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Cuore
Una famiglia borghese nella Torino post-unitaria, la neonata capitale che racchiude in sé speranze e aspirazioni di una nazione ancora tutta da fare; una classe di fanciulli, giovani menti in crescita tutte prese dalla nobile figura del buon maestro Perboni, modello inarrivabile di rettitudine e moralità. Sarà proprio uno di loro, nel suo diario, garanzia di autenticità, a raccontare le vicende, le passioni (castissime, naturalmente!...) e i drammi piccoli e grandi di questo universo in miniatura, diventando così lartefice inconsapevole di un manuale portatile del perfetto cittadino per tante future generazioni di italiani. |
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Pinocchio
Nato come burattino dalle mani operose ed oneste di Geppetto, per rallegrare la sua vecchiaia povera e solitaria, Pinocchio diventa il simbolo di uninfanzia libera, incosciente nel senso più immediato e letterale del termine, perché solo al mondo rigido e severo degli adulti può appartenere lidea di coscienza. Attraverso le molte peripezie, tanto celebri da essere ormai diventate quasi archetipi dellimmaginario comune, Pinocchio compirà un cammino di formazione, abbandonando la sua natura legnosa e ribelle per diventare finalmente bambino in carne e ossa, pronto ad obbedire e a seguire le regole del vivere civile. Ma anche in questa che potrebbe sembrare una resa, noi lettori moderni non riusciamo ad avvertire il gusto della rassegnazione: Pinocchio rimarrà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori il burattino indomabile e sconsiderato, in viaggio verso uno sconosciuto e fantastico Paese dei Balocchi. |
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Ne ho le prove. Quali prove? I buchi? Quelli provano soltanto che Rituccia ha bisogno di un paio di scarpe nuove. Tu non capisci. Avanti, sentiamo. Il sor Maletti raccontò tutto quello che si riferiva alla scarpina, dal suo ritrovamento, al sospetto che i marziani si servissero dei bambini per raccogliere informazioni, alle indagini casa per casa. Non c'è dubbio alcuno, concluse, nostra figlia lavora per i marziani. |
La torta in cielo
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La famosa invasione degli orsi in Sicilia
In un tempo in cui la Sicilia era circondata da mura altissime e aveva per capitale una città ricca di teatri, giardini fioriti e chiese doro, alcuni orsi, guidati dal loro re, avevano deciso di abbandonare le incontaminate e selvagge montagne da sempre abitate, per raggiungere il mondo civilizzato e materialista degli uomini. Durante un viaggio colorato da avventure e personaggi sempre diversi - il ferocissimo Gatto Mammone, i fantasmi di Rocca Demona e i cinghiali molfettani gli orsi inventati da Buzzati ne videro delle belle. E riuscirono, poi, dopo la guerra con il granduca di Sicilia, ad espugnare la capitale e a farsi padroni di un regno fantastico. Ben presto, tuttavia, lostentazione della ricchezza e le insidie del potere li condussero alla dissoluzione e al vizio, alla caduta nel vortice della corruzione e allimitazione delle malvagità umane. In seguito alla lotta con un sanguinario serpentone del mare, il re Leonzio, capostipite degli orsi, quasi morente chiederà ai suoi di tornare alla pace delle montagne e del cuore. Lubbidienza a tale richiesta segnerà la fine della famosa invasione degli orsi in Sicilia e dellaltrettanto nota favola di Dino Buzzati. |
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A sedici anni le morì la madre; La ragazza ne provò tanto dolore che si chiuse nella sua stanza e non volle più uscire. Mangiava là dentro, dormiva là dentro; per lei non esistevano più né passeggio, né teatro, né divertimento. Il padre, che non vedeva che per gli occhi di quell'unica figlia, pensò fosse il caso ti tenere un Consiglio... |
Fiabe italiane
In anni in cui linteresse per le cosiddette culture subalterne era diventato quasi un imperativo ideologico, Calvino si rivolge al vastissimo cosmo delle narrazioni popolari, e lo fa con il consueto stile secco e rigoroso, senza concedere nulla a nostalgie e facili rimpianti del bel tempo che fu. Per lautore di Palomar, la fiaba è la trascrizione più semplice e lineare che la mente umana sappia dare del proprio destino. Tanto semplice, ed irrinunciabile nella sua essenzialità, da diventare il modello narrativo più adeguato a quel breve segmento di sincerità totale concesso allesistenza delluomo: gli anni dellinfanzia. È questa verità primaria, questa sobrietà morale, che Calvino cerca e restituisce a noi lettori con le sue riscritture delle fiabe delle varie tradizioni regionali italiane. |
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«Il ciclo dei vinti» Sriveteci le vostre impressioni
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