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L’apprendimento della lettura inizia dai primi mesi di vita per diventare a un certo punto apprendimento “dalla” lettura, per allargare gli orizzonti sul mondo, sugli altri e soprattutto su se stessi.
di Marcella Danon

on tutti sanno che i bimbi imparano a leggere prima ancora di camminare. Una libera e completa attività di esplorazione motoria – e in particolare il gattonamento e le capriole – stimolano e favoriscono lo sviluppo intellettivo che permetterà, negli anni a venire, di rafforzare anche la capacità e, soprattutto, il piacere della lettura.

E imparano a leggere il mondo, prima ancora di leggere i libri, attraverso il processo di dare il nome alle cose, abbinando un oggetto concreto a un simbolo astratto - la parola - detta o scritta che sia.

Imparano a leggere ascoltando, perché quando vengono loro raccontate delle storie sviluppano un piacere fortemente connaturato nella natura umana, quello di accompagnare con l’immaginazione e la fantasia vicende fantastiche chissà come racchiuse in quello che può e deve sembrare ai bambini quasi un oggetto magico... il libro.

E infine imparano guardando, vedendo l’adulto che legge; perché l’esempio è sempre la forma più efficace di insegnamento.

Ecco che una preparazione alla lettura si costruisce lentamente nel corso degli anni attraverso una funzionale strategia coordinata tra ambiente familiare e scolastico che rafforza nell’immaginario iinfantile l’associazione della lettura a un attività estremamente piacevole.

Sarà poi il piacere di leggere, a sua volta, che aprirà le porta a tutta una serie di benefici fondamentali per lo sviluppo emotivo e mentale del bambino, nel suo percorso di crescita, attraverso l’adolescenza , verso l’età adulta.

Leggere, soprattutto in giovane età, quando la mente è ancora aperta e ricettiva, allarga gli orizzonti e mette direttamente in contatto con idee, persone, situazioni e luoghi che altrimenti non sarebbero facilmente conoscibili in prima persona.

Il bambino impara a conoscere che esistono anche altri modi di pensare, di vivere e di essere, si allena a cogliere sfumature di sentimenti ed emozioni che possono far risuonare in lui la vastità della gamma del suo stesso mondo interiore.

La lettura sviluppa il pensiero, inducendo il ragionamento e allenandolo attraverso spunti presi da ragionamenti logici altrui e sviluppa contemporaneamente l’immaginazione, la capacità di far vivere il teatro interno di immagini e simboli anche come trampolino di lancio per l’azione creativa nella vita.

L’identificazione con personaggi e vicende, risveglia e stimola anche la dimensione noetica dei ragazzi, invitandoli a crearsi una scala di valori, a coltivare ideali, a lasciar vivere in loro l’entusiasmo e il desiderio di vedersi coinvolti, come i loro eroi, in iniziative grandi e significative.

Leggere insegna anche a stare bene con se stessi, a non temere la solitudine, ma a scoprirsi capaci di gioire anche da soli del proprio tempo.

Naturalmente, a questo punto, entra in gioco il discorso sulla scelta delle letture per i ragazzi, e non solo per loro. Il medico e psichiatra italiano Roberto Assagioli, il padre della Psicosintesi, parlava della lettura come un vero e proprio “nutrimento psicologico”, da scegliere con attenzione e cognizione di causa. Saranno comunque i ragazzi stessi, se opportunamente addestrati al senso critico, a saper distinguere, quando è lasciata a loro ampia scelta, tra i testi che confondono loro le idee e quelli che invece nutrono loro l’anima. Dietro a ogni grande successo letterario, e per ragazzi più ancora che per adulti, la spiegazione del fenomeno va sempre cercata su questo versante, perché il pubblico giovane è molto più sensibile e autentico nelle sue reazioni e sceglie quello di cui ha più bisogno.

Ma è pur vero che, proprio come in questioni alimentari, spesso il gusto può essere viziato dalla pubblicità, e anche se le merendine contengono elementi importanti per la crescita, un alimentazione equilibrata deve includerne anche altri. Un’educazione alla lettura può allora aiutare i ragazzi a integrare le loro preferenze anche con quei filoni che toccano corde ancora inesplorate della loro vita interiore, permettendo loro di confrontarsi anche con quegli aspetti di sé e della vita che stanno trascurando.

E’ auspicabile lo sviluppo e l’approfondimento di questo stretto rapporto tra lettura e sviluppo della vita psichica per formare insegnanti, educatori e counselor in modo da permettere loro di consigliare a ogni ragazzo le letture giuste nei diversi momenti della sua evoluzione e per proporre comunque sempre a tutti una vasta gamma di letture, in grado di soddisfare la loro sete di conoscenza e di contatto più autentico e profondo con la vita.

A cura di www.lifegate.it

Milano, 18 dicembre 2001
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NOTE

Marcella Danon, psicologa e giornalista, lavora da più di dieci anni nella divulgazione dei principi della psicologia umanistica attraverso attività giornalistica e formazione al counseling, una nuova professione basata sull'arte dell'ascolto.


« ...ma scrivere, in genere, é nascondere.»

(Valerio Magrelli, Ora serrata retinae)



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Terzo centenario dalla nascita
Nato a Venezia, a Perugia inizia gli studi presso i Gesuiti. Allievo del Collegio Ghilisieri di Pavia, frequenta la facoltà di Giurisprudenza e si laurea in legge a Padova. Scriverà intermezzi comici, tragedie e tragicommedie e avvierà la riforma tecnica che abbandona l’improvvisazione della Commedia dell’Arte, dando vita a La bottega del caffè e La locandiera, capolavori del teatro di tutti i tempi.
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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 3 ago 2006

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