ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

Per una nuova etica dello sviluppo

Il tema dei RIFIUTI prosegue in questo semestre (gennaio-giugno 2007) una serie di argomenti incentrati sull\'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all\'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.
SEZIONE POESIA
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    Alie

    C‘è una casa sul mare
    nel quartiere del porto
    sa di sale e salmastro
    color bianco calcare.

    I palazzi si squadrano
    sopra ciottoli grigi
    e il libeccio potente
    tra intricati carrugi
    gratta via calcinacci
    sibilare pertugi.

    Una nave attraccata
    nel tramonto del sole
    in contrasto all‘arancio
    di un bel giorno che muore.

    E ritorna il camallo
    nella casa del porto
    che ha bevuto e cantato
    sulla cassa del morto.

    Porta odore di piogge
    nella sacca sul dorso
    e di terre e di sabbie
    e di posti da dove
    sente l‘eco di un nome.

    Una donna lo guarda
    l‘ha aspetato da molto
    dietro quella persiana
    verso il faro del porto.

    Alto e bianco un gabbiano
    sa che arriva tempesta
    mezzaluna di piume
    in quest‘ora molesta
    in cui tuona il Tirreno.

    Plana a picco sul molo
    mentre il mare a schiantate
    graffia i denti di cane
    tra gli scogli serrati.

    Ora guarda il camallo
    la sua Alie sirena
    scioglie neri i capelli
    ed intona il suo canto
    in un letto di onde
    fa danzare il suo corpo
    che ha il sapore e l‘odore
    di conchiglia di mare.

    2 gennaio 1995

    Tu sei per me
    quella casa in collina
    ai margini del bosco,
    sei l‘odore dell‘erba
    in una notte d‘agosto.

    Sei il fuoco nel camino,
    il sole che mi abbraccia,
    un campo senza ortiche,
    una stanza in quella casa
    dove ti ho dato tutto
    senza volere nulla.

    E diventai una donna.
    E in grembo la mia stella
    che non sapeva ancora
    del mondo che ci aspetta,
    di quanto questa vita
    ci cambi così in fretta.

    Ma nella notte penso
    e ti rivedo ancora
    accanto a quella casa
    ai piedi dell‘aurora:
    in una notte magica
    di un cielo che franava,
    un San Lorenzo caldo
    che ci prendeva l‘anima
    fatta di stelle lucide
    sopra quel cielo livido.

    Di quella notte insieme
    ci ha uniti un solo brivido
    d‘amore e di speranza
    per quella vita nuova
    che adesso sboccia vivida
    e che ci unisce ancora.

    Euridice

    Ti verrò in mente
    e sar d‘estate,
    e sar il caldo del sole
    che ancora scalda il tuo stanco dolore
    a ricordarti i miei abbracci tiepidi
    e le carezze, e l‘odore di giugno
    dell‘erba umida nel vuoto notturno
    di tante lucciole lievi.

    Ti verrò in mente e sarai in una stanza
    da cui si vede volare i gabbiani,
    da cui si sente suonare le navi,
    in cui nell‘ombra mi sussurravi
    che in me credevi
    e che mi volevi
    sempre così: per sempre
    io sola, così.

    Ti verrò in mente e ti voltera
    e poi di nuovo verrò imprigionata
    nell‘altro mondo
    in cui solo il ricordo
    può farmi vivere ancora per te.

    La casa delle luci

    Una torre di sassi
    sopra l‘isola brulla
    ha due occhi che guardano
    verso il vuoto del nulla.

    La nereide si acconcia
    madreperla di schiume
    e gli anemoni acidi
    accarezzano squame
    di due code sinuose
    sotto fianchi di donna.

    Il rapace sorvola
    scorre l‘ombra sul mare
    poi si butta in picchiata
    a strappare una preda
    a quell‘onda che muore
    sulla spiaggia racchiusa
    da strapiombi di rocce.

    Sulla torre di sassi
    si è posato il gabbiano
    da vedetta al suo mondo
    un ricordo lontano
    ha paura dell‘uomo
    che lo aveva tradito.

    Rompe i vetri furioso
    con beccate violente
    della casa di luci
    che rimangono spente.

    Accecata la notte
    ora resta lui solo
    con Nereide che canta
    e di l spicca il volo.

    Io mare

    Chiss se mi pensi
    e quando mi pensi
    che pensi di me.

    Chiss se mi senti
    che cerco il tuo viso
    i tuoi gesti, i tuoi occhi.

    Che pensi di me se ti sto più vicina
    a sentirti parlare.

    Non sento parole,
    non vedo una stanza,
    ti sento da dentro
    venirmi a sfiorare:


    tu vento maestrale,
    io, mare.


    alessandra casaltoli, nessuna precedente pubblicazione (2006-08-20 13:18:47)

    Scorgendo d‘un tratto i nostri corpi allacciati
    ingigantiti dal lume sulla parete di fronte
    penso con rimorso ai tuoi anni:
    non ho da offrirti che questo amoroso sperpero
    di carezze,questi battiti forsennati del cuore
    mentre affondo nel tuo mistero di brividi
    nel tuo modo spaventato di godere.

    Stefano Simoncelli, \\\ (2006-08-19 12:01:10)

    ODIO LA NOTTE...

    Odio la notte che ti nasconde
    E il giorno che ti mostra radiante

    Odio il sole che ti guarda
    E il vento che gonfia le tue gonne

    Odio l‘ombra che t‘accompagna
    Odio gli anni che ci separano

    Odio il mio insano amarti

    E ti amo ti amo ti amo
    Fino alla suola delle tue scarpe

    Franco Paisio, nessuna precedente pubblicazione (2006-08-10 05:01:25)

    PANIKA

    Ho cercato tra colline
    golfi, seni:
    I tuoi seni i tuoi golfi

    Ho accarezzato fitti boschi
    Lussureggianti tra le grotte,
    Le sabbie bianche
    Il colore della tua pelle.

    Mi sono chinato
    Ammirando l’orizzonte
    Della tua linea flessuosa;

    Ho visto nascere oltre il ventre
    I monti di Calabria
    E le montagne tuffarsi nell’abisso

    Sentirti donna e fanciulla
    E madre e nuova ad ogni sussulto,
    Ad ogni marea
    Cullare il nostro piacere

    Hai soggiogato la Luna
    Ed i pianeti
    che m’indicano la strada,

    Hai fermato Venere
    Tirandole i capelli
    Gelosa ad ogni suo capriccio.

    I miei sensi
    Si smarriscono nell’universo
    E mentre esplodono le stelle
    Piogge fecondano
    La terra dei miei avi

    Davanti al loro focolare
    Le fiamme ti sussurrano
    Ora i versi del mio amore.

    Emanuele Sorrentino, nessuna precedente pubblicazione (2006-08-10 05:00:53)

    Ti voglio stesa
    Ti voglio zitta e bagnata
    Ubbidiente e trasparente
    La tua pelle sul mio corpo
    Ti voglio mia anche se sei loro
    Tu sei la dea ed il sesso non c’entra
    Tu sei mia e ti voglio
    Adesso
    Dopo
    Sempre
    Su di me
    Su di te
    Dentro me
    In te

    Matteo Mainardi, http://blog.libero.it/DiarioBollente (2006-08-08 03:31:52)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«[...]di pescivendoli, ortolani, fioriste, acquafrescai – insomma, tutta la vita traboccante di suoni di quella città libera, selvaggia, oscura e beata insieme, nota in tutta Europa per la sua gioia, di cui dava esca, talora, un ignoto quanto insensato dolore, giustificato, presumiamo, dalle precarie quanto strane sue condizioni politiche: di capitale di un regno senza fondamento di bontà o ragione, e perduto nello sfrenato Immaginario.»

(Anna Maria Ortese, Il cardillo addolorato)

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PAROLE NUOVE

Il ritorno di Hermes nella critica letteraria
«Nel segno del Tao e di Mercurio, distruggiamo la regia più autoritaria e autoreferenziale che ci sia: quella dell’Ego.»
Capire non vuol dire circoscrivere il senso di un testo. Paolo Lagazzi ripropone un’ermeneutica che rispetti Hermes in ogni senso, e il testo con lui. Un’ermeneutica critica ‘nel tempo’, nel divenire. Una critica mimetica che trova il suo esponente più acuto in Pietro Citati. L’autore-critico porta dentro di sé due archetipi: il Saltimbanco baudelairiano, che viaggia sulla corda sospesa, e l’illusionista o il Mago, che riesce a tirare fuori dal reale quello che è nascosto, ma anche quello che non c’è, che non esiste, e gioca sul filo del mistero tra realtà e apparenza, caratteristiche che Lagazzi indica in scrittori come Barilli, Bontempelli e Zavattini. (Roberto Caracci)
Dal palcoscenico all'aula
Significato e valore della trasmissione del sapere
Da questo colloquio con Moni Ovadia cerchiamo di ricostruire il percorso che ha portato il musico-teatrante all'insegnamento dell'umorismo ebraico all'Università di Padova, le emozioni e la lezione che lui stesso ha ricavato da questa esperienza e che condivide con noi. (Laura Tussi)
Dinanzi alle Terme di Caracalla
Tratta dalle “Odi Barbare”, s’ispira alla rievocazione commossa del paesaggio storico
La voce più intima di Giosuè Carducci, già individuata nel senso doloroso, seppur virile, della morte del tutto, nella stagione della estrema maturità, scarta ancora i limiti angusti della cronaca e della storia, per scendere nella profondità dell’io per indagare le ragioni ultime dell’essere. Questa ricerca è sottintesa dalla sicura consapevolezza di una «poetica della malinconia» e dall’acquisto di un nuovo senso creativo della «immagine» e della «parola», in una misura in cui coincidono prodigiosamente poetica e poesia. (Reno Bromuro)

Fuoco
Da "La vocazione del netturbino"
Un appartamento immerso in un'atmosfera lugubre. Un ragazzo ne esce e si aggira con un badile e una torcia elettrica per una discarica di rifiuti. La notte è animata dal volo dei gabbiani e dei corvi e il percorso è reso insicuro e viscido dalla incredibile varietà di prodotti organici marcescenti e dai liquami che ne fuoriescono. Mentre il rombo delle ruspe avanza, il protagonista è incalzato dal rogo generato dal calore della sua stessa torcia... (Roberto Caracci)
Un insospettabile De Amicis
Anti-retorico, ironico e sensuale
Amore e Ginnastica di Edmondo De Amicis incornicia un gruppo di famiglia in un interno dove si consumano con insostenibile leggerezza amori segreti, invidie sociali, modesti successi e piccoli drammi borghesi. In questo romanzo De Amicis non è da libro Cuore e anticipa l’indiscreto e rassicurante rapporto voyeristico tra attore e spettatore. (Pasquale Vitagliano)
Un testimone del Novecento
Tra rigore morale e impegno intellettuale
Emilio Lussu fu un eminente testimone del Novecento italiano. Attraverso appassionate descrizioni della vita in trincea e, successivamente, dell'esperienza dell'opposizione al regime fascista e all'impegno socio-politico a favore della rinascita della sua terra, spesso a rischio della propria incolumità fisica, ha rappresentato con coscienza gran parte del Novecento italiano. (Ademario Lo Brano)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008