ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

Per una nuova etica dello sviluppo

Il tema dei RIFIUTI prosegue in questo semestre (gennaio-giugno 2007) una serie di argomenti incentrati sull\'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all\'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.
SEZIONE POESIA
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    SENSAZIONI

    Onde s’inseguono, imperiose s’infrangono
    iodio tutt’intorno
    respirano gli amanti, gocce di sale e stupore.
    Gemono
    nella notte le voci sospese
    seta e scie di operosi abitanti marini.

    Ogni attimo è sussulto, tregua e incanto,
    ginepro e mirto
    landa di fuoco e campo d’elicriso.

    Esplodono colori nel silenzio ormai ovattato.
    Il profumo è terra bagnata.

    Luisella Pisottu, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-08 03:10:33)

    SABBIA

    Sabbia arrossisce
    nei silenzi di baci rubati.

    Sguardi riscaldano sguardi,
    corpi cadono avvinti
    in campi di rena infuocata

    Sospesa
    la testa si perde
    in vortice obliquo

    Ora, frenetica danza


    BACIO

    Come radici di bagolaro
    forti e torte
    sgretoli rocce
    frughi a riempire spazi
    scostare tende su scenari,
    riti privati

    Dimentico di pensieri
    apri il varco al sentire

    liberi, fai pregustare.

    Sei l‘inchino prima dell’applauso.

    Luisella Pisottu, nessuna precedente pubblicazione (2006-09-08 03:09:55)

    DOLCENERA

    Nera che porta via che porta via la via
    nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
    nera che picchia forte che butta giù le porte
    nera di malasorte che ammazza e passa oltre
    nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c‘è luna luna
    nera di falde amare che passano le bare
    ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
    ché è venuta per me
    è arrivata da un‘ora
    e l‘amore ha l‘amore come solo argomento
    e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
    acqua che non si aspetta altro che benedetta
    acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
    acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte
    ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
    quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
    e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell‘onda
    e la lotta si fa scivolosa e profonda
    acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
    acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
    acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti
    oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
    che si prende per mano
    a battaglia finita
    come fa questo amore che dall‘ansia di perdersi
    ha avuto in un giorno la certezza di aversi
    acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
    bassa sfila tra la gente come un innocente che non c‘entra niente
    fredda come un dolore Dolcenera senza cuore
    e la moglie di Anselmo sente l‘acqua che scende
    dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
    nel suo tram scollegato da ogni distanza
    nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza
    così fu quell‘amore dal mancato finale
    così splendido e vero da potervi ingannare

    Fabrizio De Andrè, opera non segnalata (2006-09-07 23:38:07)

    TUTT‘ ‘E DDÓJE

    Tutt‘‘e ddóje, chella vota,
    ‘e vvocche sóje
    p‘ ‘a ggioia mia s‘araprèttero
    rint‘ ô stesso mumento o quase,
    una vuleva esse trafitta,
    l‘ata vuleva régnerse ‘e vase.

    Ma io, ca ‘e chesti ccose
    crerévo ‘e cunosce l‘arte,
    fra loro ddóje, ‘mbriacato,
    nun me sapiétte sparte.

    E ‘a vocca fatta p‘esse trafitta
    avette migliare ‘e vase,
    mentre chella ca vase vuleva
    fuje rignuta ra fuoco fremente.
    Come putette succere
    nun saccio overamente.



    Tutte e due – Tutte e due, quella volta, / le sue bocche / per la mia gioia si aprirono / nello stesso momento o quasi, / una voleva essere trafitta, / l’altra voleva riempirsi di baci. // Ma io, che di queste cose / credevo di conoscere l’arte, / fra loro due, ubriaco, / non mi seppi dividere. // E la bocca fatta per essere trafitta / ebbe migliaia di baci, / mentre quella che baci voleva / fu riempita da fuoco fremente. / Come poté accadere / non so veramente.

    Mario Mastrangelo, opera non segnalata (2006-09-04 01:49:28)

    ‘A VELA

    Io songo na barca a vela,
    tu certi vvote sì ‘o mare,
    certi vvote faje ‘o cielo.

    Mo sì mare (io te solco)
    e staje sotto a mme,
    onna schiumosa,
    mo sì cielo
    e me gunfie c‘ ‘o viento
    ‘e nu desiderio impetuoso.

    Po‘ ancora faje ‘o mare
    e ‘a vela ca songo io
    affonna e arapre
    rint‘ a tte na via.
    Po‘ tuorne a f ‘o cielo,
    io vela resto,
    e m‘avvito felice
    rint‘ ô cceleste.

    Me piace sempe ‘o mare
    e ‘o cielo ca sì tu,
    e me vulesse perde,
    jenno a funno
    o vulanno,
    ‘nt‘ a sta dulcezza blu.


    La vela – Io sono una barca a vela, / tu certe volte sei il mare, / certe volte fai il cielo. // Ora sei mare (io ti solco) / e stai sotto di me, / onda schiumosa, / ora sei cielo / e mi gonfi col vento / di un desiderio impetuoso. // Poi ancora fai il mare / e la vela che son io / affonda ed apre / dentro te una via. / Poi torni a far il cielo, / io vela resto, / e mi avvito felice / dentro il celeste. // Mi piace sempre il mare / e il cielo che sei tu, / e mi vorrei perdere, / affondando o volando / in questa dolcezza blu.

    Mario Mastrangelo, Mario Mastrangelo: E ttégole r’ ‘o core, Le tegole del cuore, 1997, ed. Ripostes, Salerno-Roma (2006-09-04 01:39:19)

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PROGETTO U.G.O.
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«La democrazia non è solo un metodo di scelta del governante; fondamentalmente, è un metodo di esercizio del potere.»

(Bruno Tinti, Toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa)

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PAROLE NUOVE

Il ritorno di Hermes nella critica letteraria
«Nel segno del Tao e di Mercurio, distruggiamo la regia più autoritaria e autoreferenziale che ci sia: quella dell’Ego.»
Capire non vuol dire circoscrivere il senso di un testo. Paolo Lagazzi ripropone un’ermeneutica che rispetti Hermes in ogni senso, e il testo con lui. Un’ermeneutica critica ‘nel tempo’, nel divenire. Una critica mimetica che trova il suo esponente più acuto in Pietro Citati. L’autore-critico porta dentro di sé due archetipi: il Saltimbanco baudelairiano, che viaggia sulla corda sospesa, e l’illusionista o il Mago, che riesce a tirare fuori dal reale quello che è nascosto, ma anche quello che non c’è, che non esiste, e gioca sul filo del mistero tra realtà e apparenza, caratteristiche che Lagazzi indica in scrittori come Barilli, Bontempelli e Zavattini. (Roberto Caracci)
Vertigine da infinito
Critica: il 'metodo Citati'
In questa intervista, Pietro Citati ripercorre il Novecento animato dall’interesse per l'infinità del 'senza limite', suggestione che, fin dai tempi dell’Ulisse dantesco, ha affascinato l’umanità. (Pierluigi Pietricola)
Nel buio della notte
Un punto invisibile, anonimo, da cui si scrive
È la Parigi anni '70 la protagonista di Nel buio della notte (1976), con il suo tessuto sociale e urbano in mutamento e al centro, emblematico, il quartiere le Halles. Un confronto dell'esperienza di Alba De Céspedes con quella di Italo Calvino, sul piano delle difficoltà che l’essere umano incontra nel suo tentativo di stabilire un rapporto con le trasformazioni della sua città, il senso di smarrimento e solitudine di fronte al nuovo che avanza, che passa, dalla dicotomia tra vecchio e nuovo, al conflitto generazionale. (Eva Di Tullio)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Ritorno a Baraule
Una Sardegna senza compromessi né filtri
L'indagine di un cardiologo condannato dal male è pretesto per far parlare i personaggi e la scrittura, con Salvatore Niffoi, diventa personaggio essa stessa. Il lettore di “Ritorno a Baraule” avverte così gradualmente l'importanza di attraversare le vite degli altri per capire la propria. (Antonio Fiori)
Giovanni Sartori
Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo
Giovanni Sartori è nato a Firenze. Laureato nel 1946 in Scienze Politiche e Sociali, già autore di una teoria riguardante la classificazione dei sistemi partitici, è riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di politologia. Ha insegnato nelle università di Firenze, Stanford, Yale e Harvard e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008