Emilia Bersabea Cirillo

osa succede tra due persone durante un'intervista? Che cosa corre tra l'intervistato e l'intervistatore? Specialmente quando gli attori dell'intervista sono due donne, due signore, unite da una reciproca stima, che vivono quello che fanno, con passione?

«Intervista molto sofferta, devo dire, perchè le parole mi sono venute fuori con difficoltà, perchè scrivere, per chi pratica questa attività silenziosa, non è assolutamente facile, richiede una particolare giacitura dell'anima. E con le sue parole, le sue domande, Rosaria, donna sensibilissima, è riuscita a farmi dire cose molto interessanti».

«Emilia Cirillo è una delle più interessanti scrittrici meridionali, non perché lo dico io e quindi è verbo, [ma] perché è così e perché così la pensano molti degli addetti ai lavori».

Tutto è cominciato così...

Emilia Bersabea Cirillo vive ad Avellino, anche se ha frequentato l'Università a Napoli, e a Napoli torna spesso per lavoro e per incontrare gli amici. Passeggiare per le vie della città alla ricerca di una traccia, di un luogo da visitare è una delle sue passioni, perchè la descrizione dei luoghi è una delle componenti della sua scrittura. Così Rosaria l'incontra al centro, in Piazza S. Domenico, davanti a un caffè e a un babà di Scaturchio inizia la conversazione.

D. Lei è architetto, quanto peso ha nella scrittura la professione che svolge?

Parlare dei luoghi è fondamentale. Scrivere per me vuol dire partire proprio dalle cose che si vedono, attraversarle. Lo spazio si riempie di parole, perché la parola scritta è dura come la pietra. La vita in fondo è una pressa. Ti modifica. Ti distorce, mentre le parole ti fanno compagnia. Leniscono la solitudine.

D. Il pane e l’argilla, il viaggio che lei compie attraverso l’Irpinia mette in luce proprio questo suo bisogno di descrivere luoghi, e il suo sguardo ricorda molto quello di Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli. Ho trovato che avesse un’asciuttezza che è più propria di una scrittura maschile.

Il pane e l’argilla è un libro che è nato da un’idea di Simona Marino, l’editrice di Filema che aveva già pubblicato una mia raccolta di racconti dal titolo Fragole, tra i vincitori nel 1995 del Premio Nuove scrittrici di Pescara.

È una raccolta di appunti di viaggio, un viaggio all’interno dell’Irpinia, un’idea che in verità mi aveva subito entusiasmato. Mi era piaciuta l’idea di Celati dei Narratori della pianura e soprattutto avevo amato Verso la foce.

Così ho iniziato a percorrere questi paesi irpini, da Atripalda, a Teora a Sant’Andrea di Conza a Serino, con l’idea di restituire dignità a luoghi che sempre avevo visto ma che nell’immaginario di molti erano oscuri o in alcuni casi conosciuti solo attraverso la cronaca, dopo il terrremoto che li aveva colpiti.

Per quanto riguarda Carlo Levi, è vero ripensandoci. Del resto non è casuale che io abbia usato una frase sua e una di Francesco De Sanctis come tributo d’apertura del mio libro, anche se non credo che esista una scrittura maschile o femminile. Esiste la scrittura, la musica delle parole, e la storia che deve avvolgerti senza cadere nel manierismo.

D. Una scrittura di corpo dunque, non a caso la prefazione al libro è di Erri De Luca che dice che le pagine de Il pane e l’argilla contengono la carezza di un ritorno, ma soprattutto hanno cura, premura, affetto, danno peso e onore al luogo.

Erri De Luca è anche lui un autore che dà molta importanza ai corpi, e mi ha molto gratificato che parlasse così del mio libro. In fondo si scrive per riempire dei vuoti, e i posti in cui si vive molto spesso vengono da noi assorbiti, prendono consistenza, acquistano una fisicità, perché non li possiamo contenere. La prima cosa che avvertiamo quando ci allontaniamo da un luogo o da una persona è proprio l’impossibilità di non poterlo più guardare, nel caso delle persone di non poterle più toccare.

D. Tornando ad Atripalda, in questo racconto lei parla di sua nonna Bersabea, un nome che vi accomuna.

Ho scoperto di avere tardi questo nome, un nome che non era utilizzato in famiglia, legato ad una cultura, quella ebraica che per me ha sempre rappresentato un modello di vita. Ho sempre pensato che dietro vi fosse una sapienza antica, più antica che quella cattolica. Ripenso alle scuole rabbiniche, a quei ragazzi che andavano in quelle stanze a studiare, ritrovo la mia passione per i libri, quel mio leggere dissennato per troppo amore. Così visto che dopo mia nonna non c’era più nessun altra Bersabea, ho deciso che mi sarei chiamata anche così.

D. Fino ad oggi lei ha scritto racconti, l’ultima raccolta in uscita per Diabasis è Fuori misura dove ancora forse con più decisione del passato lei parla di corpi estremi.

Fuori misura è una raccolta di racconti il cui filo conduttore è la deformità, intesa come alterità. In fondo la scrittura serve per svelare l’altro, quello che è dentro di noi, ma che non traspare. Tutte le storie che compongono il libro hanno questo comune denominatore.

Sono personaggi esagerati, estranei a se stessi, agli altri.

Lo stesso Celati, che aveva pubblicato un mio racconto nell’Almanacco del semplice, mi ha detto che questo libro rappresenta una svolta. Ed, in effetti, oggi devo impegnarmi, devo scrivere senza sottovalutare quanto fatto in passato.

Del resto non ho mai avuto paura del foglio bianco. Ho sempre mangiato la pagina e ho fatto mia la frase di Karen Blixen nel Pranzo di Babette, quando dice che gli artisti non sono mai poveri, perché possono vivere con qualcosa di cui gli altri non sanno nulla.

Quando si scrive si parte da un’idea forte, come quando si è colti da un raptus.

Qualsiasi momento terribile della vita, si può superare scrivendo una storia.

Per quanto riguarda poi il racconto è una questione di misura. Nel momento in cui si sceglie questo genere non sono possibili sbavature. Una scelta letteraria precisa, necessaria.

D. Devo dire che i suoi personaggi sono efferati nel loro bisogno di rivincita, la bontà si smorza fino a sconfinare nella patologia, e il bisogno di riscatto diventa in alcuni casi doloroso.

Non credo che sia possibile scrivere senza sofferenza, forse perché uno scrittore deve rappresentare un tempo, un luogo, deve far capire. E non è possibile capire e far capire, senza essere passati attraverso il dolore. Non c’è travaglio senza dolore, per questa ragione non mi piace la scrittura minimalista.

D. Quali sono gli autori che le piacciono?

Fabrizia Ramondino per esempio. La sua è una scrittura vera, sofferta, che non ha paura di svelarsi. Ma anche Virginia Woolf, Katrerine Mansfield, Maria Orsini Natale. Il suo Francesca e Nunziata è un’epopea ben scritta, con una passione per le parole. L’ho letto senza potermi staccare come Il canto della neve silenziosa di Hubert Selby junior.

D. Lei ha parlato di letture dissennate per il troppo amore, come sceglie i libri?

Li prendo in mano, leggo le prime pagine e se mi piacciono li compro, in fondo nella lettura di un testo cerchiamo ciò che abbiamo perso e di cui siamo stati privati.

I libri ci aiutano in questa ricerca, perché quello che ognuno di noi fa è quello che il mondo ci ha condannato a fare.
La lettura e la scrittura ci rendono liberi.

D. Perché ha deciso di scrivere?

Si scrive perché ci si sente soli.

A cura della Redazione Virtuale de «La Libreria di Dora»

Milano, 15 gennaio 2002
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Novità in libreria a gennaio 2002

| Armando | Bompiani | BUR | Besa Editrice | Einaudi | Edizioni E/O | Fabbri ragazzi | Facchin | Fazi | Feltrinelli | Frassinelli | Sperling&Kupfer Editori | Gangemi | Garzanti Libri | Ugo Guanda Editore | Il sole 24 Ore | Laterza | Longanesi | Luni Editrice | Marsilio | Mondadori | Neri Pozza | Leo S. Olschki | Riccardo Ricciardi | Rizzoli | Sperling Paperback | Teseo | Unicopli | WhiteStar |

Armando

Piero Alberti, I porcellini d’India e il pastorello. Personaggi dei «Promessi Sposi»: fine di un messaggio cattolico, £. 38.725, _ 20,00. Esce con questo titolo un interessante volume che ribalta dalle fondamenta l’intera tradizione letteraria e culturale che aveva mummificato la figura di Alessandro Manzoni come predicatore e moralista cattolico. L’autore, Piero Alberti, professore d’italiano nei Licei tedeschi e appassionato studioso di Manzoni, leggendo il personaggio dei Promessi Sposi attraverso un’interessante microanalisi del testo, ha svelato tutti quei luoghi in cui Manzoni volle decisamente prendere le distanze dalle esternazioni religiose e/o morali dei vari personaggi. È questo un esito rivoluzionario che fa della dottrina della fede e della provvidenza solo una credenza popolare come si evince attraverso gli stringenti argomenti di Alberti che non lasciano adito a nessun dubbio. Il romanzo del Manzoni quindi, perduta l’incrostazione religiosa, acquista una validità poetica del tutto nuova: i personaggi, pieni di autonomia, perdono funzioni, ruoli e finalità per assumere il realismo universale della figura umana lontana da ogni forma di predestinazione. Il commento a quattordici personaggi, in un linguaggio e uno stile che affascina, offre al lettore esiti suggestivi e inquietanti.
Giuliana Ventricelli e Marco Migliozzi, I 2 volti di Internet – i limiti e le possibilità della rete Il saggio I due volti di Internet – i limiti e le possibilità della rete si pone l'obiettivo di delineare le reali possibilità offerte da Internet, esaminandone le caratteristiche e le potenzialità. Non si tratta però di un manuale tecnico: in commercio c’è ne sono così tanti da renderne addirittura difficile la scelta! Internet come artefice dei mutamenti dell’economia mondiale o solo come
strumento per migliorare le comunicazioni? Come canale per agevolare le attività illecite o mezzo per la diffusione della cultura e della conoscenza? Sono queste le domande a cui gli Autori hanno voluto dare una risposta, a fronte delle notizie fornite quotidianamente dai mass-media,
riguardanti direttamente o indirettamente Internet, dove la rete è sia oggetto di sorprendenti innovazioni e panacea per tutti i problemi della società, che canale di diffusione pornografia e violenza.

Besa Editrice

BUR

Francesco Alberoni, La speranza, Superbur, pp. 240, _ 7,40 – L. 14.328 Una profonda ricognizione su uno dei “valori” fondamentali di ogni tempo e della nostra vita: la speranza. Quella forza che ci spinge a non mollare quando tutto sembra perduto, a vedere il lato positivo di ogni cosa, a confidare in noi stessi. Un’opera fondamentale che si affianca a Valori, L’ottimismo, Abbiate coraggio.
Maria Grazia Bruzzone, L’avventurosa storia del TG in Italia. Dall’avvento della televisione a oggi, SB Saggi, pp. 360, _ 8,90 – L. 17.233 Dal 1952 a oggi la storia, complessa, tormentata, combattuta dei principali telegiornali trasmessi prima dalla RAI, successivamente da Mediaset e dalle altre reti private. Maria Grazia Bruzzone ripercorre con puntiglio e precisione, raccontandola dall’interno, la storia di questi anni televisivi e di TG popolati da figure come Enzo Biagi, Biagio Agnes, Ettore Bernabei, Bruno Vespa, Paolo Frajese, Andrea Barbato fino a Clemente Mimun, Enrico Mentana, Alessandro Curzi, Gad Lerner, Emilio Fede…Un libro destinato a diventare un reference book della storia televisiva, del costume e della politica del nostro Paese.
Gino & Michele, Neppure un rigo in cronaca, Superbur Narrativa, pp. 212, _ 7,20 – L. 13.941 Un giallo, un gruppo di personaggi indimenticabili, un’appassionata rievocazione della Milano degli anni ’50. Una piazza nella quale i bambini giocano al Giro d’Italia con i tollini delle bibite, le avvisaglie del boom economico in una Cinquecento rossa, la tv di “Lascia o raddoppia?”, un gruppo di personaggi eterogenei (un gelataio rivoluzionario, un maestro d’assalto, un piccolo malavitoso abilissimo al biliardo, un giornalista, un proprietario di bar, un aspirante attore) che sognano “un colpo” infallibile, tre bambini che annotano con stupore le imprese degli adulti e alla fine di tutto questo… “neppure un rigo in cronaca”.
Giacomo Leopardi, Pensieri, Prefazione di Gigi Cavalli Superbur Classici, pp.144, _ 4,99 – L. 9.662 Un’antologia di 101 “Pensieri” presenti nello “Zibaldone”, uno strumento utilissimo per accostarsi alla visione del mondo leopardiana. Dal 30 maggio 1822 al 16 settembre 1832: l’illusione della gioventù, la sfiducia nell’uomo, l’amore e l’odio, riflessioni letterarie, filosofia, il male di vivere… Un’operetta agile e preziosa.
Santo Mazzarino, Aspetti sociali del IV secolo. Ricerche di storia tardo-romana, Bur Saggi, pp. 500, _ 9,00 – L. 17.426 Ritorna il libreria un testo fondamentale per comprendere e conoscere il periodo tardo-antico dell’impero romano. Oggi il IV secolo d. C. è considerato da tutti gli storici come un periodo fondamentale, che pose tra l’altro le basi dell’economia, dell’amministrazione e dei rapporti tra cittadino e Stato nel Medioevo. Fu proprio Santo Mazzarino a dare l’avvio alla rivalutazione di tale periodo con questo libro (pubblicato per la prima volta nel 1941) in cui prendeva in esame il IV secolo dal punto di vista finanziario, demografico e legale, con tesi che aprirono la via a tutta una serie di analisi e lavori di altri studiosi.
Indro Montanelli – Marco Nozza, Garibaldi. Ritratto dell’Eroe dei Due Mondi, SB Saggi, pp. 624, _ 10,90 – L. 21.105 Quando questa biografia uscì, nel lontano maggio del 1963, infuriarono subito le polemiche. In esso non si parlava più bene o male di Garibaldi, ma se ne dava un ritratto nuovo, vivo, inatteso che sconvolse maestri di scuola pigri, professori indolenti, insomma tutti coloro che amavano i luoghi comuni. Oggi, a quasi quarant’anni da quell’uscita, questo libro mantiene intatta la sua vis polemica, la sua passione, la sua forza.
Giovanni Sartori, Pluralismo, multiculturalismo e estranei. Saggio sulla società multietnica, Superbur Saggi, pp. 190, _ 7,20 – L. 13.941 Un libro brillante e provocatorio che affronta, in modo politicamente “non corretto”, il tema quanto mai attuale di una società multirazziale che darà i suoi frutti migliori non inseguendo il superficiale sogno di un pluralismo indifferenziato, ma attuando un multiculturalismo che, grazie alla tolleranza e al riconoscimento delle peculiarità delle diverse culture, abbia come conseguenza una società veramente pluralistica. Un’analisi profonda arricchita da un’appendice di estrema attualità dopo i tragici eventi di New York.
Lidia Storoni Mazzolani, Galla Placidia. La principessa di Roma che accelerò l’avvento del Medioevo, SB Saggi, pp. 462, _ 9,90 – L. 19.169 Vissuta tra il 388 e il 450 d. C., Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, comprese che era vano cercare di difendere l’impero romano in procinto di crollare sotto la spinta delle invasioni barbariche e dell’operato della Chiesa che ne minava le basi culturali. Catturata dai Visigoti cercò di conciliare germanici e romani sposando Ataulfo. Lidia Storoni ricostruisce la vita e le opere di questa donna straordinaria.
Ermanno Rea, Fuochi fiammanti a un’hora di notte, Bur La Scala, pp. 326, _ 7,80 – L. 15.103 Un’isola, la “Piccola Isola”, che da tempo non accende più i fuochi fiammanti per trasmettere i suoi segnali d’allarme e alla quale approda un giorno Martino, in cerca della madre scomparsa. Impostato in forma di “giallo”, questo romanzo è in realtà un viaggio alle radici della storia della nostra civiltà presenti, secondo un’antica e nobile tradizione letteraria, in un’isola contemporaneamente affascinante e terribile. Un romanzo ricco di personaggi e vicende, una grande prosa narrativa.
Maria Venturi, Incantesimo, Superbur Narrativa, pp. 306, _ 8,20 – L. 15.877 Le passioni del cuore nell’eterno gioco della vita. Il romanzo che ha ispirato l’omonimo sceneggiato televisivo trasmesso da RAIUNO che ha tenuto inchiodati davanti al teleschermo milioni di spettatori. Una serie d’intrecci che s’incrociano, si annodano, si sciolgono, tornano a unirsi facendo da sfondo alla vicenda di Caterina e di Marco.
Giovanni Verga, I Malavoglia, Con un saggio di Leo Spitzer, Introduzione e note di Giulio Carnazzi, BUR Classici, pp. 438, _ 8,00 – L. 15.490 Nelle drammatiche e tragiche vicende di una famiglia di pescatori siciliani, la grande “saga dei vinti” di Verga e il capolavoro del verismo italiano.

Bompiani

Andrea Bonomi (a cura di), La struttura logica del linguaggio, Studi, pp. 544, £. 42.000 Il libro, curato da Andrea Bonomi, si propone di mettere a disposizione del lettore italiano alcuni fra i saggi più importanti che logici e filosofi del linguaggio hanno dedicato a problemi relativi al concetto di significato, al modo di caratterizzare la struttura sintattica e al rapporto fra sintassi e semantica. Dalla “teoria delle descrizioni” di Russell alla “sintassi logica” delle lingue naturali, l’opera, articolata in quattro sezioni, analizza un lungo processo di tentativi ed errori storicamente necessario per giungere a una coerente definizione del concetto di verità.
Ennio Flaiano, Opere. Scritti postumi, Nuovi Classici, pp. 29.500 Il primo volume delle opere di Ennio Flaiano, curato da Maria Corti e Anna Longoni, raccoglie sistematicamente i lavori postumi, fra i quali spiccano soprattutto due testi, l’Autobiografia del Blu di Prussia e La solitudine del satiro. In essi il gusto per il frammento satirico, per la fulminea analisi di costume trova la massima espressione. Un volume indispensabile, dunque, che il rigore filologico delle curatrici rende un unicum nel panorama editoriale e al tempo stesso una grande riscoperta.
Leonardo Sciascia, Opere 1971-1983, Nuovi Classici, pp.1342, £. 29.500 Il secondo volume delle opere di Leonardo Sciascia, curato da Claude Ambroise, raccoglie i romanzi Il contesto e Todo modo, alcune geniali incursioni dell’autore nella storia passata e recente e scritti autobiografici di meditazione, come Nero su nero e Cruciverba. In tutti si snoda il consueto impegno civile del grande scrittore di Racalmuto, all’insegna di una profonda e più che mai attuale fusione tra ragioni della letteratura e ragioni della morale.
Cesare Zavattini, Opere 1931-1986, Nuovi Classici, pp. 2042, £. 29.500 Il volume, introdotto da Luigi Malerba e curato da Silvana Cirillo, getta per la prima volta una luce complessiva sull’universo composito di uno dei più geniali uomini di cultura e di spettacolo del Ventesimo secolo. Di Cesare Zavattini, scrittore, poeta e sceneggiatore (celebri le sue collaborazioni con registi come Camerini, Blasetti, Visconti e De Sica) vengono presentati i principali testi poetico-narrativi (da Parliamo tanto di me a Stricarm’ in d’na parola), fino a due opere emblematiche: La notte che ho dato uno schiaffo a Mussolini e la sceneggiatura del film La veritàààà, vera summa satirica e comico-surreale della incandescente immaginazione dell’autore.

Einaudi

Alberto Bevilacqua, Viaggio al principio del giorno, Einaudi Tascabili. Letteratura, pp. 300, £. 22.000 Il nuovo libro di Alberto Bevilacqua: l’autore, per la prima volta, opera un compendio dei suoi motivi più seducenti e forti, delle figure esemplari del suo mondo creativo, inquadrandoli in un romanzo che sorprende per novità di stile ed intensità. Un palcoscenico dove si susseguono – incalzanti – personaggi e scene di rara efficacia. Molti sono i protagonisti del Novecento messi a nudo, mentre gli eventi raccontati ci permettono di capire il secolo – nei suoi retroscena spesso sconvolgenti –, il tempo in cui viviamo e i sintomi del futuro.
Salvatore Mannuzzu, Procedura, Einaudi Tascabili. Letteratura, pp. 215, £.18.000 Fotografie ingiallite di remoti carnevali, reperti archeologici collezionati non si sa per quale passione, furti di lettere e serrature violate, donne e omosessuali e marescialli e maestre: ecco le tracce su cui si muove l’indagine del giudice protagonista di questo romanzo, mandato in Sardegna dal Continente lasciandosi alle spalle crolli e separazioni ostinatamente rimossi.
Nico Orengo, L’allodola e il cinghiale, I coralli, pp. 60, £. 10.000. È quasi Natale ma non è tempo di regali e abeti: Marco deve addentrarsi nell’oscurità umida del bosco, e attendere «il» cinghiale, quell’unica ed enorme bestia che domina la mente di suo padre, rabbioso ora che ha perso la moglie, che in Marco ha un «pensiero» da allevare, e poi ha l’orto da proteggere. Un racconto breve che sa di favola ma è concreto nei dolori e nei sentimenti, nell’ossessione disperata di un genitore e nella speranza innocente di un ragazzino.
Fabrizia Ramondino, Un giorno e mezzo, Einaudi Tascabili. Letteratura, pp. 205, £.18.000 Nelle poche ore di un fine settimana, s’intrecciano destini segnati da fervore e disincanto, passione per un futuro da inventare e smarrimento per una misura del vivere oramai perduta. Siamo nel settembre ’69, e Fabrizia Ramondino ci consegna un romanzo tratteggiato con mano sicura, che è il ritratto di una generazione, di un momento storico, di una città.
Emilio Salgari, Avventure di prateria, di giungla e di mare, a cura di Daniele Ponchiroli, Einaudi Tascabili. Letteratura, pp. 360, £. 20.000 Racconti svelti, gustosi e ironici. E assai poco noti. A suo tempo apparsi su riviste e già pubblicati da Einaudi nel ’71 nelle «Letture per la scuola media» in un’ edizione curata da Daniele Ponchiroli. Tornano ora mentre – come spesso è accaduto negli ultimi cento anni – la fortuna di Salgari sta conoscendo un nuovo momento d’oro: lo suggerisce anche l’edizione delle sue opere in preparazione nei «Millenni».

Edizioni E/O

Fabbri ragazzi

Dacia Maraini, La pecora Dolly a altre storie per bambini, Illustratore Nicoletta Coccoli, pp. 144, £. 26.000
Dopo Storie di cani per una bambina (oltre 30.000 copie vendute) Dacia Maraini torna a scrivere per i ragazzi. La clonazione che scatena il caos nel gregge, una piccola volpe alla ricerca della sua mamma cucita dentro una pelliccia, un coperchio trasparente e delicato sposato a una brutta vecchia pentola, un cavolo che sogna di volare e ci riesce, una faida tra uomini e cinghiali: i temi più cari a Dacia Maraini – la caccia, le ingiustizie, gli abusi della scienza – in una serie di storie per bambini.

Antonio Facchin

Gianni Sutera, Era felice quella notte, Antonio Facchin, Roma 2001
Prezzo: 10, 33 Euro
Giani Sutera è solo se stesso; le sue radici affondano in una terra dove il dolore e la miseria fanno da struttura portante al carattere di un popolo e dove l’amore e l’avventura, il desiderio di evasione rendono gli uomini osservatori inquieti di se stessi e del mondo.’ Egli riesce a mescolare poesia e narrazione, fantasia e realtà, sogni e pensieri in una specie di balletto dove il protagonista è sempre lui: l’ io narrante. Un io che sembra prendere le sfumature dei vari personaggi immaginari, ma che nel romanzo sembrano reali, nella vita quotidiana della sua terra, la Sicilia: una terra questa, dove i cantastorie hanno riempito le piazze, dei vari paesi, di ballate in cui i protagonisti erano paladini e saraceni in un eterno duello, ma anche gente povera e meschina a cui la sorte ha regalato un posticino in piazza, al tiepido sole, in attesa di un pur misero lavoro giornaliero.

Fazi Editore

Gabriella Sica, Poesie familiari, pp.190, £. 25.000 pp.190, £.25.000 Poesie familiari è un libro che tratta in versi, familiarmente e realisticamente, di cose comuni e diverse, scritto tra il 1991 e il 2001.”, prossime alla terra d’origine e d’appartenenza, alla casa e alla famiglia, all’Italia e alla sua lingua. Poesie diventate forse adulte, da “bambine” che erano, nate dalla “familiarità”, in questo libro che si configura involontariamente tra le due grandi immagini cardinali, quella della madre col bambino e dell’uomo padre morto", scrive l’autrice. Gabriella Sica, protagonista negli ultimi venti anni di quella poesia che torna a credere nella parola dopo tanto “moderno”, ci offre il suo libro della maturità, libro della natura e degli uomini, del difficile percorso dell’umanità, dall’Italia povera e contadina degli anni Cinquanta alla Roma all’alba di un nuovo millennio, dalle radici e dalle cose morte ma non dimenticate del passato alla nuova vita dei bambini e della campagna. Sono poesie della “severa grazia”, intime e amorose, che non lasciano morire niente di quello che è stato; poesie colte, nel solco della tradizione italiana, e tuttavia semplici e con una segreta musica popolare. Dove l’infanzia e la maturità, l’innocenza e il classico sono espressi in una lingua limpida e comunicativa, mai astratta o retorica, profondamente fraterna, in confidenza con la lingua che già c’è, quella della realtà.

Feltrinelli

Cristina Comencini, Matrioska, “I narratori” / Feltrinelli, pp. 224, _ 14 – L. 27.108 Una donna monumentale, Atonia, avvolta in un caffettano rosso. È una scultrice avanti con gli anni, grassa e malata. Una donna giovane, aspirante scrittrice, accetta di scriverne la biografia ed entra in rapporto con lei, un rapporto difficile, che dà luogo ad incontri e conversazioni registrate. I ricordi della scultrice, le sue storie d’amore, la relazione appassionata con un giovane gay si intrecciano con altre storie, con la quotidianità della giovane biografa, con la sua vita di madre, intensa e appagante, con le sue aspirazioni a scrivere davvero in modo creativo. O forse sono i figli la vera creazione, la creazione perfetta?
Salvatore Natoli, Stare al mondo. Escursioni nel tempo presente, “Serie bianca” / Feltrinelli, pp. 160, _ 10 – L. 19, 363 Seguendo il tracciato di una ricerca che, significativamente, prende le mosse dalle collaborazioni per la stampa periodica, Natoli ci offre insolite “carte da viaggio” attraverso le emergenze della contemporaneità, verso una maggiore consapevolezza di quel che siamo e del mondo in cui viviamo. Consapevolezza che si traduce in una “filosofia del tempo presente”, escursiva, erratica e per qualche verso visionaria.
Franco Rella, Figure del male, “Campi del sapere” / Feltrinelli, pp. 184, _ 15 – L. 29.044 La tragedia, Giobbe, Auschwitz, la violenza e la sofferenza. Il libro affronta il tema del male che abita l’esistenza umana, individuabile e collettiva, attraverso l’analisi di eventi storico – sociali e attraverso l’analisi del “male di vivere” anche nella forma che assume in opere letterarie, filosofiche e artistiche.

Frassinelli Sperling&Kupfer Editori

Ilda Bartoloni, Donne di potere, Saggistica, pp. 240, £. 26.500 Il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un riconosciuto protagonismo femminile. Come vivono le donne questa nuova condizione? Quali difficoltà incontrano ancora nell’acquisire e gestire il potere? Un’affermata giornalista Rai ha approfondito questi temi con un gruppo di donne vincenti e famose.
Edoardo Rosati, L’ultima vertigine, Narrativa, pp.192, £. 24.900 Un thriller che non dà tregua al lettore. Una grande conquista scientifica dai contorni eticamente ambigui, e un uomo e una donna decisi a far trionfare il bene. Una scoperta accidentale che comporterà altissimi rischi
Miro Silvera, Il senso del dubbio, Narrativa, pp. 224, £. 26.500 Scritto in uno stile accattivante ed efficace, un romanzo dalla trama originale ed imprevedibile. La vita di un castello in Svizzera, abitato da un celebre divo del rock, Hedy Sax, dalla sorella Flora, da un’anziana signora cosmopolita, Madame Persia, e dall’ambiguo giardiniere, Karl Brenner, viene sconvolta dall’arrivo di uno scrittore del cinema. La presenza del nuovo ospite rivelerà all’improvviso i lati più oscuri degli abitanti del castello….

Gangemi

Anna Maria Fabiano, Il colore del mare. Romanzo di un viaggio mentale, pp. 255, £. 30.000 L'opera prima di Anna Maria Fabiano sembra aderire in qualche modo all'area del romanzo di formazione in una cornice attuale in cui è rintracciabile l'approfondimento di certa letteratura europea. Con minuziosa sottigliezza la scrittrice narra di angosce, timidezze, speranze e amori di una giovane donna. E scopriamo fra le righe un bel gioco di elaborazione formale: parallelamente al suo ritrovarsi vediamo nascere, racconto nel racconto, il primo lavoro della protagonista Eva ( il nome è un tributo a una natura femminile votata alla ricerca curiosa, paziente e sottile di sé e del mondo?). Non un manifesto femminista, ma un affresco moderno sull'esserci di una femminilità ora oscura ora trasparente e poetica, come il colore del mare.

Garzanti Libri

Ernesto Calzavara, Ombre sui Vetri, Marco Paolini legge Ernesto Calzavara, Gli elefanti multimedia, libro (pp. 416) + CD (33’31”), £. 27.000. La raccolta Ombre sui Vetri attraversa l’intera produzione poetica di Ernesto Calzavara, presentata da Cesare Segre. Nel CD Marco Paolini presenta alcuni dei brani già inseriti nei suoi Bestiari e offre una serie di interpretazioni inedite.
Claudio Magris, Fra il Danubio e il mare. Il mondo di Claudio Magris, Gli elefanti multimedia, in videocassetta il film di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, con volume di pp. 48, £. 29.000 Fra Danubio e il mare unisce due immagini del mondo di Claudio Magris. La prima è il film realizzato da Francesco Conversano e Nene Grignaffini: un intenso percorso attraverso i luoghi che hanno segnato la biografia e l’opera dello scrittore triestino, autore di Danubio e Micrcosmi. La seconda è il testo in cui lo stesso Magris delinea le tappe principali della propria esperienza: un viaggio attraverso i libri, i luoghi e soprattutto le persone che hanno segnato il suo cammino e fatto nascere le sue opere – perché l’ «unico modo di parlare, di raccontare qualcosa della propria esperienza, è parlare di altri».
Pier Paolo Pasolini, Poesie, Sandro Lombardi legge Pier Paolo Pasolini, Gli elefanti multimedia, libro (pp. 240) + CD (64’46”), £. 25.000. Poesie è l’autoantologia curata dallo stesso poeta nel 1970 come «atto conclusivo di un periodo letterario». Nel CD Sandro Lombardi si pone con grande umiltà al servizio delle parole del poeta, trasmettendone l’intensità emotiva, la tensione ideologica, la passione umana.
Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, prefazione di Gianni D’Elia, pp. 148, £. 16.500. Il capolavoro di Pier Paolo Pasolini, La religione del mio tempo, riproposto in una veste grafica con copertine di Lorenzo Mattotti e una nuova prefazione. «Rileggendo la religione del mio tempo, l’impressione è quella di un grande poeta che abbia posto il tema dei limiti della poesia verso la vita, in un mondo che non sa più che farsene né della poesia né dei poeti. Pasolini, scegliendo la compressione con la realtà, si è tenuto al corpo vivo della propria singolarità, narrandone l’urto con la Storia» (dalla prefazione di Gianni D’Elia).
Pier Paolo Pasolini, Poesia in forma di rosa, prefazione di Edoardo Esposito, pp.236, £. 18.000. Il capolavoro di Pier Paolo Pasolini, Poesia in forma di rosa, riproposto in una veste grafica con copertine di Lorenzo Mattotti e una nuova prefazione. «A un giovane che affrontasse per la prima volta questo libro, si potrebbe forse dire: Leggi anzitutto Una Disperata vitalità, e se da quel magma non ti senti alla fine stordito ed escluso, se riesci a cogliere il messaggio di angoscia ma anche di ‘disperata vitalità’, appunto, che ne promana, allora potrai affrontare anche il resto…» (dalla prefazione di Edoardo Esposito).
Emilio Rentocchini, Ottave, Collezione di poesia, pp. 160, £. 27.500 La poesia in dialetto è oramai un testo a fronte del Novecento ufficiale. Il caso notevole di Emilio Rentocchini è ora indicativo di una nuova sintesi delle «due tradizioni» (Contini), quella colta e quella popolare, con riassunzione della seconda nella prima – qui a partire dal titolo in italiano, Ottave.

Ugo Guanda Editore

Il sole 24 Ore

Laterza

Luigi Bobbio, Il governo locale nelle democrazie contemporanee, Libri del Tempo, serie “Le istituzioni delle democrazie” (diretta da Sergio Fabbrini), pp. 224 circa, _ 19,50 circa – L. 37.756 circa I governi locali sono governi minori. Ma fino a un certo punto: sono i governi più vicini ai cittadini;
forniscono i principali servizi destinati alla popolazione; mostrano spesso maggiori capacità innovative dei governi nazionali; stanno crescendo di importanza grazie ai processi di decentramento in atto. Il volume è dedicato ai problemi del governo locale nei paesi dell’Europa e del Nord America.
Lucio Caracciolo – Enrico Letta, Dialogo intorno all’euro, pp. 160 circa, _ 9,50 circa L. 18.394 circa Nel momento in cui l’euro entra nella nostra vita quotidiana, è il momento di una riflessione sul significato di questo cambiamento epocale. Enrico Letta e Lucio Caracciolo, che quattro anni fa pubblicarono due libri gemelli e opposti (Euro sì ed Euro no), esaminano oggi da punti di vista diversi gli effetti della maggiore riforma monetaria della storia mondiale. Ciò li porta a discutere e a dividersi sui grandi temi della politica europea: dai fini dell’integrazione comunitaria - una Federazione di Stati? - ai confini dello spazio europeo, tuttora da determinare. Mentre nasce l’euro, i paesi europei si apprestano all’allargamento dell’Unione, destinato a ridisegnarne il ruolo geopolitico e le stesse istituzioni. A che serve l’Europa? Quali sono i vantaggi, quali i costi dell’integrazione per noi italiani? Quale effetto avrà l’introduzione dell’euro nei rapporti con gli Usa? Questi ed altri temi sono al centro del dialogo fra uno dei più autorevoli leader politici nazio-nali e il direttore della rivista di geopolitica “Limes”.
Sabino Cassese, La crisi dello Stato, Sagittari Laterza, pp. 136 circa, _ 11,50 circa – L. 22.266 circa All’inizio del XXI secolo sembra tramontare la forma di organizzazione della società che ha domi-nato il mezzo millennio trascorso: lo Stato nazionale moderno. La sua crisi profonda è determinata da vari fattori: il rafforzamento degli organismi internazionali (come l’Organizzazione mondiale del
commercio, l’Unione europea, la Nato, ecc.), la crescente autonomia delle Authority (ad esempio l’Antitrust, che può prendere decisioni vincolanti per aziende di paesi stranieri), il peso globale delle grandi concentrazioni industriali e finanziarie. All’impotenza crescente dello Stato fanno riscontro, però, richieste crescenti dei cittadini (dalla sicurezza alla sanità) a cui non è più possibile rispondere. A cosa andremo incontro? È concepibile un governo globale in grado di reggere uno Stato mondiale?
Pietro Costa, Civitas. Storia della cittadinanza in Europa 3. La civiltà liberale, Collezione Storica, pp. 688 circa, _ 46,50 circa – L. 90.035 circa L’Europa tardo-ottocentesca, di cui tratta questo terzo volume di Civitas, registra il trionfo della libertà e della proprietà, assunte come perno dell’ordine ed espressione della civiltà e del progres-so. Sono gli anni della massima espressione della civiltà liberale, al cui interno –però– già dirom-pono problemi di grande rilievo, dalla condizione femminile alla questione nazionale, alla questione
sociale. È in particolare il conflitto sociale innescato dal processo di industrializzazione che stimola la messa a punto di nuove immagini del soggetto e dell’ordine ed esige una trasformazione del rapporto fra il cittadino e la comunità politica. Alle ideologie individualistiche del più puro libe-ralismo si contrappongono allora ideologie sociali che reclamano dallo Stato un intervento attivo nei confronti dei bisogni fondamentali dei soggetti: teorici del nascente Stato sociale e difensori della logica del mercato non cessano di affrontarsi dando luogo alle più diverse variazioni sui medesimi temi di fondo.
Stefano Ferrari, Lo specchio dell’Io. Autoritratto e psicologia, Collana Percorsi, pp. 272 circa, Illustrazioni 1/16 b/nero, _ 24,50 circa – L. 47.437 circa Il libro analizza, anche alla luce della psicoanalisi freudiana, i principali meccanismi psichici che presiedono alla dinamica dell’autoritratto, a partire dal controverso rapporto che ciascuno di noi intrattiene con la propria immagine. Il testo dunque non si occupa solo di autoritratti di artisti, anche se gli artisti sono coloro che più di ogni altro hanno sperimentato la problematicità e la drammaticità di questa relazione. Ogni autoritratto, infatti, eseguito, osservato o semplicemente
immaginato, tocca il nodo profondo della genesi dell’Io e spesso si propone come una modalità di difesa e di controllo nei confronti dell’ansia collegata al motivo dell’identità. Particolare rilievo viene dato alla fotografia che, essendo in grado di congelare e fissare l’immagine allo specchio, esprime nel modo più diretto la nostra aspirazione all’autoritratto. Essa inoltre con-sente, attraverso giochi di maschere e travestimenti, di appagare un bisogno antico di ogni uomo, che vuole vivere e sperimentare, secondo le parole dello stesso Freud, “una pluralità di vite”. Oltre che di numerosissimi riferimenti storico-artistici (da Giotto ai nostri giorni, passando attraver-so soprattutto l’esperienza ‘espressionistica’ dell’età contemporanea –Van Gogh, Munch, Schiele...ma anche Duchamp, Picasso, Warhol... –), il saggio è ricco di molteplici esempi letterari, in particolare sul tema dello specchio, del doppio e dell’identità (Pirandello, Woolf, Kafka, Kundera ...).
Giovanni Filoramo, Hinduismo con saggi di Carlo Della Casa, Stefano Piano, Mario Piantelli, Collana Biblioteca Universale Laterza Serie “Storia delle religioni”, pp. 288 circa, _ 22,00 circa – L. 42.597 circa “Hinduismo” è una categoria occidentale per esprimere la straordinaria ricchezza religiosa che si è manifestata nei secoli nel subcontinente indiano. A rigore, essa comprende le tradizioni religiose dell’India che, dall’antica religione vedica, attraverso continue riplasmazioni, arrivano sino a oggi, continuando a costituire per circa l’80% della popolazione la base delle proprie pratiche e creden-ze. In prospettiva storica, vi rientrano, oltre al buddhismo delle origini, tradizioni religiose apparen-tate da una comune ‘aria di famiglia’ come il gianismo e il sikhismo. Questa via di salvezza, fonda-ta sulla ‘legge eterna dell’universo’, non solo ha affascinato l’Occidente a partire dalla sua scoper-ta scientifica alla fine del Settecento, ma ha nutrito la letteratura e l’arte, facendo dell’hinduismo una delle grandi tradizioni culturali religiose dell’umanità. Il volume prende in esame il complesso della storia di questa religione, considerata anche nelle trasformazioni più recenti e drammatiche indotte dal confronto con la modernità. Nel suo insieme, il libro, dovuto ai migliori specialisti italiani, si distingue da altre introduzioni all’hinduismo per il suo rigore e la sua completezza, in grado di offrire una seria e aggiornata visione d’insieme di una grande realtà religiosa destinata a recitare una parte importante anche nell’attuale confronto interculturale.
Vincenzo Padula, Scritti di Estetica, Linguistica e Critica letteraria. Vol. I Vol. II a cura di Pasquale Tuscano, Opere di Vincenzo Padula, Vol. I pp. 512 circa, Vol. II pp. 512 circa, _ 25,00 circa cadauno – L. 48.406 circa cadauno I due volumi comprendono, in un corpus unico, gli scritti, editi e inediti, di Vincenzo Padula riguar-danti l’estetica, l’eloquenza, la linguistica e la critica letteraria. È possibile, così, valutare l’apporto di Vincenzo Padula al vivace dibattito sull’estetica nella prima metà del secolo XIX – grazie soprattutto alla pubblicazione dei testi integrali inediti del Trattato di Estetica e del Trattato di Eloquenza – e la sua non effimera presenza nel campo degli studi danteschi, della critica letteraria e, in particolar modo, della linguistica e della dialettologia. In tali settori Padula lascia un patrimonio di idee, di stimoli, di suggerimenti che possono ancora essere ripresi, discussi e continuati, nelle istanze, ovviamente, ancora fruibili dal progresso che tali studi hanno conseguito ai giorni nostri.
Vincenzo Padula, Vocabolario Calabro. Laboratorio del Dizionario Etimologico Calabrese A-E, a cura di John B. Trumper, Opere di Vincenzo Padula, pp. 688 circa, 26,50 circa – L. 51.310 circa Questo volume raccoglie i materiali, spesso eterogenei e incompleti, del Vocabolario Calabro di Vincenzo Padula. È più di un’edizione critica e commentata della raccolta originaria. Tramite un eccezionale lavoro di grande spessore etimologico vengono infatti rianalizzati o completati percor-si appena accennati senza che per questo si perda la visione di Padula. Il valore aggiunto di que-sto volume è non tanto la correzione o l’ampliamento di prospettive errate o troppo anguste quan-to piuttosto la proposta di una visione storicamente precisa del rapporto organico tra lingua, cul-tura e società che sottende ogni opera di analisi linguistica fondata su presupposti rigorosi e metodologicamente appropriati comprensivi della realtà extralinguistica.
Ernesto Rossi, Abolire la miseria, Prefazione di Paolo Sylos Labini, i Robinson/Letture, pp.
288 circa, _ 14,00 circa – L. 27.107 circa
Laterza ripropone oggi per le sue caratteristiche di straordinaria attualità, e con una nuova pre-fazione di Paolo Sylos Labini, un famoso pamphlet di Ernesto Rossi del 1946 pubblicato nel 1977. Il punto di partenza del libro è l’esistenza di grandi sacche di povertà nelle società cosiddette avanzate. Una povertà inaccettabile per chiunque si consideri una persona civile. Per combattere la miseria Ernesto Rossi propone un insieme di provvedimenti sociali di carattere radicale: primo tra tutti la creazione di un ‘esercito del lavoro’ che impieghi per due anni i giovani in servizi utili a estirpare la povertà; poi la totale gratuità di tutti i servizi fondamentali per il cittadino (vitto e alloggio, trasporti, sanità); infine una riforma della scuola che garantisca anche ai non abbienti di poter effettivamente aver accesso all’istruzione anche superiore.

Longanesi

Luni Editrice

Marsilio

Arcangelo Leone de Castris, Intellettuali del Novecento tra scienza e coscienza, Biblioteca, pp. 176, £. 30.000 Questo libro propone una integrazione conoscitiva rispetto alle forme storiografiche tradizionali, cioè rispetto alla storia della cultura che, quando non è rimasta bloccata in una prospettiva specialistica o comunque settoriale, non si è posta in ogni caso come storia di prodotti intellettuali, come conoscenza critica dei loro modi di produzione, e cioè della loro oggettiva funzione di mediazione e riproduzione. L’esperienza critica da cui nasce questo discorso riguarda gran parte della cultura novecentesca: da Svevo a Pirandello a Croce, da Salvemini alla cultura del ventennio fascista, a Gramsci, agli autori più rappresentativi della letteratura contemporanea (Montale, Calvino, Pasolini, Sciascia).
Cesare Galimberti, Cose che non son cose. Saggi su Leopardi, Testi e Studi leopardiani, pp. 208, £. 42.000

Il libro raccoglie i più importanti scritti leopardiani non ancora usciti in volume di Cesare Galimberti, che di questo filosofo-poeta è considerato uno dei più significativi studiosi del secondo Novecento. I saggi non sono collocati secondo un ordine cronologico, ma secondo un sottile filo conduttore che si fonda sulla convinzione della natura inscindibile di poesia e filosofia in Leopardi.
Carlo Goldoni, I due Pantaloni / I mercatanti , a cura di Franco Vazzoler. Lettura universale Marsilio, Carlo Goldoni, Le opere Edizione Nazionale, pp. 360, £. 36.000 Nell’intricato problema del rapporto tra messinscena e testo a stampa, il caso de I due Pantaloni / I mercatanti si mostra come del tutto particolare nella storia della commedia goldoniana. La prima edizione – senza l’avvallo dell’autore (Bettinelli 1755) – apparve un anno dopo la fiorentina edizione Paperini del testo rinnovato, e a distanza di due anni dalla rappresentazione, senza maschere e interamente riscritta in italiano. L’autore rivedrà dieci anni dopo questa versione, in un protratto tentativo di rinnovare una tradizione teatrale oramai sentita come superata. La presente edizione ripropone entrambi i testi, nella convinzione della loro autonomia e pari significatività culturale.
Carlo Goldoni, L’avventuriere onorato, a cura di Bianca Danna, introduzione di Luigi Squarzina, Lettura universale Marsilio, Carlo Goldoni, Le opere Edizione Nazionale, pp. 340, £. 36.000 Il veneziano e misterioso Guglielmo, giunto avventurosamente a Palermo dopo un naufragio, si insinua nell’alta società cittadina con le sue maniere garbate e la sua capacità di seduzione. Conteso tra due dame palermitane e avversato dalla nobiltà locale come cacciatore di dote, si libera dalla sopraggiunta fidanzata napoletana e riesce ad assicurarsi il miglior partito e la fiducia del viceré. La sorprendente, trascurata commedia andò in scena per la prima volta nel 1751, ma nella complessa storia delle sue tre successive redazioni continuò a offrire prospettive feconde per coniugare temi romanzeschi e spericolati spunti autobiografici.
Enrico Groppali, Il viaggio a Venezia, Teatro, pp. 96+16 con ill. a col., £. 12.000
Il giovane Andrea intraprende un viaggio di formazione nella Venezia del Settecento. Prima di arrivare in città, crede di incontrare la donna della sua vita, Romana, ma i misfatti compiuti dal suo domestico lo costringono a fuggire. Arrivato a Venezia, guidato dall’enigmatica figura del Cavaliere di Malta, s’immerge in un meraviglioso labirinto di donne, ma non riesce a dimenticare Romana. Al termine di un’intricata vicenda, Andrea si ricongiungerà alla sua prima ispirazione amorosa. Un sogno a occhi aperti, un viaggio dalla fredda Vienna di Maria Teresa alla scatenata Venezia del Carnevale settecentesco, orientale, misteriosa e perversa.
Giovanni Mastrangelo, African soap, Farfalle, pp. 352, £. 34.000 Tra i diseredati di una bidonville, Stas scopre di avere un fratellastro che ha commesso un omicidio: è Rico, figlio illegittimo di suo padre, la sua anima nera. Avvicinandosi sempre di più a Rico, Stas si scontrerà con quella realtà africana cruda e ineludibile che non può più essere rimossa dalla coscienza né nascosta agli occhi del mondo intero.
Carlo Mazzantini, Restano le nuvole. Una Vita in versi, Romanzi e racconti, pp. 112, £. 20.000 Narratore e saggista, Carlo Mazzantini presenta la sua prima raccolta di versi, quarantadue componimenti liberi nel metro e nella struttura, ispirati a riflessioni e momenti fondamentali nella sua vita: dalla scelta giovanile che lo portò al «vicolo cieco della Storia», all’incontro con la donna divenuta sua compagna di vita e musa ispiratrice, alla scoperta della natura, fino alle grandi domande sul destino dell’uomo.
Antonella Tavassi La Greca, Le due Agrippine, Romanzi e racconti, pp. 320, £. 32.000 Dall’unione di Germanico e Agrippina Maior nasce Agrippina Minor, la futura madre dell’imperatore Nerone, che sembra muoversi a suo agio tra intrighi e colpi di scena. Ora potente, ora sconfitta, chi era veramente Agrippina? Quanto era grande la sua ambizione? Attraverso queste lettere è possibile ricostruire pensieri e sentimenti, affidati a pagine che svelano la sfera privata dei protagonisti della Storia.

Mondadori

Neri Pozza

Leo S. Olschki

Il castello il convento il palazzo e altri scenari dell’ambientazione letteraria, a cura di Marinella Cantelmo, Leo S. Olschki Editore, pp. 324, £ 65.000
Nata in un palazzo, nella reggia di Priamo a Troia, assediata dagli Achei, la letteratura occidentale ha visto ripetersi e rinnovarsi i suoi scenari e suoi fondali. L’antro, il castello, il palazzo, il giardino, il convento, l’abbazia, la cattedrale…ambienti aperti o chiusi, esterni o interni, naturali o «artificiali», «fin dalle origini della cultura europea - scrive nella postfazione Marinella Cantelmo - la diversa configurazione dello spazio è basilare nell’individuazione della specificità di qualsiasi opera letteraria».

Pasolini e la strada; Il sanatorio, la fortezza, la stanza in Bufalino; L’isola del Gattopardo; Lecce nei racconti di Vittorio Bodini; Gli involucri dell’»io». Ambientazioni della solitudine nell’età del Foscolo. Questi alcuni dei titoli dei saggi raccolti in Il castello il convento il palazzo, volume a più mani che si propone di indagare la complessa e problematica nozione di spazio letterario, nelle sue due diverse sponde e valenze di spazio nel testo e di spazio del testo nel suo contesto storico-sociale.

Riccardo Ricciardi Editore

Baldassarre Castiglione, Lettere, a cura di A. Stella e U. Morando, Tre volumi di complessive, pp. 2400, £. 380.000 La prima edizione integrale dell’epistolario di uno dei maggiori autori del Rinascimento italiano. Ben 1323 lettere della corrispondenza fra Castiglione e i grandi della Terra vengono riprodotte in edizione critica e ampiamente commentati.
Poeti lirici, burleschi e didascalici del Cinquecento, a cura di G. Gorni, M. Danzi e S. Longhi, Letteratura italiana. Storia e testi, pp. 1100, £. 160.000 Un libro atteso da oltre dieci anni che offre la più minuziosa sistemazione del Cinquecento poetico italiano, da cui emergono, con particolar rilievo le figure di Pietro Bembo e Francesco Berni, senza tuttavia dimenticare esponenti della scena letteraria più appartati ma importantissimi, quale ad esempio Michelangelo.

Rizzoli

Francesco Alberoni, L’arte del comando, Saggi, pp. 220, _ 16,00 – L. 30.980 Francesco Alberoni continua la sua acuta analisi della società contemporanea indagando su un elemento decisivo: la capacità di essere leader. Tutti noi – nella vita di relazione, in famiglia, sul lavoro – siamo chiamati ogni giorno, in misura diversa, a esercitare un ruolo di comando. Ma come si diventa leader? Da cosa si riconosce il vero capo, capace di farsi seguire dalle persone che lo circondano? Quali sono i pericoli che deve affrontare chi comanda? E soprattutto, quali doti deve possedere chi aspira a essere e a rimanere un leader autorevole e rispettato? L’arte del comando offre le risposte a queste domande, e nel farlo si propone come il naturale punto d’approdo della ricerca decennale di Alberoni sui valori del nostro tempo, intrapresa con opere di grande successo come Valori (1993), L’ottimismo (1994), Abbiate coraggio (1998) e La speranza (2001): perché sono proprio quei valori – quelle virtù sociali – che danno sostanza, spessore e legittimità a ogni espressione di potere.
Giuseppe Casa, Il nero senza stelle della notte, Sintonie, pp. 260, _ 13,50 – L. 26.140 Ironia, sentimento del grottesco, pietas, dramma: c’è tutto in questa ricca, generosa vicenda che segue un giovane squattrinato di Licata fin dentro i circuiti underground della capitale; che ci racconta come si diventa insegnanti di educazione fisica, si viene insidiati dalle donne, si frequenta un poeta di grido, ci si sposa, si perde il lavoro, ci si trasferisce in Olanda e poi a Londra, a tuffarsi negli abissi della droga, per poi avviarsi, al termine del viaggio, in un claustrofobico giro di superficiali amicizie, feste, chiacchiere di gruppo dentro l’assedio del vuoto contemporaneo. Fra Céline e l’Arbasino di Fratelli d’Italia, disperato, ghignante, acido e nuovo, costruisce con questo romanzo l’epopea “globale” di un giovane del nostro tempo.
Omar Cerchierini, Il sacrificio dell’istrice, Sintonie, pp. 180, _ 12,50 – L. 24.203 Bigliettini, lettere e un toccante agrodolce diario raccontano la breve storia d’amore di Pier e Samu, due diciannovenni. Attraverso un abile incastro di registri, Il sacrificio dell’istrice narra di un amore omosessuale, intenso e acerbo, ma è soprattutto il racconto della convalescenza emotiva di Pier dopo l’epilogo della storia amorosa, convalescenza che coincide con l’attraversamento della sottile linea d’ombra che segna l’età adulta. Ai lapidari e turbolenti bigliettini tra i due giovani, che ci raccontano per flash i momenti del loro incontro e della loro amicizia, seguono le pagine pensose del diario di Pier: l’elaborazione dell’abbandono, canzoni, film, letture, e ancora sbronze e il tentativo fallimentare di un amore “regolare” con Laura. Le lettere indirizzate alla grande amica di sempre, Betta, raccontano la svolta, e, attraverso episodi rocamboleschi ed esilaranti come il viaggio a Dublino, Pier ritrova Samu in una fraterna amicizia.

Sperling Paperback

Eraldo Baldini, Qualcuno nel buio, Narrativa, pp.192, £.16.000 Una trilogia densa di tensione e suspense: sono tre gialli medici in cui protagonista è la malattia, nelle sue manifestazioni più emblematiche di malinconia e inquietudine. Nei tre casi raccontati il filo conduttore è rappresentato dagli investigatori, personaggi che si muovono in tre storie indimenticabili, tutte ambientate nel Ravennate, terra sempre rappresentata con contorni surreali e nostalgici.
Marino Galzenati, Ludovica, Esperienze, pp.140, £. 16.000 Una tragedia italiana raccontata dalla viva voce di uno dei protagonisti. Marino Galzenati è il papà di Ludovica, una bambina napoletana morta a tre mesi per una broncopolmonite che poteva essere curata. La straziante vicenda è stata ripresa dai principali media nazionali. Ora Marino Galzenati ha deciso di raccontare la storia in un libro, perché tragedie come questa non accadano più.

Teseo Editore
(Contatti: enr@vizzavi.it Editore: teseoeditore@alfanet.it Distribuzione: rinascita.roma@inbox.ilink.it)

Enrico Pietrangeli, Di amore, di morte, "Diversoinverso” Un piccolo "libro aureo" di rara autenticità. Un libro che paga altissimo in termini di impegno personale, che sa ancora far risuonare una voce profetica nel tempio infestato dai mercanti. Pietrangeli si cala in un punto cruciale dell'attuale "offesa" letteraria all'uomo, lì dove sono stati consumati i misfatti poetico esistenziali dei nostri anni, ed anche prima e oltre. Si fa goccia di sangue viva; persona, che proprio nell'attraversamento della sua parte di inferno contemporaneo, ma con un occhio di pietà e di silenzio quasi sbarbariano, non perde di vista quella terra d'innocenza ultima, di quella" terra promessa", già rivelataci da Ungaretti, che è conquista di assiduo lavoro e di libertà. È un libro questo, che ha centrato il tema, che "venera" "Gli dèi immortali anzitutto", o "quindi gli eroi gloriosi", come limpidamente Sbarbaro traduce da Pitagora. E ancora vi si avverte la presenza di un Penna più intimamente ontologico e fondativo di un pensiero, e meno idillicamente novecentesco o addirittura manierista, da cui Pietrangeli sa trarre un lessico di alto decoro ed originalità (Nota critica di Gino Scartaghiande).

Unicopli

Gianni Biondillo, Pasolini il corpo della città, presentazione di Vincenzo Consolo, con 6 fotografie dell'associazione "Fondo Pier Paolo Pasolini". Pier Paolo Pasolini fu autore "senza dialetto" e "senza casa". Studiare le sue opere significa inseguire il suo itinerario umano alla ricerca di una lingua con cui esprimersi ed un paesaggio dove radicarsi. Dal Friuli della sua mitica gioventù alla Roma suburbana non ancora violentata dall'omologazione capitalista. Per poi, a "genocidio" avvenuto, fuggire, disperdere il centro, verso nuovi suoni, volti, corpi, luoghi: quelli (ma per quanto ancora?) incontaminati del terzo e quarto mondo. Gli itinerari (poetici, cinematografici, polemici, artistici) pasoliniani restano i più disperatamente e rabbiosamente coerenti che la letteratura del Novecento ha saputo consegnarci. Questo libro cerca di ricostruirne la mappa.
UNA NUOVA COLLANA di EDIZIONI UNICOPLI
Le città letterarie
Con la pubblicazione dei volumi "Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho" di Alberto Giorgio Cassani e "Parigi nell'occhio di Maigret" di Marco Vitale, le Edizioni Unicopli danno vita a una nuova collana dal titolo "Le città letterarie".

Intento della collana, che pubblicherà quattro titoli l'anno, sarà di affrontare il tema del paesaggio urbano per come si manifesta e vive nelle pagine degli scrittori, dei poeti, dei narratori, nella sua duplice valenza cioè di scena architettonica e affettiva.

L'iniziativa si pone così come punto d'incontro e di riflessione tra letteratura e architettura, tra ambiti disciplinari e scritture diverse e naturalmente tra piano di realtà e immaginazione. Il volume su Barcellona - che si giova di una stimolante introduzione di Manuel Vasquez Montalban - è opera di un giovane studioso di storia dell'architettura e docente al Politecnico di Milano; mentre il volume su Parigi (con un bel ricordo simenoniano di Agnès Faganelli) è stato scritto da un poeta e traduttore letterario.

A ottobre sono usciti altri due libri della collana, sulle Città fantastiche, da Platone a Borges e Calvino; l'altro sulle utopie urbanistiche di A. Asimov.

Ad Aprile sono usciti: Pasolini. Il corpo della città di A. Biondillo e Con Bassani verso Ferrara di A. Toni.

Chi fosse interessato a scrivere un libro sul rapporto tra passeggio letteratura, può scrivere a unicopli@galactica.it

White Star
Luciano Garibaldi,
Un secolo di guerre,
White Star, Vercelli,
448 pagine, 50 euro
Il giornalista e storico Luciano Garibaldi ha scritto un libro dedicato ai momenti più drammatici che hanno caratterizzato il XX secolo: dalla Guerra dei Boeri in Sud Africa, alla Guerra del Kosovo, terminata nel 1999. La prefazione è di Wolf Blitzer , anchorman di punta della CNN. Imponente la documentazione fotografica: le drammatiche immagini sono state scovate presso le principali agenzie e gli Istituti militari di tutto il mondo. Tra esse, le più indimenticabili come la nube di gas tossico a Ypres, il miliziano spagnolo di Robert Capa, il bambino ebreo del ghetto di Varsavia, i marines a Iwo Jima, la piccola vittima del napalm in Vietnam, fino agli aironi del Golfo Persico.

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