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E imparano a leggere il mondo, prima ancora di leggere i libri, attraverso il processo di dare il nome alle cose, abbinando un oggetto concreto a un simbolo astratto - la parola - detta o scritta che sia.
E infine imparano guardando, vedendo ladulto che legge; perché lesempio è sempre la forma più efficace di insegnamento. Ecco che una preparazione alla lettura si costruisce lentamente nel corso degli anni attraverso una funzionale strategia coordinata tra ambiente familiare e scolastico che rafforza nellimmaginario iinfantile lassociazione della lettura a un attività estremamente piacevole. Sarà poi il piacere di leggere, a sua volta, che aprirà le porta a tutta una serie di benefici fondamentali per lo sviluppo emotivo e mentale del bambino, nel suo percorso di crescita, attraverso ladolescenza , verso letà adulta. Leggere, soprattutto in giovane età, quando la mente è ancora aperta e ricettiva, allarga gli orizzonti e mette direttamente in contatto con idee, persone, situazioni e luoghi che altrimenti non sarebbero facilmente conoscibili in prima persona. Il bambino impara a conoscere che esistono anche altri modi di pensare, di vivere e di essere, si allena a cogliere sfumature di sentimenti ed emozioni che possono far risuonare in lui la vastità della gamma del suo stesso mondo interiore. La lettura sviluppa il pensiero, inducendo il ragionamento e allenandolo attraverso spunti presi da ragionamenti logici altrui e sviluppa contemporaneamente limmaginazione, la capacità di far vivere il teatro interno di immagini e simboli anche come trampolino di lancio per lazione creativa nella vita. Lidentificazione con personaggi e vicende, risveglia e stimola anche la dimensione noetica dei ragazzi, invitandoli a crearsi una scala di valori, a coltivare ideali, a lasciar vivere in loro lentusiasmo e il desiderio di vedersi coinvolti, come i loro eroi, in iniziative grandi e significative. Leggere insegna anche a stare bene con se stessi, a non temere la solitudine, ma a scoprirsi capaci di gioire anche da soli del proprio tempo. Naturalmente, a questo punto, entra in gioco il discorso sulla scelta delle letture per i ragazzi, e non solo per loro. Il medico e psichiatra italiano Roberto Assagioli, il padre della Psicosintesi, parlava della lettura come un vero e proprio nutrimento psicologico, da scegliere con attenzione e cognizione di causa. Saranno comunque i ragazzi stessi, se opportunamente addestrati al senso critico, a saper distinguere, quando è lasciata a loro ampia scelta, tra i testi che confondono loro le idee e quelli che invece nutrono loro lanima. Dietro a ogni grande successo letterario, e per ragazzi più ancora che per adulti, la spiegazione del fenomeno va sempre cercata su questo versante, perché il pubblico giovane è molto più sensibile e autentico nelle sue reazioni e sceglie quello di cui ha più bisogno. Ma è pur vero che, proprio come in questioni alimentari, spesso il gusto può essere viziato dalla pubblicità, e anche se le merendine contengono elementi importanti per la crescita, un alimentazione equilibrata deve includerne anche altri. Uneducazione alla lettura può allora aiutare i ragazzi a integrare le loro preferenze anche con quei filoni che toccano corde ancora inesplorate della loro vita interiore, permettendo loro di confrontarsi anche con quegli aspetti di sé e della vita che stanno trascurando. E auspicabile lo sviluppo e lapprofondimento di questo stretto rapporto tra lettura e sviluppo della vita psichica per formare insegnanti, educatori e counselor in modo da permettere loro di consigliare a ogni ragazzo le letture giuste nei diversi momenti della sua evoluzione e per proporre comunque sempre a tutti una vasta gamma di letture, in grado di soddisfare la loro sete di conoscenza e di contatto più autentico e profondo con la vita. A cura di www.lifegate.it Milano, 18 dicembre 2001
NOTE Marcella Danon, psicologa e giornalista, lavora da più di dieci anni nella divulgazione dei principi della psicologia umanistica attraverso attività giornalistica e formazione al counseling, una nuova professione basata sull'arte dell'ascolto. |
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Una riflessione sull'ambiguità dell'animo umano Ne I falsi redentori, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l'emozione profonda dell'io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (di Davide De Maglie) |
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