Antonella Ossorio

Nelle Novità, Rosaria intervista Antonella Ossorio, che racconta l'insolito percorso professionale di una giovane autrice di libri per l'infanzia che, quasi casualmente, dall'insegnamento è approdata a pubblicare libri per le maggiori case editrici del settore.

erché si scrivono libri per bambini? Sulla scia del fenomeno della saga di Harry Potter verrebbe da dire che i bambini costituiscono una porzione di mercato importante. In realtà ci piace pensare che scrittori anche già affermati si cimentino nella letteratura per l'infanzia per stimolare positivamente i piccoli lettori in modo che, adulti, possano diventare persone migliori di noi.

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Cuore di Edmondo De Amicis si colloca in un momento cruciale della storia italiana, quando la nazione appena nata stava ancora cercando principi comuni in cui identificarsi. Gli alunni del maestro Perboni rappresentano un inventario di modelli ideali del “futuro cittadino perfetto”, ad uso e consumo dei piccoli italiani. Così, nella prospettiva risorgimentale di De Amicis, il bambino è visto come adulto in miniatura, già impegnato con i propri minuscoli mezzi nell'eterna lotta tra il bene e il male: nulla è lasciato alla fantasia, all'illogicità magica e ammaliante propria della visione infantile.

Anche Pinocchio di Collodi sembra sostenersi su un progetto di tipo pedagogico. La celebre favola mette in scena la trasformazione di un burattino in bambino vero, metafora del passaggio dall'età informe e irrazionale dell'infanzia al tempo regolato e maturo dell'età adulta. Eppure, se il capolavoro di Collodi viene ancora letto in tutto il mondo dopo quasi centocinquant'anni, è perché Pinocchio, con la sua credulità, la furbizia disinteressata, la pigrizia e gli slanci di affetto, rappresenta in modo geniale il mondo di ogni bambino. Così come tutti i personaggi che, sia da aiutanti sia da antagonisti, accompagnano il burattino nelle sue avventure, dalla Fata Turchina a Mangiafuoco, dal Grillo Parlante al Gatto e la Volpe, sono un riflesso della sua paura, dei sogni e dei più folli e irrealizzabili desideri.

Forse lo scrittore che meglio ha saputo raccogliere l'eredità di Collodi, con la sua visione tanto vicina a quella dei bambini e la fantasia libera da vincoli e convenzioni, è Gianni Rodari, di cui presentiamo La torta in cielo. Difficile scegliere un'unica opera che ben rappresenti il mondo di Rodari: in realtà l'intera sua produzione si ispira a un profondo rispetto per quella che è la mente del bambino, le cui incongruenze non sono più errori da correggere con l'acribia petulante della “maestrina con la penna rossa”, ma diventano occasioni di divertimento e crescita. Una finestra alternativa per vedere la realtà in un modo tutto nuovo e diverso. Nei libri di Rodari sono i bambini ad educare gli adulti, più che il contrario.

Con La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati torniamo nell'ambito della parabola morale che qui sembra ispirarsi alla tradizione favolistica classica di Esopo e Fedro, dove gli animali rappresentano l'antica innocenza dell'umanità, anche se, a contatto con la realtà degenerata degli uomini, sono suscettibili di cadere nei medesimi errori. Il messaggio della favola sembrerebbe diretto più agli adulti che ai bambini, ai quali rimane il piacere di una lettura fresca e immediata accompagnata dalle filastrocche e dai disegni di Buzzati che in quest'opera mostra anche le sue qualità di illustratore.

Libro adatto tanto ai bambini quanto agli adulti è anche Fiabe italiane di Italo Calvino. Lo scrittore de Il sentiero dei nidi di ragno si cimenta qui in una colossale opera di ricerca, raccolta e riscrittura, che ha per oggetto il vastissimo patrimonio delle fiabe popolari nelle diverse regioni italiane. Il risultato è un'opera varia e composita, un vero e proprio serbatoio della fanatasia cui attingere liberamente, spizzicando qua e là senza percorsi definiti. La penna lucida e precisa di Calvino restituisce al lettore la testimonianza di una tradizione ricchissima e antica, senza nostalgie di maniera, compiacimenti etnografici o altri fronzoli di sorta.

Inoltre

Nelle Novità, a cura della Redazione Virtuale, in un intervista a Italialibri Antonella Ossorio ci racconta l'insolito percorso professionale di una giovane autrice di libri per l'infanzia che, quasi casualmente, dall'insegnamento è approdata a pubblicare libri per le maggiori case editrici del settore.

«Dietro a ogni grande successo letterario, e per ragazzi più ancora che per adulti, la spiegazione va sempre cercata nella distinzione tra i testi che confondono le idee e quelli che invece nutrono l’anima». In Appendice, Crescere per leggere, leggere per crescere, un contributo di Marcella Danon che illustra l'importanza fondamentale della lettura nel percorso di crescita degli esseri umani.

E ancora...

Nel Dossier vi proponiamo l'interessantissimo articolo Corpo e Anima nella scrittura di Pier Vittorio Tondelli, di Antonella Cilento, in cui l'autrice analizza le influenze letterarie che traspaiono nell'opera dello scrittore di Correggio, scomparso nel dicembre di dieci anni fa.

In seguito alla pubblicazione sul nostro sito della lettera aperta di Andrea Paganini, in risposta al libro Processo a Silone, di Giuseppe Tamburrano (vedi Ignazio Silone e la serietà degli storici) abbiamo chiesto all'autore di Poschiavo (CH) di mandarci un sunto del saggio da cui è scaturita la polemica.

Novità in libreria: Alberti, Alighieri, Barzini, Bevilacqua, Broggini, Calzavara, Camilleri, deCastris, Galimberti, Garibaldi, Goldoni, Groppali, Guareschi, Magris, Mannuzzu, Manzoni, Maraini, Mastrangelo, Mazzantini, Orengo, Pasolini, Pietrangeli, Ramondino, Rentocchini, Salgari, Sica, Silver, Staino, TavassiLaGreca, Ventricelli e Migliozzi...

A cura della Redazione Virtuale de «La Libreria di Dora»

Milano, 15 dicembre 2001
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Il maestro (...) ci guardò un momento in silenzio; poi disse adagio adagio, con la sua voce grossa, ma buona: «Sentite. Abbiamo un anno da passare insieme. Vediamo di passarlo bene. Studiate e siate buoni. io non ho famiglia. La mia famiglia siete voi. Aveva ancora mia madre l’anno scorso: mi è morta. Son rimasto solo. Non ho più che voi al mondo, non ho più altre affetto, altro pensiero che voi. Voi dovete essere i miei figliuoli. Io vi voglio bene, bisogna che vogliate bene a me. Non voglio aver da punire nessuno. Mostratemi che siete ragazzi di cuore; la nostra scuola sarà una famiglia, e voi sarete la mia consolazione e la mia alterezza. Non vi domando una promessa a parole; son certo che, nel vostro cuore, m’avete già detto di sì. e vi ringrazio».
Edmondo De Amicis
Cuore
Una famiglia borghese nella Torino post-unitaria, la neonata capitale che racchiude in sé speranze e aspirazioni di una nazione ancora tutta da fare; una classe di fanciulli, giovani menti in crescita tutte prese dalla nobile figura del buon maestro Perboni, modello inarrivabile di rettitudine e moralità. Sarà proprio uno di loro, nel suo diario, garanzia di autenticità, a raccontare le vicende, le passioni (castissime, naturalmente!...) e i drammi piccoli e grandi di questo universo in miniatura, diventando così l’artefice inconsapevole di un “manuale portatile del perfetto cittadino” per tante future generazioni di italiani.


Sul far dell'alba, il carro giunse al Paese dei Balocchi; era un paese veramente fantastico: vi abitavano solo ragazzi dagli otto ai tredici anni. E tutti giocavano per le strade, chi a un gioco chi a un altro. Di scuola nemmeno l'ombra e di maestri tanto meno. Pinocchio era veramente soddisfatto di quella cuccagna e non si stancava di ringraziare il suo amico per averlo portato in quel paese. Ma dopo cinque mesi di quel bengodi, accade un fatto veramente insolito. Sapete che cosa accadde? Il fatto è che un giorno, Pinocchio, grattandosi la testa,....
Carlo Lorenzini detto "Collodi"
Pinocchio
Nato come burattino dalle mani operose ed oneste di Geppetto, per rallegrare la sua vecchiaia povera e solitaria, Pinocchio diventa il simbolo di un’infanzia libera, incosciente nel senso più immediato e letterale del termine, perché solo al mondo rigido e severo degli adulti può appartenere l’idea di coscienza. Attraverso le molte peripezie, tanto celebri da essere ormai diventate quasi archetipi dell’immaginario comune, Pinocchio compirà un cammino di formazione, abbandonando la sua natura legnosa e ribelle per diventare finalmente bambino in carne e ossa, pronto ad obbedire e a seguire le regole del vivere civile. Ma anche in questa che potrebbe sembrare una resa, noi lettori moderni non riusciamo ad avvertire il gusto della rassegnazione: Pinocchio rimarrà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori il burattino indomabile e sconsiderato, in viaggio verso uno sconosciuto e fantastico Paese dei Balocchi.



— Nostra figlia è una spia— esclamò il sor Maletti buttandosi su una sedia. E agitando la scarpina che teneva in mano aggiunse
— Ne ho le prove.
— Quali prove? I buchi? Quelli provano soltanto che Rituccia ha bisogno di un paio di scarpe nuove.
— Tu non capisci.
— Avanti, sentiamo.
Il sor Maletti raccontò tutto quello che si riferiva alla scarpina, dal suo ritrovamento, al sospetto che i marziani si servissero dei bambini per raccogliere informazioni, alle indagini casa per casa.
— Non c'è dubbio alcuno, — concluse, — nostra figlia lavora per i marziani.
Gianni Rodari
La torta in cielo
Una mattina di primavera, nel cielo di una borgata romana compare un oggetto che sembra stranamente assomigliare a una torta gigantesca. I grandi reagiscono alle solite, pensando al peggio e dando in escandescenze. Sono così due bambini a prendere i primi contatti con l'oggetto misterioso e a rendersi conto della straordinaria opportunità che la situazione presenta. Resta però la non facile incombenza di tranquillizzare i genitori, che sull'onda della suggestione si fanno prendere da vere e proprie crisi di paranoia e rischiano di mandare all'aria l'inaspettato banchetto.


“Dunque ascoltiamo senza batter ciglia, la famosa invasione degli orsi in Sicilia. La quale fu nel tempo dei tempi, quando le bestie eran buone e gli uomini empi. In quegli anni la Sicilia non era come adesso, ma in un’altra maniera: alte montagne si levavano al cielo con la cime coperta di gelo e in mezzo alle montagne vulcani che avevano la forma di pani. Specialmente uno ce n’era con un fumo che pareva una bandiera e di notte ululava come ossesso (non ha finito di ulular neppure adesso). Nelle buie caverne di queste montagne, vivevano gli orsi mangiando castagne, funghi, licheni, bacche di ginepro, tartufi, e se ne cibavano finchè erano stufi”.
Dino Buzzati
La famosa invasione degli orsi in Sicilia
In un tempo in cui la Sicilia era circondata da mura altissime e aveva per capitale una città ricca di teatri, giardini fioriti e chiese d’oro, alcuni orsi, guidati dal loro re, avevano deciso di abbandonare le incontaminate e selvagge montagne da sempre abitate, per raggiungere il mondo civilizzato e materialista degli uomini. Durante un viaggio colorato da avventure e personaggi sempre diversi - il ferocissimo Gatto Mammone, i fantasmi di Rocca Demona e i cinghiali molfettani – gli orsi inventati da Buzzati ne videro delle belle. E riuscirono, poi, dopo la guerra con il granduca di Sicilia, ad espugnare la capitale e a farsi padroni di un regno fantastico. Ben presto, tuttavia, l’ostentazione della ricchezza e le insidie del potere li condussero alla dissoluzione e al vizio, alla caduta nel vortice della corruzione e all’imitazione delle malvagità umane. In seguito alla lotta con un sanguinario serpentone del mare, il re Leonzio, capostipite degli orsi, quasi morente chiederà ai suoi di tornare alla pace delle montagne e del cuore. L’ubbidienza a tale richiesta segnerà la fine della famosa invasione degli orsi in Sicilia e dell’altrettanto nota favola di Dino Buzzati.


Qua si racconta, Signori, che c'era una volta a Palermo un gran negoziante. E questo gran negoziante aveva una figlia, che, quando fu svezzata, le venne una sapienza tale che su ogni cosa che succedeva in casa aveva da dire la sua. Il padre, vedendo il talento della figlia, la chiamava «Caterina la Sapiente». A studiare ogni sorta di lingue, a leggere ogni sorta di libri, non c'era chi le stesse pari.
A sedici anni le morì la madre; La ragazza ne provò tanto dolore che si chiuse nella sua stanza e non volle più uscire. Mangiava là dentro, dormiva là dentro; per lei non esistevano più né passeggio, né teatro, né divertimento.
Il padre, che non vedeva che per gli occhi di quell'unica figlia, pensò fosse il caso ti tenere un Consiglio...
Italo Calvino
Fiabe italiane
In anni in cui l’interesse per le cosiddette “culture subalterne” era diventato quasi un imperativo ideologico, Calvino si rivolge al vastissimo cosmo delle narrazioni popolari, e lo fa con il consueto stile secco e rigoroso, senza concedere nulla a nostalgie e facili rimpianti del bel tempo che fu. Per l’autore di Palomar, la fiaba è la trascrizione più semplice e lineare che la mente umana sappia dare del proprio destino. Tanto semplice, ed irrinunciabile nella sua essenzialità, da diventare il modello narrativo più adeguato a quel breve segmento di sincerità totale concesso all’esistenza dell’uomo: gli anni dell’infanzia. È questa verità primaria, questa sobrietà morale, che Calvino cerca e restituisce a noi lettori con le sue riscritture delle fiabe delle varie tradizioni regionali italiane.



Nel prossimo numero:

«Il ciclo dei vinti»
Consolo, De Roberto, Fenoglio, Tomasi di Lampedusa, Verga...

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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 26 feb 2004


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