antiche
    e baci ormai sopiti
    rinvennero dai fiordi della mente.
    Vagai nel dormiveglia
    sul fiume dei mei anni:
    morbide sensazioni di pelle vellutata
    e dolci pensieri di affetti mai scordati
    tornarono nel cuore prorompenti.
    Ansie ed impulsi antichi
    e tradimenti,
    movimenti del corpo nel buio d’una stanza,
    gridoline di gioia e di piacere
    rimbalzarono sui muri
    d’una casa ormai lontana
    e mai dimenticata.
    Il sonno scese lieve
    e un mare di passioni
    avvolse la mia mente.
    Passioni sempre vive
    per un amore mai dimenticato,
    per certi baci
    ancora vivi e caldi sulle labbra,
    per un soffuso odore della pelle
    confuso tra il sudore,
    mischiato al nero scomposto dei capelli
    sciolti sui seni bianchi e affusolati.
    Quelle passione antiche
    che pulsano insistenti
    in certe notti bianche a ripensare
    onde di mare e mormorio di gente,
    movenze rapide del corpo e della mente.
    E poi l’amore che schizza per la stanza
    sopra il tuo corpo
    che ormai non sa di niente!

    (Lillianes 31/01/2003 11.45)

    DORMIENTE

    Un bottone staccato,
    dal suo pigiama rosa,
    mostrava la corona
    d’un capezzolo svogliato.
    Antico fulgore
    di desiderio e amore
    che solletica
    i sensi ormai assopiti
    e t’addolcisce il cuore.

    (Boccheggiano 28/09/2005 13.15)

    Salvatore Armando Santoro, www.poetare.it/santoro.html (2006-09-14 16:30:11)

    Sentire il calore
    del tuo corpo,
    sprofondare il viso
    tra i seni
    asciutti e profumati,
    aderire a te
    dolcemente,
    fluttuare tra le lenzuola.

    E poi.
    Poi giunge la tempesta
    che ci fa andare su e giù
    che ci sbatte ai margini del letto
    che ci fa gridare di tormento.

    Un’eruzione
    mi seda
    ti inonda.
    Ricado tra i tuoi seni
    ora bagnati.

    Luigi Parise, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-14 01:07:50)

    TRAVAGLI

    Giacciono i miei versi
    trafitti dai tuoi dinieghi,
    da fuori stille d’alba
    intaccano le ultime
    ore di questa notte liquorosa
    orfana del tuo corpo di melassa.

    L’ho sognato, bramato,
    penetrato tra le onde spumose
    delle lenzuola, ogni gemito
    un rintocco raggiante sulla pelle.
    Dai, lascia un morso di ciliegia
    sul tornio delle mie labbra,
    che possa modellarlo
    in forma di rosa e farne bottoni
    per i tuoi seni da succhiare
    come pistilli di pervinche.

    Pensavo a versi duri, sai, audaci,
    versi che schiudano le cosce delle
    donne, dopo l’ennesimo
    ti amo ripudiato, ma via
    che sfiata quel grumo
    d’orgoglio che ci tiene
    restano i sogni e le segrete pene.

    Giuseppe Tirotto, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-14 01:07:18)

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«Ma la vera letteratura non è quella che lusinga il lettore, confermandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue insicurezze, bensì quella che lo incalza e lo pone in difficoltà, che lo costringe a rifare i conti col suo mondo e con le sue certezze»

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Il tempio inglese dell'arte italiana
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Inaugurata nel 1824 a Londra, è stata la prima pinacoteca ad ingresso gratuito. La ristrutturazione post-bellica consentì di ammodernare l’edificio di Trafalgar Square, che ospita un laboratorio permenente di restauro. Oggi la National Gallery vanta una delle più ricche collezioni di pittura europea. (Elena Marocchi)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Il Notturno andrebbe letta come l’opera di un cuore mis a nu alla maniera di Baudelaire, un taccuino esistenziale di dolore e sofferenza, con prospettiva sulla morte, come limite invalicabile dell’umana avventura. Quando la capacità di stupire venne meno, potè manifestarsi il D’Annunzio costretto a confrontarsi con uno stato e con sentimenti di sconfitta, di prostrazione, di ripiegamento, di delusione, di rinuncia e di tregua. (Fabrizio Falconi)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Ritorno a Baraule
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L'indagine di un cardiologo condannato dal male è pretesto per far parlare i personaggi e la scrittura, con Salvatore Niffoi, diventa personaggio essa stessa. Il lettore di “Ritorno a Baraule” avverte così gradualmente l'importanza di attraversare le vite degli altri per capire la propria. (Antonio Fiori)
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Emilio Lussu fu un eminente testimone del Novecento italiano. Attraverso appassionate descrizioni della vita in trincea e, successivamente, dell'esperienza dell'opposizione al regime fascista e all'impegno socio-politico a favore della rinascita della sua terra, spesso a rischio della propria incolumità fisica, ha rappresentato con coscienza gran parte del Novecento italiano. (Ademario Lo Brano)


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