«L’italiano di un tempo corre il rischio di diventare oggetto estetico a rapido esaurimento nell’approccio col reale»

Nelle Novità, in esclusiva, per La Libreria di Dora, il professor Vecchioni parla del suo impegno nell'insegnamento ed espone la sua prospettiva personale sulla questione linguistica.

profondati nel cuscino preferito, a un passo dal frigorifero, il brano musicale adatto e una luce nella giusta posizione; nulla supera per velocità e soddisfazione il viaggio in poltrona: una tradizione che si ripete dalla fine del 1200, dai tempi in cui Marco Polo ci accompagna in visita alla corte del Gran Khan.

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«Il Sacro
nel Rinascimento»


Atti del convegno
Un passatempo solitario, si potrebbe dire. Tutt’altro. Il viaggio in poltrona è soprattutto il viaggio con lo scrittore e, proprio per l’informalità che lo caratterizza, il libro di viaggio si rivela il mezzo più veloce, non solo per visitare posti e conoscere gente, ma anche per familiarizzare a fondo con il suo autore.

Alberto Moravia scrisse una pagina di reportage ogni tre pagine di narrativa. Possiamo dire che amò l’Africa appassionatamente. Eppure la caratteristica dei suoi racconti è il distacco. Le cose ci appaiono come sono, senza mistificazioni. A quale tribù appartieni? (1972) è il primo di tre libri che Moravia scrive sui suoi viaggi in Africa, sui suoi incontri con la preistoria.

La prima notte che Pier Paolo Pasolini passa in India è già una caccia «sulle peste de L'odore dell'India» (1962). Tuttavia anche per un insaziabile di umanità come Pasolini, l’India è troppa umanità. Ne verrà annientato; e... «l’annegar m’è dolce in questo mare». PPP si ritroverà, alla fine del libro, accanto a un rogo, insieme ai parenti del defunto, degli estranei. Non più PPP, ma solo un corpo, ancora palpitante di vita, che cerca nella fredda notte di Benares un po’ di tepore.

La storia del testo del Milione quasi supera per interesse il racconto delle gesta di messer Marco Polo. L’originale, dettato in franco-italiano a Rustichello, cantastorie pisano di favole medioevali, nella cella di una prigione genovese, andò quasi subito perduto. Ma la storia sopravvisse grazie a innumerevoli redazioni e traduzioni e traduzioni di traduzioni, per restare, per sempre, il Milione (1298-99).

Dal libro di messer Marco Polo... a Ore giapponesi (1957), di Fosco Maraini. Un passo lungo settecento anni, sulle carovaniere attraverso le quali «non solo passarono, importati verso di noi, la seta, la carta, il tè, la porcellana, le carte da gioco, la polvere da sparo, la bussola, gli spinaci, lo zucchero, i dadi, gli scacchi, la gallina, forse i maccheroni, ed esportati verso l’Oriente l’uva, la carota, il vetro, l’alfabeto, ma vi fu una trasmigrazione continua, nei due sensi, di idee, di fedi, di movimenti artistici». Maraini è forse lo scrittore che più aderisce al modello del Milione. Per lui il viaggio non è un intermittente episodiare, ma si sovrappone con continuità alla vita stessa.

Un Claudio Magris in versione minimalista, infine, capace di trasformare in una spedizione e di infondere di civiltà e di cultura anche un salto al caffè giù da basso, è lo scrittore che più si identifica con il lettore e la sua poltrona. Microcosmi (1997) è un reportage di microviaggi, in cui Magris ci insegna la difficile arte di viaggiare anche quando si sta facendo una passeggiata.

In tutto questo, cosa ne pensa lo scrittore? Per Gina Lagorio è l'America latina la terra «al ritorno dalla quale, sin dai primi anni della Scoperta, diveniva impossibile non darsi alla scrittura, come testimoniarono non solo Colombo o Cortés, ma anche Chatwin e il nostro Gadda».

Inoltre, a dieci anni dalla scomparsa di Alberto Moravia (1907-1990), La Libreria di Dora ha allestito un osservatorio per seguire gli interventi apparsi sulla stampa e le iniziative organizzate in ricordo della figura dello scrittore.

A questo proposito, in esclusiva per «La Libreria di Dora», Roberta Simonis, editrice della rivista internazionale «Sahara», rievoca un incontro fortuito con Alberto Moravia, durante uno dei suoi viaggi di studio nello Yemen del Sud, tra il dicembre 1989 e gennaio 1990.

Milano, 7 Novembre 2000
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Seignors enperaor et rois, dux et marquois, cuens, chevaliers et b[o]rgio[i]s, et toutes gens que volés savoir le deverses jenerasions des homes et les deversités des deverses region dou monde, si prennés cestui livre et le feites lire. Et qui trovererés toutes les grandismes mervoilles et les grant diversités de la grande Harminie et de la Persie et des Tartars et <de> Indie, et de maintes autres provinces, sicom notre livre voç contera por ordre apertemant, sicome meisser Marc Pol, sajes et noble citaiens de Venece, raconte por ce que a seç iaus meisme il le voit.

Marco Polo

[Le Divisament dou monde, ou Le Livres de messer Marco Polo citoyen de Venise, appelé Milion, où sont décrites les merveilles du monde]

Signori imperadori, re e duci e·ttutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e·lle diversità delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti di Erminia, di Persia e di Tarteria, d’India e di molte altre province. E questo vi conterà il libro ordinatamente siccome messere Marco Polo, savio e·nnobile cittadino di Vinegia, le conta in questo libro e egli medesimo le vide...

Marco Polo

[Milione, o Il libro di Messer Marco Polo Cittadino di Venezia detto il Milione, dove si raccontano le Meraviglie del Mondo]

Milione

Dall’incontro di Messer Marco Polo con un mondo ignoto e remoto nasce uno dei più grandi libri della civiltà europea, il Milione: racconto di un lungo viaggio attraverso terre e popoli lontani, che per la prima volta scopre e rivela all’Occidente il misterioso e leggendario Oriente.

Evocatore di sogni e illusioni, il Milione - o meglio e più propriamente Le divisament dou monde - scompare nella sua redazione originale in franco-italiano, ma in innumerevoli redazioni e traduzioni sopravvivono le «grandissime maraviglie» del mondo viste dal viaggiatore veneziano, l’ambasciatore del Gran Khan, Messer Marco Polo.



Adesso, dopo aver divorato un pezzo di carne cruda o una poltiglia di miglio, mi coricherò sul giaciglio di canne, ascolterò per un poco il silenzio della notte africana e poi mi addormenterò. E domani mattina sarò in piedi sul fare dell’alba e uscirò dalla capanna e spingerò le mie pecore fuori del recinto verso la pericolosa prateria visitata dai leoni e dai leopardi. Avrò in mano la clava, nell’altra la lancia; e il mio corpo sarà dipinto per metà di rosso. E sarà una giornata come tutte le altre, da ventimila anni in quaAlberto Moravia
A quale tribù appartieni?
Una raccolta di corrispondenze dall’Africa, la prima di tre, in cui Moravia riporta le sue impressioni di turista disincantato e in cui cerca di trasmettere il senso di affetto e di sgomento che lo ha legato a questo paese dal primo momento in cui vi ha messo piede e che ha continuato a rivisitare, anno dopo anno, nel corso di quasi mezzo secolo.


Siccome l’aria è fredda, Moravia e io ci avviciniamo istintivamente ai roghi, e, avvicinandoci ci rendiamo presto conto di provare la piacevole sensazione di chi sta intorno a un fuoco, d’inverno, con le membra intirizzite, e goda di star lì, insieme a un gruppo di casuali amici, sui cui stracci, la fiamma colora placidamente il suo laborioso agonizzare
Pier Paolo Pasolini
L'odore dell'India
Brulicante di umanità, l’India per Pasolini è un’occasione per cambiare pelle e vivere una vita diversa, di incontrare persone che non lo hanno mai visto e non sanno chi sia, di scoprire una nuova spiritualità, un nuovo modo di affrontare una vita insopportabile, di lasciarsi travolgere dall’ineluttabilità del destino di milioni di estranei che istintivamente vorrebbe salvare.


«... Ma il Brennero è lo spartiacque fra l’Adriatico e il Mar Nero, fra le acque che con l’Adige scorrono nel mare di ogni persuasione e quelle che tramite la Drava confluiscono nel Danubio. Adriatico e Danubio, mare e Mitteleuropa continentale, i due scenari opposti e complementari della vita; il confine che li separa e che durante una gita si varca senz’accorgersene, è un minimo buco nero che conduce da un universo a un altro».
Claudio Magris
Microcosmi
Magris invita l’uomo moderno a rinunciare alla velocità che porta in poche ore da un capo all’altro del mondo e a riscoprire il traffico locale. La gita in provincia, fuori porta o nella stessa città in cui si vive, può diventare un viaggio nel tempo. A spasso, a piedi, tornando e ritornando sui propri passi, si scopre la storia di luoghi, di popoli e di personaggi comuni ma non per questo meno eroici, e persino di se stessi.


Mirabile è la ricchezza di foreste del Giappone, ed ammirevole il fatto che l’uomo non le abbia distrutte, come è avvenuto in tante altre parti del mondo, ma le abbia giudiziosamente conservate, pur avendo dato vita a una civiltà del legno. Del legno e di suo figlio la carta! Case, templi, oggetti d’uso quotidiano, barche, ombrelli, finestre, fazzoletti, libri, giornali, e perfino vestiti: il legno e la carta si alternano intrecciandosi alla vita giapponese in cento maniere diverse... Eppure le foreste sono lì, splendidamente rigogliose, da quelle d’abeti e latifoglie dell’hokkaido e del Tohoku («Nord-Est») a quelle di sugi (la cryptomeria) ed agli strani forteti di quella gramigna erborea ch’è il bambù
Fosco Maraini
Ore giapponesi

Fosco Maraini racconta il viaggio compiuto attraverso l’Impero del Sol Levante alla scoperta di un paese estremamente distante da qualsiasi modello occidentale, nonostante una straordinaria modernità. Rivolgendosi spesso verso i segni che provengono dal passato, alla ricerca di riferimenti storici, l’antropologo descrive una cultura originalissima che si distingue per la coerenza dimostrata nell’attenersi nello sviluppo alle proprie radici culturali e per la resistenza a farsi risucchiare nella omogenea piattezza della società globale.



Nel prossimo numero:

«Un rapporto inconsueto con se stessi e con la realtà»
Calvino, Sciascia, Pirandello...

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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 26 feb 2004


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