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Italo Calvino - autore moderno ma dalla scrittura così affine a quella "ariostesca" - ha scritto LOrlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino, una guida straordinaria per viaggiare in lungo e in largo nel poema di quel poeta, di cui Calvino era «innamorato».
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net. Gratis! Come Orlando - che per amor dAngelica «venne in furore e matto» - così Milton, il protagonista del romanzo di Fenoglio, insegue una donna inafferrabile ed irraggiungibile, simile ad Angelica: «Fulvia splendore», «Fulvia dannazione» - assoluta ragione di vita. In Una questione privata lamore ha il sopravvento sullardore della lotta politica. Non così avviene nel romanzo epistolare di Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis (1817). In Jacopo Ortis, sullintensità dellillusione damore per Teresa, prevale la romantica disperazione per la libertà perduta e per la patria venduta. E se Una questione privata chiude la stagione della narrativa della Resistenza, quella stagione neorealistica si era aperta con un Uomini e no di Elio Vittorini, edito nel 1945, subito dopo la Liberazione. Il suo protagonista, Enne 2, lotta sicuro che vi sarà la liberazione dalla dittatura fascista, ma sul piano privato - quello del sentimento damore - il suo ideale di libertà e demancipazione non può prendere corpo: insolubilmente e tragicamente Berta rimane la «donna di due uomini». Per Eugenio Montale, invece, nelluniverso sconvolto dalla guerra, unica residua speranza - ma non fede - di salvezza, rimane proprio la donna amata, Clizia, la donna-angelo della raccolta poetica, La Bufera e altro (1956). Clizia che come la Teresa amata da Jacopo Ortis è donna angelicata dalle fattezze stilnovistiche. E così, sullo sfondo atroce della guerra e della lotta per alti ideali politici, si stagliano indimenticabili ed eterne, le storie damore di Clizia e del suo poeta, di Berta e di Enne 2, di Fulvia e Milton, di Teresa e Jacopo, di Angelica e Orlando e degli altri paladini dellinfinito poema della vita e della morte. Milano, 23 Settembre 2000 |
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le cortesie, l'audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l'ire e i giovenil furori d'Agramante lor re, che si diè vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator romano. Dirò d'Orlando in un medesmo tratto |
Fugge tra selve spaventose e scure, [
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| Orlando Furioso Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino Con ironica saggezza, tessendo e ordendo le fila del poema cavalleresco, Ludovico Ariosto trasforma la guerra tra i saraceni di Agramante e i cristiani di Carlo Magno, l'amore tra Ruggiero e Bradamante e la passione folle di Orlando per Angelica, in romanzo contemporaneo: «nel romanzo delle passioni e delle aspirazioni degli uomini del suo tempo». Armi, cortesi amori, eroiche e cavalleresche virtù e passioni si connettono, si fondono, si incrociano con l'illusione, l'inganno, l'errore, il dubbio e la follia, nel primo grande romanzo europeo dell'età moderna, l'Orlando Furioso (III edizione 1532). |
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All'indomani del trattato di Campoformio (1797), ceduto il Veneto da Napoleone all'Impero austriaco, Jacopo - fuggiasco, «disperato e della sua patria e di se stesso» - consuma sui Colli Euganei l'estremo amore per l'inafferrabile Teresa, promessa sposa al mediocre Odoardo. Nel romanzo epistolare, le Ultime lettere di Jacopo Ortis (edizione definitiva 1817), Ugo Foscolo rappresenta la sua insanabile amorosa e politica irrequietezza, la «delusione storica» vissuta dalla società italiana tra Settecento e primo Ottocento e il «dramma eterno dell'uomo dominato dalla violenza e dalla paura». |
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si sfoltisce or che i bocci paonazzi sono caduti. Vibra intermittente in vetta una cicala. Non è più il tempo dellunìsono vocale, Clizia, il tempo del nume illimitato che divora e rinsangua i suoi fedeli. Spendersi era più facile, morire al primo batter dale, al primo incontro col nemico, un trastullo. Comincia ora la via più dura: ma non te consunta dal sole e radicata, e pure morbida [...], flette il brivido del gelo |
La Bufera e Altro Nel suo terzo libro di poesie, La Bufera e altro (1956), Eugenio Montale cerca vita «là dove solo/morde larsura e la desolazione». In un universo brutalmente sconvolto dalla bufera «di una guerra cosmica e terreste, senza scopo e senza ragione», è lei, Clizia - lantica mitica amante del sole, trasformata in girasole - la divinità terrestre: il varco - unica residua speranza di salvezza. |
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Però nessuno, nella folla, sembrava aver paura |
Uomini e no In pieno tempo di guerra, tempo di violenza, delusione ed illusione, Elio Vittorini scrive della lotta partigiana e dellamore per una donna: di Enne 2, disperato partigiano diviso tra amore e politica, e di Berta - «donna di due uomini». Così, subito dopo la fine della guerra esce un unicum della letteratura resistenziale, Uomini e no (1945): «romanzo a sfondo politico, nel periodo più tetro e arroventato della Resistenza, dopo il settembre del 43, a Milano» e romanzo damore - damore grande, impossibile. |
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In «unepoca in cui i ragazzi come lui erano chiamati più a morire che a vivere», il partigiano Milton «non poteva più vivere senza sapere e, soprattutto non poteva morire senza sapere». Quindi, furioso, implacabile cavaliere dinanzi alla morte, corre per le colline degradanti sulla città di Alba, alla ricerca di una verità assoluta di vita: la verità su Fulvia. Linchiesta privata intorno allamore si fa inchiesta esistenziale intorno alla verità, in Una questione privata (postumo 1963) - romanzo breve del poeta della Resistenza, Beppe Fenoglio. |
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