28 settembre 2000. Ariel Sharon, accompagnato da truppe armate, sfida i fedeli islamici sulla spianata della moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme.

pira dalla Palestina un'aria pestifera. Sono passati più di 18 mesi da quel fatidico 28 settembre 2000, giorno in cui il capo dello schieramento ultraconservatore israeliano Likud, generale Ariel Sharon, accompagnato da un migliaio di soldati in assetto di guerra, si presentò sulla spianata della moschea di Al-Aqsa, per una provocatoria “passeggiata” sul sacro suolo dell'Islam a Gerusalemme, innescando l'inizio della seconda Intifada e l'interruzione definitiva dei colloqui di pace tra palestinesi e israeliani.

12 aprile 2002, Nahih Hassouna, piange la morte del fratello Ibrahim, 22 anni, agente della polizia palestinese.

Da allora Sharon è riuscito a vincere le elezioni e a diventare primo ministro, e i nostri teleschermi ci hanno proposto quasi quotidianamente un'
escalation di immagini di sangue, di distruzione e di disperazione a cui assistiamo impotenti, increduli e sempre più emotivamente coinvolti, in contrasto con l'ignavia di quasi tutti i governi occidentali. La politica dell'odio ci ha dato in questi mesi circa 450 vittime da parte israeliana e più di 2000 da parte palestinese. Un vero successo!

Il mondo è spaccato in due gruppi, a prescindere dalla simpatia filo-palestinese o filo-israeliana: ci sono quelli che soffiano sul fuoco dell'incomprensione, che sono purtroppo i più, come Oriana Fallaci (La rabbia e l'orgoglio, Rcs 2002), che proprio in questi giorni è tornata a far sentire la sua voce, questa volta dalle pagine del settimanale italiano «Panorama», e quelli che, come Tiziano Terzani (Lettere contro la guerra, Bompiani 2002), ripropongono un atteggiamento tollerante e rispettoso delle diversità, di opinione, razza, religione ecc. ecc., unilaterale e a tutti i costi (l'intervista il prossimo mese).

Moran Natumi segue il feretro del fratello Dotan, un soldato israeliano ucciso in Cisgiordania.

Abbiamo interpellato sull'argomento anche Mauro Curradi, lo scrittore che Silvia e Roberto hanno intervistato questo mese. Curradi ha vissuto a lungo in Nord Africa, una terra che impregna le bellissime pagine dei suoi libri.

Cosa pensa della situazione corrente in Medio Oriente?

Ho visitato Israele in un periodo totalmente diverso. Il mio ricordo di Gerusalemme è quello di una città fantastica. In quel tempo il presidente egiziano Muhammad Anwar al-Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin si incontrarono a Camp David (Usa) per sugellare la pace (17 settembre 1978). Ricordo una sala da té frequentata da palestinesi e israeliani. Le ragazze israeliane invitavano a ballare i ragazzi palestinesi, che erano troppo timidi per fare il primo passo. Oggi i kamikaze palestinesi si fanno saltare in aria nelle discoteche. I miei amici israeliani sono disperati. L'opinione pubblica d'Israele ha dato carta bianca a Sharon, un vero e proprio criminale di guerra, nella speranza che possa far cessare la paura. Come sempre la ragione non è da una parte sola. Arafat ha portato avanti una politica ambigua. Ma gli israeliani hanno pesanti responsabilità. Ricordo che il sindaco di Nazareth era un arabo d'Israele che era anche deputato alla Knesset, si batteva perché anche agli arabi della città fosse concesso di utilizzare un po' dell'acqua con cui gli ebrei innaffiavano splendidamente i giardini. Non riuscì a ottenere nulla. Io dico sempre che la fine della diaspora ha dato il diritto agli ebrei di essere stupidi, mentre prima l'intelligenza era una necessità per sopravvivere...

Mauro Curradi, nato a Pisa nel 1925, è autore di un volume di racconti Città dentro le mura (1957), e dei romanzi Gli Ermellini (1954), Schiaccia il serpente (1964), Via da me (1970), Cera e oro (1993), Persona non grata (1997), Passato prossimo ( 1999).

Potrebbe raccontarci i fatti salienti della sua vita? Qual è il suo percorso formativo? Quando ha iniziato a scrivere?

La vita di tutti è già un fatto saliente. Il mio percorso formativo è quello di un ragazzo in pantaloni alla zuava, alla vigilia della seconda guerra mondiale: leggevo i romanzi ungheresi e Noi vivi. Più tardi Ungaretti e Montale. Nel 1945 scrissi sei poesie legate a quel tempo, finora rigorosamente inedite.

Lei è nato nel 1925: cosa rimpiange del Novecento, un secolo che ha percorso quasi interamente? Quali eventi storici hanno influenzato la sua scrittura?

Rimpiango Ginger Roger e Fred Astaire. Quando i miei cugini, nel 1938, furono costretti a emigrare, non ebbi pena per loro: portavano elegantissimi berretti di velluto marrone e andavano nel paese di Ginger e Fred. In quanto alla mia scrittura, la guerra d’Etiopia, la Coronazione di Papa Roncalli, hanno determinato i contenuti di Cera e Oro (1993) e Schiaccia il serpente (1964).

Lei ha lavorato per anni lontano dall’Italia: Tel Aviv, Stoccolma, Addis Abeba, Nuova Dehli, Tunisi. La scelta di allontanarsi dalla penisola ha motivazioni, se è lecito saperlo, di fuga? Dalla lettura delle sue opere si carpisce un certo interesse per “l’altro”, per le civiltà tagliate fuori dai ritmi occidentali: è una giusta intuizione?

Credo che uno scrittore debba scrivere tutti i suoi libri, non uno di più. Andai in Etiopia in cerca di verità e di un libro da scrivere che, dopo Via da me (1970), approfondisse la mia esperienza africana. Trovai la paura di quello che aveva affascinato la mia infanzia e di quanto stava accadendo allora nel 1970, mentre la contestazione giovanile entusiasmava le capitali europee. Con l’idea di scrivere un istant book, presi centinaia di appunti, ma sentivo che, per qualche ragione, dovevo scrivere quel libro in Italia, al cospetto di una società che voleva dimenticare.

8 aprile 2002. Scene di distruzione a Jenin, dopo il passaggio delle truppe israeliane

Dopo aver scritto la raccolta di racconti Città dentro le mura (1957) e i romanzi Gli ermellini (1954), Schiaccia il serpente e Via da me attraversa un lungo periodo di silenzio. La sua personalità letteraria, d’altronde, ha sempre cercato luoghi di lavoro appartati. Questo lungo silenzio, la scelta di pubblicare con case editrici di piccole dimensioni (fatta eccezione per Mondadori) e raffinate possono essere letti come un rifiuto dell’industria letteraria? Una volontà di non parlare al grande pubblico distratto e, al contrario, di rivolgersi al lettore cosciente?

Rispondendo alle vostre domande, mi accorgo che il mio lavoro si svolge in due tempi. Uno, da Gli ermellini a Città dentro le mura a Schiaccia il serpente, analizza il mondo borghese cui io stesso appartengo. L’altro, quello di cui si torna a parlare, è la ricerca di culture diverse, dei segreti che esse nascondono. Credo che, senza gli influssi occidentali, quei paesi avrebbero dato, sia pure attraverso un processo lunghissimo, un contributo di grande importanza. Credo che il “Mersault” di Camus abbia ucciso quell’arabo non perché era un arabo o per il balenio del suo coltello, ma per qualcosa che non capiva, come quell’andare sulla sabbia rovente con quell’alluce rivolto all’insù.

In tempi passati, Palazzeschi le tributava stima. Oggi i critici Raffaeli, Andreotti, Rugarli, attraverso gli inserti culturali de «Il manifesto», dedicano sempre più spesso articoli alla sua opera. Che ne pensa di questo nuovo interesse nei suoi confronti?

12 aprile 2000. I resti di un autobus fatto esplodere da un kamikaze palestinese.

Credo che nelle nuove generazioni il mio lavoro abbia trovato un pubblico contemporaneo. Quanto a Palazzeschi, ero sotto la doccia quando mia madre, attraverso la porta, mi disse che Palazzeschi mi voleva al telefono. Aveva letto Gli ermellini e voleva incontrarmi: lui che, con Federigo Tozzi, era il più grande autore italiano. Sarei stato meno emozionato se mi avesse chiamato la Garbo.

In capolavori come Via da me, Cera e Oro, Persona non grata è riuscito a tagliare fuori la società italiana, la borghesia bigotta e le sue paradossali scelte; ha descritto, al contempo, le dolci stanze della gioia amorosa e le possibilità di fuga dalla difficile ed irrinunciabile condizione umana. Crede che in qualche modo la nostra epoca possa riuscire a trasformarsi in passaggio verso altri, migliori mondi possibili? L’Impero del capitale può trovare soluzione?

Fino a poco tempo fa pensavo con Marx che il capitalismo avrebbe finito per distruggere se stesso. Oggi penso con Michele Serra che una plebe abbiente abbia costruito il proletariato.

Italo Calvino affermava: «Ripensando al complesso di quello che ho fatto e detto (...) devo concludere che la letteratura italiana mi va benissimo e non potrei immaginarmi che nel suo contesto». Per lei la letteratura ha avuto, come per Calvino, il ruolo fondamentale di senso e motivo di vita? Crede che la letteratura possa essere parte attiva in questo stato di cose?

Sì.

Il critico Giampaolo Rugarli la definisce un «moderno decadente»: si ritrova in tale definizione?

Incontrare una definizione di sé è come trovarsi improvvisamente davanti a uno specchio che ti propone un’immagine nuova di quella che ognuno ha di sé: peggiore o migliore che sia bisogna farsela amica.

Aprile 2002. Prigionieri palestinesi catturati durante un rastrellamento

Questa domanda è d’obbligo. Persona non grata (1997) è un romanzo sullo Yemen, Via da me è ambientato in Marocco, Cera e Oro è impastato di Etiopia. Dopo l’undici settembre, in molti ambiti della cosiddetta società civile la lettura del mondo arabo appare carica di xenofobia ed incomprensione. Saprebbe segnalarci un modo nuovo di respirare la cultura araba, oltre lo stereotipo esotico e xenofobo?

In Via da me, davanti allo splendore del mare africano, alla sensualità disinibita dei suoi abitanti, il protagonista si scopre disponibile all’incontro, rimandato da sempre, con la parte censurata di sé. E’ anche la storia dei bambini che imploravano cibo attraverso le vetrine dei ristoranti europei. E’ anche il dilemma dell’avventore straniero: salvare la vita di quel bambino o prenderlo a calci nel culo prima che sia troppo tardi. Mozioni e contromozioni si alternano oggi nel Parlamento italiano. Il paesaggio duro e impietoso dello Yemen non è che sfondo ai due antagonisti (uno dei due è il Michele Serpegna di Cera e Oro) che si spiano a vicenda per smascherare la "persona non grata" che è nascosta nell’altro. Rispondendo alle vostre domande, mi accorgo che il mio lavoro si svolge in due tempi: l’analisi della borghesia anni Cinquanta-Sessanta (Gli Ermellini, Città dentro le mura, Schiaccia il serpente), quando la narrativa italiana osservava il mondo operaio e contadino in romanzi qualche volta bellissimi. Dopo l’incontro con culture diverse (Via da me e Cera e Oro, in cui la fine di un Imperatore leggendario rivela l’estrema solitudine dell’unico paese cristiano dell’Africa) ritorno all’analisi interrotta, con un libro il cui titolo non appare nelle vostre domande (Passato prossimo, 1999) scritto dopo il mio ritorno in Italia. Narra la vicenda di un’alta borghesia, vissuta negli anni che vanno dal ‘45 ai primi anni ’50, già indagati da Rossellini nel bellissimo Europa ‘51 e da tutto Antonioni. Così come il mio prossimo Junior che, ammesso che ci riesca, racconterà l’ascesa di una giovane borghesia provinciale avida e sensuale, nemica delle memorie paterne. Nel 1947 fino ai ‘90, anni in cui si svolge la storia di Junior, non esistevano, mi sembra, segni di incomprensione e xenofobia. C’erano abbastanza disoccupati in Italia costretti ad affrontare i pregiudizi del Nord (Piemonte o Germania che fosse). D’altra parte, i governi africani, per ragioni di difesa culturale, rendevano difficile, se non impossibile, l’emigrazione nei nostri paesi. Oggi un pregiudizio anti-arabo esiste. Per respirare la loro cultura bisognerebbe avere degli amici arabi e amarli. Come Gide e Forster.

Ultima domanda: cosa le manca? C’è qualcosa che ancora non è riuscito a realizzare? Se sì, chi o che cosa pensa che potrà aiutarla a farlo: la letteratura, Dio o lei stesso?

Sono sempre indeciso fra Dio e me stesso.

A cura della Redazione Virtuale de «La Libreria di Dora»

Milano, 16 aprile 2002
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Armando

Baldini & Castoldi

Silvia Ballestra, Joyce L., I Nani, pp. 274, E 7,80

La storia di una donna vera e magnifica: i sentimenti di onestà e coraggio, la lealtà e la consapevolezza del rischio estremo incarnati in una persona, nel dettato della sua voce, nella moralità del tono. Il domandare di una grande narratrice come Silvia Ballestra e il rispondere e l'argomentare di Joyce Salvadori Lussu, dalla Firenze degli anni Venti, con le camicie nere che s'apprestano a conquistare brutalmente il potere, all'esilio in Europa durante i Trenta, al fianco del proprio compagno, il leggendario Emilio Lussu, è straordinario restare in compagnia delle parole di Joyce, essere ospitati nel procedere del suo pensare, comprendere in che modo limpidissimo ci parla di una vita.

Gianfranco Bettin, Petrolchimico, I saggi, pp. 200, E 11,20

Nel 1998, Gianfranco Bettin con questo libro ha raccontato le voci e le storie di un crimine chimico, un crimine attuato in tempo di pace. Tutti sapevano che quella fabbrica di porto Marghera produceva malattia e morte. La narrazione e la testimonianza era affidata alla figura di un operaio del Petrolchimico, Gabriele Bortolozzo, che per lunghi anni si batte inascoltato perché la verità aggalli, prima di morire in un incidente stradale e sapere che poco a poco la sua voce ha un ascolto e un processo sarà indetto, contro gli uomini e l'azienda che hanno avuto per oltre trent'anni alte responsabilità nella conduzione. Oggi, purtroppo, una discussa sentenza, ha assolto quei vertici. Bettin riscrive in parte il libro, non modificandolo sostanzialmente, ma scrivendo una dettagliata nuova introduzione in cui cerca di esaminare, senza rabbia ma con molta tristezza ma non rassegnazione, i motivi di una sentenza così umanamente ingiusta.

Giosuè Calaciura, Lo sgobbo, Romanzi e racconti, pp. 96, E 9,00

Sgobbo in "palermitano" è lavoro, salario e, in particolare, la "giornata" della prostituta. Un titolo che raffigura icasticamente un'attività e la sua pena, anche se il romanzo di Calaciura non si limita a descrivere le fatiche meretricie, ma identifica tutta un'umanità che nello sgobbo chiude il rovello dell'esistenza, la pene della sopravvivenza. E così con questo nuovo romanzo, Calaciura si ripropone come il poeta-narratore della vita ai margini, dei "reietti" di Palermo. Un romanzo che ha la forza di un'opera poetica.


Umberto Fiori, Il disagio dei professori, I Saggi, pp. 150, E 11, 20

I problemi della scuola raccontati da un insegnante capace di descrivere con grande esattezza e semplicità i dilemmi di una classe di professionisti oggi fortemente penalizzata.
Questo libro affronta il problema della scuola dal punto di vista dei professori, vuole riferire la loro voce, in un momento in cui la distanza tra i modelli che la scuola propone e quelli che attuano nuovi mezzi di comunicazione si fa sempre più drammaticamente divergente. Umberto Fiori è un insegnante sui generis: ancora giovane riesce s capire gli studenti e a cogliere il loro disagio, ma anche quello dei loro colleghi. Un libro che farà discutere.

Tano Grasso, L'Italia del racket, I Saggi, E 13, 40

Una lotta interrotta prematuramente, la denuncia di uomo-simbolo della lotta alla corruzione, privato delle sue armi e dell'incarico. Un racconto inedito, avvolgente, che entra in modo irrispettoso nelle stanze del potere e diventa occasione per illuminare l'Italia del racket, la sua sottovalutazione. Sullo sfondo, i drammi dei personaggi che la popolano, le speranze e le sconfitte i progetti di chi lavora, con le vittime che si ribellano, per cancellare questa pagina della nostra storia contemporanea.


Demetrio Vittorini, Un padre e un figlio, Baldini & Castoldi, pp. 137, euro 11,90

Critico, traduttore, politico, organizzatore culturale, editor, nonché romanziere tra i più importanti della generazione del neorealismo e del dopo-neorealismo, Elio Vittorini era un personaggio dalla personalità prorompente, fascinosa e scomoda. Forse anche come padre. In queste scarne e pudiche memorie di sapore morantiano, il Vittorini padrone della scena letteraria milanese e italiana degli anni Cinquanta e Sessanta è intravisto solo di scorcio. In primo piano, per quanto in uno sfondo volutamente sfocato, c'è invece il Vittorini padre: il tiranno buono della fiaba, il compagno favoloso, ardito e curioso - con tutto il bagaglio dei ricordi da tenere insieme, prima che il tempo inesorabilmente li disperda. In questa delicata e intimistica biografia, Demetrio Vittorini, scrittore, e figlio, non voluto, ma poi amato, racconta con lucidità e ironia le ombre e le luci, i disagi e le gioie di un rapporto unico.

BUR

Silvia Balestra, Nina, Superbur Narrativa, pp. 228,E 7,20

Un romanzo che profuma di gioventù e di amore per la vita. In un romanzo fresco e delicato, la storia di come due giovani – Nina e Bruno –, conosciutisi per caso in un negozio di dischi a Bologna, si amano, imparano a condividere le vicissitudini della vita e, quando dopo alcuni anni dovranno partire per Milano, diventeranno una vera coppia che sarà allietata dalla nascita di un bambino che li farà felici e consapevoli di avere raggiunto quella maturità che segna per sempre il distacco dalla vita priva di responsabilità. Un romanzo che affronta la vita in chiave positiva; un’ottima prova narrativa.

Romano Battaglia, Cielo, Superbur narrativa, pp. 144, E 6,40

Una delicatissima storia d’amore il cui destino era scritto negli affreschi di una tomba etrusca.
Il cielo: lo sfondo della vita di ognuno di noi nel quale splende la luce, ma dove si addensano anche le nubi che oscurano la gioia. Ma Cielo è anche il nome di un bambino strappato agli orrori della guerra del Kosovo per rifugiarsi presso una coppia, Anna e Paolo, e illuminarla con lo splendore del suo amore. Una vicenda di sentimenti purissimi raccontata come solo Romano Battaglia sa fare.

Massimo D’Azeglio, Ettore Fieramosca O La disfida di Barletta, Nuova prefazione di Rino Cammilleri, Superbur Classici, pp. 288, E 4,99

Ambientandolo nel 1503, in un’Italia dilaniata dallo scontro tra i Francesi di Luigi XII e gli Spagnoli di Ferdinando II per il possesso del Napoletano, Massimo d’Azeglio, uno dei protagonisti del Risorgimento, scrive uno dei più importanti romanzi storici della letteratura dell’Ottocento italiano. La storia di un epico torneo tra tredici cavalieri italiani (guidati da Ettore Fieramosca) e altrettanti francesi (con a capo Guy de la Motte) con in palio una sola cosa: l’onore.

Edmondo De Amicis, Cuore, Superbur Classici, pp. 432, E 4,99

Uno dei libri che hanno fatto (o si sono illusi) di fare l’Italia. Nell’Italia umbertina, in una scuola elementare di Torino si incontrano scolari di tutti i ceti sociali. Ed Enrico, il protagonista, compone ogni giorno una pagina di diario su quello che è avvenuto in classe e fuori. Un libro scritto dal socialista De Amicis per sostenere la funzione della scuola pubblica come strumento di amalgama sociale. Un libro che è stato oggetto di numerose riduzioni cinematografiche e televisive, l’ultima trasmessa da Canale 5.

Domenico De Masi, Ozio creativo, Conversazione con Maria Serena Palieri, Superbur Psicologia per tutti, pp. 308, E 8,40

L’ozio è il tempo in cui concretezza e fantasia si fondono nella creatività e danno un senso alla nostra vita. Per gli antichi romani il termine otium non significava “dolce far niente”, bensì un periodo libero dagli impegni politici e civili nei quali era possibile dedicarsi allo studio, alla ricerca e, insomma, alla creatività. Domenico De Masi, docente di sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma, pone l’accento sulla differenza di intendere l’ozio: c’è quello dissipativo e di conseguenza alienante, e quello creativo dove appunto, lontano dallo stress, nascono le idee migliori che si tradurranno poi in proposte vincenti in ogni campo. Un libro prezioso per sfruttare al meglio quello che è il bene più prezioso: il tempo.

Heinrich Heine, Impressioni di viaggio – Italia,Introduzione di Alberto Destro – Traduzione di Bruno Maffi, Bur Classici, pp. 230, E 8,20

I critici hanno discusso a lungo sul genere letterario a cui dovrebbe appartenere quest’opera di Heine. Certo non appartiene al genere “relazioni di viaggio”, perché Heine non si preoccupa di dare informazioni sui luoghi o i monumenti. è un viaggio sentimentale e il poeta parla di sé, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti. la prosa narrativa convive accanto alla poesia, la prosa liricizzante sfuma nella riflessione quasi saggistica, la divagazione liberamente sognante culmina improvvisamente nella punta aforistica, la pagina novellistica diventa pamphlet polemico. Per esempio nella “città di Lucca” il tema principale è la religione, con tutte le variazioni polemiche, parodistiche, sentimentali. vere impressioni di viaggio sono invece contenute ne “il viaggio da monaco a Genova”, con quadretti di genere, la descrizione di un mercato, o l’episodio della piccola suonatrice d’arpa. ma sono eccezioni. il protagonista non è il paese visitato ma il soggetto che lo visita.

Giovanni Lugaresi, Le lampade e la luce, Superbur Narrativa, pp. 176, E 7,20

Un saggio d’inchiesta narrativa in cui uno dei maggiori conoscitori di Giovannino Guareschi indaga sull’intensità della fede del creatore di don Camillo, consultando testimoni, documenti e indagato in quella Bassa Padana che divenne un grande “mondo piccolo”. Edizione riveduta e aggiornata

Niccolò Machiavelli, La vita di Castruccio Castracani e altri scritti, a cura di Giorgio Inglese, Bur Classici, pp. 146, E 7,50

Inviato dai Medici nel 1520 a Lucca, Machiavelli rimane affascinato dalla figura di Castruccio Castracani, capo dei ghibellini toscani e signore di quella città tra il 1316 e il 1328, quando una morte misteriosa interruppe per sempre la sua ascesa politica. Una biografia esemplare per scrivere la quale Machiavelli si ispirò ai modelli classici di Diodoro Siculo e di Senofonte.

Didimo Mantero, Il volto più vero. I Diari di don Didimo Mantero,
I libri dello spirito cristiano, pp. 180, E 7,40

Si tratta dello spaccato di vita di un giovane prete, già gravemente malato, ma dotato di una carica spirituale intensissima, che si trova nel bel mezzo della bufera della guerra, cappellano della brigata partigiana Loris nell’alto vicentino, costretto a contemperare i suoi slanci affettivi e spirituali con le miserie umane dei suoi superiori. Ma sotto la maschera dell’obbedienza si cela un cuore grande ed esplosivo che porterà lo stesso prete, attraverso la sofferenza, al raggiungimento di vette impensabili in un ambiente veneto tipicamente clericale.

Giuseppe Mazzini, Dei doveri dell’uomo, Nuova prefazione di Romano Bracaloni, Superbur Classici, pp. 120, E 4,99

La grande lezione morale e civile di un uomo che spese la vita nel sogno di un’Italia unita e migliore. Pubblicato tra il 1841 e il 1860, l’“apostolo dell’Unità italiana”, come fu definito, si rivolge ai suoi compatrioti parlando loro dei doveri che si hanno di fronte a Dio, alla legge, all’umanità, alla patria, alla famiglia, verso se stessi e svolge un discorso dalla modernità sorprendente su educazione, associazione e progresso e, infine, sulla questione sociale. Un libro che per il suo contenuto sarà sempre attuale.

Indro Montanelli – Mario Cervi, L’Italia del millennio. Sommario di dieci secoli di storia, SB Saggi, pp. 506,E 9,90 – L. 19.169

Dalle paure dell’anno 1000 all’Italia del 2000, in cui il “nuovo” è in realtà il “vecchio” con qualche tocco di maquillage. In un unico volume, un’appassionante cavalcata attraverso mille anni di tormentata e tormentante storia d’Italia.

Elisabetta Rasy, L’ombra della luna, Bur La Scala pp. 212, E 7,00 – L. 13.554

Tra finzione e realtà un travolgente romanzo di passioni e ideali ambientato nella Francia della Rivoluzione e del “Gran Terrore”. Francia 1793: mentre gli ideali della Rivoluzione stanno per essere travolti dal Terrore, due stranieri, un uomo e una donna, s’incontrano a Parigi: lui un americano in cerca di fortuna, lei un’inglese che insegue gli ideali della libertà e dei diritti della donna. Tra loro nascerà un amore disperato e senza speranza. Ispirato alla figura di Mary Wollstonecraft, madre di Mary Shelley e autrice di una Dichiarazione dei diritti delle donne, questo appassionante romanzo conferma pienamente le doti narrative di Elisabetta Rasy.

David Maria Turoldo, Nel lucido buio – Ultimi versi e prose liriche, a cura di Giorgio Luzzi, Bur La Scala, pp. 220, E 7,80

Tutti i testi pubblicati in questo libro (poesie e brevi note in una prosa di intensità lirica) sono inediti in volume e appartengono agli ultimi mesi – in molti casi agli estremi giorni – della vita di David Maria Turoldo, tra la fine del 1991 e il 1992. Si tratta di variazioni, di coinvolgimento, a tratti drammatico, sui grandi temi della vita e della morte, spesso scaturite dalla riflessione biblica e in particolare dalla meditazione sul libro dei Salmi. Per Turoldo non c’è un confine tra poesia e preghiera, tra letteratura e teologia, tra ortodossia e trasgressione, tra semplicità e retorica della persuasione. E in questi ultimi scritti ancora una volta il dramma personale è sempre anche dramma di tutti, quando l’ombra della fine-finitudine allarga le sue ali sull’amore per la vita che rimane fino all’ultimo incoercibile.

Besa Editrice

Giuseppe Galliani, Il gabbiano Delacroix e una nave chiamata, Costellazione, pp. 96, E 7,75

"Chi sei?" domandò Diego guardandolo negli occhi.
"Mi chiamo Delacroix", rispose il gabbiano.
"Sei nato dal mio uovo? "
"Sono nato da un uovo di poeta."
"Ma i poeti non fanno le uova", obiettò il bambino.
"No, ma sanno inventare."

Eugenio Imbriani, La scrittura infinita. antropologia tra racconto e oblio, Verbamundi, pp. 144, E 11,35

L'antropologia svela la sua capacità di attivare meccanismi di scrittura originali nella produzione di testi etnografici, e inoltre sempre più di frequente è chiamata a riflettere su una quantità di materiali scritti, in buona parte narrativi, di provenienza non colta (autobiografie, storie di vita, diari, poesie); si trova a fare i conti con il raccontare, operazione che spesso gioca con la memoria, fino a eluderla: può esser vero, allora, che scrivere aiuta a dimenticare? Perché scrive Cosimino, cavapietre, bidello e poeta?

Roberto Morozzo Della Rocca, Nazione e religione in Albania, Verbamundi, pp. 232, E 15,00

Nazione e religione: l'intreccio è cruciale per capire l'Albania. L'identità albanese è fortemente connessa alla religione. Infatti musulmani, ortodossi, cattolici, convivono tradizionalmente in Albania in una atmosfera di tolleranza, al contrario di altri paesi balcanici. L'accordo tra le diverse fedi albanesi ha però un prezzo: tutte sono subordinate alla nazione. Al tempo stesso la reciproca tolleranza tra fedi diverse è un caratteristico dell'identità nazionale. Il libro di Roberto Morozzo della Rocca su nazione e religione nell'Albania del Novecento analizza sul piano storico i paradossi dell'anima albanese, dagli inizi del secolo ai giorni nostri, riproponendo in veste notevolmente ampliata il fortunato volume del 1990, quando in Italia e in Europa pochi conoscevano la questione albanese. Oggi questo libro ha il valore di una chiave per entrare nella cultura e nell'identità di un popolo prepotentemente presente nelle nostre cronache.


Bompiani

Antonello Bigini, Storia della Turchia, Storia Paperback, pp. 250; E 9,50

Dagli splendori dell’impero ottomano, fino alla sua dissoluzione; dalla formazione della Repubblica turca, dopo la prima guerra mondiale, fino al secondo dopoguerra, quando la Turchia diventa il baluardo fondamentale della NATO sia nei confronti dell’Asia sovietica, sia nei confronti dell’instabilità politica del Medio Oriente; e infine la storia contemporanea, la nuova fase politica che, per consentire l’ingresso nell’Unione europea, deve superare i problemi posti dal fondamentalismo islamico, la questione curda e le nuove pinte indipendentiste. Una sintesi magistrale per concisione e chiarezza.

Giovanni Paolo II, Strade d’amore, Overlook, pp. 188; E 13,00

Le luminose meditazioni di papa Giovanni Paolo II. Fin dall’inizio del suo pontificato, papa Giovanni Paolo II ha saputo trovare una via di comunicazione diretta, aperta e semplice con i fedeli e, più in generale, con gli uomini moderni. Dal suo invito a non temere, con cui si è presentato al mondo all’inizio del mandato, fino alle meditazioni più recenti, questo volume raccoglie i pensieri, le riflessioni, le esortazioni che hanno fatto di Giovanni Paolo II uno dei papi forse più amati nella storia della Chiesa. Un libro di grande saggezza, da leggere tutto d’un fiato o da consultare qua e là, per trovare le risposte ai nostri più profondi e personali interrogativi.

Diego Marani, L’ultimo dei vostiachi, Narratori italiani, pp.198; E 13,00

Un misterioso ragazzo, che parla una lingua incomprensibile.Imprigionato insieme al padre in un gulag siberiano con l’accusa di avere cacciato di frodo, il piccolo Ivan si ritrova, dopo l’uccisione del padre, solo. Libero dopo la detenzione, Ivan entra nel mondo moderno e cerca di sopravvivere nell’unico modo che conosce, vendendo le pelli degli animali che uccide. Ma la misteriosa lingua che il ragazzo parla lo identifica ben presto come l’ultimo dei voistachi, la più antica tibù del ceppo protouralico. L’interesse di Olga, una studiosa di linguistica, per il ragazzo, porterà a una serie di drammatiche e sconvolgenti conseguenze, al termine delle quali Ivan verrà integrato, ma forse a un prezzo troppo caro, nel mondo moderno. Una grande avventura linguistica, un romanzo avvincente e ricco di mistero che ha per protagonista un “ragazzo selvaggio”, solo e indifeso di fronte al mondo.

Einaudi

Alberto Asor Rosa, L’alba di un mondo nuovo, Supercoralli, pp. 450, euro 19.50
Un romanzo della memoria, in cui le vicende di un bambino sulla soglia dell’adolescenza si intrecciano con la storia drammatica dell’Italia dalla fine degli anni Trenta fino al maggio ’45. Anni crudeli e difficili, ma anche intensi e decisivi, che segnarono la formazione umana e culturale di un’intera generazione e il destino futuro della nazione. Si ravvisano nelle pagine di Asor Rosa i segni di un mutamento antropologico che si farà rapidissimo nel dopoguerra: lo iato sempre più profondo tra la cultura e il paesaggio rurali e le nuove prospettive della città, a tratti tetre e minacciose ma anche cariche di una sottile, fortissima fascinazione. Un romanzo scritto in uno stile avvincente, che fonde grande partecipazione e lucidità estrema.

Angelo Maria Ripellino, Praga magica, Supercoralli, pp. 350, euro 17.50
Scritto prima del boom turistico di questi ultimi anni, inevitabile fucina di cliché da cartolina, il capolavoro di Ripellino, più che descrivere, fa rivivere la splendida capitale boema attraverso un viaggio appassionante nella sua storia, così profondamente impressa nei vicoli e nelle pietre dei suoi sogni barocchi:dai tempi di Rodolfo II con i suoi alchimisti fino ad arrivare agli anni di Kafka, ogni casa, ogni caffè, ogni cimitero hanno immagini da ridestare e storie da illustrare. E Ripellino coglie questi inviti con la passione mai spenta di un viaggiatore della memoria, tessendo un testo che ha cadenze di antica cronaca, fra annali, vecchie riviste illustrate, canzoni da fiera e leggende.

Andrea Carandini, Archeologia del mito. Emozione e ragione fra primitivi e moderni, Saggi, pp. 160, euro 14.50
Andrea Carandini, il massimo archeologo italiano, ripercorre le principali tappe dell’antropologia scientifica, coniugandola con la psicanalisi: in linea con le più scoperte in campo neurologico, il libro attraverso lo studio dei miti ricerca le tracce dell’intima interconnessione fra emozione e ragione nel funzionamento del cervello umano.

Paolo Volponi, Opere, a cura di Emanuele Zinato, Nue, 3 voll. di complessive pp. 3000, euro 99.00
Paolo Volponi ha saputo raccontare come nessun altro l’alienazione e il bisogno di utopia dei tempi moderni. Quest’opera in tre volumi raccoglie con il rigore di un’edizione critica tutte le opere in prosa dell’autore, romanzi, saggi, articoli e racconti pubblicati nelle sedi più disparate. Di ogni opera vengono date innanzitutto le informazioni sulle carte autografe, quindi sulla storia del testo, per poi analizzare forme e modelli e chiudere con le vicende editoriali e la ricezione presso pubblico e critica. Un’edizione esemplare per uno dei grandi autori del Novecento italiano.

Tonino Conte, Oro merdoro, I coralli, pp. 150, euro 12.50
Una storia on the road all’italiana, al seguito di due picari molto sui generis che, ventenni, partono da Genova per un lungo e sgangherato viaggio attraverso l’Italia, con le tasche vuote e la mente invasa da un grande progetto: cambiare i connotati del teatro italiano. Erano Tonino Conte e Carmelo Bene.

Norberto Bobbio, Trent’anni di storia della cultura a Torino (1920-1950), Gli struzzi, pp. 150, euro 12.00
Dal punto di vista di uno dei protagonisti più autorevoli, il panorama intellettuale della Torino tra gli anni Venti e i Cinquanta: la Torino di Gramsci e Gobetti, poi di Pavese e Giulio Einaudi, quando la città piemontese era la capitale della cultura italiana, sede di “circoli” come quello sviluppatosi intorno all’ambiente einaudiano. Un fermento intellettuale senza pari in tutti campi della cultura, nell’editoria come nella letteratura, nell’indagine storica come nel dibattito politico. Einaudi ripresenta un’opera che, pubblicata per la prima volta più di venti anni fa, non ha mai cessato di fare discutere

Antonio Forcellino, Michelangelo Buonarroti. Storia di una passione eretica?, introduzione di Adriano Prosperi, Biblioteca Einaudi, pp. 160 con 16 illustrazioni, euro 15.00
Antonio Forcellino, direttore dei lavori di restauro della tomba di Giulio II, ricostruisce le complicate e misteriose vicende legate alla realizzazione di quest’opera da parte di Michelangelo, dalla commissione del lavoro, alla lunga scelta del materiale adatto alle cave di Carrara, fino alla voltafaccia di Giulio II e alle lunghe controversie legali seguitene. Un’indagine storiografica alla luce di documenti, contratti e di una rilettura critica del Vasari, a confutare i possibili dubbi sull’effettiva paternità michelangiolesca dell’opera.

Storia della filosofia analitica, a cura di Franca D’Agostini e Nicla Vassallo, PBE. Nuova Serie, pp. 350, euro 18.50
Strutturato in saggi assegnati a un’équipe di specialisti, il volume restituisce il panorama complessivo di questioni e punti di vista della filosofia analitica rapportandoli ai principali settori della filosofia «continentale».

Elio Franzini, Vincenzo Costa, Paolo Spinicci, La fenomenologia, a cura di Elio Franzini, PBE. Nuova serie, pp. 300, euro 17.50
Il volume, suddiviso in tre saggi affidati ad altrettanti specialisti, ricostruisce la genesi, lo sviluppo e le applicazioni di una delle più importanti correnti filosofiche dell’età contemporanea al cui fondatore, Edmund Husserl, hanno fatto riferimento non solo i diretti allievi ma anche molti filoni del pensiero contemporaneo, dall’esistenzialismo alla filosofia analitica, dal decostruzionismo ad alcune filosofie della mente. Mancava un’opera che ricostruisse esaurientemente la genesi e le tappe dello sviluppo di questa corrente essenziale della filosofia del Novecento.

Franco Farinelli, Geografia, PBE. Nuova Serie, pp. 300, euro 16.50
Un manuale innovativo, che riprende i temi classici della geografia umana (la geografia del paesaggio, la geografia della popolazione, la geografia delle sedi) e li attualizza sulla base dei più recenti esiti della riflessione epistemologica e della ricerca antropologica. Un saggio in cui il sapere geografico viene assunto come la forma originaria del sapere occidentale, quella da cui tutte le altre sono derivate.

Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, PBE. Nuova Serie, pp. 250, euro 15.50
Questo saggio vuole riportare alla luce la storia dello stato bizantino, grande “commonwealth” multietnico che influenzò la storia del Mediterraneo dall’età tardoantica fino al Rinascimento. La tesi di fondo è che questo tipo di modello tende a riemergere ancora oggi, nella realtà politica così come nel dibattito storico, filosofico, giuridico e letterario.

Ermanno Rea, Mistero napoletano. Vita e passione di una comunista negli anni della guerra fredda, introduzione di Silvio Perrella, Einaudi Tascabili. Letteratura, pp.386, tutte a colori, euro 10.20.
Il protagonista indaga sulla scomparsa di Francesca, giornalista del «l’Unità»; da storia privata l’indagine diventa a poco a poco storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori, sullo sfondo di una Napoli lacerata dagli scontri e dalle contraddizioni della guerra fredda.

Mario Perniola, Del sentire, Biblioteca Einaudi, pp.VI-130, euro 13.50.
L’autore, professore di estetica all’Università di Roma Tor Vergata, sostiene che a partire dagli anni Sessanta si è affermata la «sensologia», vale a dire una forma di esperienza anonima e reificata, responsabile dell’impoverimento dell’universo affettivo. L’unica possibile alternativa per l’uomo moderno dell’Occidente, è il recupero del proprio passato remoto, quell’antichità classica dove possiamo sperare di ritrovare la nostra più profonda capacità di sentire.

Francesco Barbagallo, La modernità squilibrata del Mezzogiorno d’Italia, PBE. Nuova Serie, pp.XI-131, euro 11.50.
In questa sintesi storica viene analizzato il processo di trasformazione della società meridionale, dal generale ritardo ottocentesco al particolare modello espansivo d’inizio Novecento, fino alla svolta del 1993, con la fine della politica dell’intervento straordinario e il crollo del sistema politico-sociale.

Manlio Brusatin, Storia delle immagini, PBE. Nuova Serie, pp. XX-136 con 76 illustrazioni, euro 13.50.
Questo volume costituisce la seconda tappa (dopo Storia dei colori e prima di Storia delle linee) del trittico elaborato da Brusatin sui soggetti visivi. Vi si descrivono alcuni campi di produzione e manifestazione dell’immagine, come le descrizioni figurate, le immagini immobili e sospese, l’identità e la somiglianza fisiognomica, la copia e la duplicazione.

Einaudi Stile Libero

Eduardo De Filippo, Filumena Marturano, Stile Libero/Video, pp. 120 con videocassetta 130’, euro 18.50 Commedia italiana tra le più conosciute e rappresentate nel mondo nel secondo dopoguerra, Filumena Marturano mette in scena quella che forse può essere considerato il più intenso personaggio femminile di Eduardo. Dopo Natale in casa Cupiello, continua così la pubblicazione in video dei capolavori di De Filippo, scelti nelle migliori rappresentazioni.
Tommaso Pincio, Un amore dell’altro mondo, Einaudi Tascabili, pp. 300, euro 9.00 Romanzo musicale e nello stesso tempo grande saggio sull’America degli Anni Ottanta e Novanta, questo romanzo è veramente l’autobiografia di una generazione, giunta quando ormai nessuno più la cercava. Attraverso le vicende del protagonista Homer Boda Alienson, al centro delle quali sta l’incontro con il leader dei Nirvana, Kurt Gobain, ritroviamo come in un caleidoscopio gli ultimi vent’anni del secolo passato. E lui, Boda (dal nome di un amico immaginario di Kurt bambino) Alienson (figlio di alieno), è davvero un fantasma, che per esistere non ha bisogno di esistere davvero, ma solo di uno scrittore che creda in lui.
Giorgio Gaber, Parole e canzoni, a cura di Vincenzo Mollica, Einaudi Tascabili, Stile Libero/Video, pp. 120 con videocassetta 120’, euro 18.50 I testi delle sue più famose canzoni, unite per la prima volta in un corpus coerente ai monologhi che Giorgio Gaber ha portato in teatro. Un’antologia “ragionata”, costruita dal grande artista milanese con i criteri di un’edizione rigorosa. Il video è un montaggio originale ideato per questa edizione, seguendo lo schema di uno spettacolo di Gaber, e utilizzando documenti straordinari tratti dai concerti e dalle apparizioni televisive: ogni canzone è presentata da uno spezzone di intervista al cantautore.
Valerio Evangelisti, Black Flag, Einaudi Tascabili, pp. 160, euro 8.20 «La cavalcata infernale di una banda di irregolari sudisti, durante la guerra civile americana, vuole essere metafora per esplorare lo scatenarsi della violenza generato dal più radicale vuoto di valori» (Valerio Evangelisti). Evangelisti è l’unico scrittore italiano che ha saputo sviluppare, partendo dalla fantascienza, dal fantasy e dall’horror, un personale e convincente universo fantastico, dove i personaggi e le situazioni si muovono a cavallo di spazio e tempo, trovando posto in un vasto disegno. La letteratura riesce di nuovo, con Evangelisti, a essere insieme tensione conoscitiva e mito.
Guido Blumir, Marihuana, Einaudi Tascabili, pp. 160, euro 8.50 Guido Blumir è forse il massimo esperto italiano in tema di droghe; in questo testo dallo stile piacevole e quasi narrativo, egli ripercorre con una documentazione esaustiva la storia e il mito legati al termine “marihuana”, dandone anche un quadro scientifico.
Vincenzo Cerami, Silvia Ziche, Olimpo S.p.A. Giove contro l’Uomo Nero, Einaudi Tascabili, pp.140, tutte a colori, euro 9.80. A poco più di un anno di distanza dal successo del primo volume arrivano le nuove storie dell’Olimpo S.p.A., scritte da Vincenzo Cerami e illustrate da Silvia Ziche, una delle migliori disegnatrici della fucina Disney. Un vero e proprio romanzo a fumetti, caustico, divertente ma anche “titanico, dove il potere solare di Giove si misura con il potere occulto di un dio buio e sinistro che si nasconde dentro l’anima degli uomini. E uomini e divinità fanno a gara a chi è più scriteriato.

Edizioni E/O

Elena Ferrante, I giorni dell'abbandono, Edizioni e/o, pp. 211, euro 14 "Un pomeriggio d'aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi". Comincia così il nuovo romanzo di Elena Ferrante. E come già nel suo primo libro L'amore molesto (da cui Mario Martone aveva tratto un film intenso e drammatico), la Ferrante ci racconta la storia di un distacco. Giovane, serena, appagata, due figli, un cane, traduttrice e scrittrice, Olga, la protagonista, resta all'improvviso sola ed isolata nel cuore di una Torino torrida e assente: il marito l'ha abbandonata per una ragazzina. Inizia "un dolore lungo". Caduta in una spirale d'angoscia e di solitudine scura e antica, Olga "sperimenta fino in fondo che ogni abbandono è un gorgo e un azzeramento, forse anche una spia del deserto che ci è cresciuto intorno. Ma reagisce, si risolleva, vive". Dopo dieci anni dal suo primo libro, Elena Ferrante, oramai considerata dalla critica la maggiore narratrice italiana dai tempi di Elsa Morante, ritorna con un nuovo intenso e scabroso romanzo.

Fabbri

Mino Dilani, Seduto nell’erba, al buio, Diari nella storia , pp. 192, E 9,59

La collana storica apre una sezione tutta italiana con una grande firma: Mino Dilani. Il diario di un ragazzo nell’estate del 1944. Temi: guerra, amicizia, amore, crescita. Oggi è finita la scuola. Hanno anticipato la chiusura dell’anno. Magnifica idea. Ci hanno mandato a casa alle dieci e mezzo. È fantastico girare per le strade al mattino, sembra di essere in una città straniera. Nino, quattordici anni, comincia l’estate con molta serenità. È stato promosso, fa caldo, ci sono gli amici, e c’è anche una ragazzina da amare. Ma c’è la guerra, ci sono i tedeschi: e durante quest’estate Nino cambierà. Capirà che la vita è dura, si troverà impegnato nel salvataggio di un ebreo, scoprirà che l’amore non è sempre facile, e che anche chi è un nemico può rivelarsi più amico dei cosiddetti amici. Tutte esperienze destinate a farlo crescere in fretta, con un po’ di amarezza.

Loredana Frescura, Le nuvole da latte, Delfini Fabbri Editori, pp. 160, E 7,99

Un adozione a distanza, l’arrivo di uno straniero a scuola. La storia tenera e vivace di un amicizia tra due ragazzi molto diversi. Temi: razzismo, crescita, amicizia. Ho una paura tremenda di volare. Non avevo mai visto prima un aereo se non nelle foto del libro di scuola, l'unico libro che abbia mai posseduto. Una cosa mia. L’unica. Il libro me l’hanno dato quando sono stato adottato e Pedro ha ricevuto i soldi. Era già usato, con la copertina logora e qualche foglio staccato. Ma mio. Carlos, quattordici anni, arriva dal Nicaragua in Italia, nella terza media che lo ha adottato a distanza, per passare un mese in classe con ragazzi che non conosce. A casa ha lasciato una famiglia numerosa, una sorellina adorata e morta, Juanita, e tanta povertà. Finisce ospite a casa di Marco, ragazzo ricco e un po' problematico, che lo accoglie con superiorità e gli gioca uno scherzo tremendo, che per Carlos si traduce in un piede ingessato. Ma proprio l'incidente porterà una nuova consapevolezza in Marco, che finalmente diventerà attento a chi lo circonda. Guadagnandoci in popolarità e crescendo rapidamente.

Beatrice Solinas Donghi, Alice e Atonia, Delfini, pp. 224, E 7,49

Il seguito di Alice per le strade da una grande scrittrice italiana. Alice e la sua amica Antonia dalla voce dí oro nel mondo della lirica e del teatro. Temi: amicizia, crescita, avventura, arte. Un avventura a lieto fine per due ragazzine intraprendenti. All’inizio sembra una mattina come le altre. Una bella mattina, anzi, con un solicello che incominciava a intiepidire l’aria, benché si fosse in ottobre. Un incipit tranquillo per una grande avventura. Alice, scampata alle peripezie del primo libro, deve andare in collegio da Miss Brompton. Qui incontra una bambina come lei, Miss Cecherelli, che di nome fa Antonia, italiana occhi scuri, modi affascinanti. E una voce, una voce Quando ad Antonia viene affidata una parte in un opera che deve debuttare a Londra dopo poche settimane, Alice scoprirà il mondo del bel canto e dell’opera.

Andrea Valente, Sotto il banco, Contrasti, pp. 160, E 8,49

Dall’autore della Pecora nera, personaggio stampato con fortuna su diari, agende, quaderni, matite, astucci, una serie di racconti su alti e bassi dell’ adolescenza, a scuola e fuori. A quindici, sedici anni la scuola è tutto, se non altro perché fra i banchi e i libri si trascorre gran parte del giorno. Ecco perché questa raccolta di racconti divertenti e ironici s’ intitola Sotto il banco anche se non tutte le storie sono ambientate a scuola. Tra amori incerti, interrogazioni tremende, sogni, desideri, aspirazioni, litigate, amicizie salde e amicizie fragili, l’autore compone un ritratto realistico dei ragazzi di oggi, in cui il suo pubblico certo si riconoscerà, come è già successo per un anno da pecora nera.


Donatella Ziliotto, Un chilo di piume, un chilo di piombo, Delfini Rilegati, pp. 96, E 12

Donatella Ziliotto, una grande scrittrice italiana, per la prima volta nei Delfini. Un libro divertente e appassionante sulla fatica di crescere. Una nuova edizione che valorizza un libro-cardine della letteratura italiana per l’infanzia. Temi: guerra, scuola, famiglia, crescita. Trieste, negli anni della seconda guerra mondiale. Fiamma, ragazzina sveglia, ha un mondo vivo e vivace attorno a sé: il papà, mezzo ebreo e anche un po’ socialista; la sorella grande, una signorina; il gatto Menelao, destinato a finire in pentola sotto mentite spoglie di coniglio; e Rita, la sua insegnante e modello. Fuori c’è la guerra, in città soffia la bora, e Fiamma s’innamora, sogna, cresce. Fino all’arrivo degli americani, che è anche la fine del libro. Un diario divertente e stravagante di un infanzia piena di piccoli grandi eventi.

Fabbri ragazzi

Antonio Facchin

Gianni Sutera, Era felice quella notte, Antonio Facchin, Roma 2001
Prezzo: 10, 33 Euro
Giani Sutera è solo se stesso; le sue radici affondano in una terra dove il dolore e la miseria fanno da struttura portante al carattere di un popolo e dove l’amore e l’avventura, il desiderio di evasione rendono gli uomini osservatori inquieti di se stessi e del mondo.’ Egli riesce a mescolare poesia e narrazione, fantasia e realtà, sogni e pensieri in una specie di balletto dove il protagonista è sempre lui: l’ io narrante. Un io che sembra prendere le sfumature dei vari personaggi immaginari, ma che nel romanzo sembrano reali, nella vita quotidiana della sua terra, la Sicilia: una terra questa, dove i cantastorie hanno riempito le piazze, dei vari paesi, di ballate in cui i protagonisti erano paladini e saraceni in un eterno duello, ma anche gente povera e meschina a cui la sorte ha regalato un posticino in piazza, al tiepido sole, in attesa di un pur misero lavoro giornaliero.

Fazi Editore

Gabriella Sica, Poesie familiari, pp.190, £. 25.000 pp.190, £.25.000 Poesie familiari è un libro che tratta in versi, familiarmente e realisticamente, di cose comuni e diverse, scritto tra il 1991 e il 2001.”, prossime alla terra d’origine e d’appartenenza, alla casa e alla famiglia, all’Italia e alla sua lingua. Poesie diventate forse adulte, da “bambine” che erano, nate dalla “familiarità”, in questo libro che si configura involontariamente tra le due grandi immagini cardinali, quella della madre col bambino e dell’uomo padre morto", scrive l’autrice. Gabriella Sica, protagonista negli ultimi venti anni di quella poesia che torna a credere nella parola dopo tanto “moderno”, ci offre il suo libro della maturità, libro della natura e degli uomini, del difficile percorso dell’umanità, dall’Italia povera e contadina degli anni Cinquanta alla Roma all’alba di un nuovo millennio, dalle radici e dalle cose morte ma non dimenticate del passato alla nuova vita dei bambini e della campagna. Sono poesie della “severa grazia”, intime e amorose, che non lasciano morire niente di quello che è stato; poesie colte, nel solco della tradizione italiana, e tuttavia semplici e con una segreta musica popolare. Dove l’infanzia e la maturità, l’innocenza e il classico sono espressi in una lingua limpida e comunicativa, mai astratta o retorica, profondamente fraterna, in confidenza con la lingua che già c’è, quella della realtà.

Feltrinelli

Feltrinelli

Alberto Arbasino, Rap 2, Universale economica – Super UE Feltrinelli, pp. 192, euro 9.00
La “Musa con il muso” di Arbasino suggerisce ancora una volta i suoi rap civili, in un momento in cui nessuno sa più che pesci pigliare e l’intelligenza politica, culturale, umana, si abbandona in un calderone di fatiscenti luoghi comuni. E la Musa canta, canta di Genova, dell’ego-bla-bla che accompagna la tragedia dell’11 settembre, del Sudafrica del dopo apartheid, del Globo globale e del voltagabbanismo italico. Ma senza tralasciare gli excursus nella memoria, verso tempi che forse, tutto sommato, qualcosa da dire ancora ce l’hanno.

Lisa Ginzburg, Desiderava la bufera, I Narratori Feltrinelli, pp. 200, euro 13.00
Ernesto e Dacia: una coppia sorretta da un fragile equilibrio, finché un giorno, nella vita di Ernesto, irrompe Anna, una ballerina con un passato ingombrante e una forte passione per la letteratura russa, che Ernesto insegna. Trascorre così un’estate arroventata, mentre nell’intreccio del romanzo si delineano sentimenti e figure, tra cui quella di Sonia, sorella di Ernesto, tormentata da un disturbo oscuro: forse attraverso di lei passerà la salvezza o, forse, attraverso il tempo, quel tempo che, grande illusione, salva e può salvare,

Carlo Tullio-Altan, Le grandi religioni a confronto. L’età della globalizzazione, Campi del sapere Feltrinelli, pp. 328, euro 25.00
Carlo Tullio-Altan, professore emerito di Antropologia culturale all’Università di Trieste, analizza il ruolo delle religioni nella determinazione degli eventi del nostro tempo. In un momento storico in cui si parla spesso di scontro tra civiltà e religioni, e spesso senza adeguati strumenti culturali e epistemologici, proprio la religione può diventare un fecondo terreno di studio per la chiarificazione di molti e decisivi momenti della nuova età della globalizzazione.

Angelo Marano, Avremo mai la pensione?, Nuova Serie Feltrinelli, pp. 128, euro 8.00
L’autore, che dal 2000 fa parte del gruppo di economisti collaboratori della Presidenza del Consiglio, fa il punto sulla questione “pensioni” e sul modello di società prefigurato dalle riforme in corso: il tema, quindi, non si riduce alla razionalizzazione del sistema capitalistico, ma investe più ampie questioni di natura politica. L’esito dello scontro tra due modelli, l’uno fondato su un “welfare delle possibilità” che assicuri a tutti pari opportunità di partenza, l’altro ultraliberista, determinerà un disegno generale che potrebbe avere degli effetti profondi, persino anche drammatici, sulla società nel suo complesso.

Porto Alegre. Il Forum Sociale Mondiale, a cura di Claudio Jampaglia e Thomas Bendinelli, Nuova Serie Feltrinelli, pp. 160, euro 8.00
Il libro racconta e documenta i contenuti, le proposte e i dibattiti che hanno riempito le giornate di Porto Alegre, fornendo una versione fedele e articolata delle varie iniziative, nonché un quadro politico e storico che consente di inquadrare lo stato attuale di elaborazione e di organizzazione dei movimenti no-global.

Paolo Rumiz, Francesco Altan, Tre uomini in bicicletta, note tecniche di Emilio Rigatti, Universale Economica Super UE, pp. 112, euro 7.00
Un inviato de “la Repubblica” esperto del tema delle identità in Italia e in Europa, un professore e il disegnatore padre del metalmeccanico vetero-comunista Cipputi: tre ciclisti d’eccezione per un viaggio in bicicletta da Trieste a Istanbul, attraverso Mitteleuropa, Balcani, Danubio, Islam, Bisanzio. Pubblicata tappa per tappa su “repubblica”, ora l’avventura diventa romanzo, saggio di geopolitica, sport militante.

Filema

Giuseppe Ferraro, Filosofia in carcere. Incontri con i minori, di Nitida, Collana Sovrimpressioni, pp. 120, _ 7,75 – L. 15.000 Il libro racconta in modo essenziale e toccante la storia di cinque incontri di filosofia con i ragazzi del carcere minorile di Nisida, il loro stupore nell’ascolto di una parola diversa, il desiderio di capire se stessi e il mondo, la paura di esporsi, la scoperta della possibilità di entrare in relazione tra loro e con l’altro fuori da una logica di scambio e di violenza. Il libro continua il progetto dell’autore per una filosofia “fuori le mura”, messa alla prova sui luoghi estremi dove solo può rispondere del senso della vita e dei limiti dell’agire degli uomini. Nel testo sono raccolti inoltre gli interventi dei ragazzi, elaborati nei momenti di riflessione successivi ad ogni incontro, che testimoniano in modo accorato il desiderio di libertà e la voglia di cambiare ma anche la difficoltà di intravederne gli strumenti possibili che la realtà del carcere non offre loro. Un’esperienza importante per chi ritiene che l’educazione ai sentimenti e la pratica della relazione siano momenti essenziali alla formazione di una coscienza civile.
Gabriele d’Annunzio, Buona sera, cara Notte. Un carteggio con Marie de Régnier, a cura di Nicola Muschitiello, Collana Conchiglie pp. 100, _ 9,30 – L. 18.000 Si presentano qui per la prima volta tredici lettere autografe e la foto con dedica inviate da Gabriele d’Annunzio a Marie de Régnier nel periodo 1914-1921. La celebre scrittrice francese, che pubblicava con lo pseudonimo maschile di Gérard d’Houville ( Filema ne ha pubblicato recentemente la novella d’amore Le charmant rendez-vous) e il grande poeta intrecciarono una relazione amorosa, testimoniata da questo denso carteggio, in un periodo pieno di aspettative e decisivo per la vita di d’Annunzio. Apprendiamo infatti di prima mano alcuni fatti che interessano la sua vita intima nell’ultimo periodo di permanenza in Francia: la malattia venerea che nasconde abilmente con una ferita al ginocchio, procuratasi durante una partita di hockey, la morte della sorella Anna, avvenuta il 9 agosto 1914 a Pescara, il suo pensiero costante alla situazione politica italiana che precipitava verso la guerra, sullo sfondo di questo amore tenero e passionale verso colei che chiamava “Sorella notte” e che non dimenticherà mai più.

Frassinelli Sperling&Kupfer Editori

Gangemi

Anna Maria Fabiano, Il colore del mare. Romanzo di un viaggio mentale, pp. 255, £. 30.000 L'opera prima di Anna Maria Fabiano sembra aderire in qualche modo all'area del romanzo di formazione in una cornice attuale in cui è rintracciabile l'approfondimento di certa letteratura europea. Con minuziosa sottigliezza la scrittrice narra di angosce, timidezze, speranze e amori di una giovane donna. E scopriamo fra le righe un bel gioco di elaborazione formale: parallelamente al suo ritrovarsi vediamo nascere, racconto nel racconto, il primo lavoro della protagonista Eva ( il nome è un tributo a una natura femminile votata alla ricerca curiosa, paziente e sottile di sé e del mondo?). Non un manifesto femminista, ma un affresco moderno sull'esserci di una femminilità ora oscura ora trasparente e poetica, come il colore del mare.

Garzanti Libri

Giuseppe Pederiali, Osteria della Fola, Narratori moderni, pp. 206, euro 13.00
Inesausto cantore del magico e umanissimo universo della Bassa padana, anca in questa raccolta di racconti Giuseppe Pederiali ci narra con affettuosa ironia le storie di uomini, donne e animali strani e bizzarri, neogotici e decadenti, se non fossero impastati di quella carnalità che solo la Bassa, appunto, sa produrre.

Glauco Maria Cantarella, Medioevo. Un filo di parole, Saggi, pp. 220, euro 13.00
Vestigia, lasciti e influenze del Medioevo sono ancora profondamente presenti nella nostra vita moderna, eppure quel mondo ci resta per molti versi estraneo, e proprio per questo più affascinante. Questo saggio nasce dalla convinzione che frequentare il Medioevo, i suoi personaggi, i dettagli quotidiani, le favole e le imprese, non è solo un viaggio nel passato, ma uno scavo nelle profondità del presente nel rapporto con le radici che hanno nutrito e nutrono la nostra cultura.

Mario Luzi, Vero e verso. Scritti sui poeti e sulla letteratura, a cura di Daniele Piccini e Davide Rondoni, Saggi, pp. 254, euro 19.00
Nei saggi di Vero e verso Luzi si avventura nei territori della poesia e della letteratura di ogni tempo, dialogando con i grandi classici come Dante, Orazio, Michelangelo, Manzoni, Dostoevskij e Proust. Alieno da qualsiasi semplificazione psicologica o storico-biografica, Luzi riesce sempre a dare di un autore un’immagine sintetica e nello stesso tempo ricca, facendoci anche riflettere sulle diverse forme che, in ogni autentico scrittore, prende il rapporto tra tempo, poesia ed esperienza umana.

Jolanda Insana, La stortura, Collezione di poesia, pp. 144, euro 14.00
Infermità del corpo e infermità della nazione, anzi, del pianeta si uniscono drammaticamente in questo poema-monologo, carico di un realismo visionario quale si può trovare, se si guarda alla nostra tradizione, sopratutto in alcuni grandi poeti dell’anima, da Jacopone a Michelangelo a Testori.

Claudio Magris, Dietro le parole, Gli elefanti, pp. 382, euro 12.00
Cimentandosi con materie e aree culturali diverse, dalla «piccola patria triestina» agli intrighi della grande letteratura cosmopolita, Magris affronta qui decisivi nodi dialettici, come il confronto tra classicità e avanguardia o il dissidio tra esperienza e parola, in un tono solo in apparenza leggero e cronachistico.

Laura Grandi e Stefano Tettamanti, Atlante goloso. Luoghi e delizie d’Italia, Narratori Moderni, pp. 390, euro 15.00
In un godereccio viaggio attraverso circa duecento località italiane, Laura Grandi e Stefano Tettamanti intrecciano il piacere del cibo a quello della lettura, suggerendo al lettore un itinerario ideale costellato di ricette, storie incredibili, letture raffinate, sempre legati dal fil rouge della buona tavola.

Sandro Lombardi – David Riondino, Dante inferno, Libro + CD, Gli elefanti multimedia, libro pp. 150, CD durata 66’47, euro 16.50
Questo lavoro nasce dal desiderio di rivisitare il capolavoro dantesco con una sensibilità contemporanea, misurandosi ancora una volta con la forza del classico meno accademico e più «sperimentale» della nostra tradizione senza volerlo attualizzare in maniera forzosa. Nel CD Lombardi e Riondino, con l’accompagnamento musicale di Giorgio Albiani, danno voce ad alcuni tra gli episodi e personaggi più celebri dell’Inferno; per quanto riguarda il testo, si fa riferimento all’edizione con note e commenti di Emilio Pasquini e Antonio Quaglio.

Luca Doninelli, La nuova era, Gli elefanti, pp. 160, euro 7.00
Il protagonista della Nuova era è un tranquillo professore di letteratura italiana; tra le sue allieve c’è Chiara, una ragazza sprovveduta e sincera che sembra uguale a tutte le sue coetanee. Ma nell’incontro tra queste due normalità esplode qualcosa di terribile: un orrore per la violenza ormai diffusa e quasi banale, per le mode accettate supinamente, per la fatuità del vivere contemporaneo. In questo punto estremo di esasperazione, solo un gesto paradossale può rivendicare le ragioni di un’innocenza schiacciata.

Luigi Ganapini, La Repubblica delle camicie nere. I combattenti, i politici, gli amministratori, i socializzatori, Gli elefanti, pp. 520, euro 12.50
Mancava nella ricca storiografia della Seconda Guerra Mondiale una ricostruzione attendibile delle caratteristiche, delle motivazioni e degli ideali dei tanti italiani che, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di aderire alla repubblica di Salò. Attraverso una robusta base documentaria, ma soprattutto raccontando personaggi ed episodi di un’epoca sanguinosa, Luigi Ganapini ricostruisce i diversi aspetti di quell’esperienza, dove confluirono sia elementi conservatori o esplicitamente reazionari e razzisti, sia componenti tecnocratiche o sindacaliste, spinte dalla speranza di ritrovare gli ideali socialisti del primo fascismo.

Toti Scialoja, Poesie (1961-1998), prefazione di Giovanni Raboni, Gli elefanti, pp. 560, euro 16.50
Questo volume raccogli per la prima volta quella parte della produzione poetica di Toti Scialoja che non ricade nell’ambito della poesia per bambini e del nonsense. Geniale riciclatore e rivitalizzatore di tutti i metri della nostra tradizione, Scialoja arriva alla fine del proprio percorso a scoprire un metro barbaro e, in un viaggio alla conquista di sempre più mature inquietudini, egli raggiunge una sottile e adulta malinconia.

Giulia & Giulia

Enrico Fedocci, Il nuovo Milano. L'abecedario della Milano di tutti i tempi, Sempre Milano, pp. 208, _ 14, 46 Il nuovo Milano di Enrico Fedocci Conoscere una città attraverso i suoi artisti, i suoi manager, i suoi giornalisti e, perché no, attraverso i suoi gangster. Ma non solo: conoscere una città anche attraverso ciò che grandi scrittori hanno detto su di essa nel corso della storia. E' questo il percorso seguito da Enrico Fedocci, giornalista, nel suo "Il nuovo Milano. L'abecedario della Milano di tutti i tempi", edito da Giulia & Giulia. Fedocci ha intervistato su Milano: Gaetano Afeltra, Claudio Demattè, Elio Fiorucci, Carla Fracci, Claudia Koll, Giò Pomodoro, Renato Pozzetto e Luciano Lutring, detto "Il Solista del Mitra" e conosciuto come un bandito che terrorizzava l'Italia negli anni 50-60. La seconda parte del libro, invece, è un'antologia di scritti sul capoluogo lombardo di autori illustri e meno illustri. Si va da Byron a Giacomo Casanova, da Massimo D'Azeglio a Charles Dickens, da Hermann Hesse a Franz Kafka, da Plinio il Giovane a Petrarca e da Giovanni Verga a Richard Wagner.

Ugo Guanda Editore

Il sole 24 Ore

Laterza

Barbagli, M. - Kertzer, D.I. (a cura di), Storia della famiglia in Europa. Dal Cinquecento alla Rivoluzione francese, «Storia e Società», pp. 510, E 25,00

C’è una visione tradizionale della famiglia ai tempi dell’Europa preindustriale. È quella che ritiene che i matrimoni, monogami, fossero stabili e prolifici, che le famiglie fossero numerose. Secondo questo senso comune, nelle famiglie patriarcali vigeva una rigida gerarchia, definita in base all’età, al sesso, all’anzianità: gli anziani contavano più dei giovani, gli uomini più delle donne, i primogeniti più degli altri figli... Questa immagine della famiglia dell’Europa preindustriale è ancora molto diffusa, ma questo libro dimostra quanto sia lontana dalla realtà. Leggendolo faremo delle scoperte: i divorzi erano rari ma c’erano altri modi per abbandonare la moglie; le donne non si sposavano sempre così presto e non partorivano un numero spropositato di bambini, che peraltro non morivano ovunque in tenera età e in così gran numero; i figli, amati come la sensibilità di oggi richiede, avevano più di un’occasione per esercitare la propria volontà. E molte altre scoperte ancora, che rendono queste pagine un modo nuovo di pensare al nostro presente e ai nostri modelli culturali.


Bazzi, A., Bioterrorismo, «i Robinson / Letture», pp. 176, E 12,00

Virus, batteri e tossine trasformati in armi: le lettere all’antrace hanno mostrato al mondo il loro enorme potenziale di offesa. Ma non è tutto. Nel catalogo del terrore ci sono anche i composti chimici, come il gas sarin che, nelle mani di fanatici religiosi, procurò 20 morti nella metropolitana di Tokyo, e gli ordigni nucleari, dalla bomba di Hiroshima alla cosiddetta ‘bomba sporca’. Le guerre del passato hanno insegnato come usare le armi: oggi sono alla portata dei gruppi estremisti. La scienza insegna come difendersi. Ma la scienza ha anche contribuito alla loro costruzione.

Bergamini, O., Storia degli Stati Uniti, «Quadrante Laterza», pp. 280, E 25,00

Un panorama agile e sintetico, ma esauriente e rigoroso, della storia degli Stati Uniti dalle origini ai giorni nostri, con particolare attenzione agli ultimi avvenimenti i cui sviluppi, ancora incerti, non potranno prescindere dai fondamenti ideologici, sociali, economici e politici frutto di un travagliato percorso storico.

Bodei, R., Le logiche del delirio. Ragione, affetti, follia, «Economica Laterza», pp. 138, E6,50

Una rilettura suggestiva del delirio e di cosa può insegnarci.
Sergio Moravia, “Corriere della Sera”. Remo Bodei ci parla del delirio insieme con competenza e con toccante umanità. Mauro Mancia, “L’Indice”. Analizzando le paradossali forme del delirio, Bodei ripercorre nel tempo le principali categorie del pensiero filosofico. “la Repubblica”.

Boscolo, P., La scrittura nella scuola dell'obbligo, «Manuali Laterza», serie: «Professione scuola», pp. 192, E 17,50

Nato dalle ultimissime ricerche il volume offre spunti e strategie per lo sviluppo della competenza e della motivazione a scrivere nella scuola dell'obbligo. Presenta varie possibilità dell'uso della lingua scritta, per uno sviluppo delle abilità di base dalla scuola elementare alla media, ma senza percorsi vincolati a un ciclo o a una classe. Superato il concetto di scrittura come semplice esercitazione scolastica, artificiosa, noiosa e poco produttiva, la scrittura si situa all'interno di attività diverse, nell'integrazione fra discipline, dove trova una effettiva applicabilità e uno scopo. Ne consegue una varietà di forme dello scrivere, attraverso cui gli allievi possono fare esperienza delle diverse funzioni della scrittura.

Canfora, L., Giulio Cesare. Il dittatore democratico, «i Robinson / Letture», pp. 522, E 15,00

Un profilo magistrale di un uomo straordinario, un’interpretazione radicalmente nuova di una delle figure più controverse della storia.

Ceri, P., Movimenti globali. La protesta nel XXI secolo, «Sagittari Laterza», pp. 160, E 12,00

Da Seattle in poi, il movimento antiglobalizzazione ha fatto irruzione sulla scena del nuovo millennio. Quale è la sua specificità? Quale il suo rapporto con la violenza e quale quello con la politica? Quale contributo può dare? Dopo numerosi reportages, libri bianchi e interventi ideologici, questa è la prima analisi rigorosa della natura, delle cause e dell’evoluzione di quello che si configura come il fenomeno politico e sociale più nuovo.

De Fusco, R., Storia del design, «Grandi Opere», pp. 382, con ill., E 30,00

Dalla rivoluzione industriale a oggi, la prima storia completa del design. Uno dei più grandi fenomeni culturali e socio-economici dell'età contemporanea, visto nei suoi aspetti più specifici: la progettazione, la produzione, il consumo e la vendita.

Di Nolfo, E., Dagli imperi militari agli imperi tecnologici. La politica internazionale nel XX secolo, «Storia e Società», pp. 428, ril., E 30,00

Nel XX secolo solo le superpotenze hanno la forza di definirie le regole e la prassi del sistema internazionale. Due i protagonisti storici: gli Stati Uniti, con la forza di un capitale finanziario che influenza le relazioni globali, e l'Unione Sovietica, promotrice di un'ideologia altrettanto globalizzante. È nello scontro fra modelli di sviluppo, oltre che in quello della potenza militare, che si gioca la vita internazionale del dopoguerra: fra un'idea occidentale diretta alla realizzazione di società compiutamente aperte e pluraliste e le forze che a questo progetto si sono opposte. La capacità di affrontare i problemi della modernizzazione tecnologica sarà la chiave del successo americano. Ma il ruolo di leader solitario sta esponendo l'unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti, a tutte le fragilità e alle minacce generate dal mondo unificato. Un'analisi originale della situazione politica attuale sullo sfondo del secolo alle nostre spalle.

Filoramo, G. - Menozzi, D. (a cura di), Storia del Cristianesimo, «Economica Laterza», vol. I. L'antichità pp. 482, E 9,50; vol. II. Il medioevo, pp. 338, E 9,50; vol. III. L'età moderna, pp. 546, E 9,50; vol. IV. L'età contemporanea, pp. 420, E 9,50

La millenaria vicenda cristiana costituisce un dato ineliminabile del nostro patrimonio storico e culturale. Si può guardare a essa in una prospettiva storica sensibile al contributo decisivo che il cristianesimo ha fornito alla formazione di un’Europa cristiana. La si può accostare in un’ottica sensibile alla situazione religiosa attuale, in cui i valori cristiani paiono sempre più emarginati. O si può anche decidere di avvicinarsi a questa storia, così complessa e affascinante, nella prospettiva del credente desideroso di approfondire le radici della propria fede. A tale insieme di esigenze e interrogativi risponde la Storia del cristianesimo.

Frabboni, F. Il curricolo, «Manuali Laterza», serie: «Professione scuola», pp. 148, E 15,00

Il volume fornisce agli insegnanti (anche attraverso un ricco repertorio di schede operative) glì strumenti pedagogico-didattici per poter progettare e costruire il triangolo curricolare della scuola dell'autonomia: il curricolo di istituto (compito del collegio dei docenti), il curricolo di classe (compito dei docenti della classe) e il curricolo disciplinare (compito del docente titolare della materia di insegnamento).

Ignazi, P., Il potere dei partiti. La politica in Italia dagli anni Sessanta a oggi, «Storia e Società», pp. 252, E 18,00

I partiti sono stati, e sono tuttora, il cuore della politica italiana. Cresciuti impetuosamente alla fine della guerra nell’euforia della democratizzazione, a partire dagli anni Sessanta i partiti hanno consolidato la loro presenza nella società. E da allora hanno mantenuto salde le leve del comando nonostante si stessero erodendo le basi strutturali del consenso, in particolare quello di classe e religioso, e si stesse allargando il fossato con la società civile. La lunga stasi è durata fino ai primi anni Novanta. Nell’ultimo decennio tutto è cambiato. Partiti antichi e gloriosi si sono inabissati (Dc e Psi), altri si sono trasformati radicalmente (Pci e Msi), altri ancora sono nati ex-novo (Lega e Forza Italia). Questo volume offre un’analisi dettagliata dello sviluppo sia dei singoli partiti, nessuno escluso, che delle interazioni tra di loro a partire dagli anni Sessanta fino alle ultime elezioni politiche sullo sfondo di una società sempre più disincantata e distaccata ma ancora permeata del loro potere.

Martinelli, A. - Chiesi, A.M., La società italiana, «Manuali Laterza», pp. 310, E 22,00

L’Italia è un paese moderno? In che modo e in che misura? Quali sono le principali differenze e somiglianze rispetto agli altri paesi occidentali e in particolare ai partner europei? Una panoramica complessiva della società italiana degli ultimi cinquant’anni letta attraverso le trasformazioni del lavoro, della famiglia, della scuola, della cultura, delle istituzioni e del sistema politico. >

Mastrolilli, P., Hackers. I ribelli digitali, pref. di G. Riotta, «Economica Laterza», pp. 248, E 7,50

El Zorro è stato per anni un pirata della rete, tra i più abili: oggi lavora ai sistemi d’informatica e sicurezza per una grande società. Emmanuel Goldstein è una guida carismatica degli hackers che oggi combatte contro le majors del cinema, per la libera diffusione su Internet dei codici DVD. Le loro storie emblematiche, raccontate in presa diretta, ci portano in un viaggio al confine tra reale e virtuale, nei territori della nuova era planetaria.

Montroni, G., La società italiana dall'unificazione alla Grande Guerra, «Quadrante Laterza», pp. 212, E 19,00

«Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani», diceva Massimo D’Azeglio. «Fatta l’Italia...». Ecco il problema: l’Italia non esisteva ancora. La nuova unità, nata nel 1860 sulle ceneri degli antichi regimi, doveva ancora edificare molti degli strumenti essenziali per la vita economica e civile. Il libro ripercorre alcuni dei passaggi più significativi di questa ‘impresa’ e ricostruisce come l’Italia immaginata dai ‘padri della patria’ divenne, tra incertezze e delusioni, un paese reale.

Pinto Minerva, F., L'intercultura, «Manuali Laterza», serie: «Professione scuola», pp. 156, E 15,00

La società contemporanea è esposta oggi ad una doppia possibilità: quella dell'incontro, ma anche quella del conflitto distruttivo tra popoli, culture e valori. Il volume intende fornire spunti di analisi e di progettazione pedagogica e didattica nell'ottica dei ruolo che la formazione e la scuola hanno rispetto alla costruzione di pensieri e di personalità capaci e disponibili a relativizzare i propri punti di vista. Capaci, cioè, di incontrarsi e di confrontarsi costruttivamente con le mille differenze (etniche, linguistiche, cognitive e di valori) che contrassegnano la contemporaneità. In tal senso, il volume propone alcune ipotesi di riprogettazione del contesto scolastico e di riscrittura dei curricoli disciplinari, in prospettiva di una formazione autenticamente interculturale

Rossi, B. B., Pedagogia degli affetti, «Manuali Laterza», serie: «Professione scuola», pp. 160, E 15,00

Nella scuola spesso gli affetti sono stati ignorati, censurati, sprecati, sopiti e non accreditati come forze in grado di caratterizzare il conoscere, il volere, il sentire, il convivere, l'apprendere dell'alunno. Il volume esamina il singolare contributo che la scuola è in grado di offrire all'impresa della formazione affettiva. Vi si propongono e si discutono ragioni culturali, principi pedagogici, traguardi educativi, esperienze formative, vissuti, orientamenti metodologici complessivamente destinati, oltre che a disegnare una differente organizzazione della vita scolastica, a configurare un progetto finalizzato alla conquista da parte dell'alunno di un'affettività consapevole e autonoma, rispettosa e responsabile.

Longanesi

Luni Editrice

Marsilio

Gianni Alemanno, Intervista sulla destra sociale, a cura di Angelo Mellone, introduzione di Giano Accade, Gli specchi, pp. 144, E 11, 00

“Destra sociale” è una formula entrata nel lessico comune di giornalisti e
studiosi per indicare non più solo una componente di Alleanza nazionale, ma un più vasto arcipelago politico e culturale che si riconosce nell’idea di una destra non liberista. Quali sono le sue coordinate di pensiero e il suo progetto politico? A tale domanda risponde questo libro che, per bocca di uno dei suoi principali esponenti, fa il punto su ciò che la destra sociale esprime nel panorama politico italiano, attraverso l’analisi dei suoi presupposti culturali ed esistenziali, delle sue radici storiche e delle posizioni sui grandi temi sociali e politici della contemporaneità. Dall’idea di democrazia vista da destra al “rischio tecnocratico”, dalla riforma dello Stato sociale al mercato del lavoro, dall’identità nazionale alla globalizzazione, dal confronto sui temi etici alle ipotesi sul futuro europeo del centrodestra, la destra sociale emerge come una formula politica in grado di offrire un contributo originale al dibattito politico contemporaneo. Uno strumento di approfondimento utile per operatori dell’informazione e ricercatori, e per tutti quanti siano desiderosi di saperne di più sulla destra italiana.


Alfonso Berardinelli, La forma del saggio. Definizione e attualità di un genere letterario, Biblioteca, pp. 256, E 19,50

Anche se non ce ne ricordiamo, la saggistica è un genere letterario fondamentale. Tutti sanno che Francesco De Sanctis, cioè un critico letterario, è con Manzoni, Leopardi, e Verga uno dei maggiori scrittori dell’Ottocento italiano. Nel corso del Novecento, poi, la riflessione critica, il commento, il reportage, la polemica culturale e politica hanno occupato sempre più spazio. La crescita di istituzioni pubbliche come il giornalismo e l’università hanno d’altra parte incrementato la produzione di saggistica fino a far dimenticare che scrivere un saggio richiede non solo competenze specifiche ma anche un talento letterario e una tecnica formale adeguata.Questo libro affronta il problema di che cos’è precisamente la forma stilistica del saggio e di quale funzione centrale questa forma ha svolto nella letteratura moderna. Senza i loro scritti saggistici, autobiografici e critici, anche autori come Eliot, Montale, Saba, Pasolini, Calvino o Naipaul non avrebbero l’importanza che hanno per noi. Partendo dalla storia e dalla teoria, Berardinelli ci offre un panorama, una mappa, una guida ragionata, esauriente e appassionante per orientarci nella cultura letteraria contemporanea.


Sandro Bernardi, Il paesaggio nel cinema italiano, Biblioteca, pp. 228 con ill. b/n, E 19,50

La prima parte di questo libro descrive la funzione trasgressiva che il paesaggio ha spesso avuto nel cinema, e in particolare in quello italiano, tanto da farne una delle esperienze più interessanti dell’arte del Novecento. Non si tratta solo di estetica, ma anche di etica, perché imparare a guardare è una tappa importante nella conoscenza di noi stessi, del nostro mondo e dei nostri limiti. Lo studio di alcuni film di Antonioni, nella seconda parte del volume, tende a mettere in luce questa duplice valenza del paesaggio.


Giuseppe Cassieri, Homo Felix, Farfalle, pp. 192, E 13,00

Il romanzo muove da un evento quanto mai verosimile: un Tir che precipita su una baia tirrenica l’11 agosto del 1999, nell’ora mitizzata dell’eclissi. Una sciagura da cui si salva, ancorché malridotto, colui che narra: Samuele, dimezzato autore di telefiction, mentre la statuaria compagna dalmata giace ai confini della vita e della morte. Costretto dalle necessità quotidiane a inventarsi mestieri complementari, Samuele dice sì a un lavoro a termine che gli offre un ex compagno di liceo, il conterraneo abruzzese Felice Gaudioso, rampante fortunatissimo e affermato analista finanziario nel cuore di Londra. Geniale, ricco, cinico, Felice si scopre d’un tratto vittima del mal du pays, un malessere di natura arcaica pressoché inconcepibile nel circuito degli interessi metropolitani che modellano la sua esistenza. Da qui, il bisogno di recuperare un legame affettivo col microcosmo d’origine e progettare, nel ruolo di investitore no-profit, un radicale mutamento dell’antico borgo montano, a partire dal vituperevole toponimo...Obbligatorio tacere lo sbocco delle vicende che interferiscono sotto l’occhio - parrebbe - del Caso, sempre un po’ perfido nel suo ruolo “romanzesco”. Sferzante e appassionato, Homo Felix è forse il libro che meglio esprime l’estro speculativo di Cassieri e le inquietudini che derivano dalle vincenti idolatrie dei nostri giorni.

Giuliano da Empoli, Overdose. La società dell’informazione eccessiva, I grilli, pp. 112 , E 9,00

In questo libro, Giuliano da Empoli analizza la società dell’informazione eccessiva, tracciando il quadro delle cause e, soprattutto, delle conseguenze dell’overdose cognitiva. Un problema che, dopo l’11 settembre 2001, è diventato addirittura vitale, se si pensa che la Cia aveva a disposizione tutti i dati necessari per prevenire la tragedia di New York, ma non ha potuto farlo, proprio perché nessuno è riuscito ad estrarre gli elementi utili dal gigantesco calderone di informazioni irrilevanti nel quale erano immersi.

Sabrina Gioda, L’odore del silenzio, Farfalle, pp. 184, E 13,00

Una strada, una macchina, un pacchetto di mentine che cade a terra e, per un gesto compiuto sovrappensiero, la vita di due uomini inverte improvvisamente la propria marcia. Mentre sta guidando, nauseato come sempre dall’inizio del nuovo giorno, Marco si distrae per un istante e allontana lo sguardo dalla strada. Investe un bambino. È un rumore attutito, niente di più, un tonfo debole, un suono secco che dopo pochi secondi comincia a dilatarsi nel suo cervello e gli fa toccare la morte, costringendolo a calarsi nel mezzo del silenzio che d’un tratto con il suo odore è dovunque. L’incidente cambia radicalmente il suo rapporto con la vita e le persone che gli sono vicino: Marco per la prima volta deve fermarsi e imparare a mettersi in discussione. Intanto, lo stesso drammatico episodio porta Sergio, forse padre di un figlio che non c’è più, a risvegliarsi bruscamente dal proprio torpore per ritrovarsi di nuovo immerso nella vita, improvvisamente ricca, a portata di mano. Un tragico caso che fa sì che Marco e Sergio s’incontrino, anche se per poco, rivoluzionando tutte le loro prospettive. Intorno, e dentro di loro, scoppia un silenzio minaccioso, che ha quasi spessore fisico, un odore che li avvolge totalmente e che ognuno di loro percepisce e respira a modo suo, fino in fondo, quasi a volerne sentire il sapore.


Stefano Lorenzetto, Italiani per bene. Venticinque storie esemplari, Gli specchi, pp. 304, E 15,00

La legge del bene e del male è scritta fin dalla nascita in ciascun individuo? Oppure sono la cultura, l’educazione, le buone maniere a impedire all’uomo di prevaricare, di delinquere, di uccidere? Stefano Lorenzetto ha girato il Belpaese alla ricerca degli italiani che fanno il bene per il bene, indipendentemente dalla professione, dallo stato sociale, dal credo religioso. Ne sono uscite venticinque storie esemplari: dall’imprenditore di Varese che assume soltanto dipendenti down alla mamma di Torino che realizza i desideri impossibili dei bambini gravemente malati; dallo scienziato di Siena che ha perso l’unico figlio e ora fa da padre ai ragazzi senza famiglia, al medico di Parma che cura gli hanseniani nel lebbrosario genovese. Un’“altra” Italia che, nella quotidiana alluvione di cattive notizie, fatica a emergere, perché il bene non fa quasi mai notizia, giornali e televisione non se ne occupano, viene considerato tedioso. «Nel bene non c’è romanzo», è la frase che Enzo Biagi ripete spesso a Lorenzetto. L’autore ha cercato di dimostrare il contrario e qui ci consegna proprio il “romanzo del bene”.

Mondadori

Neri Pozza

Leo S. Olschki

Passigli Editore

Valerio Varesi, Il ceneclub del mistero, Passigli, 2002, pp. 2400, £. 380.000 "Il cineclub del mistero" (Passigli editore), terza prova narativa di Valerio Varesi, è un thriller d'atmosfera ambientato nella nebbiosa provincia padana dove è di casa il commissario Soneri, inquirente solitario con un debole per la buona tavola. Questa volta si trova alle prese con uno stranissimo delitto compiuto in un cineclub d'essai in cui proiettano film gialli e polizieschi la cui programmazione è gestita da un circolo di cinefili amanti del genere. 

Un delitto che all'apparenza assomiglia a una morte naturale ma che tale non è per un piccolo particolare che solo un acuto osservatore smaliziato poteva cogliere. Inizia così un'indagine rompicapo tra reticenze, gelosie, giochi di potere e vecchi rancori che si dipanano nel corso della trama fino alla soluzione finale.

Assieme a Soneri, protagonista del romanzo è il rapporto tra realtà e finzione. Tra il delitto vero in platea e quelli fittizi che vengono proiettati sullo schermo del piccolo cinema scalcinato. Il tutto contornato da strani personaggi. Un'avvocatessa dai modi spicci che flirta col commissario, un'accolita di aspiranti detectives, un operatore di macchina che lancia strani segnali, una donna fatale e ipocrita e un antiquario che condivide con Soneri la passione per la cucina.

Riccardo Ricciardi Editore

Baldassarre Castiglione, Lettere, a cura di A. Stella e U. Morando, Tre volumi di complessive, pp. 2400, £. 380.000 La prima edizione integrale dell’epistolario di uno dei maggiori autori del Rinascimento italiano. Ben 1323 lettere della corrispondenza fra Castiglione e i grandi della Terra vengono riprodotte in edizione critica e ampiamente commentati.
Poeti lirici, burleschi e didascalici del Cinquecento, a cura di G. Gorni, M. Danzi e S. Longhi, Letteratura italiana. Storia e testi, pp. 1100, £. 160.000 Un libro atteso da oltre dieci anni che offre la più minuziosa sistemazione del Cinquecento poetico italiano, da cui emergono, con particolar rilievo le figure di Pietro Bembo e Francesco Berni, senza tuttavia dimenticare esponenti della scena letteraria più appartati ma importantissimi, quale ad esempio Michelangelo.

Rizzoli

Luciano Canfora, Noi e gli antichi. Perché lo studio dei greci e dei romani giova all’intelligenza dei moderni, Saggi, pp. 160, E 14,00

Capire ciò che ci unisce e ciò che ci divide dagli antichi per capire meglio la nostra cultura. Un nuovo, brillante libro del più provocatorio studioso italiano del mondo classico.
La democrazia ateniese era un regime nel quale non possiamo riconoscerci: era fondato sull’esclusione, non solo degli schiavi, ma di tutti coloro che, non essendo cittadini, non avevano il diritto di partecipare alle decisioni. Eppure, quel modello ha avuto per secoli un’influenza fondamentale sulla politica dei moderni, e ha rappresentato e tuttora rappresenta un ideale fecondo e positivo. È l’esempio perfetto del duplice atteggiamento che richiede lo studio del mondo classico: dobbiamo essere consapevoli delle differenze tra noi e gli antichi, perché altrimenti fraintenderemmo il loro mondo; e insieme dobbiamo riconoscere l’influenza profonda degli antichi sul nostro mondo.
È questo il metodo che ha sempre seguito Luciano Canfora, forse lo studioso dei classici più presente nel dibattito culturale italiano. E i saggi scritti per questo volume sono unificati da un’idea di fondo: conoscere la lingua, la storia, il pensiero, la cultura dei greci e dei romani significa imparare qualcosa di fondamentale su di noi. In questo senso “tutta la storia è contemporanea”: perché non possiamo mai “liberarci” dal peso (e dai frutti) del passato.

Alessandra Cenni, In riva alla vita, Antonia Pozzi: vita breve di una poetessa, Saggi, pp. 260, E 16,00

La prima biografia di una delle voci femminili più intense del novecento, paragonabile per grandezza e destino a Sylvia Plath: passioni e tragedie di una poetessa e di una straordinaria generazione di intellettuali nella milano degli anni trenta. La breve vita di Antonia Pozzi, nata a Milano nel 1912 e morta suicida a soli ventisei anni, fu consumata da una bruciante ricerca dell’assoluto: l’assoluto della poesia (le sue liriche uscirono postume con l’ammirata prefazione di Montale) e l’assoluto di una passione d’amore senza compromessi, alla quale nessuno, degli uomini di volta in volta amanti, seppe corrispondere. In questa biografia, Alessandra Cenni solleva per la prima volta il velo di reticenza e di mistero che ha avvolto finora la vita di Antonia e scava con sensibilità e partecipazione nella sua personalità tormentata.

Roberto Levi, Le trasmissioni TV che hanno fatto (o no) l’Italia. Da “Lascia o raddoppia?” al “Grande fratello”, Varia, pp. 220, E 8,90

Il 2 giugno 1953 in Inghilterra fu celebrata l’incoronazione di Elisabetta II regina di Gran Bretagna, In questo libro Roberto Levi, critico televisivo de “il Giornale”, fa una rassegna e la storia delle più famose trasmissioni che Nostra Signora Televisione (pubblica e privata) ci ha fatto vedere dalle origini a oggi: da Lascia o raddoppia? (che riuscì a paralizzare l’Italia) alle grandi stagioni teatrali; dai telegiornali e rotocalchi televisivi a Striscia la notizia; dalle grandi inchieste d’autore ai talk show; dai varietà con le ballerine costrette a indossare castissime calze in lana a Drive in; dai grandi sceneggiatori televisivi (come Il mulino del Po) alle fiction e alle soap operas; dalla televisione realtà alla realtà virtuale del Grande fratello. Di ogni trasmissione presa in esame sarà inoltre data una scheda sintetica che ne riassume la storia. Insomma un libro per gli appassionati di televisione ma anche per coloro che vogliono capire perché e come mai in questo ultimo mezzo secolo, nel bene e nel male, l’Italia è diventata un Paese “nuovo e diverso”.

Silvia Magi, Tutto quello che mi sta a cuore, Sintonie, pp. 160, E 12,50

Un coro di voci femminili si alternano per raccontare il senso d’inquietudine e di colpa, memorie e sogni ad occhi aperti, in nitidi e fulminanti microracconti. Chi prende la parola nei fulminanti racconti di Silvia Magi sono sempre giovani donne destinate a fare i conti con la propria esistenza, la fine di un’amicizia, una storia d’amore che va a rotoli, il ricordo di essere state insidiate da adolescenti da uno zio niente affatto raccomandabile e di cui solo ora, nell’età adulta, si sa tracciare un ritratto certo, in un bilancio amaro. L’autrice modula le sue storie, brevissime e intense, sul registro di un realismo “deviato”, “strabico”, che guarda alla prosa di quel giovane maestro della narrativa che è Claudio Piersanti di L’amore degli adulti e Luisa e il silenzio, sapendo infliggere ai racconti il giusto colpo di frusta, l’inaspettato contraccolpo che dentro una prosa di prim’ordine, nitida e sicura dei propri mezzi, ben sa evocare il senso oscuro di minaccia, peso e colpa che incombe sulle esistenze dei personaggi, le loro abitazioni e suppellettili, l’aura di memorie e sogni ad occhi aperti che paiono in ogni cosa custodite.

Donatella Marazziti, La natura dell’amore. Capire i meccanismi dei sentimenti per liberarsi dalla sofferenza, Saggi, pp. 260, E 16,00

Un’indagine scientifica alla scoperta di ciò che avviene nel nostro cervello e nel nostro corpo quando ci innamoriamo.Un manuale per guarire l’amore malato. Qual è l’origine del “mal d’amore”? Perché l’amore è così spesso causa di sofferenza? Perché ci sono persone che non riescono ad amare, e persone che passano da un’infatuazione all’altra? Perché alcuni si attaccano ossessivamente alla persona amata, o si rifiutano di accettare la fine di una relazione, mentre altri non sanno andare oltre un legame superficiale? Questi comportamenti dipendono dall’ambiente o dalla storia psicologica di ciascuno, oppure esistono cause biologiche, che vanno ricercate nella fisiologia del cervello? Il “mal d’amore” può essere “curato” con le stesse terapie di malattie come la depressione? A tutte queste domande risponde il libro innovativo di Donatella Marazziti, che ci giuda attraverso le ultime scoperte delle neuroscienze per illustrare la biologia dell’amore e mostrare i meccanismi molecolari nelle varie parti del cervello che sono coinvolti nei nostri sentimenti. E in tutti i casi in cui i disturbi sono provocati da disfunzioni chimiche, è possibile intervenire, con le opportune terapie, per guarire l’“amore malato”.

Indro Montanelli, Soltanto un giornalista. Testimonianza resa a Tiziana Abate, Saggi, pp. 340, E 18,00

Negli ultimi quattro anni della sua vita Montanelli si incontrò spesso con la giovane giornalista Tiziana Abate. Dalle loro lunghe conversazioni, interrotte dalla morte lo scorso 23 luglio, nasce oggi una insperata testimonianza. È quanto di più vicino a un’autobiografia di Montanelli potremo mai sperare di avere. L’autore racconta: dalla giovanile adesione al fascismo alla Resistenza, alla condanna a morte e alla fuga da San Vittore; dalla rivolta di Budapest del 1956 agli anni Novanta in Italia. Nei ricordi di Montanelli sfilano testate, luoghi e personaggi di una ineguagliata carriera giornalistica: Giovanni Ansaldo, Leo Longanesi, Curzio Maltese, Luigi Albertini, Dino Buzzati, Giovanni Spadolini, fino ai colleghi e agli avversari di oggi. Compare nel libro anche la ricostruzione inedita delle battaglie combattute da Montanelli per la sua libertà professionale e di uomo: con Giulia Maria Crespi (al “Corriere”) e con Silvio Berlusconi (al “Giornale”).

Tommaso Padoa-Schioppa, Dodici settembre: il mondo non è al punto zero, Saggi, 300, E 16,50
Gli attentati dell’11 settembre e anche, per certi versi, le violente dimostrazioni di Göteborg e Genova contro la globalizzazione sono i sintomi di una malattia di cui soffre il mondo: una malattia che Padoa-Schioppa – prestigioso economista e rappresentante italiano nel direttorio della Banca Centrale Europea – definisce “il contrasto tra ciò in cui il mondo è già unito e ciò in cui è diviso. Unito negli scambi economici e finanziari, nel rischio climatico, nel pericolo nucleare, nella minaccia che la vita scompaia dal pianeta; diviso dalla rivalità tra paesi, dai divari delle condizioni di vita, dall’assenza di strumenti per impedire il degenerare dei conflitti economici, politici e religiosi”. La terapia può essere una sola: lo sforzo affinché l’intero mondo sia unito “in pace e libertà, benessere e giustizia”. È un lungo cammino, ma molti passi sono già stati compiuti. L’obiettivo può essere raggiunto solo con una decisa azione politica per sostituire, con un equo governo mondiale, il regno del diritto alla legge del più forte. È questo, per Padoa-Schioppa, il compito dell’umanità (e in particolare dei giovani) del XXI secolo.

Goffredo Parise, Arsenico, con una nota di Andrea Zanzotto, I Libri di Parise, pp. 100, E 11,00

“La realtà era dolore per Arsenio: talvolta, svuotata di tutti i significati, tra gli infiniti possibili, cessava perfino di esistere.” Inizia così questo racconto di Goffredo Parise, riproposto oggi nella collana dei Libri di Parise, a quindici anni dalla sua prima edizione, un testo che si distingue per l’estrema attualità di temi e umori, di percorsi linguistici e istantanee critiche della società. Uno stile deflagrante si abbatte sul lettore, lo lascia nudo di fronte al testo, scottato e allo stesso tempo divertito da un’ironia caustica che non risparmia niente e nessuno. Lasciato incompiuto dall’autore, che voleva farne un romanzo, Arsenico racchiude in sé la complessità, l’acume e lo stile che fanno di Parise uno dei più importanti narratori del novecento italiano. Arsenico, il cui nome (Arsenio) è preso in prestito da una poesia di Montale, è stato definito da Andrea Zanzotto “un testo rivelatore, centrale. Sia per i temi toccati, sia per il continuo incresparsi […] della sintassi e nell’impennatura del lessico, sia per la forza di un flusso che investe fin dall’inizio l’elaborazione stilistica”.

Ermanno Rea, La dismissione, La Scala, pp. 320, E 16,00 – L. 30.980

Il racconto di una passione tra un uomo e una macchina in un romanzo che rinnova la scommessa con l’impegno. Sullo sfondo di una Napoli in via d’estinzione Ermanno Rea conferma la sua vocazione al romanzo d’impegno civile e avvince il lettore con una storia dove l’indagine sociologica intorno a una grande industria si fonde con l’analisi psicologica di un individuo che tenta in tutti i modi di sopravvivere a una nevrosi. Smontare l’impianto dell’Ilva a regola d’arte prima che giungano gli acquirenti cinesi che si porteranno via “la fabbrica” a pezzi, è infatti il pensiero che ossessiona Vincenzo Bonocore, operaio elevato a tecnico, chiamato a realizzare lo smantellamento dell’acciaieria di Bagnoli. E così l’io narrante, l’interlocutore che raccoglie la confessione di Bonocore, a metà tra l’amico e l’intervistatore, traccia la storia della vita di un uomo che non può disgiungere il proprio destino da quello della fabbrica in cui ha da sempre lavorato.

Carlo Scognamiglio Pasini, La guerra del Kosovo. L’Italia, i Balcani e lo scacchiere strategico mondiale, Saggi, pp. 300, E 19,00 – L. 36.789

Per oltre quarant’anni, gli italiani e in generale gli europei si erano illusi che la guerra fosse una tragedia del passato, o comunque lontana dall’esperienza quotidiana. Ma prima la guerra del Golfo nel 1991, poi quelle nei Balcani, e in particolare quella del Kosovo nel 1999, e oggi l’intervento in Afghanistan, dopo l’attacco terroristico agli Stati Uniti, hanno cancellato questa illusione. La guerra ci riguarda da vicino, soldati italiani la combattono. Da questo punto di vista, l’intervento nel Kosovo ha avuto un rilievo decisivo.Carlo Scognamiglio Pasini era ministro della difesa quando l’Italia accettò di partecipare alle operazioni militari della Nato. La sua cronaca, basata sulle annotazioni del suo diario e sulle informazioni di prima mano a cui aveva accesso, è il miglior resoconto possibile di una stagione delicatissima della politica estera italiana. E le riflessioni sull’Occidente, sulla globalizzazione e sulle radici dell’odio etnico e religioso sono utili anche per illuminare la guerra presente, e il futuro che ci attende.

Clara Sereni, Passami il sale, La Scala, pp. 260, E 16,00

Dopo il celebrato e amatissimo casalinghitudine, il ritorno di clara sereni ad un romanzo sull’impegno dove il cibo è questa volta una sorta di fil rouge in negativo. Dal cuore pulsante della provincia italiana storie di vita, di affari e di politica raccontate con voce di protagonista: vicesindaco di Perugia dal 1995 al ’97, esponente di una società civile alternativamente blandita e irrisa, Clara Sereni narra i ritmi stravolti, le giornate consumate tra incredibili acrobazie per conciliare i molti doveri. Prende il via dal laboratorio dell’esperienza il racconto che cresce fino a farsi gioco dell’invenzione.Passami il sale è un romanzo che può essere letto, dopo il fortunato Casalinghitudine, capostipite quasi di un genere letterario, come la storia della scommessa di una donna con se stessa e i propri ideali scandita, tra surgelati e microonde, dal rito questa volta celebrato più che altro in assenza del cibo.

Vittorio Sermonti, Verdi spiegato al popolo, Saggi, pp. 96, E 10,00 – L. 19.363

In questo libro scintillante, profondo e travolgente, Vittorio Sermonti “spiega al popolo” tutte le opere di Verdi, da Oberto, conte di San Bonifacio del 1839 a Falstaff del 1893. Nella quindicina di pagine dedicate a ciascun titolo, Sermonti riesce a concentrare il racconto della trama, l’analisi dei personaggi, la sottolineatura delle bellezze musicali, i riferimenti alla vita o alle lettere di Verdi, gli accenni alle vicende del libretto e alle sue fonti, le notizie sulle prime esecuzioni e sui cantanti, le annotazioni storiche sull’Italia del Risorgimento, con uno stile raffinato e trascinante che accoglie parole, frasi e costrutti del libretto, con effetti umoristici e non di rado francamente comici.

Sonzogno

Alfredo Castelli e Andrea Carlo Cappi, Martin mystère – l’occhio sinistro di rama, Collana Romanzi, pp. 340; E 15,90

Finalmente in un romanzo le origini, i segreti, la prima avventura inedita dei personaggi di uno dei fumetti italiani più letti nel mondo. Con questo romanzo Sonzogno festeggia il ventennale del “detective dell’impossibile”.Quattro secoli or sono, un gruppo di conquistadores spagnoli scoprì una misteriosa camera sotterranea , costruita da una civiltà perduta, portando alla luce un segreto vecchio di millenni…
1982: il professor Martin Mystère, archeologo e antropologo, sta indagando sulle tracce di due antichissime civiltà, Atlantide e Mu, distruttesi a vicenda in uno spaventoso conflitto globale. Quando un delitto “impossibile” viene commesso a New York, Martin è l’unico a intuire che qualcuno deve avere ritrovate le armi tecnologicamente avanzate di Mu e se ne sta servendo per un’oscura trama internazionale. Da una caccia serrata nelle strade della metropoli a una sfida mortale su un’isola sacra in Nicaragua, fino a una corsa contro il tempo alle Nazioni Unite, Martin dovrò fermare un gruppo di uomini decisi a cambiare irrimediabilmente il corso della storia.

Maura Parolini, Magie d’amore, Collana Varia, pp. 192; E 14,50

Per conquistare l’uomo del cuore e liberarsi degli scocciatori. Riti, formule magiche, meditazioni, talismani, incantesimi e altro per aiutare ogni donna a trovare l’amore e a viverlo in modo felice. Dopo una breve introduzione sulla magia in generale, sugli strumenti necessari e sui tempi giusti durante i quali praticare i rituali, si passa alle “ricette” vere e proprie: magie per allontanare la solitudine; magie per incontrare il Principe Azzurro; magie per far funzionare il rapporto; magie per riparare una crisi; magie per farlo tornare; magie per liberarsi di un uomo che non si vuole più e molte altre ancora.

Sperling Paperback

Thea

Teseo Editore
(Contatti: enr@vizzavi.it Editore: teseoeditore@alfanet.it Distribuzione: rinascita.roma@inbox.ilink.it)

Franco Sellerà, La fisica tra paradossi e realtà, Progedit, pp. 200, con ill., Euro 18,08 – L. 35.000 Dopo il 1927 Einstein, Planck, Schrödinger e de Broglie difesero il realismo scientifico contro Bohr, Heisenberg, Pauli e Born che negavano la realtà causale dei fenomeni atomici. Lo scontro continua ai giorni nostri fra i seguaci delle due tendenze. Questo libro dimostra che i paradossi della meccanica quantistica nascono da scelte filosofiche arbitrarie e innaturali.
Giorgio Nebbia, Risorse, merci e ambiente, Progedit, pp.176, Euro 12,91 L. 24. 99 In un mondo che sembra sempre più virtuale, la vita economica, così come quella individuale, richiede crescenti quantità di materiali che possono essere estratti solo dalle riserve, grandi ma non infinite, della natura; materiali trasformati, con il lavoro umano e con la tecnica, in oggetti e
merci che, dopo l'uso, ritornano nei corpi riceventi naturali peggiorando la qualità dell'aria e delle acque. possibile correggere una economia e una tecnica che permettono a un quarto dell'umanità di soddisfare i propri esagerati e frivoli consumi, impoverendo e contaminando la natura, mentre gli altri tre quarti dell'umanità non hanno sufficiente cibo e acqua e energia né condizioni di vita dignitose? A questa domanda cercano di rispondere i saggi raccolti nel volume.

Unicopli

Gianni Biondillo, Pasolini il corpo della città, presentazione di Vincenzo Consolo, con 6 fotografie dell'associazione "Fondo Pier Paolo Pasolini". Pier Paolo Pasolini fu autore "senza dialetto" e "senza casa". Studiare le sue opere significa inseguire il suo itinerario umano alla ricerca di una lingua con cui esprimersi ed un paesaggio dove radicarsi. Dal Friuli della sua mitica gioventù alla Roma suburbana non ancora violentata dall'omologazione capitalista. Per poi, a "genocidio" avvenuto, fuggire, disperdere il centro, verso nuovi suoni, volti, corpi, luoghi: quelli (ma per quanto ancora?) incontaminati del terzo e quarto mondo. Gli itinerari (poetici, cinematografici, polemici, artistici) pasoliniani restano i più disperatamente e rabbiosamente coerenti che la letteratura del Novecento ha saputo consegnarci. Questo libro cerca di ricostruirne la mappa.
Fabio Gambero, Dalla parte degli editori. Interviste sul lavoro editoriale, Modernistica, pp. 231, _ 14, 98 – L. 58.000 Come si fanno i libri? Ma soprattutto perché e per chi si fanno? Dalla parte degli editori propone una serie di interviste nelle quali un buon numero di editori di vario tipo (Spagnol, Ferrari, Mauri, Laterza, Bo, Turchetta, De Michelis, Zapparoli, Ferri, Vigini) e alcuni osservatori esterni (Eco, Spinazzola, Chartier, Vescovi) affrontano e discutono l’evoluzione recente della nostra imprenditoria libraria, facendone emergere tendenze, prospettive e nodi irrisolti. Il risultato è un panorama composito di opinioni e esperienze, che permette di comprendere meglio la complessità della questione editoriale, con le sue difficoltà e le sue sfide. Sullo sfondo, emergono i problemi storici un sistema culturale in cui la lettura continua a non avere un ruolo adeguato.
UNA NUOVA COLLANA di EDIZIONI UNICOPLI
Le città letterarie
Con la pubblicazione dei volumi "Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho" di Alberto Giorgio Cassani e "Parigi nell'occhio di Maigret" di Marco Vitale, le Edizioni Unicopli danno vita a una nuova collana dal titolo "Le città letterarie".

Intento della collana, che pubblicherà quattro titoli l'anno, sarà di affrontare il tema del paesaggio urbano per come si manifesta e vive nelle pagine degli scrittori, dei poeti, dei narratori, nella sua duplice valenza cioè di scena architettonica e affettiva.

L'iniziativa si pone così come punto d'incontro e di riflessione tra letteratura e architettura, tra ambiti disciplinari e scritture diverse e naturalmente tra piano di realtà e immaginazione. Il volume su Barcellona - che si giova di una stimolante introduzione di Manuel Vasquez Montalban - è opera di un giovane studioso di storia dell'architettura e docente al Politecnico di Milano; mentre il volume su Parigi (con un bel ricordo simenoniano di Agnès Faganelli) è stato scritto da un poeta e traduttore letterario.

A ottobre sono usciti altri due libri della collana, sulle Città fantastiche, da Platone a Borges e Calvino; l'altro sulle utopie urbanistiche di A. Asimov.

Ad Aprile sono usciti: Pasolini. Il corpo della città di A. Biondillo e Con Bassani verso Ferrara di A. Toni.

Chi fosse interessato a scrivere un libro sul rapporto tra passeggio letteratura, può scrivere a unicopli@galactica.it

White Star
Luciano Garibaldi,
Un secolo di guerre,
White Star, Vercelli,
448 pagine, 50 euro
Il giornalista e storico Luciano Garibaldi ha scritto un libro dedicato ai momenti più drammatici che hanno caratterizzato il XX secolo: dalla Guerra dei Boeri in Sud Africa, alla Guerra del Kosovo, terminata nel 1999. La prefazione è di Wolf Blitzer , anchorman di punta della CNN. Imponente la documentazione fotografica: le drammatiche immagini sono state scovate presso le principali agenzie e gli Istituti militari di tutto il mondo. Tra esse, le più indimenticabili come la nube di gas tossico a Ypres, il miliziano spagnolo di Robert Capa, il bambino ebreo del ghetto di Varsavia, i marines a Iwo Jima, la piccola vittima del napalm in Vietnam, fino agli aironi del Golfo Persico.


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 26 feb 2004


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