ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM

Per una nuova etica dello sviluppo

Il tema dei RIFIUTI prosegue in questo semestre (gennaio-giugno 2007) una serie di argomenti incentrati sull\'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all\'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.
SEZIONE POESIA
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    L'AMORE PRIMA D'ESSERE AMORE

    Il soffio
    prima
    della voce

    la luce
    prima
    dello sguardo

    il balzo
    prima
    d'esser volo

    il sole
    riflesso

    di un'auto
    che passa

    la lama
    lucente

    la stanza
    trafitta.

    Daniele Locchi, nessuna precedente pubblicazione (2006-07-13 16:50:05)

    PARTITURA DISARMONICA

    E mi prendi nel vicolo
    nessun bacio su zigomi
    caro che m’eri caro.
    Tremule note vibrano
    in accordi che arrancano
    su impropèri stonati.
    Con il sole a sghimbescio
    con quest’aria di marzo
    infilzata negli occhi
    il desiderio ingombra
    di fatiscente spazio.
    Caro che m’eri caro
    l’inarcarsi dei ventri
    non è che un esibire
    se solo ci eseguiamo.
    Per pene e per vagina
    la partitura chiede
    ma l sul pentagramma che gi affiora
    da cumuli disciolti lungo il muro
    concertano nell’ombra mille viole.

    Adriana Libretti, nessuna precedente pubblicazione (2006-07-13 13:45:16)

    DAL CALAR DEL SOLE AL PRIMO ALBORE…

    Udivo il brivido
    innalzato da mani...
    frequenti ormeggiavano
    sul declino dei miei passi,
    nell’intensa visione
    s’espandevan
    voci alternate,
    un chiassoso urlo calcava la mia fronte,
    migrando da un luogo passeggero.

    Spargendomi di gioia
    saziavo la mia voglia
    precipitando
    ove alberi di paglia si fondono alla terra al morire del sole.

    La forma della luna
    …altalena…
    in una confusione frustrata e ingannata,
    semi di vita aleggiano nell'etere,
    acque assetate ghiacciano mute parole del mare,
    spente,
    somiglian a gole di sangue.

    Gli occhi suoi al mio cammino
    parlano sazi,
    il suo ardore forte a me trapassa in un sorso disilluso,
    stregato è il suo fiato che il corpo fascia,
    granelli di lacrime siedono mobili e
    navi spazzate nell’abisso d’ una goccia fermano il tempo.

    È come ardere in un fuoco d’acqua, è la luce che cessa di respirare.

    L’essenza del suo corpo florido,
    in una siepe trasporta il pensiero aldil del monte
    passi ed ombre dipinte, fuggono giù per la stretta via,
    a scappar sempre più un tormento
    ma nulla sorseggia passione come noi,
    il mio e il suo sguardo folle,

    occhi infiniti

    braccia trepide

    gambe strette al formar d’una stella

    quale meraviglia a noi sia scivolata addosso…
    La pelle aromatizza il vento che tiepido carezza i due respiri,
    le sue labbra morbide quasi somigliar ad una nuvola,
    assaporarle temeva la mia bocca,
    al calar del sole divenne un’ opera lirica.

    Musica, canto e attori divenimmo noi
    ballando l’amore,
    bramando l’erba,
    sognando la luce del mattino.

    Carpiti i nostri sensi in un ramo di illusioni,
    armoniosi l’uno con l’altro
    spinti al desiderio tesi al peccato
    nulla inibisce a saziar dell’amplesso.

    Colmo è il mio spirito
    serpentino volteggia tra sogni,
    capelli ornati di perle
    scivolano lungo il suo petto,
    le sue movenze gelano Terra e Aria.

    Luce solitaria intorno a noi…

    Puri innalzano al cielo i suoi occhi il grido del piacere
    afferrano nubi argentee,
    farfalle d’oro danzano al vento
    e l’ebbrezza si dilegua in noi.

    Ombre palpate da sintonia avversa
    calano suoni alla memoria
    destati al primo sole.

    Romina Russo, opera non segnalata (2006-07-13 13:43:35)

    Appoggiare
    la mia solitudine
    alla tua,
    appoggiare il mio corpo
    perdersi nel tuo
    unire la mia anima
    attraverso
    il tonfo del cuore
    che risuona
    sul tuo
    per sentire che
    ci sei, siamo
    nella stessa felice
    ansia d’ infelicit

    Serena Acc scina, nessuna precedente pubblicazione (2006-07-13 13:40:39)

    IL FREDDO

    E’ il freddo che mi prende
    e una domanda sale
    dal mio profondo abisso
    vuoto d’amore
    che chiama
    Il tuo abbraccio

    Serena Acc scina, nessuna precedente pubblicazione (2006-07-13 13:39:45)

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«Silenzio - grotte
di bianco cristallo
scavo
alle fiabe -sul pianto il cuore trascorre -
sul lago celeste
con occhi grandi - cigliati
di glicine -»

(Antonia Pozzi, In sogno, 28 settembre 1933 in Parole)

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PAROLE NUOVE

Alla ricerca dell’heimat perduta.
Riflessioni sulla poesia civile in Italia.
La poesia civile deve muovere all’azione, partendo dal propria identità più autentica e non è forse il legame tra la parola e la terra l’identità più autentica della poesia civile? Se l’anima è il luogo della poesia, la propria terra è il luogo della poesia civile. (Pasquale Vitagliano)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
Una realtà da scontare
Le anguste vicende della piccola borghesia nelle pagine di Maria Messina (1887-1944)
Dimenticata dalla storia letteraria del Novecento, tratta dall’oblio grazie all’attenzione di Leonardo Sciascia, Maria Messina apre le porte di un mondo mediocre, chiuso nel proprio egoismo e refrattario ad ogni mutamento, un mondo di piccoli borghesi la cui unica preoccupazione è di salvare la faccia di fronte alla comunità cui appartiene. A questo universo ristretto e spesso meschino non è facile sfuggire, soprattutto per chi, come le donne che lei racconta, non riesce ad esercitare la propria libertà interiore. Le prigioni che descrive, che rinserrano tanto le vittime quanto i persecutori, sono i cerchi chiusi dentro i quali le protagoniste si vedono vivere. Nella rinuncia, nella resa, nell’accettazione di quello che è ritenuto ineluttabile non v’è debolezza o ignavia, ma il segno di una realtà da scontare. (Anna Maria Bonfiglio)

Luna Calante
Addio ai campi
Lo sviluppo incontrollato non produce solo scarti di materie, ma anche scarti umani. Nel senso che lo sviluppo crea lavori e professionalità che non hanno necessariamente bisogno del bagaglio di competenze e di valori acquisti nel tempo e trasmessi a chi viene dopo. Lo sviluppo crea professioni vincolate allo stretto orizzonte dei suoi progetti. Poi, finito il lavoro, finito il lavoratore. Prova ne è la distruzione del lavoro agricolo e della relativa cultura, per far posto ad una industrializzazione che ha snaturato il passato della gente. (Alessandro Pirovano)
L'amore ai tempi del disincanto
Candidato al Premio Strega 2008
Con 'Le seduzioni dell'inverno', il consueto sguardo sottile, tagliente, la straordinaria capacità di Lidia Ravera di attingere in profondità nell’animo umano, donano al lettore un romanzo scandito da colpi di scena. Parabola noir del disincanto, della disillusione di un amore adulto, imprevisto quanto insidioso. Un capitolo in più nella letteratura a cavallo del millennio. (Luca Gabriele)
Stefano Finiguerri
La sua poesia canzonatoria imperversava nelle osterie
Nel clima di atmosfera festosa susseguente alla capitolazione di Pisa ghibellina ad opera dei guelfi di Firenze nasce la corrente comico-realistica di Stefano Finiguerri, principale esponente della poesia satirica fiorentina a cui si attribuisce un naturalismo forte e vigoroso (Viviana Ciotoli)


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