Troppa realtà

Il 22 febbraio 2001, a Novi Ligure, una donna viene trucidata in casa con il figlio più piccolo e, dopo i primi attimi d'incertezza, i riflettori si puntano sulla figlia sedicenne. È il terzo omicidio in un mese perpetrato in Italia da ragazzi; il secondo contro propri familiari. In una Padova sconvolta dal «serial killer», un ragazzo uccide il padre, professore universitario e ne brucia il corpo in un sotterraneo della facoltà di Chimica. A Milano un adolescente a scuola taglia la gola alla ex fidanzata. Qualche mese fa a Como tre ragazze adolescenti hanno assassinato una suora inscenando un rituale satanico. La cronaca fa concorrenza alla letteratura.

Ragazzi, per favore, leggiamo, scriviamo di più e uccidiamo di meno.

n una minuscola città di provincia una donna viene uccisa a coltellate in casa, insieme al figlio più piccolo. L’altra figlia, scampata miracolosamente, da l’allarme. È l’unico testimone del massacro.

Di fronte all’efferatezza del delitto l’immaginario collettivo scivola velocemente dietro gli stereotipi del branco predatore, categoria subumana: stranieri, clandestini, nemici. Ma la verità raggela gli animi, l’orrore dilaga, quando inesorabile prevale l’ipotesi peggiore ed emerge la responsabilità schiacciante di una seducente ragazzina adolescente e del suo fidanzato.

No, non è la trama di uno dei romanzi di Marcello Fois, l’ignaro autore che abbiamo intervistato qualche giorno prima che tutto ciò accadesse (vedi qui sotto), ma la pura realtà.

Secondo Umberto Galimberti, «Una buona educazione, soprattutto quella borghese, che insegna a tenere a bada gli eccessi emotivi, confeziona su ciascuno di noi un abito di buone maniere, di stereotipi linguistici, di controllo dei sentimenti che, come una corazza, ci rendono impenetrabili e scarsamente leggibili a chi ci sta intorno» («la Repubblica», 24 febbraio 2001).

La confusione è tale da indurci a ipotizzare che questa ragazzina sia ella stessa una vittima: della passione, della paura, della droga, della gelosia, della società, della televisione. Di un conflitto, insomma, «il paradigma di ogni situazione indeterminata. L’uomo - scrive René Thom, un matematico importante, - ha un’esperienza filogenetica e culturale molto profonda del conflitto; eppure essa non esaurisce - e di gran lunga - la totalità delle situazioni conflittuali che possono presentarsi in un ambiente naturale e culturale. In questo senso l’osservazione dello svolgimento di un conflitto è sempre ricca d’insegnamenti per la mente, che vi trova sia la soddisfazione di un’anticipazione frutto della riflessione, sia al contrario una sorpresa che può presentarsi come un enigma da sciogliere. D’altronde l’interpretazione di una situazione dubbia pensandola dovuta al conflitto di tendenze antagoniste che si equilibrano fornice spesso sul processo intuizioni globali estremamente preziose» (René Thom, Modelli matematici della morfogenesi, 1980, Giulio Einaudi Editore, Torino).

Questo spiega l'enorme interesse, morboso, prurigginoso secondo alcuni, della gente per la vicenda. Ma ci indica anche un'altra cosa. Che il ruolo dell’invenzione - nel teatro, nella letteratura, nella poesia, nelle canzonette e nel cinema - è quello di creare delle simulazioni che permettono alle persone di «vivere» delle situazioni conflittuali che le mettono in grado di superare delle situazioni di conflitto reali, esorcizzando la violenza. Forse per questo nella cultura celtica l'«aedo» è sacro.

Ed ecco Marcello Fois, aedo di casa nostra, scrittore, a volte «noir», di storie di paura, di mistero e di morte, tra la Sardegna (dove è nato) e la Pianura Padana, in cui i conflitti personali si sovrappongono a quelli culturali, si sommano, si complicano, esplodono.

Niente è più definitivo della morte ed è inconcepibile che qualcuno possa davvero prendere in considerazione l’assassinio, come una possibilità, senza pensare alle conseguenze, che fanno dell’assassinio in realtà una forma di suicidio. Ma peggio.

Tutti gli occhi sono incollati su una piccola città del Piemonte. In quella città è caduto un macigno e sotto il macigno ci sono due ragazzi di 16 e 17 anni e tutti attendono di vedere, sollevato il macigno, se i ragazzi sono ancora vivi.

A cura della Redazione Virtuale


Maecello Fois

Marcello Fois, laureato in Italianistica, nato a Nuoro nel ’60, ma residente a Bologna da molti anni, è un autore prolifico, non solo in ambito letterario in senso stretto, ma anche nel campo teatrale, radiofonico e della «fiction televisiva».

Può dirsi, a dispetto della giovane età, uno scrittore «a tempo pieno»: uno dei pochi, in Italia; ed è anche uno dei pochi autori italiani contemporanei conosciuto fuori dai confini nazionali, le cui opere vengono tradotte in molte lingue.

D. Lei è conosciutissimo come «giallista», in realtà non mai stato solo scrittore di gialli: Picta, con cui ha vinto il Premio Calvino nel ’92, è un romanzo ambientato nel mondo dell’arte. Pensa che nel suo futuro ci sarà ormai spazio solo per la letteratura gialla?

Non mi sono mai posto il problema del «genere». Credo che sia il genere stesso che in qualche modo ti sceglie, tutto quello che viene dopo nasce dall’esperienza. Io poi, credo di essere giudicato poco giallista da coloro che scrivono gialli, e troppo giallista da tutti gli altri. In realtà, ho un’idea dello scrittore a «360 gradi», e in questo senso il giallo può essere una specie di passe-partout per colpire più facilmente la curiosità del lettore. Penso al libro «millefoglie». Fatto il primo passo, chi legge si troverà ad affrontare una serie di gradi, di livelli, in ordine d’importanza letteraria: da quello più superficiale della pura vicenda, dell’intrigo, fino a quello più profondo della costruzione psicologica del personaggio. Il «giallo» è un genere che si potrebbe definire popolare, d’approccio, ma all’interno si possono inserire anche spazi di alta letteratura.

E comunque, ormai nessuno parla più, come si faceva in un recente passato, del genere giallo come di letteratura di serie B. Gli esempi recenti o più lontani che smentiscono questo pregiudizio sono molti.

D. Quando e come ha deciso che nella vita avrebbe «fatto lo scrittore»?

La letteratura mi fa star bene. Se dovesse trasformarsi in qualcosa che mi fa male, smetterei subito.

In ogni caso, credo abbia deciso il destino per me: io sono un pigro e soprattutto non mi sono mai creato aspettative particolari sul futuro dei miei scritti. Paradossalmente potrei dire che la letteratura non è la cosa più importante della mia vita. Diciamo che non sono uno scrittore ansioso, e credo che questo mi abbia portato fortuna. Nell’aprile del ’92, proprio nello stesso giorno, mi comunicarono che Picta era entrato nella finale del Premio Calvino (poi risultò vincitore n.d.r.), e l’Editore L. Bernardi, a cui avevo consegnato la mia unica copia di Ferro recente, mi annunciò l’intenzione di pubblicarlo. Ho pensato che fossero segni inequivocabili. Comunque, penso che scrivere e basta, non sia sufficiente. Bisogna vivere esperienze diverse, anche lavorative, e soprattutto, bisogna calarsi completamente nella vita: ascoltare le cose per poterle riprodurre nella letteratura. Non credo molto nello scrittore appartato, avulso dalla realtà.

All’inizio poi, puntare tutto su una professione così difficile è pericoloso: continuare a svolgere un altro lavoro può servire a non subire certi ricatti editoriali…

D. Se non sbaglio lei ha fatto parte del famoso «Gruppo dei tredici» di Bologna, definiti da qualcuno: «gli scannatori». Esiste ancora questo gruppo?

Il «Gruppo dei tredici» non ha statuto, quindi esiste sempre, non si è mai sciolto; anzi si è sviluppato nell’Associazione Scrittori di Bologna, e ne costituisce il nucleo originario, in cui l’aspetto predominante è il comune interesse letterario. In gran parte, si tratta di giallisti o di «noiristi», o, meglio ancora, di scrittori d’inquietudine. Oreste del Buono l’aveva definito a suo tempo: «L’applicazione del modello emiliano alla letteratura». Inizialmente, infatti, il gruppo era una specie di cooperativa, in cui autori più o meno affermati, facevano da «levatrici», nel senso migliore del termine, ad altri autori che ancora non avevano trovato un proprio spazio. Talvolta, invece, anche ora si cerca di convincere scrittori senza spessore, che la letteratura non è tutto e si possono fare altre cose. Non si tratta comunque di un «clan», come qualcuno ha malignamente insinuato: non c’è proprio nulla di «mafioso» nel gruppo. Il gruppo ha piuttosto inventato una regola di convivenza: al suo interno ci si vuole bene, si cena insieme; paradossalmente la letteratura potrebbe sembrare un aspetto quasi secondario.

D’altra parte, l’Emilia è stata il centro del ribollire letterario degli ultimi vent’anni: lo stesso Camilleri- che è una specie di «tredicista» d’adozione- è passato di qui, vincendo a Bologna il «Police Film Festival», premio istituito dalla Polizia per premiare gli scrittori di polizieschi. Tra i componenti del gruppo, Cacucci ad esempio, non è emiliano, e io nemmeno: mi pare significativo.

Invece non ho mai sentito parlare della definizione di «scannatori». Certo, tra noi, qualcuno-dovrei dire: io stesso-ha scritto in tempi non sospetti, romanzi che adesso potrebbero essere definiti «pulp».

"Meglio morti"

D. Nel suo romanzo Meglio morti, alcuni capitoli sono preceduti da citazioni colte; una mi ha colpito particolarmente, è di Pascal e dice: «Ci sono solo due specie di uomini: gli uni, giusti, che si credono peccatori, gli altri peccatori, che si credono giusti.» Si tratta di una frase funzionale alla storia, o significa di più per lei?

E’ funzionale alla storia perché fa riferimento alla naturale ambiguità dell’agire umano: è la vecchia faccenda che la verità oggettiva è introvabile. Ma è anche importante in sé, perché è, in fondo, la storia di tutti i libri. Da questo concetto si dipartono tutte le trame e si costruiscono tutte le varianti della letteratura.

Nei miei libri poi, talvolta gli stessi personaggi ripetono, in qualche modo, le citazioni.

D. Nei libri ambientati nella Barbagia della fine dell’ottocento: Sempre caro e Sangue dal cielo, i suoi personaggi parlano un italiano impastato, se così può dire, con frasi dialettali. Anche Camilleri ha compiuto un’operazione letteraria simile alla sua oppure ritiene che ci siano delle differenze?

La differenza sta essenzialmente nel fatto che io non parlo l’italiano o il dialetto, ma parlo due vere e proprie lingue. Il nuorese, fino all’età scolare è stata la mia unica lingua, e spesso mi rendo conto di pensare in sardo. Camilleri, in fondo, si può dire che abbia costruito un siciliano quasi «virtuale».

In realtà, i personaggi dei miei libri che parlano in sardo, non potrebbero fare altro. Io ho scritto in dialetto quando certe frasi erano intraducibili, ma essenziali in bocca al personaggio.

Credo che «una lingua in più», non sia un disvalore, non voglia dire provincialismo: al contrario; e poichè l’Italia è anche
molteplicità di espressioni e di espressività, semmai può essere solo un elemento che accresce la cultura. Si può fare una
letteratura nazionale, senza usare una lingua nazionale.

Infatti, io ho scritto anche GAP (selezionato a suo tempo per il premio Strega n.d.r.) che è ambientato nella bassa ferrarese, la terra di mia moglie, e naturalmente, alcuni personaggi parlano con le inflessioni del luogo.

D. La natura gioca un ruolo importante nei suoi romanzi. Pare che i sui personaggi ne siano impregnati, tanto da esserne quasi imprigionati.

La natura è un personaggio. Un personaggio molto invadente, che ha istanze proprie: fa domande e vuole risposte.

La cultura sarda è caratterizzata da una profonda riconoscenza, ma anche da un profondo astio nei confronti della natura: il
nostro ambiente è bello, ma non facile per chi lo abita.

Per esempio: Sangue dal cielo è tutto costruito sotto la pioggia proprio per mettere in crisi il personaggio. Questo è il mio modo per rendere credibile e verosimile la letteratura, in modo da non imbrogliare il lettore il quale vuole riconoscere in essa le proprie personali esperienze.

"Ferro recente"

D. Fra poco inizierà la seconda serie della fiction televisiva: Distretto di Polizia. Mi sembra che lei ne sia l’ispiratore e lo sceneggiatore. Inoltre si è anche occupato di teatro. Le interessa di più scrivere per il teatro tradizionale, per la televisione, o magari per il cinema?

Per la prima serie ho scritto cinque puntate su ventiquattro e sono stato story editor di tutto l’intero ciclo. Nella seconda serie, che hanno appena iniziato a girare, avverrà più o meno lo stesso.

Per quanto riguarda il teatro, ho scritto molto, soprattutto per il Teatro per Musica: ad esempio Tanit, insieme a Valerio Evangelisti, con le musiche di F. Festa. Sto anche scrivendo per Radio Rai. Comunque non ho preferenze, mi basta capire le differenze che esistono tra i vari tipi di scrittura: esiste una scrittura per il cinema, una per la televisione, una per il teatro… Certo, continuo a preferire la letteratura vera e propria, perché mi responsabilizza di più: le altre scritture contemplano una coralità di interventi: devono necessariamente essere più duttili.

D. In questo momento sta lavorando al suo nuovo romanzo, può anticiparci qualcosa?

Dovrebbe uscire tra maggio e giugno per Einaudi: si chiamerà Dura madre e sarà il terzo volume della tetralogia contemporanea che già comprende Ferro recente e Meglio morti.

Della tetralogia antica, sono già editi: Sempre caro e Sangue dal cielo; a fine anno uscirà il terzo romanzo.

Si tratta, nel suo complesso, della storia di un luogo vista attraverso un secolo, e attraverso quattro romanzi che raccontano il passato e quattro che narrano il presente degli stessi posti, con tutti i mutamenti sociali e ambientali che ci sono stati. Tra i due cicli ovviamente c’è un’enorme differenza anche linguistica Io sono un autore progettuale: devo lavorare per grandi sistemi e avere sempre davanti a me l’intera storia nel suo svolgersi.

Costruisco per il futuro.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 24.02.2001
© Copyright 2001 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Stampa questo articolo Scrivi il tuo commento sull'autore Scrivi alla Libreria di Dora

I commenti dei lettori

Vuoi essere il primo ad aggiungere un commento ai temi toccati dall'intervista con Marcello Fois?

Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.

Gratis!

Argomenti trattati da La Libreria di Dora:

Mezzo secolo «in prima linea» sul fronte della poesia
Intervista con Giovanni Raboni

«Se c'è faziosità c'è democrazia, credo»
Intervista con Aldo Nove

«Non c'è travaglio senza dolore»
Intervista con Emilia Bersabea Cirillo

Incontro con una scrittrice molto speciale
Intervista con Antonella Ossorio.

«Tendo a una vaghezza perseguita con precisione»
Intervista con Domenico Starnone.

Allo sbaraglio tra le celebrità.
Ovvero, Barbara Palombelli presenta Diario di una mamma giornalista.

Campiello 2001
Pontiggia si aggiudica il Premio con Nati due volte

La scomparsa di Douglas Adams
viaggiatore intergalattico

« Internet è un luogo assolutamente misterioso per me nel quale per la prima volta mi inoltrerò.»
Intervista con Vincenzo Consolo

E se Giulietta avesse trucidato la mamma?
Riflessioni su realtà e invenzione,
introducendo un'intervista con Marcello Fois

Chi è Valerio Varesi?
(Intervista con Valerio Varesi)

«Disabili... dal punto di vista antropologico»
(Intervista con Giuseppe Pontiggia)

«Almeno essere stati italiani per qualcosa!»
(Intervista con Aldo Busi)

Soffi dell'anima
(Intervista con Roberto Vecchioni)

Sorpresa! Il manifesto in difesa della lingua sono due!
(Invito a una lettura comparata dei due manifesti)

Lingua italiana. La miglio difesa è l'attacco (luglio-agosto 2000)
(Orientamenti per la lettura del «Manifesto in difesa della lingua»)

«I miei primi amori sono stati i libri di avventura per mare» (maggio-giugno)
(Dacia Maraini risponde, via e-mail, alle domande di Dora)

«Giova fare a se stessi di tali incantesimi» (marzo-aprile 2000)
(Intervista con Gina Lagorio)

È il «doloroso amore» della vita il vero protagonista (febbraio 2000)
(Contributo originale di Lalla Romano)

La Libreria di Dora sceglie il suo lettore ideale (gennaio 2000)

Cerca




Get a free search
engine for your site


Novità in libreria a febbraio 2001

| Armando | BUR | Besa Editrice | Einaudi | Edizioni E/O | Feltrinelli | Frassinelli Sperling&Kupfer Editori | Garzanti Libri | Ugo Guanda Editore | Il sole 24 Ore | Laterza | Longanesi | Luni Editrice | Marsilio | Mondadori | Neri Pozza | Leo S. Olschki | Rizzoli | Sperling Paperback | Thea |

Armando

Besa Editrice

BUR

Silvio Bertoldi, Il sangue e gli eroi Gli uomini e le battaglie che decisero la seconda guerra mondiale, SuperBur Saggi, pp. 308, £. 16.900 Silvio Bertoldi ripercorre i momenti che segnarono l’esito del secondo conflitto mondiale ricostruendo strategie e battaglie, personalità dei comandanti dei diversi schieramenti, ma soprattutto raccontandoci la sorte di quelle migliaia di umili soldati la cui giovane vita fu bruciata dalla fornace della guerra.
Silvio Bertoldi, Badoglio, SuperBur Saggi, pp. 274, £. 16.900 Da Caporetto al Piave, alla conquista di Addis Abeba, alla disastrosa condotta dell’esercito nella seconda guerra mondiale, agli ambigui giorni tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943, le speranze di impadronirsi del potere, il brusco congedo da parte dei rinati partiti politici. La storia, tra luci e ombre, di un personaggio che ancora oggi rimane un enigma. La biografia di un discusso soldato e di un politico spregiudicato.
Romano Brancalini, La vita quotidiana in Italia prima dell’Unità (1815–1860), Vite quotidiane, pp. 240, £. 16.900 Come si viveva in Italia prima dell’unificazione risorgimentale? Abbastanza male, come testimoniano tutti i viaggiatori stranieri che scendevano in Italia affascinati dalle memorie storiche, dai monumenti e dalle opere d’arte uniche al mondo. Peggio di tutti stavano i sudditi del Papa Re, abbandonati all’arbitrio amministrativo e fiscale più incredibile. Non molto migliori erano le condizioni di vita nel regno borbonico delle Due Sicilie. Meglio di tutti stavano i sudditi del Lombardo-Veneto e della Toscana. Romano Bracalini ci racconta la vita della gente comune e quella degli aristocratici e ci fa capire che, anche se spesso ci lamentiamo, abbiamo percorso un lungo cammino in questi quasi centocinquant’anni di unificazione.
Dacia Maraini, Lettere a Marina, La Scala, pp. 220, £. 16.000 Da un luogo dove si è volontariamente ritirata, una donna scrive a un’altra donna lettere che forse non arriveranno mai a destinazione o non saranno neppure spedite, nelle quali racconta se stessa, l’amore per il padre, le tentazioni d’incesto con la madre, gli amori segreti, la vita di collegio, i sogni e gli incubi, le tristi esperienze d’amore, se stessa.
Eduardo Rescigno, Dizionario verdiano, BUR Dizionari, pp.400, £. 32.000 In occasione del centenario della morte di Giuseppe Verdi un prezioso dizionario di oltre 500 lemmi per entrare nella «officina» del maestro di Busseto, conoscere la storia della sua arte, conoscere le vicende della sua lunga esistenza.
Giuseppe Rovani, Cento anni, introduzione e note di Silvana Tamiozzo Goldmann, BUR Classici, 2 voll. in cofanetto (pp. 1260 complessive), £. 32.000 Le vicende di questo romanzo storico sul Risorgimento cominciano l’ultima sera del Carnevale del 1750 al Regio Ducal Teatro di Milano e si concludono nell’agosto del 1849 a Venezia, durante l’estrema difesa della città dall’assedio degli austriaci. Al di là della complessa trama, il libro attrae e diverte per una straordinaria messe di aneddoti su personaggi storici realmente esistiti, dal Foscolo al Verri, dal viceré Eugenio ai nobili Confalonieri, e ci restituisce l’ambiente e la vita nella Milano e nell’Italia del Risorgimento. Un testo, questo di Giuseppe Rovani (Milano 1818-1874), che proseguendo, laicamente però, la tradizione del romanzo manzoniano è un susseguirsi di sorprese, coups de theâtre, amori, duelli, intrighi e racconta – tra fantasia e finzione – cento anni della nostra storia nazionale vista dai grandi protagonisti e da personaggi d’invenzione

Einaudi

Antologia della poesia italiana. IV. Il Cinquecento, a cura di Cesare Segre e Carlo Ossola, Einaudi Tascabili. Classici, pp. 500, £ 22.000 Prosegue in edizione tascabile l’opera che, per ampiezza e originalità, si pone come riferimento fondamentale e per gli studiosi e per un pubblico più vasto. Questo quarto volume affronta il Cinquecento, secolo segnato dalla proposta bembiana di fare del Canzoniere petrarchesco il modello obbligato per ogni esperienza lirica e dove, tuttavia, non mancarono poeti eccentrici (come Folengo e Berni) che riffuggirono o parodizzarono il Petrarca, fino a quando il manierismo (e Tasso, suo culmine) provvide rinnovare il petrarchismo dall’interno, arricchendolo di ombre ed inquietudini moderne.
Francesco Biamonti, Attesa sul mare, Einaudi Tascabili.Letteratura, pp. 119 £ 14.000 «Abbiamo letto bellissimi libri di mare e di guerra. Ebbene qui tutto è come nuovo, fresco, commovente: per di più è di oggi» Lalla Romano. Con Attesa sul mare Biamonti ci dà una rappresentazione lirica e altamente simbolica dell’agonia dell’Europa.
Vincenzo Cerami, Fantasmi, Supercoralli, pp. 230, £. 26.000 Una straordinaria figura femminile è al centro del nuovo romanzo di Vincenzo Cerami. Una storia d’amore e di solitudine, di struggente tenerezza. Un amore perduto e ritrovato dopo un lungo viaggio sentimentale nell’Italia spaesata e trasognata del Duemila.
Laura Mancinelli, La sacra rappresentazione, I coralli, pp. 120, £. 20.000 Fra visioni di santi e piccoli intrighi di paese, in una sera d’aprile del 1707 comincia questa storia di dame, preti e saltimbanchi, ambientata fra le montagne, nella minuscola cittadina di Exilles: un grappolo di anime e tetti all’ombra della storia.
Enrico Testa, La sostituzione, Collezione di poesia, pp. 96, £. 15.000 Un inquieto colloquio tra vivi e morti, fra senso di colpa di chi è sopravvissuto e la ricerca del silenzio di chi viene evocato. Il libro più alto di un poeta che raggiunge qui la sua piena maturità espressiva.
Storia di Torino. VII. Da capitale politica a capitale industriale (1864-1915), a cura di Umberto Levra, Grandi Opere, pp. CXXX-1020, £. 140.000 Il settimo volume della Storia di Torino è dedicato agli anni che vanno dal 1864 alle soglie della prima Guerra mondiale; un periodo cruciale per la città, costretta a «inventarsi» un futuro dopo aver perso il titolo di capitale e, con esso, un fattore di prestigio e molteplici fonti di reddito. La città diventa così l’attuale metropoli dell’industria in anni di profondi cambiamenti, che coinvolgono l’intera realtà urbana.

Edizioni E/O

Valerio Aiolli, Luce profuga, Collana Dal Mondo, pp.180, £. 25.000 Attraverso le storie incrociate di due uomini: un imprenditore e un immigrato, Aiolli racconta in modo penetrante una storia dell’Italia di oggi, con tutta la complessità della vita contemporanea, una storia d’amore, di amicizia, di solidarietà. Il grande tema che il romanzo solleva è quello della responsabilità verso gli altri.
Jean-Claude Izzo, I marinai perduti, Collana Dal Mondo, pp. 260, £. 28.000 La storia parla di tre marinai, tre navigatori del Mediterraneo, tre «Ulisse» contemporanei. La loro nave è una vecchia carretta abbandonata nel porto di Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore.
I tre sono costretti a un’immobilità forzata, terribile per dei marinai, che però consente alle loro avventurose storie di emergere e di fondersi l’una con l’altra.

Feltrinelli

Vittorio Saltini, Quel che si perde, I Narratori, pp.200, £. 28.000/euro 14, 46 Un romanzo d’amore, in cui sfilano passioni deluse e tradimenti, sullo sfondo della Toscana degli anni sessanta. Ma anche dell’Italia laica di Salvemini e Pannunzio. Una scrittura precisa e letteraria, una storia dal cuore vivo e pulsante.

Frassinelli Sperling&Kupfer Editori

Ilda Bartoloni, Donne di potere, Saggistica, pp. 240, £. 26.500 Il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un riconosciuto protagonismo femminile. Come vivono le donne questa nuova condizione? Quali difficoltà incontrano ancora nell’acquisire e gestire il potere? Un’affermata giornalista Rai ha approfondito questi temi con un gruppo di donne vincenti e famose.
Edoardo Rosati, L’ultima vertigine, Narrativa, pp.192, £. 24.900 Un thriller che non dà tregua al lettore. Una grande conquista scientifica dai contorni eticamente ambigui, e un uomo e una donna decisi a far trionfare il bene. Una scoperta accidentale che comporterà altissimi rischi
Miro Silvera, Il senso del dubbio, Narrativa, pp. 224, £. 26.500 Scritto in uno stile accattivante ed efficace, un romanzo dalla trama originale ed imprevedibile. La vita di un castello in Svizzera, abitato da un celebre divo del rock, Hedy Sax, dalla sorella Flora, da un’anziana signora cosmopolita, Madame Persia, e dall’ambiguo giardiniere, Karl Brenner, viene sconvolta dall’arrivo di uno scrittore del cinema. La presenza del nuovo ospite rivelerà all’improvviso i lati più oscuri degli abitanti del castello….

Garzanti Libri

Gabriele Baldini, Abitare la battaglia. La storia di Giuseppe Verdi, Saggi blu, pp. XII-340, £ 35.000 In quest’opera - pubblicata postuma nel 1970 per le amorose cure di Fedele D’amico e ora opportunamente riproposta in occasione del centenario della morte del musicista - il «fatto» verdiano è assorbito nella sua totalità da una sensualità ostinata, che di volta in volta si accanisce sulla linea melodica del libretto e sulle sue misteriose parentele con la grande Letteratura, oppure affronta il musicista, le sue donne e suoi impresari sullo sfondo della solenne campagna padana.
Franco Fortini - Lanfranco Binni, Il movimento surrealista, Gli Elefanti, pp.286, £. 22.000 Costruito sulla base di un’antologia dedicata al movimento surrealista da Franco Fortini nel 1959, questo volume ripercorre le fasi dell’«avventura» surrealista dalle origini tardosimboliste e dadaiste fino al difficile confronto con la «società dello spettacolo». Surrealismo e letteratura, surrealismo e arti figurative, surrealismo e politica…l’itinerario del movimento fondato da André Breton viene seguito attraverso i testi dei poeti, le dichiarazioni collettive, i rapporti internazionali, nell’intento di restituire ai surrealisti quanto a surrealisti appartiene.
Franco Loi e Davide Rondoni, Il pensiero dominante. Antologia di poesia contemporanea italiana dal 1970 al 2000, Collezione di poesia, pp. 450, lire 35.000 Un’ampia ricognizione nell’attuale panorama poetico italiano: oltre 100 poeti, con schede bibliografiche e un’ampia introduzione. Nella loro scelta i curatori, Loi e Rondoni - due poeti molto diversi tra loro per età, esperienze e stili - hanno privilegiato i testi, cioè le poesie più belle, prima ancora delle firme, costruendo così un volume di appassionante lettura: una verifica reale della vita della poesia in Italia.
Mario Luzi, Discorso naturale, Gli Elefanti, pp.174, £. 22.000 In Discorso naturale riaffiora tutta la riflessione generale di Luzi sulle peculiarità profonde della poesia, ossia sulla sua capacità di esprimere le richieste profonde della natura umana senza parzialità di obiettivi e fini. Mario Luzi conduce il suo «discorso naturale» non da fuori ma all’interno della tradizione antica e recente, e ci dà un’ariosa ricognizione della poesia, da Boccaccio a Palazzeschi, da Petrarca a Saba.

Ugo Guanda Editore

Il sole 24 Ore

Laterza

Roberto Bizzochi, In famiglia. Storie di interessi e affetti nell’Italia moderna, Storia e Società, pp. 240 circa, £. 30.000 circa/15,49 circa Un mercante economo all’antica, un vecchio zio saggio con un passato galante, una giovane sposa capricciosa, un intellettuale ironico e disincantato, un signorotto di campagna reazionario, un giovane oppresso che si ribella. Cinque uomini e una donna imparentati fra loro, appartenenti alla nobile famiglia Bracci Cambini di Pisa, fra inizio ’700 e metà ’800, raccontano la propria vita.
Lucio Caracciolo, L’Italia alla ricerca di se stessa, Saggi Tascabili, pp.160 circa, £.18.000 circa/9,30 circa Originariamente pubblicato come capitolo dell’ultimo volume della Storia d’Italia di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, e aggiornato agli ultimi avvenimenti per questa edizione, il saggio di Lucio Caracciolo è un utile vademecum per il cittadino che cerca di orientarsi nella confusione politica italiana. Il primo bilancio della cosiddetta ‘seconda Repubblica’.
Paolo Mastrolilli, Hackers. I ribelli digitali, Prefazione di Gianni Riotta, i Robinson/Letture, pp. 208 circa, £. 24.000 circa/12,39 circa Fino a pochi anni fa, quasi nessuno sapeva chi fossero gli Hackers. Oggi, i pirati di Internet sono invece diventati protagonisti quotidiani della cronaca e della nostra esistenza. Li incontriamo sulle prime pagine dei giornali, quando le loro incursioni digitali minacciano i prosperosi ingranaggi della new economy. Ma anche sulla nostra strada personale, quando mandano all’aria il sito Internet dove compriamo libri, biglietti per le vacanze, azioni, o specialità culinarie. Gli Hackers, i pirati dell’èra digitale: criminali o estremi difensori di un’idea radicale di democra-zia? Un viaggio al confine tra reale e virtuale, dentro i territori della nuova rete planetaria.
Luigi Surdich, Boccaccio, Serie «Scrittori italiani», pp. 368 circa, Lire 48.000 circa, 24,79 Una monografia su Boccaccio che si segnala per particolare efficacia didattica.
La monografia ripercorre la vita e le opere di Boccaccio avendo come criterio principale l’utilizzo del testo in un corso universitario. A questo scopo si sono operate le seguenti scelte: - continue citazioni dei testi dell’autore, in modo da convalidare sempre il discorso critico con la realtà testuale e fornire una sorta di utile micro-antologia dei momenti più significativi o meglio rappresentativi dello scrittore; - maggiore concentrazione dell’analisi delle opere in volgare rispetto a quelle in latino; - molta parte dell’intero volume è dedicata al Decameron, con analisi puntuali di tutte le novelle e isola i temi più significativi dell’opera, rivelando le contraddizioni e le ambiguità di un testo apparentemente compatto e organico.
Nicola Tranfaglia, Mafia, politica e affari. 1943-2000, i Robinson/Letture, pp. 400 circa, £. 34.000 circa/17,56 circa Si tratta di un libro in larga parte nuovo rispetto all’edizione 1992 che ha avuto quattro ristampe. Uno strumento aggiornato sul grande problema della mafia e della politica e nello stesso tempo un libro di lettura che rievoca vicende e personaggi a volte lontani, a volte vicini e presenti nelle nostre cronache.

Longanesi

Luni Editrice

Marsilio

Antonietta Dell’Arte, Lei. Diario di una notte nel cuore del sole. Poesie, I giorni, pp. 96, £.22.000 Per Antonietta Dell’Arte la poesia è filtro di vita, è la traduzione di emozioni percepite. L’attenzione ai problemi linguistici ha permesso a questa artista di inventare un nuovo modo di far poesia, esprimendo sensazioni e pensieri allo stato puro attraverso sapienti giochi di metafore.
Chiara Gamberane, Color lucciola, Farfalle, pp. 224, lire 26.000 Aleté porta con sé un fascino maieutico che somiglia pericolosamente ad una maledizione. La sua sola presenza evoca la verità, obbliga i tormentati, i dubbiosi a dire la verità su se stessi e sugli altri. Dal momento in cui Aleté si mette accanto allo scontroso e misterioso scrittore Paolo/Orfeo, nasce un gioco affascinante di parallelismi tra vicende vere e vicende raccontate, tra personaggi d’invenzione – Sofia e Ruggiero- e personaggi reali – Aleté e Paolo/Orfeo. Ma un ridicolo orrendo motoscafo …uno sparo alla tempia…e la storia precipita verso un finale in cui tragedia e realtà si mescolano con la sfacciata indifferenza delle cose della vita.
Umberto Piersanti, L’estate dell’altro millennio, Romanzi e racconti, pp.416, £. 35.000 Marco, studente di lettere, e Franco, contadino, s’incontrano al fronte, in Montenegro, a dare la caccia ai «ribelli», e il contadino salva il giovane tenente. L’8 settembre del 1943 riporterà i protagonisti nelle campagne umbre e marchigiane. Ma il mondo di Marco frana sempre più, fino a quando ad Urbania una ragazza s’affaccia al ponte dei Cocci, ancora intatto dopo le bombe, e d’un tratto la vita continua, in un tempo nuovo da reinventare.
Paolo Ruffilli, La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids, Gli specchi, pp. 88, £.20.000 La morte del giovane e il suo scandalo spingono a entrare senza remore dentro il tabù per eccellenza. Una poesia che immagina il percorso di un io morente, dagli ultimi giorni di vita fino al passaggio estremo, in uno scambio fitto di voci monologanti e dialoganti. Voci interne, mentali: di chi sta svanendo alla vita e di chi, attorno a lui, si sforza di sottrarlo all’evanescenza. E il «requiem» si trasforma impercettibilmente nel canto della vita che lascia percepire la gioia che paradossalmente riposa dentro il lutto.
Flavio Santi, Rimis te sachete, Elleffe, pp. 96, £. 22.000 Rimis te sachete (Poesie in tasca) mostra che senso abbia oggi per un giovane lavorare sul dialetto e con questo mettersi a nudo. Il risultato è un friulano vivo, un modo di vivere il dialetto e la realtà che questa lingua può esprimere. Si va dagli stimoli visivi del cinema di Cronenberg e Lynch, alla musica rock di Hendrix, alle intuizioni beat di Burroughs, passando attraverso i ricordi e i fatti tragici del Friuli moderno (il terremoto del 1976, la morte di Pasolini).
Giacomo Vit, La cianela, Elleffe, pp.108, £. 22.000 Nell’epoca della globalizzazione per Vit il simbolo della poesia è la cianiela, la pianta da cui un tempo si sapeva trarre tutto l’estraibile, così come oggi fa il poeta distillando la sua lingua, il friulano. Quella di Vit è una poesia «etica», senza moralismi, perché sua è la metafisica della parola contro il nulla.

Mondadori

Neri Pozza

Leo S. Olschki

Il castello il convento il palazzo e altri scenari dell’ambientazione letteraria, a cura di Marinella Cantelmo, Leo S. Olschki Editore, pp. 324, £ 65.000
Nata in un palazzo, nella reggia di Priamo a Troia, assediata dagli Achei, la letteratura occidentale ha visto ripetersi e rinnovarsi i suoi scenari e suoi fondali. L’antro, il castello, il palazzo, il giardino, il convento, l’abbazia, la cattedrale…ambienti aperti o chiusi, esterni o interni, naturali o «artificiali», «fin dalle origini della cultura europea - scrive nella postfazione Marinella Cantelmo - la diversa configurazione dello spazio è basilare nell’individuazione della specificità di qualsiasi opera letteraria».

Pasolini e la strada; Il sanatorio, la fortezza, la stanza in Bufalino; L’isola del Gattopardo; Lecce nei racconti di Vittorio Bodini; Gli involucri dell’»io». Ambientazioni della solitudine nell’età del Foscolo. Questi alcuni dei titoli dei saggi raccolti in Il castello il convento il palazzo, volume a più mani che si propone di indagare la complessa e problematica nozione di spazio letterario, nelle sue due diverse sponde e valenze di spazio nel testo e di spazio del testo nel suo contesto storico-sociale.

Rizzoli

Silvia Balestra, Nina, La Scala, pp.182, £. 26.000 In un’epoca dove il romanzo sembra sempre più spesso prendere le mosse da una forte negatività, dalla prospettiva di un disagio, da un io allo sbando compiaciuto di sé e subito scodellato in tavola secondo ricette stralunate, sensazionalistiche e balzane, questo nuovo romanzo di Silvia Balestra, raccontando la vita di Nina e Bruno, colpisce per la voluta sincerità, il modo che ha d’accostarsi con timore e grazia a ciò che è umano e per ciò stesso si arrischia – semplicemente vivendo, esistendo – incontro a cose vere. Seguiamo la vita insieme dei due protagonisti nelle loro giornate, li accompagniamo fino al momento in cui Nina saprà di essere in attesa di un figlio….
Sara Beltrame, Il grande Omi, La Scala, pp. 180, £. 24.000 Un romanzo d’esordio insolito e felicemente scritto con un talento che sfiora il virtuosismo stilistico. Un tessuto di storie che vanno a comporre un inconsueto romanzo di formazione determinato nei percorsi e visionario nel disegno. Viola è una studentessa universitaria che ama ascoltare le vite degli altri come se potesse in qualche modo trarne uno spunto per dare una svolta alla propria. Più di tutte colpirà la sua immaginazione la storia di un nobile inglese vissuto agli inizi del Novecento, il Grande Omi - l’uomo zebra che è stato, nella storia del tatuaggio, uno dei primi a conquistare un grande successo di pubblico. Mettersi sulle tracce di Omi porterà Viola a scoprire un mondo di personaggi realmente vissuti e rielaborati dalla sua fantasia, voci che comporranno la trama di un grande tatuaggio di storie dal segno indefinito, nelle quali perdersi significa, per Viola, trovare un posto nel mondo.
Nando Dalla Chiesa, La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3, Saggi, pp.220, £. 27.000 Il 17 giugno 1970, allo stadio Azteca di Città del Messico, si disputò quella che è stata giudicata la più bella partita della storia del calcio, una partita che si è stampata nella memoria di tutti gli italiani che l’hanno vista e che è un mito anche per chi nel 1970 non era ancora nato. Nando dalla Chiesa, grande appassionato di calcio e attento studioso della società italiana, racconta in questo libro le emozioni di una partita folle e meravigliosa, e attraverso di essa e le figure dei protagonisti – da Boninsegna a Burgnich, da Riva a Rivera – descrive l’Italia del dopoguerra, del boom, del Sessantotto, da cui nascerà l’Italia di oggi.

Sperling Paperback

Eraldo Baldini, Qualcuno nel buio, Narrativa, pp.192, £.16.000 Una trilogia densa di tensione e suspense: sono tre gialli medici in cui protagonista è la malattia, nelle sue manifestazioni più emblematiche di malinconia e inquietudine. Nei tre casi raccontati il filo conduttore è rappresentato dagli investigatori, personaggi che si muovono in tre storie indimenticabili, tutte ambientate nel Ravennate, terra sempre rappresentata con contorni surreali e nostalgici.
Marino Galzenati, Ludovica, Esperienze, pp.140, £. 16.000 Una tragedia italiana raccontata dalla viva voce di uno dei protagonisti. Marino Galzenati è il papà di Ludovica, una bambina napoletana morta a tre mesi per una broncopolmonite che poteva essere curata. La straziante vicenda è stata ripresa dai principali media nazionali. Ora Marino Galzenati ha deciso di raccontare la storia in un libro, perché tragedie come questa non accadano più.

Thea


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 26 feb 2004


© Copyright 2000 italialibri.net, Milano - Tutti i diritti riservati