«Vivo nelle emozioni e non le nascondo più. Prima, ero molto riservata e pudica…gli anni che passano mi rendono più sensibile e aperta (per fortuna) e dunque ho scritto il libro immersa nei ricordi e nelle passioni».

Dora e Renato hanno chiesto a Silvia di partecipare alla presentazione del libro di una famosa giornalista, al fine di strapparle un’intervista per il sito. Quello che segue è il suo preciso resoconto di quanto avvenuto in quel pomeriggio del 3 luglio 2001: elogi sperticati e qualche protesta. Leggete, leggete...

on appena scende le scale della Libreria Rizzoli situata in pieno centro, precisamente all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, Barbara Palombelli si siede tra Ferruccio de Bortoli (direttore de «Il Corriere della Sera») e Maria Luisa Agnese (direttrice di «Sette»), che coordina l’incontro. Saluta i suoi amici e colleghi seduti in prima fila, tra cui Fernanda Pivano (la massima esperta di letteratura americana in Italia, NdR.), Lina Sotis, (giornalista NdR) Gaetano Afeltra, un signore molto anziano, simile ad Andreotti nella postura (giornalista, NdR) e altri personaggi dai volti noti (tra cui Beppe Severgnini, giornalista NdR). Pare, comunque, che prima di entrare la Palombelli sia stata intervistata da Enzo Biagi. «Cosa chiedere di più?», è lei stessa a commentare.

Gli elogi

Maria Luisa Agnese, dopo una breve premessa sulla carriera della Palombelli, ne esalta le doti di esponente del giornalismo non schierato, sempre curioso, sempre ironico, un giornalismo che cerca di vedere anche l’altra faccia della medaglia e non quella più ovvia e banale. Dopo ciò passa il microfono (che non funziona) a Ferruccio de Bortoli, il quale prosegue nella lode al giornalismo aperto e non fazioso della Palombelli, ricordando le volte in cui la loro carriera lavorativa si é incrociata, prima all’ «Europeo», poi al «Corriere della Sera».

Novità in libreria
Ottobre 2001
La prima domanda arriva da Maria Luisa Agnese, che legge le ultime frasi del libro della Palombelli: «Alle nostre spalle, carissimi figli miei, c’è un periodo ancora tutto da rileggere». Il riferimento é chiaramente a Tangentopoli e alle vicende politiche degli ultimi anni. Rivolgendosi alla Palombelli, Maria Luisa Agnese chiede spiegazioni circa la «messa tra parentesi» di un certo modo di fare giornalismo.

Barbara Palombelli risponde: «Cosa sia successo in quegli anni, questo ancora noi non lo sappiamo. Vorrei avere sette vite per rileggere gli atti di quegli interrogatori e capire come mai alcuni personaggi siano stati così pesantemente e personalmente maltrattati. Nel nostro, che è un paese civile, un certo tipo di condotta si definisce “tortura”. La necessità di scrivere questo libro nasceva anche dal fatto che, nei confronti dei miei figli, del più grande in particolare, provavo la paura che potessero pensare che la loro madre fino a quel momento era andata in giro con la “banda bassotti” e che poi ad un certo punto erano arrivati “i buoni”, i signori illibati».

La giornalista ha poi proseguito con un tono più confidenziale e raccontando: «La mia storia familiare ha un nonno fascistissimo e uno anti-fascistissimo».

Fernanda Pivano: «Di questo libro (Diario di una mamma giornalista), vorrei parlare dopo averlo letto. Di te vorrei dire tutte le cose più carine che si possano dire. Sei la mia amica, abbiamo fatto un intervento indimenticabile a Roma, ci siamo divertite come matte».

La Pivano, poi, si distrae, deve aver sentito qualcuno bisbigliare della sua nomina a senatore e vita. Ridendo dice: «Ma cos’è questa storia del “senatore a vita”, lo sento dire spesso, stavolta è vero?»

La Agnese allora interviene per spiegare: «Alcune donne, tra cui Barbara Palombelli e Livia Turco, hanno scritto una lettera al presidente Ciampi con la proposta di nominarla senatore».

Barbara Palombelli precisa: «La lettera ha una spiegazione che deriva, oltre che dalla stima personale per Nanda, dalla necessità di ricordare: io sono una coltivatrice della memoria. Sono convinta che c’è un pezzetto di storia in ciascuno di noi ed in ogni famiglia, altrimenti non avrei raccontato la mia vita in un libro. Non so quanti ragazzi di oggi, che mangiano hamburger e bevono Coca Cola, sappiano di farlo grazie ad una signora che si è fatta arrestare dai nazisti per avere tradotto Hemingway, per avere, cioè, portato l’America in un’Italia immiserita dall’autarchia. Io credo davvero che pochi di loro sappiano questa storia e penso che sarebbe bellissimo, per questo, che Nanda avesse il riconoscimento, non solo per le sue qualità, ma proprio perché è stata la donna che ha portato l’America in Italia».

La Pivano ricambia: «Sono sicura che tu in questo libro hai fatto cose meravigliose, tu non sai fare altro che cose fantastiche; le tue pagine di giornale le so quasi a memoria, non ne perdo una, me le conservo. Non vedo l’ora di poter leggere il tuo libro e, con tutto il cuore, ti auguro che tutti possano leggerlo».

Dopo la Pivano è il turno di Lina Sotis, giornalista di «Sette»: «Hai raccontato, nelle prime pagine del libro, le tue scelte di vita: non volevi essere una di quelle donne «tutta casa, bimbetto e perline», ma una donna, una mamma, una lavoratrice. Un’altra frase, poi, mi ha molto colpito, tu scrivi: «Quelle che pensano solo alle cosette loro, agli ometti, ai vestitini e ai gioielli loro».

Barbara Palombelli: «Io credo che non si possa solo pensare a comprare cose o a farne solo per sé; questo ha influenzato per anni la politica, la religione, l’adozione e, quando scrivevo per «la Repubblica» il fatto che passassi le notti sveglia a rispondere a tutte le lettere, anche se poi ne venivano pubblicate solo cinque».

Ancora Lina Sotis: «Tu fai un bell’uso della parola “rubare”, quanto è importante nel nostro mestiere il rubare?».

La Palombelli: «Il primo a cui ho “rubato”, soprattutto tanta rassicurazione, è un grande milanese, che forse molti di voi conoscono, che si chiama Valerio Riva. Valerio è stato il capo della cultura dell’ «Espresso» per tanti anni. Ogni volta che entravo nella sua stanza, lo trovavo al telefono con personaggi famosissimi come Marquez e richiudevo subito la porta. Quando però era il momento di scrivere, Valerio riempiva un enorme cestone di carta appallottolata, dopo aver fatto duecento attacchi che non andavano bene. Valerio passava la notte più brutta della sua vita quando doveva scrivere un pezzo. Io ho rubato da lui la fine dell’ansia, perché ho pensato “Allora anche i bravi soffrono».

I primi guai

Un altro giornalista interviene, citando un passo di Diario di una mamma giornalista, (tra lui e la Palombelli non c’è molta simpatia fin da subito). L’intento della domanda sta soprattutto nello scoprire l’opinione della giornalista sulle vicende di Bettino Craxi. La Palombelli non risponde direttamente e rinvia la curiosità del giornalista al capitolo del suo libro interamente dedicato all’argomento. In seguito alla vivace reazione suscitata da questo episodio, la situazione tende a scappare di mano, ma Ferruccio de Bortoli ristabilirsce l’ordine con fermezza.

E’ poi la volta di un signore seduto tra il pubblico: «Mi piace molto la sua autenticità, della quale mi ero già fatto un’idea e che ha confermato anche in questa sede. Lei è una giornalista che va sempre a cercare ciò che sta dietro alla verità ufficiale, la domanda è questa: non sarebbe il caso che anche il giornalismo più militante facesse un po’ di sana autocritica uscendo dagli schieramenti precostituiti?»

Barbara Palombelli: «Io non sono un personaggio politico, io sono una persona, una persona che frequenta altre persone, che vuole bene ad altre persone. Se anche si appartiene ad uno schieramento politico, non è detto che non si possano provare sentimenti per coloro i quali ne sono fuori».

L’opinione di un lettore

Seguono alcune precisazioni di Ferruccio de Bortoli, che una signora piuttosto esuberante poco dopo definirà “ovvietà”. Proprio questa signora, alzando la voce dal fondo del piano interrato della Rizzoli, si scaglia contro La Palombelli e de Bortoli, ravvivando l’ambiente e generando scompiglio, fischi, approvazione, schiamazzi. Ecco qualche sua frase, per rendere l’idea del clima venutosi a creare: «Vorrei pregarvi, nel vostro mestiere, di considerare anche questa misera parte di italiani: voi siete giornalisti, quell’altro è imprenditore, lei scrive (riferendosi alla Palombelli), lui scrive, chi di voi non scrive non lo so…Poi mi stavo chiedendo, in una libreria seria, che ne facciamo di voi insieme a Cicerone, Dostoevskij…Vi prego di considerare che c’è una piccola parte di noi che non è stupida: qualcuno è laureato, qualcuno legge e studia seriamente. Invece voi vi comportate come se aveste a che fare con una massa di imbecilli, alla quale pretendete di spiegare “ovvietà”».

L’atmosfera si scalda: urla, commenti, risate. Barbara Palombelli tenta di rispondere, ma la indomita signora continua a parlarle sopra...

Si passa oltre e si offre il microfono ad una giovane donna, mamma e lavoratrice, che pone una domanda finalmente pertinente al tema del libro (intanto la temeraria signora si allontana dalla libreria, tra le risate e il brusio): «Lei parla della donna che non è solo “casa e bambini”, ma anche di quella che fa mille cose al giorno e che lavora. La domanda è: ci interessa, in Italia, una donna così?»

Barbara Palombelli: «La ringrazio moltissimo per questa domanda. Ho scritto il libro proprio per questo tipo di donna, che non solo è impegnata con la famiglia, ma anche col lavoro e alla quale io, personalmente, credo molto. Io sono una persona felice e realizzata perché sono riuscita a fare ciò che sognavo da quando avevo cinque anni, nonostante una lunghissima gavetta che ancora continua, che continua sempre. La donna di oggi che ha trent’anni è una donna che non vuole figli e che vuole lavorare anche per avere delle garanzie. Diciamoci la verità: ai tempi di mia madre e mio padre, quando una donna si sposava era garantita per tutta la vita. Adesso non è più così. Per parlare di questi argomenti, per raccontare le donne, io ho più volte lanciato la proposta di creare un sito internet dal nome “Il Branco”. Mi piacerebbe poter realizzare questo progetto. Nel mio libro mi preoccupo proprio di sostenere queste donne che, con grande fatica, cercano di tenere a galla entrambi i mestieri, di mamma e lavoratrice».

Uno sprazzo di intelligenza

Sul finire della presentazione, un distinto signore prende la parola e fa un discorso che desta un immediato interesse tra i presenti che si azzittiscono di colpo. Non si rivolge propriamente alla Palombelli, né a Ferruccio de Bortoli, ma alla categoria dei giornalisti in generale: «Io amo molto il «Corriere della Sera», lo compro tutte le mattine; poi però, dopo averlo comprato, ho il desiderio di un altro giornale e compro « la Repubblica». Alla fine faccio un’operazione di confronto e credo che questo sia il senso dello stare al centro. Non credo nella mediazione comoda dell’essere tra le parti in uno spazio astratto, ma credo nella mediazione che significa stare al centro delle cose, un centro inteso non come spazio astratto, ma come scomodità del pensiero, come difficoltà di non avere qualcuno che ti protegge, come capacità di costruirti il tuo pensiero. In questo senso credo che il problema dei figli sia una metafora, la capacità, cioè, di chi ha passato una generazione, di trovare il centro della relazione con chi certi problemi non li ha vissuti come cronaca e quindi, non avendoli vissuti come passione, non ne ha la memoria. Il giornalismo di cui abbiamo bisogno è quello che stimola il lettore a cercare il suo centro, inteso come fatica di trovare le verità, perché se è vero che la libertà non ha casa, forse neanche la verità di giudizio ha una sua casa».

Quest’intervento trova concordi molti dei presenti suscitando un lungo applauso liberatorio e di approvazione.

Risposta di Ferruccio de Bortoli: «Credo che noi non abbiamo mai cercato il centro come comodità della mediazione e molti dei nostri articoli lo dimostrano, ad esempio l’inchiesta sul lavoro minorile a cui abbiamo lavorato ora».

La conclusione spetta a Barbara Palombelli, la quale afferma: «Quello di fare la giornalista per me è il sogno di una vita, essere pagati per fare qualcosa che appassiona è bellissimo; questo è un mestiere che io non lascerò mai».

Quello che segue è l'intervista via e-mail concessa a Silvia da Barbara Palombelli.

D) Nel suo ultimo libro, Diario di una mamma giornalista scrive:”La palazzina della Mondadori in via Sicilia- un villino dei primi del Novecento - l’avevo guardata per anni dalle finestre del liceo Righi, proprio là di fronte, sognando un miracolo che allora mi sembrava impossibile” (pag.85). Cosa è più difficile da vivere interiormente: l’impazienza di un sogno da realizzare o il privilegio di un sogno realizzato?

Sono molto impaziente, ma ho imparato – negli anni – a combattere tutte le battaglie, anche quelle più difficili. Realizzare un sogno che si credeva impossibile dà energia e aiuta ad attraversare la vita…

Barbara Palombelli

D) Moravia diceva:” scrittori si può anche diventare, romanzieri si nasce”. Giornalisti si nasce o si diventa?

Si nasce e si diventa. E’ un mestiere che si può imparare. L’unica cosa che non si acquisisce, come diceva Manzoni, è il coraggio…prima qualità di un buon giornalista.

D) Dal punto di vista emotivo è stato più difficile scrivere la prima o l’ultima pagina di Diario di una mamma giornalista?

Vivo nelle emozioni e non le nascondo più. Prima, ero molto riservata e pudica…gli anni che passano mi rendono più sensibile e aperta (per fortuna) e dunque ho scritto il libro immersa nei ricordi e nelle passioni.

D) Un libro che Le ha cambiato la vita e in che modo.

Tutti i saggi di antropologia culturale di Ida Magli. Mi hanno fatto vedere il mondo com’era e non come sembrava. E lei, la Magli, come racconto nel libro, mi ha dato un aiuto decisivo verso la mia professione e verso la vita, in un momento molto difficile.

D) Un libro che avrebbe voluto scrivere.

Tutti i romanzi di Alberto Moravia, lo scrittore che amo di più.

D) Del suo ultimo libro mi ha colpito lo stile: scrive in maniera così sciolta e diretta che si ha quasi l’impressione, mentre si procede nella lettura, di poterla ascoltare come si ascolta un’amica. E’ una giusta sensazione o la spontaneità che traspare dalle sue parole è contaminata dalla consapevolezza che il libro sarà destinato ad un vasto pubblico?

Non sono una scrittrice, ma una giornalista. E allora cerco di raccontare le cose puntando nella immedesimazione del pubblico, non penso allo stile, ma alla velocità con cui sarò letta.

D) E’ soddisfatta dei suoi libri o pensa sempre, anche dopo averli terminati, che avrebbe potuto fare di meglio?

Si può sempre fare meglio.

D) Un personaggio romanzesco di cui si è innamorata.

Non mi innamoro di personaggi inventati, preferisco le persone vere.

D) Un viaggio indimenticabile che racconterebbe in un libro.

Un viaggio all’interno del proprio io, della propria anima…se avessi le capacità per farlo.

D) Il suo ultimo libro, oltre che ai suoi figli, è dedicato alle donne che: “lavorano, combattendo ancora contro mille difficoltà e mille pregiudizi, alle donne che hanno borse grandi e sempre aperte, macchine piene di impicci e tasche sfondate, scarpe comode e calze con i fili tirati” (pag.11). Un aggettivo sempre valido ed uno che, invece, non dovrebbe mai essere usato per descrivere una donna.

Coraggiose. Tutte le donne lo sono. Facile. La vita non è mai facile per noi.

D) Il nostro sito si è più volte occupato della questione della lingua in merito alla sempre più massiccia invadenza di termini stranieri nella lingua italiana attuale, parlata e scritta. Perché secondo Lei, la stampa utilizza termini stranieri (per es. “question time”, “election day”,ecc…), anche quando sarebbe opportuno utilizzare parole italiane esistenti?

Non mi scandalizzo. Preferisco le parole italiane, mi diverto a inventarne di nuove e/o trasferirne i significati in ambiti nuovi (“buonismo” è una mia creatura), ma non mi indigno per gli scambi.

A cura della Redazione Virtuale de «La Libreria di Dora»

Milano, 16.10.2001

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Novità in libreria a ottobre 2001

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Armando

Besa Editrice

BUR

Dante Alighieri, Divina Commedia. Inferno – Purgatorio – Paradiso, a cura di Davide Rondoni, I libri dello spirito cristiano, pp. 340 + 340 + 340,
£. 17.000 ogni volume
Il “Poema sacro”, il capolavoro assoluto della letteratura italiana e uno dei massimi delle letterature mondiali, presentato e commentato da una équipe di 25 studiosi. Ogni canto sarà preceduto da un’introduzione che ne chiarirà il significato, il peso nell’economia dell’opera, l’interpretazione teologica e spirituale dello stesso. Un commento che privilegerà, ovviamente, il Dante mistico, ma che non trascurerà il Dante uomo, immerso nelle vicende del suo tempo. Un’impresa editoriale che non mancherà di diventare il punto di riferimento per moltissimi studenti e studiosi.
Luigi Baldacci, Altri mondi. Cronache di narrativa straniera, Piccola Biblioteca La Scala, pp. 320, £. 35.000 Anche a questo nuovo libro si adatterebbe il sottotitolo di Pagine di critica militante come per il precedente. Ma ciò che più conta è che neppure qui Baldacci ha rinunciato a un’idea centrale. Se Novecento passato remoto puntava sullo straordinario primo trentennio del secolo scorso, questa raccolta indica nel decennio tra il Sessanta e il Settanta il momento in cui la crisi del romanzo europeo si divulgò nel nostro paese con una conseguente azione diretta sulla produzione letteraria e sulla coscienza critica. È del ’56 questa affermazione di Sartre: “Si tratta di contestare il romanzo servendosi del romanzo stesso…”, ma il romanzo ha mille vite e, come il personaggio-uomo di Debenedetti, è destinato a risorgere dalle proprie ceneri. Certo è che un’avventura intellettuale di quella portata non sarebbe rivissuta in seguito in Europa o fuori. La Francia, l’Austria, la Germania, la Russia, la Polonia, l’America, il Giappone, ora con rivelazioni pervenuteci in ritardo (Musil) ora in diretta (Robbe-Grillet e il Nouveau roman), invadono le nostre librerie, che si popolano di scrittori proibiti (Bulgakov) o anche troppo pronti a cogliere l’opportunità (Johnson), di altri abilmente adibiti a rappresentare ruoli impropri (Ivy Compton-Burnett), di altri ancora che appartengono e rispondono alla loro invenzione (Salinger o Queneau) mentre c’è ancora chi sente la crisi come un dato d’esistenza (Bellow o Mishima) prima che come problema di strutture e forme, restando fissi certi punti astrali: Céline o Beckett. Occasioni di lettura che non vogliono essere storia, bensì testimonianza personale di una delle più sensibili congiunture culturali del Novecento.
Gianni Baldi, Dolce Egeo Guerra amara. La spedizione italiana a Creta nel 1941, SB Saggi, pp. 264, £. 15.900 Nel racconto di un ufficiale italiano, testimone diretto degli avvenimenti, la guerra inutile voluta da Mussolini. L’improvvisazione dello sbarco a Creta dopo la conquista dell’isola da parte dei paracadutisti tedeschi; l’incapacità degli alti comandi; la vita di occupazione e la Resistenza ellenica; la vita quotidiana; l’Armata “Sagapò”; il disastro dell’8 settembre… Il volume (edito per la prima volta da Rizzoli nel 1998) è affiancato da un’appendice dedicata alla lotta antigermanica sostenuta dai resti dell’esercito italiano d’occupazione nelle isole dell’Egeo.
Giuseppe Berto, La gloria, Prefazione di Carlo Bo, Superbur Narrativa, pp. 200, £. 14.000 Nel romanzo forse “più alto” di Giuseppe Berto il dramma del calvario nella visione di due protagonisti: Gesù di Nazaret e Giuda Iscariota. Traditore prezzolato o strumento “necessario” perché si compisse il disegno divino della morte sulla croce di Gesù e la sua resurrezione? Se Giuda in qualche modo obbediva a quanto stabilito da Dio, era consapevole di quanto faceva? Ha tradito dunque il Maestro che amava “per sconfinata e arcana ubbidienza”? Un testo straordinario che, sebbene scritto nel 1978, in molti passi sembra essere un Vangelo secondo Giuda.
Francesco d'Assisi, I Fioretti di San Francesco, Superbur Classici, pp. 180, £. 8.000 Il testo, scritto da un anonimo trecentesco, che ha diffuso in Italia, in Europa e nel mondo la leggenda vera di San Francesco. Madonna Povertà, il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, la cacciata dei diavoli. Un testo sospeso tra fede, fantasia e realtà.
Michele Francipane, Dizionario ragionato dei nomi. Origine, significato, notizie storiche, curiosità, segno zodiacale, numero karmico e talismani, BUR Dizionari, pp. 510, £. 28.000 Tutto quello che bisogna sapere sui nomi che portiamo, che vorremmo dare, che ci piacciono o no, la loro etimologia, il loro valore numerico, i loro rapporti con lo zodiaco e con il karma… Un dizionario completo, brillante, divertente, sorprendente.
Silvana Grasso, La pupa di zucchero, La Scala, pp. 260, £. 29.000 Un romanzo potente e indimenticabile tessuto di luci e ombre che racconta una grande storia d’amore. Una Sicilia arcaica e eterna – la tonnara e l’isola delle Correnti – tra i protagonisti di un racconto che corre lungo il secolo.Una famiglia che lotta con se stessa divisa tra passato e presente. Un romanzo dalle movenze possenti, che interroga i grandi temi della vita e li mette in scena in uno dei luoghi più fabulosi del nostro paese: la Sicilia, e che conquista il lettore catturandolo fin dalla prima pagina. Con quest’opera linguisticamente densa, Silvana Grasso conferma una vocazione all’invenzione e all’ibridazione con il dialetto siciliano che in modo disinvolto e sempre accessibile controlla e restituisce nel racconto facendo salire al massimo la temperatura emotiva della storia.
Leonardo da Vinci, Scritti letterari, Superbur Classici, pp. 290, £. 9.000 I pensieri, le riflessioni, gli appunti, le meditazioni, i divertissements dell’uomo che incarnò l’ideale rinascimentale del saggio. Aforismi, favole, aneddoti che rappresentano i momenti di svago di un Genio assoluto e che contribuiscono a renderne più umana la figura e accessibile il pensiero.
Gad Lerner, Crociate. Il millennio dell’odio, SB Saggi, pp. 192, £. 13.900 Un’appassionante ricostruzione storico-sociale del movimento delle crociate che sconvolse l’intero bacino del Mediterraneo dal 1096 al 1291. Per i papi che le promossero la giustificazione era “Deus lo vult”; per Hegel era lo Spirito della Storia che spingeva l’Europa verso l’Oriente; per altri furono la prova generale del colonialismo ottocentesco; per altri ancora furono feroci guerre d’aggressione i cui semi nefasti continuano a produrre ancora oggi atroci futuri. Gad Lerner rivisita da par suo questa pagina storica con il piglio del grande reporter, sottolineando come la stessa Chiesa abbia condannato con uno storico “mea culpa” quel tragico periodo.
Dacia Maraini, Memorie di una cameriera e altre commedie (Storia di Isabella di Morra raccontata da Benedetto Croce, I digiuni di Catarina da Siena), BUR La Scala, pp. 120, £. 12.000

Dacia Maraini, Dialogo di una prostituta con un suo cliente e altre commedie (Due donne di provincia, I sogni di Clitennestra), BUR La Scala, pp. 120, £. 12.000

Dacia Maraini, Maria Stuarda e altre commedie (Mela, Donna Lionora giacubina, Stravaganza, Un treno una notte), BUR La Scala, pp. 190, £. 14.000

Dacia Maraini, Veronica meretrice e scrittora e altre commedie (La terza moglie di Mayer, Camille), BUR La Scala, pp. 180, £. 14.000

In quattro volumi tredici delle più significative opere teatrali di una grande scrittrice. Dacia Maraini è senza dubbio alcuno una delle scrittrici italiane maggiormente lette e amate, ma le sue opere narrative (da La lunga vita di Marianna Ucrìa a Buio, da Isolina a Dolce per sé, da Bagheria a Voci per citarne soltanto alcune) non sono che una parte – se pure la più conosciuta – della sua attività letteraria. Saggista incisiva e polemica (La bionda, la bruna e l’asino), poetessa capace di indagare i misteri dell’anima (Viaggiando con passo di volpe), biografa raffinata (Il bambino Alberto), operatrice culturale (Amata scrittura). Ma Dacia Maraini è anche autrice teatrale di estremo valore, che dagli anni Sessanta a oggi ha portato avanti nelle sue opere il suo discorso sulla condizione femminile, sulla tragedia dei deboli, sulla rivisitazione della storia. Quest’attività della Maraini, come ha scritto acutamente Nico Garrone su “la Repubblica”, è “meno conosciuta e riconosciuta, almeno in Italia, forse per il pregiudizio legato all’etichetta “femminista”. Proprio per rimediare a tale lacuna e mettere in circolazione opere che meritano di essere conosciute e discusse dal grande pubblico dei lettori, BUR La Scala propone in quattro volumi un gruppo delle commedie più significative dell’autrice di Buio, con la certezza di offrire a chi ama il teatro testi di indubbio valore e certamente destinati a rappresentare un momento preciso della letteratura italiana dello scorso secolo.
Indro Montanelli – Mario Cervi, L’Italia dell’Ulivo (1995-1997) L’avvento del centrosinistra al governo, Superbur Saggi, pp. 382, £. 17.500 Il volume che chiude la storia d’Itali più letta dagli italiani. Dal Governo Dini alla formazione del Governo Prodi, all’ingresso, a pieni voti, dell’Italia in Europa. Un periodo di lotta politica durante il quale la sinistra riesce a coronare il suo sogno: quello di governare il Paese. Due anni di aspra lotta politica condotta senza esclusione di colpi: accuse reciproche, delegittimazioni, grida di colpi di Stato… Protagonisti di questa vicenda sono Scalfaro, Berlusconi, D’Alema, Fini, l’ondivago Bossi, Veltroni, i superstiti della diaspora demoscristiana, Di Pietro, la magistratura…
Beppe Severgnini, Un italiano in America, Superbur Narrativa, pp. 272, £. 15.000 Nello scorso mese di maggio, Beppe Severgnini ha pubblicato in inglese An Italian in America, aggiornando – come è solito fare – il suo libro con il racconto di nuove esperienze, fatti, curiosità, bizzarrie dopo cinque anni di lontananza dagli States. Il testo viene ora presentato in edizione italiana per il piacere dei suoi numerosissimi lettori.
Maria Venturi, Addio e ritorno, Superbur Narrativa, pp. 272, £. 14.500 Finalmente in Superbur Narrativa uno dei più coinvolgenti e appassionanti romanzi di Maria Venturi, che con le sue trame tanto simili alla vita reale di ognuno di noi entusiasma centinaia di migliaia di lettori e telespettatori. Virginia, una ragazza di umili origini ma che grazie alla sua bellezza riesce a sfondare nel mondo del cinema; Francesco, figlio di ricchi industriali raffinato e viziato. Un amore difficile che sarà messo alla prova anche da un sequestro di persona che colpirà entrambi. Una storia che si legge d’un fiato.

Bompiani

Andrea Bonomi (a cura di), La struttura logica del linguaggio, Studi, pp. 544, £. 42.000 Il libro, curato da Andrea Bonomi, si propone di mettere a disposizione del lettore italiano alcuni fra i saggi più importanti che logici e filosofi del linguaggio hanno dedicato a problemi relativi al concetto di significato, al modo di caratterizzare la struttura sintattica e al rapporto fra sintassi e semantica. Dalla “teoria delle descrizioni” di Russell alla “sintassi logica” delle lingue naturali, l’opera, articolata in quattro sezioni, analizza un lungo processo di tentativi ed errori storicamente necessario per giungere a una coerente definizione del concetto di verità.
Ennio Flaiano, Opere. Scritti postumi, Nuovi Classici, pp. 29.500 Il primo volume delle opere di Ennio Flaiano, curato da Maria Corti e Anna Longoni, raccoglie sistematicamente i lavori postumi, fra i quali spiccano soprattutto due testi, l’Autobiografia del Blu di Prussia e La solitudine del satiro. In essi il gusto per il frammento satirico, per la fulminea analisi di costume trova la massima espressione. Un volume indispensabile, dunque, che il rigore filologico delle curatrici rende un unicum nel panorama editoriale e al tempo stesso una grande riscoperta.
Leonardo Sciascia, Opere 1971-1983, Nuovi Classici, pp.1342, £. 29.500 Il secondo volume delle opere di Leonardo Sciascia, curato da Claude Ambroise, raccoglie i romanzi Il contesto e Todo modo, alcune geniali incursioni dell’autore nella storia passata e recente e scritti autobiografici di meditazione, come Nero su nero e Cruciverba. In tutti si snoda il consueto impegno civile del grande scrittore di Racalmuto, all’insegna di una profonda e più che mai attuale fusione tra ragioni della letteratura e ragioni della morale.
Cesare Zavattini, Opere 1931-1986, Nuovi Classici, pp. 2042, £. 29.500 Il volume, introdotto da Luigi Malerba e curato da Silvana Cirillo, getta per la prima volta una luce complessiva sull’universo composito di uno dei più geniali uomini di cultura e di spettacolo del Ventesimo secolo. Di Cesare Zavattini, scrittore, poeta e sceneggiatore (celebri le sue collaborazioni con registi come Camerini, Blasetti, Visconti e De Sica) vengono presentati i principali testi poetico-narrativi (da Parliamo tanto di me a Stricarm’ in d’na parola), fino a due opere emblematiche: La notte che ho dato uno schiaffo a Mussolini e la sceneggiatura del film La veritàààà, vera summa satirica e comico-surreale della incandescente immaginazione dell’autore.

Einaudi

Edizioni E/O

Fabbri ragazzi

Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, Collana I Delfini, pp. 240, £13.900 In un Medioevo terribile e feroce, dove la giustizia è amministrata con la massima approssimazione e il re è uno sciocco fantoccio, si sopravvive solo con arguzia e astuzia: lo sa bene Bertoldo, il contadino furbo per definizione, che quando viene condannato a morte chiede che venga esaudito il suo ultimo desiderio: poter scegliere l'albero a cui venire impiccato. E così, di indecisione in indecisione, si salva la vita. Peccato che la sua progenie non sia altrettanto sveglia...
Collodi, Pinocchio, con illustrazioni a colori e in b/n, pp.192, £ 34.000 C'è un naso che si allunga, ci sono code e orecchie che spuntano a sorpresa, mostri marini con la maiuscola e pessimi consiglieri, ma anche fatine buone e babbi che alla fine perdonano tutto. Questa è la storia del burattino più famoso del mondo, in una nuova edizione integrale con tante illustrazioni a colori da guardare e riguardare.
Emilio Salgari, Sandokan alla riscossa, Collana I Delfini, pp. 320, £ 14.900 Le avventure di Sandokan e dei suoi amici non sono finite: ancora una volta insieme, si spingono fino al lago di Kini Balì, dove affronteranno una volta per tutte il loro acerrimo nemico, il rajah bianco che ha usurpato terre e proprietà facendo strage di amici e familiari della Tigre. Eppure, dopo aver ottenuto la vittoria, Sandokan sarà ancora una volt irrequieto: questa volta a pervaderlo - la nostalgia per l'amata Mompracem...
Emilio Salgari, Le due Tigri, Collana I Delfini, pp. 320, £ 14.900 Sandokan combatte fianco a fianco di Tremal-Naik per rapire al perfido Suyodhana la piccola Darma, figlia della Vergine della Pagoda. Un duello allÕultimo sangue fra la Tigre e il subdolo sacerdote sigilla questa vicenda che si sposta dalle paludi delle Sunderbunds nel cuore di Calcutta e a Delhi, dove gli indiani si stanno ribellando agli inglesi...

Feltrinelli

Vittorio Saltini, Quel che si perde, I Narratori, pp.200, £. 28.000/euro 14, 46 Un romanzo d’amore, in cui sfilano passioni deluse e tradimenti, sullo sfondo della Toscana degli anni sessanta. Ma anche dell’Italia laica di Salvemini e Pannunzio. Una scrittura precisa e letteraria, una storia dal cuore vivo e pulsante.

Frassinelli Sperling&Kupfer Editori

Ilda Bartoloni, Donne di potere, Saggistica, pp. 240, £. 26.500 Il nuovo millennio si è aperto all’insegna di un riconosciuto protagonismo femminile. Come vivono le donne questa nuova condizione? Quali difficoltà incontrano ancora nell’acquisire e gestire il potere? Un’affermata giornalista Rai ha approfondito questi temi con un gruppo di donne vincenti e famose.
Edoardo Rosati, L’ultima vertigine, Narrativa, pp.192, £. 24.900 Un thriller che non dà tregua al lettore. Una grande conquista scientifica dai contorni eticamente ambigui, e un uomo e una donna decisi a far trionfare il bene. Una scoperta accidentale che comporterà altissimi rischi
Miro Silvera, Il senso del dubbio, Narrativa, pp. 224, £. 26.500 Scritto in uno stile accattivante ed efficace, un romanzo dalla trama originale ed imprevedibile. La vita di un castello in Svizzera, abitato da un celebre divo del rock, Hedy Sax, dalla sorella Flora, da un’anziana signora cosmopolita, Madame Persia, e dall’ambiguo giardiniere, Karl Brenner, viene sconvolta dall’arrivo di uno scrittore del cinema. La presenza del nuovo ospite rivelerà all’improvviso i lati più oscuri degli abitanti del castello….

Gangemi

Anna Maria Fabiano, Il colore del mare. Romanzo di un viaggio mentale, pp. 255, £. 30.000 L'opera prima di Anna Maria Fabiano sembra aderire in qualche modo all'area del romanzo di formazione in una cornice attuale in cui è rintracciabile l'approfondimento di certa letteratura europea. Con minuziosa sottigliezza la scrittrice narra di angosce, timidezze, speranze e amori di una giovane donna. E scopriamo fra le righe un bel gioco di elaborazione formale: parallelamente al suo ritrovarsi vediamo nascere, racconto nel racconto, il primo lavoro della protagonista Eva ( il nome è un tributo a una natura femminile votata alla ricerca curiosa, paziente e sottile di sé e del mondo?). Non un manifesto femminista, ma un affresco moderno sull'esserci di una femminilità ora oscura ora trasparente e poetica, come il colore del mare.

Garzanti Libri

Gabriele Baldini, Abitare la battaglia. La storia di Giuseppe Verdi, Saggi blu, pp. XII-340, £ 35.000 In quest’opera - pubblicata postuma nel 1970 per le amorose cure di Fedele D’amico e ora opportunamente riproposta in occasione del centenario della morte del musicista - il «fatto» verdiano è assorbito nella sua totalità da una sensualità ostinata, che di volta in volta si accanisce sulla linea melodica del libretto e sulle sue misteriose parentele con la grande Letteratura, oppure affronta il musicista, le sue donne e suoi impresari sullo sfondo della solenne campagna padana.
Franco Fortini - Lanfranco Binni, Il movimento surrealista, Gli Elefanti, pp.286, £. 22.000 Costruito sulla base di un’antologia dedicata al movimento surrealista da Franco Fortini nel 1959, questo volume ripercorre le fasi dell’«avventura» surrealista dalle origini tardosimboliste e dadaiste fino al difficile confronto con la «società dello spettacolo». Surrealismo e letteratura, surrealismo e arti figurative, surrealismo e politica…l’itinerario del movimento fondato da André Breton viene seguito attraverso i testi dei poeti, le dichiarazioni collettive, i rapporti internazionali, nell’intento di restituire ai surrealisti quanto a surrealisti appartiene.
Franco Loi e Davide Rondoni, Il pensiero dominante. Antologia di poesia contemporanea italiana dal 1970 al 2000, Collezione di poesia, pp. 450, lire 35.000 Un’ampia ricognizione nell’attuale panorama poetico italiano: oltre 100 poeti, con schede bibliografiche e un’ampia introduzione. Nella loro scelta i curatori, Loi e Rondoni - due poeti molto diversi tra loro per età, esperienze e stili - hanno privilegiato i testi, cioè le poesie più belle, prima ancora delle firme, costruendo così un volume di appassionante lettura: una verifica reale della vita della poesia in Italia.
Mario Luzi, Discorso naturale, Gli Elefanti, pp.174, £. 22.000 In Discorso naturale riaffiora tutta la riflessione generale di Luzi sulle peculiarità profonde della poesia, ossia sulla sua capacità di esprimere le richieste profonde della natura umana senza parzialità di obiettivi e fini. Mario Luzi conduce il suo «discorso naturale» non da fuori ma all’interno della tradizione antica e recente, e ci dà un’ariosa ricognizione della poesia, da Boccaccio a Palazzeschi, da Petrarca a Saba.

Ugo Guanda Editore

Il sole 24 Ore

Laterza

Francesco Antinucci, La scuola si è rotta. Nuovi modi di apprendere tra libri e computer, Saggi Tascabili, pp. 96 circa, £. 18000 circa, E. 9,30 circa La scuola è in crisi in tutti i paesi sviluppati. Le ragioni vanno cercate molto lontano. Il lento ma inesorabile mutamento epocale che lo sviluppo tecnologico sta producendo ne rende obsoleto il pilastro centrale: il modo di apprendere su cui essa si fonda. Questo modo si affermò, secoli fa, grazie ad un’altra rivoluzione tecnologica epocale, quella della stampa. Era un modo dif-ficile e faticoso di apprendere quello basato sui libri, ma, a differenza di quello in uso fino ad allo-ra, permetteva di apprendere a chiunque lo desiderasse. La rivoluzione attuale sta invece abilitando un altro modo di apprendere: un modo basato sull’esperienza e sul fare, infinitamente più congeniale alla nostra natura, reso possibile dal computer, eccezionale simulatore della realtà. Paradossalmente, si tratta proprio del modo che usavamo in passato prima dell’avvento della stampa, ma che allora limitava severamente il numerodelle persone che potevano accedere all’istruzione. Oggi la tecnologia del computer ha invece rimosso questi limiti e i giovani ne sentono fortissimo il richiamo. Ma la scuola non può accogliere questo cambiamento, poiché l’intera sua struttura –dalle “materie” fino all’orario– è modellata in funzione dell’altro modo di apprendere, quello basato sul libro. Non una riforma ci vorrebbe, ma una totale rifondazione: l’utopia del capitolo finale di questo libro. Un’utopia che combina il computer e il libro e che dà all’insegnante un ruolo fondamentale di guida.
Donatella Calabi, La città del primo Rinascimento, Storia della città, pp. 176 circa, £. 25000 circa E.12,91 circa Caratteristica di questo volume è l’arco cronologico interessato alla trattazione, anticipato rispetto alle storie canoniche del periodo: non è il 1492 l’anno di partenza, come avviene in molte storie di questo periodo, ma l’intero corso del Quattrocento, nell’ipotesi che già agli inizi di quel secolo si profilino nuove strategie urbane, distinte da quelle medioevali. La città quattrocentesca risulterà assimi-lata quindi a un lungo Rinascimento, in una stagione ricca di rinnovamenti e di sperimentazioni. Analogamente, il punto di arrivo della narrazione coincide più o meno con la metà del XVI secolo, poiché quello successivo è ormai un periodo di conferme, di sedimentazione e di abbellimento.
Franco Cardini, Europa e Islam. Storia di un malinteso, i Robinson/Letture, 356 circa,.. 24000 circa, E.12,39 circa Questo libro racconta il ruolo dell’Islam nell’immaginario europeo, i fraintendimenti, le menzogne, le mistificazioni, gli errori, le calunnie. Dal Maometto «cristiano eretico» all’Islam «religione diaboli-ca», dal «feroce Saladino» al Turco «nemico della croce», i rapporti e gli scambi fra Europa e Islam –che furono molti, intensi, fecondi, amichevoli– si configurano come quasi sempre vissuti e pen-sati alla luce di un pregiudizio ostile duro a morire. Tanto che, alla fine del Novecento, è riemerso quasi intatto dopo circa due secoli di apparente oblio. La paura dell’Islam batte di nuovo alle porte dell’Europa, come quando la minaccia turca tenne in scacco la Cristianità. Dietro le preoccupazioni per il «fondamentalismo» islamico, riemergono miti e fantasmi della storia europea. Abbattere i pregiudizi e riportare il mito alla storia è l’obiettivo del libro di Cardini ripresentato al pubblico in una nuova veste editoriale.
Lia Formigari, Il linguaggio. Storia delle teorie, Manuali Laterza, pp. 384 circa, £. 50000 circa E.25,82 circa Il libro è diviso in otto capitoli. Il primo passa in rassegna gli ambiti del sapere relativo al linguag-gio. Definisce in questo contesto lo statuto scientifico, il metodo e i rapporti reciproci tra filosofia del linguaggio e linguistica generale. Così come descrive la partizione corrente delle scienze del linguaggio (psicolinguistica, sociolinguistica, etnolinguistica, traduttologia, semiotica, semantica, pragmatica, ecc.), la loro genesi interna alle discipline filosofiche tradizionali e/o la loro gemmazio-ne da pratiche linguistiche e dal comune senso linguistico dei parlanti. I successivi capitoli 2-7 percorrono la storia delle idee linguistiche rispettando l’ordine cronologico: dai primordi della riflessione greca sul linguaggio alle semantiche medievali, alle teorie lingui-stiche dell’Ottocento, al dibattito attuale su temi come il rapporto tra pensiero e linguaggio e le teorie dell’origine del linguaggio in una prospettiva biologico-evolutiva. Ciascun capitolo è preceduto da un sommario che guida alla lettura. Frequenti rinvii interni al testo permettono di organizzare anche percorsi tematici. Una ricca strumentazione bibliografica suggerisce ulteriori approfondimenti.
Paola Galetti, La casa medievale, Quadrante Laterza, 192 circa, £.. 35000 circa E.18,08 circa Nei primi secoli del Medioevo, l’irrompere delle popolazioni barbariche nel territorio dell’impero romano portò alla convivenza e al confronto diretto, nello stesso spazio umano e fisico di due mondi, di diverse culture. Tradizioni classiche e mediterranee e tradizioni barbariche si influenza-rono reciprocamente nel lungo processo di formazione della civiltà europea, dando luogo a esiti differenziati nei singoli ambiti territoriali, anche nei modi di rapportarsi degli uomini nei confronti dell’ambiente naturale in cui dovevano vivere. A partire soprattutto dal Mille, la civiltà europea dovette, poi, a sua volta confrontarsi con altri mondi e civiltà. Soldati, viaggiatori, missionari, mercanti si affacciarono non solo sul vicino Oriente ma anche su quello più lontano, la Mongolia, la Cina, l’India, l’Asia centrale. Popoli provenienti da quelle plaghe sconosciute arrivarono a colpire da vicino l’Occidente europeo, suscitando le stesse angosce e paure che avevano travagliato i cittadini romani di fronte all’irrompere di Germani e cavalieri nomadi orientali come gli Unni. Il racconto di quanti percorsero le vie terrestri e marittime che portavano in quei lontani paesi ci permette di gettare lo sguardo su quelli che erano i modi di abitare e gli stili di vita di altre civiltà. La meraviglia, a volte timorosa, a volte indulgente, a volte stupefatta, di fronte alla “stranezza” di altri mondi da parte del visitatore occidentale costituisce, ancora una volta, un ulteriore motivo di approfondimento di quelli che erano i caratteri salienti, anche sul piano dell’organizzazione dello spazio, della civiltà europea.
Antonio Pinelli (a cura di), Roma del Rinascimento. 1430-1600, Storia e Società serie Storia di Roma dall’antichità a oggi, pp. 320 circa, Lire 48000 circa E.24,79 circa Quando, nel 1420, papa Martino V poté finalmente prendere possesso del trono di Pietro, entrò in una Roma che le cronache descrivono spopolata e degradata, con i maggiori edifici monumentali in rovina. Da quel giorno prese avvio un grandioso processo di rinascita politica e culturale che consentì alla città di riacquistare il suo antico ruolo universale, facendo leva sull’autorità spirituale garantita ai papi, oltre che sullo splendore materiale di una civiltà artistica che non esitò a stabilire una gara d’emulazione con la passata magnificenza della Roma classica. Non fu, tuttavia, un pro-cesso privo di contraddizioni. La rinascita dell’antico, lo sfarzo della corte papale, il nepotismo sfrenato, i programmi urbanistici e architettonici improntati al gusto del colossale, finirono per minarne la credibilità spirituale, dando esca alla drammatica lacerazione dello scisma protestante. Il sacco vandalico del 1527, il Concilio di Trento, la vittoria di Lepanto contro la minaccia turca segnarono un lungo periodo prima di crisi e poi di riscossa. Si apriva così una nuova stagione di rilancio del ruolo della città, all’insegna di un programmatico trionfalismo scandito da gigantesche imprese edilizie e da una miriade di iniziative in campo artistico. All’alba del XVII secolo, la nascente Roma barocca si apprestava a riaffermare, accanto al suo indiscusso ruolo di capitale del Cattolicesimo, quella capacità di irradiare in tutta Europa modelli urbanistici e culturali che almeno in parte compensava la sempre più evidente decadenza politica ed economica.

Longanesi

Luni Editrice

Marsilio

Antonietta Dell’Arte, Lei. Diario di una notte nel cuore del sole. Poesie, I giorni, pp. 96, £.22.000 Per Antonietta Dell’Arte la poesia è filtro di vita, è la traduzione di emozioni percepite. L’attenzione ai problemi linguistici ha permesso a questa artista di inventare un nuovo modo di far poesia, esprimendo sensazioni e pensieri allo stato puro attraverso sapienti giochi di metafore.
Chiara Gamberane, Color lucciola, Farfalle, pp. 224, lire 26.000 Aleté porta con sé un fascino maieutico che somiglia pericolosamente ad una maledizione. La sua sola presenza evoca la verità, obbliga i tormentati, i dubbiosi a dire la verità su se stessi e sugli altri. Dal momento in cui Aleté si mette accanto allo scontroso e misterioso scrittore Paolo/Orfeo, nasce un gioco affascinante di parallelismi tra vicende vere e vicende raccontate, tra personaggi d’invenzione – Sofia e Ruggiero- e personaggi reali – Aleté e Paolo/Orfeo. Ma un ridicolo orrendo motoscafo …uno sparo alla tempia…e la storia precipita verso un finale in cui tragedia e realtà si mescolano con la sfacciata indifferenza delle cose della vita.
Umberto Piersanti, L’estate dell’altro millennio, Romanzi e racconti, pp.416, £. 35.000 Marco, studente di lettere, e Franco, contadino, s’incontrano al fronte, in Montenegro, a dare la caccia ai «ribelli», e il contadino salva il giovane tenente. L’8 settembre del 1943 riporterà i protagonisti nelle campagne umbre e marchigiane. Ma il mondo di Marco frana sempre più, fino a quando ad Urbania una ragazza s’affaccia al ponte dei Cocci, ancora intatto dopo le bombe, e d’un tratto la vita continua, in un tempo nuovo da reinventare.
Paolo Ruffilli, La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids, Gli specchi, pp. 88, £.20.000 La morte del giovane e il suo scandalo spingono a entrare senza remore dentro il tabù per eccellenza. Una poesia che immagina il percorso di un io morente, dagli ultimi giorni di vita fino al passaggio estremo, in uno scambio fitto di voci monologanti e dialoganti. Voci interne, mentali: di chi sta svanendo alla vita e di chi, attorno a lui, si sforza di sottrarlo all’evanescenza. E il «requiem» si trasforma impercettibilmente nel canto della vita che lascia percepire la gioia che paradossalmente riposa dentro il lutto.
Flavio Santi, Rimis te sachete, Elleffe, pp. 96, £. 22.000 Rimis te sachete (Poesie in tasca) mostra che senso abbia oggi per un giovane lavorare sul dialetto e con questo mettersi a nudo. Il risultato è un friulano vivo, un modo di vivere il dialetto e la realtà che questa lingua può esprimere. Si va dagli stimoli visivi del cinema di Cronenberg e Lynch, alla musica rock di Hendrix, alle intuizioni beat di Burroughs, passando attraverso i ricordi e i fatti tragici del Friuli moderno (il terremoto del 1976, la morte di Pasolini).
Giacomo Vit, La cianela, Elleffe, pp.108, £. 22.000 Nell’epoca della globalizzazione per Vit il simbolo della poesia è la cianiela, la pianta da cui un tempo si sapeva trarre tutto l’estraibile, così come oggi fa il poeta distillando la sua lingua, il friulano. Quella di Vit è una poesia «etica», senza moralismi, perché sua è la metafisica della parola contro il nulla.

Mondadori

Neri Pozza

Leo S. Olschki

Il castello il convento il palazzo e altri scenari dell’ambientazione letteraria, a cura di Marinella Cantelmo, Leo S. Olschki Editore, pp. 324, £ 65.000
Nata in un palazzo, nella reggia di Priamo a Troia, assediata dagli Achei, la letteratura occidentale ha visto ripetersi e rinnovarsi i suoi scenari e suoi fondali. L’antro, il castello, il palazzo, il giardino, il convento, l’abbazia, la cattedrale…ambienti aperti o chiusi, esterni o interni, naturali o «artificiali», «fin dalle origini della cultura europea - scrive nella postfazione Marinella Cantelmo - la diversa configurazione dello spazio è basilare nell’individuazione della specificità di qualsiasi opera letteraria».

Pasolini e la strada; Il sanatorio, la fortezza, la stanza in Bufalino; L’isola del Gattopardo; Lecce nei racconti di Vittorio Bodini; Gli involucri dell’»io». Ambientazioni della solitudine nell’età del Foscolo. Questi alcuni dei titoli dei saggi raccolti in Il castello il convento il palazzo, volume a più mani che si propone di indagare la complessa e problematica nozione di spazio letterario, nelle sue due diverse sponde e valenze di spazio nel testo e di spazio del testo nel suo contesto storico-sociale.

Riccardo Ricciardi Editore

Baldassarre Castiglione, Lettere, a cura di A. Stella e U. Morando, Tre volumi di complessive, pp. 2400, £. 380.000 La prima edizione integrale dell’epistolario di uno dei maggiori autori del Rinascimento italiano. Ben 1323 lettere della corrispondenza fra Castiglione e i grandi della Terra vengono riprodotte in edizione critica e ampiamente commentati.
Poeti lirici, burleschi e didascalici del Cinquecento, a cura di G. Gorni, M. Danzi e S. Longhi, Letteratura italiana. Storia e testi, pp. 1100, £. 160.000 Un libro atteso da oltre dieci anni che offre la più minuziosa sistemazione del Cinquecento poetico italiano, da cui emergono, con particolar rilievo le figure di Pietro Bembo e Francesco Berni, senza tuttavia dimenticare esponenti della scena letteraria più appartati ma importantissimi, quale ad esempio Michelangelo.

Rizzoli

Andrea Carraro, La lucertola, Sintonie, pp. 160, £. 24.000

Non c’è scampo nelle storie narrate da Carraro che sembrano prese dalle pagine di cronaca nera dei nostri giorni: una violenza sotterranea che può esplodere di colpo e trasformare una vittima in spietato esecutore di una vendetta familiare, come nel racconto Il balcone dove domina lo sfondo popolare di un paesino laziale. Ma il disagio è ugualmente feroce quando protagonisti sono coppie borghesi, come quelle descritte nella Lucertola. Mariti e mogli in crisi, pieni di rancore, pronti a gettarsi reciprocamente addosso accuse pesanti. Un clima soffocante che ritorna anche nel Barista, dove un giovane studente che ha trovato lavoro in un bar di periferia deve sopportare le angherie del proprietario e del ragazzo di turno del pomeriggio. Carraro dimostra ancora una volta di sapere cogliere e rappresentare le sfumature di un disagio esistenziale, dove facilmente si supera il limite tra il bene e il male, spesso senza vero motivo.
Valentina Fortichiari (a cura di), Guido Morselli: immagini di una vita, Fuori Collana, pp. 160, £. 48.000 Guido Morselli: immagini di una vita è un libro prevalentemente illustrato (con oltre 200 fotografie in bianco e nero e a colori) e insieme ricco di testimonianze e di documenti d’autore totalmente inediti. Attraverso le immagini, messe per la prima volta a disposizione dalla famiglia, un archivio della memoria di rara intensità e bellezza, commentato da lunghe didascalie narrative, si ripercorre l’intera esistenza dello scrittore varesino (pubblicato da Adelphi, che sta per raccogliere e stampare l’Opera Omnia), nei suoi aspetti più privati e sinora mai indagati così profondamente, ma anche e soprattutto la storia di una vocazione alla scrittura del tutto originale ed emblematica. Familiari, amici, conoscenti e studiosi hanno accettato di ricordare e raccontare l’uomo Morselli, dall’infanzia alla maturità; brani inediti di lettere e diari, il lungo testamento, compongono un ritratto sorprendente, che getta nuova luce sull’intera produzione di questo scrittore. Un volume da conservare e da regalare; un libro indispensabile e molto atteso dai numerosi lettori di Morselli, ma anche utile a quanti si avvicinano per la prima volta a una delle vicende letterarie più interessanti del Novecento contemporaneo.
Luca Goldoni, Zoo condominiale. Italiani e altri animali, Saggi, pp. 200, £. 27.000 Luca Goldoni prosegue nel suo nuovo libro il viaggio divertito (ma anche commosso, stupito, e quando occorre indignato) fra animali selvatici e domestici, fra i cuccioli e i loro padroni o, come spiega il sottotitolo, fra “italiani e altri animali”. Chi è la bestia fra l’aragosta e la gentile signora che la fa mettere viva sulla graticola? E perché diciamo “un lavoro fatto da bestia”, quando le bestie realizzano capolavori come il nido, il formicaio, il termitaio, l’alveare, la ragnatela, le dighe dei castori, la conchiglia, la perla? Pensando ai molti individui che maltrattano non solo gli animali, ma anche il loro cervello, rinunciando a servirsene, è naturale porsi l’antico interrogativo: da che parte si aprono i cancelli dello zoo? Per questo lo zoo condominiale di Goldoni è popolato anche di alcune specie di umanoidi rimasti al primo stadio dell’evoluzione, e dei quali si raccontano i comportamenti, in famiglia e nella società, in politica e nello sport, a piedi e in macchina.
Daniela Pizzagalli, La signora del Rinascimento.Vita di Isabella d’Este alla corte di Mantova, Saggi, pp. 600, £. 34.000 Isabella d’Este è una delle grandi donne del Rinascimento italiano. Figlia del duca di Ferrara Ercole d’Este e di Eleonora d’Aragona, sorella di Beatrice (moglie di Ludovico il Moro), andò sposa al marchese di Mantova Francesco Il Gonzaga. Negli anni turbolenti delle guerre d’Italia, nelle quali il marito ebbe un ruolo di primo piano, partecipò al governo dello Stato, riuscì, con un paziente lavorio diplomatico, a far liberare Francesco quando, nel 1510, cadde prigioniero dei veneziani, e riunì attorno a sé una delle più splendide corti italiane, proteggendo poeti come Ludovico Ariosto e Matteo Boiardo, intellettuali come Pietro Bembo, artisti sommi come Leonardo e Tiziano (che ne tramandarono il ritratto).
Susanna Tamaro, Cara Mathilda (… lettere a un’amica lontana), I libri di Susanna Tamaro, pp. 200, £. 18.000 Ogni settimana, per un anno, Susanna Tamaro scrive a un’amica lontana, Mathilda, che è tornata a vivere nel suo paese natale, l’Africa. Sono lettere che raccontano la vita quotidiana in campagna e parlano di amicizia, responsabilità, violenza, guerra, speranza, affrontando con sguardo semplice e diretto i temi fondamentali dell’esistenza. Pubblicate su Famiglia Cristiana nella rubrica “Arrivederci” e successivamente raccolte in volume, le lettere vengono ora riproposte nella collana I libri di Susanna Tamaro.

Sperling Paperback

Eraldo Baldini, Qualcuno nel buio, Narrativa, pp.192, £.16.000 Una trilogia densa di tensione e suspense: sono tre gialli medici in cui protagonista è la malattia, nelle sue manifestazioni più emblematiche di malinconia e inquietudine. Nei tre casi raccontati il filo conduttore è rappresentato dagli investigatori, personaggi che si muovono in tre storie indimenticabili, tutte ambientate nel Ravennate, terra sempre rappresentata con contorni surreali e nostalgici.
Marino Galzenati, Ludovica, Esperienze, pp.140, £. 16.000 Una tragedia italiana raccontata dalla viva voce di uno dei protagonisti. Marino Galzenati è il papà di Ludovica, una bambina napoletana morta a tre mesi per una broncopolmonite che poteva essere curata. La straziante vicenda è stata ripresa dai principali media nazionali. Ora Marino Galzenati ha deciso di raccontare la storia in un libro, perché tragedie come questa non accadano più.

Thea

Unicopli

Gianni Biondillo, Pasolini il corpo della città, presentazione di Vincenzo Consolo, con 6 fotografie dell'associazione "Fondo Pier Paolo Pasolini". Pier Paolo Pasolini fu autore "senza dialetto" e "senza casa". Studiare le sue opere significa inseguire il suo itinerario umano alla ricerca di una lingua con cui esprimersi ed un paesaggio dove radicarsi. Dal Friuli della sua mitica gioventù alla Roma suburbana non ancora violentata dall'omologazione capitalista. Per poi, a "genocidio" avvenuto, fuggire, disperdere il centro, verso nuovi suoni, volti, corpi, luoghi: quelli (ma per quanto ancora?) incontaminati del terzo e quarto mondo. Gli itinerari (poetici, cinematografici, polemici, artistici) pasoliniani restano i più disperatamente e rabbiosamente coerenti che la letteratura del Novecento ha saputo consegnarci. Questo libro cerca di ricostruirne la mappa.
UNA NUOVA COLLANA di EDIZIONI UNICOPLI
Le città letterarie
Con la pubblicazione dei volumi "Le Barcellone perdute di Pepe Carvalho" di Alberto Giorgio Cassani e "Parigi nell'occhio di Maigret" di Marco Vitale, le Edizioni Unicopli danno vita a una nuova collana dal titolo "Le città letterarie".

Intento della collana, che pubblicherà quattro titoli l'anno, sarà di affrontare il tema del paesaggio urbano per come si manifesta e vive nelle pagine degli scrittori, dei poeti, dei narratori, nella sua duplice valenza cioè di scena architettonica e affettiva.

L'iniziativa si pone così come punto d'incontro e di riflessione tra letteratura e architettura, tra ambiti disciplinari e scritture diverse e naturalmente tra piano di realtà e immaginazione. Il volume su Barcellona - che si giova di una stimolante introduzione di Manuel Vasquez Montalban - è opera di un giovane studioso di storia dell'architettura e docente al Politecnico di Milano; mentre il volume su Parigi (con un bel ricordo simenoniano di Agnès Faganelli) è stato scritto da un poeta e traduttore letterario.

A ottobre sono usciti altri due libri della collana, sulle Città fantastiche, da Platone a Borges e Calvino; l'altro sulle utopie urbanistiche di A. Asimov.

Ad Aprile sono usciti: Pasolini. Il corpo della città di A. Biondillo e Con Bassani verso Ferrara di A. Toni.

Chi fosse interessato a scrivere un libro sul rapporto tra passeggio letteratura, può scrivere a unicopli@galactica.it


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 26 feb 2004


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