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Giovanni Sartori (1924)

Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo
(Redazione Virtuale)

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Giovanni Sartori è nato a Firenze. Laureato nel 1946 in Scienze Politiche e Sociali, già autore di una teoria riguardante la classificazione dei sistemi partitici, è riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di politologia. Ha insegnato nelle università di Firenze, Stanford, Yale e Harvard e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

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onsiderato uno dei più autorevoli politologi viventi, Giovanni Sartori è nato a Firenze il 13 maggio 1924. Qui si è laureato nel 1946 in Scienze Politiche e Sociali, nell'Università dove più tardi ha insegnato Storia della Filosofia Moderna, Scienze Politiche e Sociologia.

A oltre sessant'anni dalla laurea, al culmine della sua carriera accademica, Sartori opera ancora come professore emerito all'Università di Firenze, dividendo il suo tempo come lettore in altre prestigiose istituzioni.

Fino al 1994 è anche alla Columbia University di New York, dove è riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di politologia, avendo in passato insegnato Filosofia moderna e Logica nelle università di Stanford, Yale e Harvard. Di lui, uno dei suoi editori, Edmondo Berselli (Direttore de «Il Mulino»), ha scritto:

    «... quando parla il professor Vanni non si esprime un accademico bizzoso: parla uno che ha sintetizzato due o tre secoli di costituzionalismo, e un due o tremila anni di storia della democrazia, degli antichi e dei moderni, dai greci passando per il diritto romano, e quindi Machiavelli, Guicciardini, Bodin, Locke, le rivoluzioni inglese, americana e francese, ed è capace di spiattellare la lezioncina in due colonne di giornale come se si trattasse di uno svelto riassunto per il nipote somaro. [Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia, Mondadori 2006]

I suoi lavori sono stati tradotti in una trentina di lingue.

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Nel periodo tra il 1950-1956, quando è Professore Incaricato di Storia della Filosofia Moderna all'Università , di Firenze la sua attività critica verte su analisi e dissertazioni filosofiche su autori classici come Hegel, Marx, Kant, Benedetto Croce.

Nei vent'anni successivi, coerentemente con la svolta “politica” e “sociale” dell'oggetto dei suoi studi e anche nel campo del suo insegnamento, le sue pubblicazioni riguarderanno sempre di più il sistema rappresentativo democratico, i partiti e le correnti all'interno dei partiti. Nel 1971, fonda la «Rivista Italiana di Scienze Politiche».

Una teoria che classifica i sistemi partitici, basata sulla differenza tra il formato del sistema partitico e la meccanica funzionale è il contenuto del volume Parties and Party Systems (Cambridge University Press 1976). Divenuto un classico universalmente riconosciuto, tradotto e ristampato numerose volte – nel 2005 anche dall'European Consortium for Political Research dell'Università di Essex (UK) – questo lavoro gli ha permesso di vincere l'American Political Science Association´s Outstanding Book Award. In esso Giovanni Sartori offre un'ampia dissertazione sui concetti e sulle funzione del partito politico e sviluppa una critica circostanziata di numerosi modelli spaziali di competizione partitica. In quest'opera, Sartori alterna l'uso intelligente della teoria a sofisticate argomentazioni analitiche, in un contesto empirico di respiro transnazionale. Questo volume è tuttora considerato come il lavoro più avanzato nel campo delle scienze politiche, dal dopoguerra a oggi.

Nel 1976 iniziano anche le sue collaborazioni Oltre Oceano, prima come Professore di Scienze Politiche all'università di Stanford (1976-79) e quindi a New York, Albert Schweitzer Professor in the Humanities alla Columbia University (1979-1994).

Nel 1987 pubblica The Theory of Democracy Revisited, (Chatam, N.J., Chatham House). Già autore di una Democratic Theory (1962), in quest'opera in due volumi Giovanni Sartori sostiene che le idee, le parole e i simboli della politica nel periodo tra gli anni '60 e gli anni '80 hanno portato a nuove teorie della democrazia. Disezionando i valori e le idee che stanno alla base di un grande democrazia, è possibile condurre un'analisi filosofica intesa a ricostruire una teoria democratica di largo respiro. Nella prima parte Sartori confronta le odierne teorie della democrazia con le teorie degli anni '50, mentre nella seconda parte si concentra sui motivi trasmessi dalla tradizione ellenistica. L'obiettivo è quello di dimostrare la necessità di incrociare, prima di poterle convalidare, teorie che sono insieme prescrittive (intrise di idealismo) e descrittive (realismo). Il prodotto è in un impasto integrale che compone una teoria del “democraticamente possibile”. Fornisce una eccellente analisi del tessuto di cui è composta una democrazia ed enfatizza la necessità di comprendere che se le democrazie tengono insieme questo tessuto sono da considerarsi valide e stabili.

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Il suo lavoro Comparative Constitutional Engineering: an Inquiry into Structures, Incentives and Outcomes (New York, New York University Press, 1994) è stato tradotto in più di trenta lingue. In esso Giovanni Sartori offre i suoi specifici, ancorché coraggiosi precetti nel campo dell'ingegneria costituzionale, proponendo accordi a livello istituzionale che confrontano tendenze che vanno per la maggiore tra i riformatori accademici e tra i politici riformaisti. Nella prima delle tre parti in cui è composta l'opera, l'autore offre una carrellata sui sistemi elettorali vigenti nei vari paesi; nella seconda passa in rassegna le clausole costituzionali che danno forma alle relazioni che intercorrono tra il potere legislativo e il potere esecutivo. Nella terza affronta un curioso coacervo di argomenti, tra i quali emerge la proposta dell'autore, che punta su un presidenzialismo basato sull'alternanza.

Nel 1993 pubblica Democrazia: cosa è, che si è imposto nel tempo come testo di riferimento fondamentale tradotto in tutto il mondo. La riedizione italiana del 2007 (Rizzoli) si arricchisce di capitoli inediti che trattano temi divenuti cruciali dopo l'11 settembre 2001: i rapporti tra Occidente e mondo musulmano, la possibilità di "democratizzare l'Islam", lo scontro di civiltà provocato dai fondamentalismi.

Nel 1998 scrive Homo videns. Televisione e post-pensiero, una riflessione sull'influenza della tv-spazzatura sugli individui e, di conseguenza, sulla società

Con Pluralismo, multiculturalismo e estranei (Rcs 2000), Giovanni Sartori affronta il fenomeno dell’immigrazione dai paesi in via di sviluppo, tanto più problematico quanto più consistenti sono le dimensioni dei flussi migratori e ampia è la distanza culturale dei nuovi venuti. L'integrazione richiede tolleranza reciproca, ma soprattutto l'accettazione da parte degli aspiranti neo-cittadini del principio cardine su cui verte la convivenza europea: la separazione tra il potere dello Stato e quello della Chiesa. Procastinare questo chiarimento significa andare, col tempo, verso la balcanizzazione del Paese.

Recensendo una delle sue opere più recenti, Sergio Romano ha scritto:

    «Dopo la conclusione del suo insegnamento alla Columbia University, Sartori ha subito una specie di rigenerazione. Al lettore che voglia rendersene conto suggerisco di aprire il suo ultimo libro (Mala Costituzione e altri malanni, Laterza 2006) alla pagina 143 e leggere le conclusioni della conferenza tenuta al Teatro Regio di Torino il 5 ottobre 2004, nell' ambito del ciclo di lezioni Norberto Bobbio. In queste brevi pagine troverà il vecchio studioso di filosofia politica, rigorosamente logico, dialetticamente efficace, interessato ai grandi principi della democrazia e alle sue numerose varianti. Questo è il professor Giovanni Sartori, emerito della Columbia University, insignito del Premio Principe delle Asturie, tradotto nelle maggiori lingue e maestro di gran parte della scienza politica italiana. Ma non appena lascerà quelle pagine per il resto del libro (una raccolta di articoli pubblicati soprattutto dal «Corriere della Sera»), il lettore troverà il cittadino Sartori e una affascinante combinazione di rabbia, indignazione, ironia, derisione, sarcasmo. Persino lo stile è radicalmente diverso. Mentre i trattati hanno la pacatezza, l' equilibrio e l' ironia dei grandi logici toscani, gli articoli sono scritti con un lessico composto da accrescitivi, vezzeggiativi, diminutivi, peggiorativi e neologismi volutamente maccaronici...» [«Corriere della Sera» 2 febbraio 2006]

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Giovanni Sartori è stato insignito della laurea Honoris Causa dall'Università di Genova nel 1992; dall'Università di Georgetown (USA) nel 1994; dall'Università di Guadalajara (Messico) nel 1997; dall'Università di Buenos Aires (Argentina) nel 1998; dall'Università Complutense di Madrid (Spagna) nel 2001 e dall'Università di Bucarest (Romania) nel 2001.

Dal 1988 fa parte dell'Accademia dei Lincei ed è vice-presidente della Società Libera, per lo studio e la diffusione delle idee liberali nella società . Nel 1999 è stato nominato Comendador do Ordem do Cruzeiro do Sul dal presidente della Repubblica Federale del Brasile e nel 2005 ha ricevuto il Premio Principe delle Asturie dal Principe Felipe di Borbone, assegnatogli nella categoria Scienze Sociali. La motivazione della giuria recita:

    «... per il significativo apporto nel dibattito contemporaneo sulle Scienze Politiche.
    Il suo impegno, orientato alla molteplicità di libertà e vincoli presenti in una società aperta, è onnipresente nel suo lavoro, che è dedicato in particolare alla definizione di una teoria della democrazia.
    Il Professor Sartori ha riflettuto, richiamando l'attenzione dei suoi simili, sui problemi sociali e istituzionali della nostra epoca e sulla necessità di riequilibrare le forze che danno vita alla società democratica.
    Il suo pensiero gode di una straordinaria considerazione da parte dell'opinione pubblica internazionale»

Inoltre, Giovanni Sartori ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana la Medaglia d'Oro per meriti culturali ed educativi, la Medaglia d'Oro della Publica Istruzione, assegnata ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte. È membro della American Academy of Arts and Sciences.

Scrive regolarmente sul «Corriere della Sera».


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NOTE



BIBLIOGRAFIA
Una bibliografia completa delle opere di Giovanni Sartori è disponibile online sul sito dell'autore.

Milano, 2007-11-06 15:17:35

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«Il littorio e i gerarchi sono cose che possono venire in mente solo a impiegati da mille lire al mese, non "stomping at the Ritz" o "waltzing at the Savoy"! E si trasforma ancora adesso qui sotto i nostri occhi invece di morir del tutto perché rimane una delle costanti più sinistre di questo bel paese!»

(Alberto Arbasino, Fratelli d’Italia")

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PAROLE NUOVE

La ricomposizione dell'universo poetico pensante
Verso una convergenza tra poesia e filosofia, tra lirismo e speculazione, tra mito e logo
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Vertigine da infinito
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Dinanzi alle Terme di Caracalla
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Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
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«Un immenso deposito dei detriti di un mondo che, già prima dell’esplosione, doveva essere destituito di significato»
Giannino di Lieto (Minori, Salerno 1930-2006), poeta nuovo che non ha modelli, non ha maestri, ripudia gli imitatori, non cerca adepti, ha vissuto intensamente, dividendosi fra la scrittura, l’organizzazione culturale e l’impegno ideologico, seguendo un discorso proprio, fuori e sopra le mode, libero. (Giovanni Maria di Lieto)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008