ncontro Gina Lagorio da sola (Renato mi ha incoraggiato: «Oggi sarà sicuramente di umore splendente. In bocca al lupo!») al decimo piano di un palazzo nel centro di Milano. È il 5 aprile 2000, alle 17:30, una bella giornata di primavera. L’orizzonte della città si perde attraverso la vetrata dello studio, alle spalle della scrittrice di cui è recentemente uscito L'Arcadia americana (Rizzoli), romanzo breve, frutto di un’esperienza di viaggio negli USA dove è stata invitata dall’American Association of Italian Studies.

Il colloquio si svolge in maniera spontanea e cordiale mentre spaziamo sugli argomenti sui quali via via cerco di indirizzare la sua verve e la sua debordante comunicativa.

All'udire che Il nome della rosa è tra i cinque libri di cui tratta la Libreria di Dora questo mese, mi racconta di aver spedito ad Eco, all'uscita del suo celebrato ed ossequiato romanzo, una lettera «talmente curiosa» [vedi trascrizione integrale dell’intervista], che lui le ha risposto che non si sarebbe meravigliato se l'avessero portata al neurodeliri. Le avrebbe portato le arance.

Il terzo romanzo dello scrittore, «L’isola del giorno prima, mi ha fatto venire anche un po’ il nervoso perché è del ‘600. Contemporaneamente io ho fatto un libro sul ‘600 che è Il bastardo [Il bastardo, ovvero gli amori, i travagli e le lacrime di Don Emanuel di Savoia (1996)]. Siccome ci ho messo cinque anni, a me ha irritato che facesse L’isola del giorno prima con una mancanza di documentazione storica - secondo me - assoluta. Avevo già davanti agli occhi Manzoni con " la peste" e poi Umberto Eco... Andate a farvi benedire tutti quanti…." […]

Si ritiene di un'altra generazione, e di una cultura non anglosassone ma di ambito latino.

«So scrivere solo con la macchina da scrivere e con la penna. La tecnologia, mi fa insieme fascinazione e paura […] [Internet] mi fa un po’ paura, ma so che ci sono dei ragazzi che si sono inventati un lavoro e ci guadagnano".

Una maglia azzurra carta da zucchero. Semplice, elegante, solare. Istintiva, affettuosa, un bellissimo sorriso con cui ama sottolineare le sue battute. Ha accantonato i sospetti che mi ha espresso il giorno prima al telefono.

A proposito dell’inglese, qual è per Gina Lagorio il ruolo della lingua e della letteratura italiana nel panorama mondiale?

Disappunto e disgusto per la povertà morale, civile e politica dell'Italia di oggi. Il genio italiano nel mondo attuale, tuttavia, continua a «brillare come schegge»: schegge che necessitano ancora dell'uso - non più così indispensabile come in passato, «ma utile sì» - della lingua italiana. Dunque? «Oggi la lingua italiana cos’è? La lingua italiana è questo enorme scrigno a cui hanno attinto tutti. Una cosa che mi meraviglia è che sono molti i ragazzi stranieri che studiano l’italiano. Certo, in confronto all’inglese, non è nulla, ma come sai, il pane non è fatto di sola farina. Nella farina delle generazioni future, [penso che] la lingua italiana, la cultura italiana, l’arte italiana - che malgrado tutto si impone sempre - sia un po’ come il lievito nel pane».[…] E così ci si ritrova a condividere il lungimirante giudizio di Dante sulla superiorità della lingua degli Italiani.

Sebbene lo spazio per gli scrittori italiani in America sia oggi piuttosto limitato, per Gina Lagorio, Italo Calvino e Primo Levi sono gli autori italiani sicuramente più noti e amati.

C’è uno scollamento tra italianità e lingua?

È triste che l'italianità venga spesso affidata agli aspetti più brutti, e non alla sua letteratura e alla sua arte, dalle radici secolari. Tuttavia, andando proprio in America, si ritrova l'antica anima italiana e la sua genialità.

«Quando vai a New York e vai a Little Italy, l’italianità se fosse affidata ad Armani e alla pizza, andrebbe ancora bene. Ma se invece è affidata alla Pizza Connection... C’è una bella differenza.[…] E questo è lo scollamento tra italianità e lingua italiana, questa meraviglia che ci è stata tramandata da Dante e che noi abbiamo molto maltrattato nei secoli, e che però è coltivata con amore in quelle élite, in quei piccoli paesi delle "perle di vetro" che sono le università serie». […]

Siddharta ha il merito di aver dato alla beat generation l'immagine di un mondo migliore, comunque, secondo Gina Lagorio,
«Herman Hesse è uno scrittore grande non per Siddartha ma per un libro, che nessuno ha letto mai perché è tanto grosso – sono più di 500 pagine – che è Il gioco delle perle di vetro. Nell’Arcadia americana c’è una piccolissima traccia di questo libro che penso passerà del tutto inosservata. Il gioco delle perle di vetro è quello della lunga sapienza accumulata in questa specie di utopistica città del sapere dove, uno accanto all’altro, si migliora la propria scienza, la propria cultura, e si arriva ad una specie di iniziazione al sapere, attraverso il gioco delle perle di vetro». […]

Confessa di regalare molti dei libri che riceve ogni mese. Sono pochi quelli che mette da parte e che legge quando è in pace, soprattutto di notte. Ora ne sta leggendo tre o quattro insieme. Si compiace di citare un libro italiano di un'autrice contemporanea: Lei così amata di Melania Mazzucco. Nella letteratura ricerca il sangue e «non trapezi di parole». Per questo, alla letteratura italiana contemporanea, così esangue, preferisce la letteratura latino-americana, più ricca di talenti nuovi.

Ha detto: «raccontare per me è stata solo una seconda maniera di essere». Chi è la Lagorio scrittrice e chi la Lagorio privato cittadino?

La Lagorio privato cittadino è molto spesso lacerata tra il dovere e il piacere. Tuttavia il piacere ha sempre coinciso con il dovere più personale, che è quello della scrittura. Dovere che - non si vergogna a dirlo - passa in secondo piano di «fronte alle poppate di Delfina», la nipotina neonata. Certamente, le sue figlie possono avere avuto una madre ingombrante, ma che ha comunque fatto il possibile per essere una buona madre.

«Una delle cose che non riesco molto a capire è il sacrificare i figli per la letteratura. […] quando si hanno dei figli, si dice sempre: quell’errore di mia mamma non lo farò. Quando hai dei figli sai quello che non dovrai fare, perché hai lo hai rimproverato in cuor tuo a tua madre. Come non credo che si possa fare una letteratura di sola testa. La letteratura è qualcosa di così intimo, profondo, così necessario, se è necessario - secondo me è una conditio sine qua non - che deve implicare tutta intera la persona, che deve scegliere tra il dovere e il piacere, che deve sapere navigare nel mondo in cui si trova a navigare e in cui è bene, se è possibile, non cedere a troppi compromessi, perché i compromessi corrodono l’integrità di una persona». […].

Allora scrivere per impadronirsi del mondo cosa vuol dire?

«Come fai a dire, "il mondo", senza sentire che Monet non sarebbe Monet se non ci fosse questo trionfo di colori nella natura. E come fai a vivere nel mondo senza avere la curiosità di ciò che tu puoi fare e capire?». […]

Per Gina Lagorio impadronirsi del mondo è - come diceva Dante - "virtute", ovvero l'eticità, e "canoscenza", ovvero vedere e «aggredire il mondo attraverso i suoi scrittori, filosofi, scienziati».

Ci può indicare le tappe dell’evoluzione del suo scrivere, parallelamente al percorso delle sue letture?

Le tappe dovrebbero essere individuate dagli altri, ma ricorda innanzi tutto i libri consigliati dalle sue insegnanti:
«L’amante di Lady Chatterley in francese. Non avevo la più vaga idea di cosa fosse un pene. Mi ero fatta un’idea molto arcadica, di fiorellini che si spargevano sul corpo». […] poi l'incontro fondamentale per la sua poetica con Sbarbaro, il suo maestro: «Sono stata un’allieva di Sbarbaro. L’ho frequentato a lungo e lui mi ha insegnato una grande regola che è quella di buttare, tagliare, rifare, togliere, togliere». […] quindi, l'esperienza della malattia e della morte, da cui è nato Approssimato per difetto (1971), ed infine la ricerca storica, da cui sono nati Tra le mura stellate (1991) e Il bastardo, ovvero gli amori, i travagli e le lacrime di Don Emanuel di Savoia (1996).

Come spiegherebbe la visione del mondo di Sbarbaro a uno studente?

Mi espone, con commozione, l’antifascismo, la visione laica del mondo, l’assoluta onestà intellettuale e la grandezza, nonostante sia stato considerato a lungo un minore, del suo amatissimo maestro.

«Non conservava nulla, era un profondissimo ammiratore della natura per cui poteva scrivere e dire: terra tu sei per me piena di grazia, ma poteva anche scrivere una poesia che cominciava con: esco dalla lussuria». […]

Ultima domanda: cosa ci fanno due laici assoluti come Sbarbaro e Fenoglio tra i santi nel paradiso di Gina Lagorio?

«E’ un paradiso laico il mio, dove ci metto, naturalmente, mia mamma, che accendeva le candele in chiesa e cantava come un angelo, ci metto mio papà, che bestemmiava. [...] Mio padre era fantastico, generosissimo e non era un costruttore, nel senso che lavorava molto ma poi spendeva. Mia madre era la formichina, ma nella mia vita, sono stati due genitori straordinari, che mi hanno fatto un regalo fantastico: mi hanno dato una libertà assoluta. [...]

[Sbarbaro] era un uomo che ha passato la vita in punta di piedi. Da qui i titoli: Bolle di sapone, Pianissimo, Fuochi fatui, Trucioli, tutto lo scarto, tutto il minimo, era un minimalista anzitempo, a cui non è sfuggita la verità della vita. Per cui, incontrare Sbarbaro ed amarlo per me è stato tutt’uno. [...]

Fenoglio è stato di un rigore morale e di una passione letteraria tale che, in ambienti diversi, in contesti diversi, a me sono sembrati due santi a modo loro, e quindi vanno nel mio paradiso particolare».[...]

Con le parole di Platone «giova fare a se stessi di tali incantesimi» si conclude l'intervista.

Chiudendo la porta, quando sono già davanti all'ascensore, fa ancora capolino e mi dice «salutami il tuo socio».

trascrizione integrale dell’intervista

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Novità in libreria a marzo e ad aprile

Einaudi

Evelina Santangelo, L'ospite nella gamba
I coralli
150 pp., Lire 18.000
Al suo esordio, Evalina Santangelo, in una raccolta di racconti, narra il drammatico misurarsi dell'uomo con la vita: il suo quotidiano modo di vivere e sopravvivere.
Gianni D'Elia, Sulla riva dell'epoca, Collezione di poesia
110 pp., Lire 18.000
In un agile "poema a diario", scorrono come in una sorta di montaggio cinematografico, la storia e la cronaca italiana degli ultimi decenni.
Carla Casagrande e Silvana Vecchio, I sette vizi capitali. Storia e classificazione dei peccati nel Medioevo
Saggi
250 pp., Lire 32.000
La suggestiva e godibile storia dei sette peccati capitali nel Medioevo, arricchita da un dossier iconografico e da un saggio di Jérôme Baschet.
Giaime Pintor e Filomena d'Amico, C'era la guerra. Epistolario 1941-1943
Gli Struzzi
120 pp., Lire 18.000
Giaime Pintor, uno dei fondatori della casa editrice Einaudi, mitica figura dell'antifascismo, e la studentessa Filomena d'Amico raccontano, tra le righe di questo epistolario d'amore, l'Italia degli anni della guerra.
Tiziano Scarpa, Cos'è questo fracasso.
Scritti critici 1991-1999

Einaudi Tascabili. Stile libero
200 pp., Lire 16.000
Di fronte a cambiamenti della cultura italiana dell'ultimo decennio, come un personaggio di Carlo Goldoni, Tiziano Scarpa si chiede "cos'è questo fracasso?".
Italo Svevo, Una vita
Einaudi Tascabili. Classici
400 pp., Lire 16.000
In una nuova edizione ricca di note e commenti, a cura di Ferdinando Amigoni , torna l'opera prima di Italo Svevo: l'epopea del primo antieroe novecentesco, Alfonso Nitti.
Sebastiano Vassalli, 3012 L'anno del profeta
Einaudi Tascabili . Letteratura
244 pp., Lire15.000
Sebastiano Vassalli racconta, con i toni della fiaba, della parodia e dell'invettiva, il vuoto del sentimenti in un mondo sopravvissuto alla terza guerra mondiale.

Prima edizione 1995 nei "Supercoralli"

Eramanno Rea, L'ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato
Einaudi Tascabili. Letteratura
280 pp., Lire 17.000
Un libro che ora è anche un film Senza Salutare. Nel 1987 un giornalista ed economista scomodo esce di casa all'alba…e di lui non si saprà più nulla.

Prima edizione Einaudi 1992 negli "Struzzi

Salvatore Mannuzzu, Il catalogo
Supercoralli
220 pp., Lire 24.000
Romanzo divertente e atroce che fa rivivere in Alberto, gran libertino e gran bugiardo di provincia, tutti i Don Giovanni della tradizione.
Giuliano Scabia, Lorenzo e Cecilia
I coralli
200 pp., Lire 22.000
Alla storia di Lorenzo, violoncellista che In capo al mondo (uscito nei "Nuovi Coralli" nel 1990) sogna di suonare in India di fronte agli animali della foresta, segue qui la storia della sua seconda moglie, Cecilia, che sente il suo essere parte di un tutto.
Raffaello Baldini, La nàiva. Furistír. Ciacri
Collezione di poesia
300 pp., Lire 32.000
In tre raccolte poetiche - scritte in dialetto romagnolo (tradotto in italiano a pie' di pagina) - uno dei massimi poeti italiani viventi accoglie la confessione e lo sfogo di uomini comuni e "forestieri" di fronte ad un mondo non addomesticabile.
Carlo Lucarelli, Guerinca
Einaudi Tascabili. Stile libero
120 pp., 15.000
Ritorna in una nuova versione il libro visionario di un Lucarelli più che mai "indagatore di incubi" e… di una verità che è meglio non conoscere.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere
Diario 1935-1950

Einaudi Tascabili.Letteratura
590 pp., con 2 illustrazioni fuori testo, Lire 22.000
Nel cinquantesimo anniversario della morte dello scrittore piemontese, torna in edizione tascabile (prima edizione 1962) il suo diario, ovvero il libro "della sua meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi, sull'arte".
Emilio Lussu, Un anno sull'Altipiano
Einaudi Tascabili. Letteratura
180 pp., Lire 16.000
Il catalogo Einuadi ripropone in edizione tascabile (prima edizione 1945) una delle maggiori opere che la nostra letteratura possegga sulla Grande Guerra.
Ernesto Ragazzoni, Poesie e prose
Einuadi Tascabili. Letteratura
280 pp., Lire 16.000
La più completa e rappresentativa edizione delle opere di Ragazzoni, poeta giocoso e divertente e intellettuale acuto e brillante.

Garzanti Libri

Gherardo Colombo e Corrado Stajano, Ameni inganni, Lettere da un paese normale
Memorie documenti biografie,
224 pp., Lire 22.000
Il magistrato del Pool Mani Pulite, Gherardo Colombo e lo scrittore e giornalista, Corrado Stajano si interrogano e dibattono su ciò che accaduto in Italia nell'ultimo decennio. Diario pubblico e privato dal titolo leopardiano, Ameni inganni è un libro senza speranza e senza disperazione, sull'Italia di oggi.
Alessandro Boffa, Sei una bestia, Viskovitz
Gli elefanti
144 pp., Lire 14.000
.
Grande successo sia in Italia che all'estero, Sei una bestia, Viskovitz è il primo libro del Fedro biologo Alessandro Boffa.
Giorgio Scebarnenco, La sabbia non ricorda
Gli elefanti
280 pp., Lire 14.000
Affascinante e incalzante "giallo italiano", in cui l'assassino non sa che il suo nome è stato scritto sulla sabbia…
Ferdinando Camon, Il canto delle balene
Gli elefanti
112 pp., Lire 12.000
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Come scrisse Leonardo Sciascia: "Molto raramente avviene di leggere racconti così giusti, così vivaci".
Giuseppe Culicchia, Ambarabà
Narratori Moderni
144 pp., Lire 19.000
Giuseppe Culicchia traccia ventuno autoritratti della solitudine, nel tempo sospeso dell'attesa di un convoglio metropolitano.
Lorenzo Mondo, Il Messia è stanco
Narratori Moderni
112 pp., Lire 19.000
Tra storia e invenzione, viene rievocata la parabola emblematica di Don Francesco Grignaschi che, scopertosi depositario della resurrezione di Cristo, viene accusato nel 1842 di eresia.

Ugo Guanda Editore

Bernardino Rota, Rime
1000 pp., Lire 80.000
È la prima edizione critica moderna del canzoniere di Bernardino Rota (1508-1575), uno dei principali rappresentanti del tardo umanesimo napoletano, e figura di primo piano nell'ambito del petrarchismo europeo.
Pietro Spirito, Le indemoniate di Verzegnis
144 pp., Lire 20.000
Romanzo a sfondo storico che racconta un'inquietante vicenda dell'Italia post-unitaria.

Ponte alle Grazie

Aldo Buzzi, Un debole per quasi tutto
128 pp., Lire 16.000
In Un debole per quasi tutto Aldo Buzzi, scrittore tradotto in tutto il mondo, descrive con arguzia, cultura e sobrietà, le piccole cose e i piccoli piaceri della vita.

Sellerio Editore Palermo

Alberto Vigevani, La febbre dei libri
Memorie di un librario bibliofilo

303 pp., Lire 18.000
È il libro di un uomo che ha amato i libri e ha insegnato ad amarli, in quanto strumenti di conoscenza per eccellenza; ma è anche un libro di ricordi non nostalgici di un letterato che si fa cronista.

Grande bibliofilo egli stesso, Alberto Vigevani traccia un percorso di itinerari e luoghi d'Italia, raccontando, con stile sapiente e precisione minuziosa, il mondo dei librai e dei bibliofili.

Ristampe

Marco Polo, Il Milione
a cura di Daniele Ponchiroli
Prefazione di Sergio Solmi
Prima edizione 1954.
Ultima edizione 1982
Einaudi, I millenni
pp. XXXIV-271,
con 25 tavole fuori testo a colori
Lire 70.000
Il viaggio nell'inesplorato Oriente del veneziano messer Marco Polo.

«Si dimostra chiaramente il passo gigantesco che il veneziano impose alla conoscenza geografica del suo tempo, facendo immensamente retrocedere, almeno nel loro grosso, la folla dei fantasmi e delle illusioni che l’Europa confinava nell’inesplorato Oriente, e sostituendoli con notizie tanto positive da poter essere spesso oggi ancora controllabili». Sergio Solmi

Jacopo da Varazze, Legenda aurea
Einaudi , I millenni
XLIII-1124, con 24 illustrazioni fuori testo a colori
Lire 160.000
A cura di Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Prima edizione 1995. Ultima edizione 1997

Una monumentale raccolta di storie di santi che, per secoli, ha costituito la base di riferimento per la tradizione iconografica a tema religioso.

Carla Perotti, Deserti
Corbaccio
224 pp., illustrazioni a colori
Lire 26.000
IV edizione

Un libro che parla di viaggio, di avventura e di profonde emozioni

Carlo Collodi, Pinocchio
Salani Editore
Gl'Istrici
258 pp.,
Lire 13.000
illustrazioni di Fiorenzo Faorzi

Per l'eterna vitalità del suo protagonista, viene ripubblicato un libro che non invecchia mai.


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Sab, 25 mar 2006


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