ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

Per una nuova etica dello sviluppo

Il tema dei RIFIUTI prosegue in questo semestre (gennaio-giugno 2007) una serie di argomenti incentrati sull\'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all\'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.
SEZIONE POESIA
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    RITO

    Dioniso è Donna,

    roboanti trombe
    annunciano l’arrivo di torme
    d’insaziabili Madri

    i seni scoperti,
    in cerca del piacere

    assalgono l’Uomo,
    cavalcandolo furiose
    -gemiti altissimi
    sconvolgono
    la luna dormiente-
    infine, squartatolo,
    ne assaporano le carni.

    Michele Stuppiello, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-10 16:45:23)

    DA SOLI

    Sfiorar i gigli
    mentre Afro sudorifero
    svolazza sull‘arsa
    nostra cute primaverile:
    un Amorino lo accompagna,
    illeggibile nel tondo viso.

    Cosa esiste di meglio
    che un bacio ventoso
    nel rubicondo prato
    del Sogno?

    Francesco Maria Buattini, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-09 16:38:54)

    SENZA LE MUTANDINE

    Un viso senza et ,
    la prima pelugine
    che incorniciava una vulva
    appena sbocciata.
    E tu sentivi il desiderio
    di farti vedere
    per dimostrare ch’eri gi donna.

    Attimi di desiderio,
    che diventavano sempre più forti
    nel momento che noi ragazzini
    ti guardavamo con indifferenza
    e con il cuore in tumulto.

    E tu lo sapevi,
    impudica e provocante,
    e gi godevi le prime tue sessualit
    che guidavano nel silenzio della notte
    le tue dita
    per i primi piaceri solitari.

    E li ricordo quei momenti,
    li rivivo adesso che la ragione
    mi ha liberato dai miei complessi,
    e provo gioia e tenerezza
    a rivederti seduta
    su quei vecchi gradini
    d’una casa che ormai non c’è più
    e che, forse, sogni ancora.

    Santoro Salvatore Armando
    (Boccheggiano 23/08/03 11.55)



    (Non ricordo se sia stata pubblicata su www.poetare.it)

    PASSIONI ANTICHE

    Allungai a mano
    e nel sonno il corpo tuo palpai:
    carezze antiche
    e baci ormai sopiti
    rinvennero dai fiordi della mente.
    Vagai nel dormiveglia
    sul fiume dei mei anni:
    morbide sensazioni di pelle vellutata
    e dolci pensieri di affetti mai scordati
    tornarono nel cuore prorompenti.
    Ansie ed impulsi antichi
    e tradimenti,
    movimenti del corpo nel buio d’una stanza,
    gridoline di gioia e di piacere
    rimbalzarono sui muri
    d’una casa ormai lontana
    e mai dimenticata.
    Il sonno scese lieve
    e un mare di passioni
    avvolse la mia mente.
    Passioni sempre vive
    per un amore mai dimenticato,
    per certi baci
    ancora vivi e caldi sulle labbra,
    per un soffuso odore della pelle
    confuso tra il sudore,
    mischiato al nero scomposto dei capelli
    sciolti sui seni bianchi e affusolati.
    Quelle passione antiche
    che pulsano insistenti
    in certe notti bianche a ripensare
    onde di mare e mormorio di gente,
    movenze rapide del corpo e della mente.
    E poi l’amore che schizza per la stanza
    sopra il tuo corpo
    che ormai non sa di niente!

    Santoro Salvatore Armando (da www.poetare.it)
    (Lillianes 31/01/2003 11.45)

    Salvatore Armando Santoro, www.poetare.it/santoro.html (2006-09-08 16:33:12)

    1) GRANDE ALBERGO SOLE

    Se io fossi il deserto,
    se i miei fianchi fossero dune,
    tu che saresti?
    Saresti palma verde
    mi copriresti il capo
    mi daresti l’ombra ed il riparo.
    Saresti carico di dolci datteri succosi
    dorati come miele
    come ambra
    mi nutriresti e sfameresti
    saresti oasi e conca d’acqua fresca
    e in te io mi disseterei.

    Se io fossi il deserto
    se i miei fianchi fossero dune
    tu saresti un guerriero tuareg
    e vestiresti d’azzurro
    sopra un cammello.
    In me ti accamperesti
    e accenderesti un fuoco
    pianteresti la tua tenda
    su di me accosteresti l’ orecchio.

    Ed io ti parlerei
    dei miei silenzi
    del vento che mi solleva in aria
    in turbinio
    delle tempeste di sabbia
    che mi offuscano la mente e gli occhi
    dei viaggiatori solitari
    che mi hanno percorsa
    le loro storie
    i loro carichi di spezie
    ti canterei i loro canti
    intonerei la loro musica.

    Se io fossi il deserto,
    se i miei fianchi fossero dune
    tu saresti le bianche fungaie
    e i calcari fossili,
    e le nummoliti nere
    e i pinnacoli di roccia
    e le montagne strapiombanti
    e io, da lì, mi butterei giù.

    Se io fossi il deserto,
    se i miei fianchi fossero dune
    tu saresti alternanza di colori e luci
    saresti il secco ghibli che toglie il respiro
    la durezza del sole
    saresti un disco rosso rovente
    e ogni giorno
    per mesi, per anni
    bruceresti la mia pelle
    saresti la calura
    che accende e infiamma ogni arbusto
    e avvampa in fuoco ogni filo d’erba.

    Saresti la mia desolazione,
    la mia squallidezza;
    saresti serpente strisciante
    e scorpione mortale e lucertola
    e ratto canguro e volpe fennec
    e poi
    saresti arsura
    saresti sete
    saresti aridit
    e io ne morirei.

    Per me saresti questo e altro e altro ancora
    se io fossi il deserto,
    e se i miei fianchi fossero dune
    ma, oggi, non saremmo qua,
    in questi quattro canti di Palermo
    in questo grande albergo a quattro stelle
    in questo grande letto a due piazze
    sdraiati a chiacchierare e a riposare
    con quest’arietta fresca che entra dalla finestra
    rivolta giusto verso noi
    rivolta sopra questi miei grandi fianchi
    sopra i miei grandi fianchi, grandi come dune,
    dune del deserto.

    Antonella Pizzo, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-08 03:25:55)

    CONTESSA

    Contessa sdraiata, nuda,
    al centro di una stanza,
    ma i piedi sono ancora più nudi.
    Intorno facce metalliche,
    senza espressione,
    di uomini-automi
    -gli arnesi d’acciaio
    insistentemente affilano-
    poi esplosioni di Luce
    in ordine sparso
    accecano Contessa,
    la inebriano, la sfiniscono,
    lampi densi di Luce.

    Il sole è buio
    quando l‘amore si nega.
    Trionfo di Pace
    -lo spalancarsi di cosce-
    è il raggio accecante
    che dal Centro emana.

    Michele Stuppiello, opera non segnalata (2006-09-08 03:24:14)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«I risultati che gli pervennero Provenzano li tenne per sé, ma Giuffré riuscì a sapere che alcuni imprenditori del Nord si erano dichiarati favorevoli all’eliminazione di Falcone e Borsellino.»

Andrea Camilleri, Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano

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PAROLE NUOVE

Per una scenografia narrativa dei valori in atto
A proposito di una morale che non fa la morale
I valori morali elementari e universali di Sossio Giametta sono l’amicizia, il rapporto discepolo maestro, la maternità , il rapporto figlio-genitore e quello degli uomini con la natura e l’animalità , la malattia e la morte e la loro ripercussione su chi resta, la vanità , la malafede in agguato nella stessa generosità della munificenza apparentemente gratuita, il senso del bello che riscatta. Sullo sfondo, una concezione della natura umana, che vede nell’uomo, una checoviana marionetta in balia di madre natura. (Roberto Caracci)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
Il dolore del vivere
(Da assaporare fino all'ultima stilla)
La poesia di Camillo Sbarbaro fa da spartiacque fra la poesia del primo Ottocento e quella della prima rivoluzione industriale. L'atonia vitale, la pietrificazione interiore dell'individuo che assiste da spettatore inerte alla vita, la frantumazione della propria identità nei rapporti con il mondo esterno, sono la misura del disagio che l'uomo Sbarbaro avverte nei confronti di un'esistenza che subisce, volendola vivere nondimeno con avidità. (Anna Maria Bonfiglio)

Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani
Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti. (Vittoria Polidori)
Musulmani d'Occidente
L'Islam nell'epoca postcoloniale
Per Khaled Fuad Allam (La solitudine dell'Occidente), l'identificazione nell'Islam autentico della dimensione religiosa con la dimensione politica è un malinteso che non ha fondamento. La costituzione di movimenti islamisti, secondo i quali l'Islam viene concepito come un sistema politico islamico, è infatti relativamente recente. L'estremismo è frutto delle frustrazioni di una mancata o cattiva integrazione di soggetti che sono doppiamente sradicati: nei paesi d'origine e in quelli d'accoglienza. L'autore ci fornisce la sua prospettiva sul fenomeno dell'immigrazione ed elabora una personale visione dell'Europa. (Redazione Virtuale)
Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici
Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008