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Si pensi, per fare un esempio, all'arte del cantastorie: che senso avrebbe oggi continuare a proporre le stesse melodie ossessive su cui anticamente il testo veniva steso? In fondo esse non assolvono più la funzione informativa che avevano un tempo. Così come lendecasillabo non costituisce più un metro facile da memorizzare, durante le notti di veglia nelle stalle. I nuovi cantastorie progressivamente abbandonano le formule tradizionali che caratterizzavano il regime dell oralità, per adottarne di nuove. Iniziano a modellare i loro brani, a partire dai prodotti dellindustria culturale, più longevi poiché non costretti a veicolare informazioni facilmente deperibili. Giungono persino ad ottenere qualche sporadico riconoscimento nellambiente dei cantautori. Salgono sul palcoscenico di Umbria Jazz insieme a un orchestra di griot africani, suonano con importanti jazzisti e frequentano importanti salotti televisivi. Si rivela insomma possibile, anzi necessario per ciascuno di loro cercare un incontro fra teatro popolare e spettacolo tout-court.
Bibliografia: - R. Leydi, I Canti popolari italiani, Mi, Mondadori, 1973
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(Berto, De Monticelli, Fallaci, Malaparte, Romano) Tra memorie storiche e individuali
Paolo Di Paolo a Il giardino d'inverno Dal confronto tra l'opera prima della giovanissima rivelazione (Nuovi cieli, nuove carte), ospite della serata, e l'opera di Paola Capriolo, sono emerse interessanti analogie, dietro a cui si affacciano anche profonde differenze di tematica, di poetica e di stile (di Roberto Caracci). Scrivere per possedere la vita
La lettura per entrare in contatto con il resto del mondo La voce di Rosetta Loy, limpida e inconfondibile, nasce da una grande passione per quella pazzia innocua e poco dispendiosa che permette di vivere molte vite diverse: la scrittura. (di Paolo Di Paolo)
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