ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

AUTORI A-Z

Sergio Corazzini (1886-1907)

Il più rappresentativo dei poeti crepuscolari
(Redazione Virtuale)

*
Nato a Roma, Sergio Corazzini è precursore del crepuscolarismo di cui frequentava gli esponenti al caffè Sartoris. Influenzato dai simbolisti e dai decadenti europei fa da cerniera tra la poesia sublime e l'elegia alla semplicità del quotidiano, alla nuova poetica novecentesca. Minato da una tubercolosi ereditaria ne fa la propria ispirazione per una poesia intensa e originalissima

    «La mia vita sarà senza dubbio di assai breve durata e me ne andrò, forse un giorno, il giorno in cui un incidente fatuo, in apparenza, determinerà per sempre, la grande risoluzione»
    [Sergio Corazzini, in una lettera del 21 agosto 1905 ad Antonello Caprino]

*

na meteora. Un astro che sprigiona luce, che abbaglia i suoi contemporanei e risplende tanto intensamente quanto brevemente. Nato a Roma nel 1886, Sergio Corazzini frequenta il ginnasio nel Collegio Nazionale di Spoleto che, a causa delle ristrettezze economiche della famiglia, dovute al fallimento della tabaccheria gestita dai genitori, deve presto abbandonare per far rientro nella Capitale.

Nato benestante, per contribuire al sostentamento della famiglia trova impiego in una compagnia di assicurazioni (La Prussiana), in un ufficio al pian terreno, con delle inferriate che danno su un cortile interno. Un ambiente angusto che il poeta descriverà in Soliloquio di un pazzo.

La sua formazione culturale e poetica è influenzata prevalentemente dai simbolisti e dai decadenti europei, fra questi Paul Verlain (1844-1896), Francis Jammes (1868-1938), Georges Rodenbach (1855-1898), Jules Laforgue (1860-1887) oltre che dai grandi poeti italiani: Pascoli, D'Annunzio e Corrado Govoni. Insieme a Guido Gozzano, Aldo Palazzeschi e a Marino Moretti – incontrati al Caffè Sartoris, punto di riferimento della poesia romana del tempo: «Ancora i testimoni di allora descrivono Sergio in pose forzate da poete maudit, da dandy dall'aria viziosa, ricercato nel vestire e accanito bevitore di Pernod» (Idolina Landolfi) – è iniziatore di una nuova poetica, battezzata da Giuseppe Antonio Borgese "crepuscolarismo", in ossequio ai temi che questi giovani poeti, innestandosi in una tradizione dominata da Pascoli e D'Annunzio, circoscrivono a situazioni e ambienti “oscuri”: chiese, ospedali, luoghi solitari, personaggi malati, destinati precocemente alla morte.

*

«I toni dolci e melanconici dei suoi versi, la ricerca delle piccole cose che possono confortarlo in un'esistenza difficile e il sottile distacco ironico fanno di Corazzini il precursore del crepuscolarimo. Rappresenta quindi il passaggio dalla poesia sublime di D'Annunzio e dall'elegiaco di Pascoli alla semplicità del quotidiano , dalla poesia di fine Ottocento, decadente e solitaria, alla nuova poetica novecentesca di Eugenio Montale, Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti.» (Emilio Cecchi).

I suoi argomenti vanno a interessare «il senso di estenuazione spirituale (etisia), il rifiuto del ruolo impegnativo del poeta, il distacco dai problemi politici e sociali del tempo. [...] Pur nella fugacità del tirocinio poetico, Corazzini è per certi aspetti il più rappresentativo dei poeti crepuscolari. In lui confluiscono tutti i temi della nuova poetica: 1) la sconsolata stanchezza del vivere, 2) il rifiuto del ruolo del poeta, 3) l'infantile rifugio nelle piccole cose quotidiane e domestiche, 4) le patetiche note degli organetti. Ma è soprattutto caratteristico di Corazzini il senso di morte incombente e ineluttabile, spesso vissuto con vagheggiamento della propria umana fragilità» (Maurizio Dardano).

Il fisico di Sergio Corazzini è minato da una forma di tubercolosi ereditaria che si manifesta nel 1904, aggravandosi velocemente. Nel 1906 il poeta viene ricoverato, prima a Nocera, dove conosce Sonia, una danese di cui si innamora platonicamente, e quindi nell'ospedale di Nettuno, ma già all'inizio del 1907, senza più speranze, fa rientro nella Capitale, oramai avvitato in un declino fisico inarrestabile, un destino ineluttabile.

Aveva pubblicato in alcune riveste romane e napoletane poesie sparse che costituiscono parziali anticipazioni o rifacimenti delle poesie poi raccolte in volume. Le prime poesie sono in dialetto romanesco. La sua produzione poetica è costituita da cinque raccolte e versi sparsi: nella prima, Dolcezze (1904), Marziano Guglielminetti ravvede echi di Pascoli (Poemetti) e di D'Annunzio, unitamente a «recuperi di certo simbolismo stilnovista».

Nel 1905 partecipa alla rivista quindicinale «Cronache latine», di cui usciranno tre numeri. La raccoltaL'amaro Calice contiene liriche come Invito e Rime del cuore morto, Toblack esprime uno spirito personale non del tutto tragico, ma positivo, concreto e realistico. Nel 1905, al teatro Metastasio di Roma, viene rappresentata anche l'unica opera teatrale conosciuta di Corazzini: Il traguardo.

*

La terza raccolta Le aureole del luglio 1905 rappresenta uno spartiacque tra la prima produzione poetica e la seconda produzione che inizia con la quarta silloge, Piccolo libro inutile (1906), in cui domina uno spirito tragico, religioso, pessimistico e quasi mistico. La penultima produzione di Corazzini comprende il componimento poetico Elegia (1906), Poemetti in prosa (1906) e la quinta raccolta Libro per la sera della domenica che contiene soprattutto motivi crepuscolari. Mentre l'estremo sforzo creativo è costituita dalla lirica Il sentiero e la bellissima La morte di Tantalo dominata da uno spirito e da un linguaggio favolista e simbolico, che «rappresenta una condanna alla vita bella sua eterna, quotidiana tragicità; una vita bassa, vile, una vita di fatica, una vita piena di desideri, dunque una vita che non ha più dell'umano, indegna di essere vissuta: solo il vuoto, il nulla dell'eterno errare.

    E aggiungi che non morremo più
    e che andremo per la vita
    errando per sempre.

La morte di Tantalo è la lirica che ha affascinato i critici per il suo spiccato simbolismo, spingendoli alle più varie interpretazioni. Essa è il rovesciamento, la negazione della lenta morte di Desolazione del povero poeta sentimentale» (Idolina Landolfi ).

Nei mesi che ne precedono la fine compone le ultime poesie: Il sentiero e La morte di Tantalo, pubblicata postuma. Si spegne prematuramente, il 17 giugno 1907 a Roma.

*


Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato su questo autore:



NOTE
Questo articolo è basato sugli appunti forniti gentilmente a ItaliaLibri da Biagio Carrubba



BIBLIOGRAFIA
Marziano Guglielminetti, Poeti e scrittori e movimenti culturali del primo Novecento in Enrico Malato, Storia della Letteratura italiana (Salerno Editrice 1999).
Emilio Cecchi, I crepuscolari: Gozzano e Corazzini, in Emilio Cecchi e Natalino Sapegno, Storia della Letteratura Italiana, (Garzanti Grandi Opere 2001).
Filippo Donini, Vita e Poesia di Sergio Corazzini (De Silva, Torino 1949).
Idolina Landolfi Poesie di Sergio Corazzini (Biblioteca Universale Rizzoli 1999).
Romano Luperini in Poeti italiani del XX secolo (Editore Palumbo) Maurizio Dardano, I testi, le forme, la storia : antologia italiana per il biennio delle scuole medie superiori - (Palermo! - stampa 1998).

Milano, 2013-02-05 10:30:27

© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Mai davvero felice e mai del tutto / infelice – oh, l’ho capito; e mi regolo. / Ma pensare la gioia, almeno quello: / pensarla! e qualche volta, senza farsi/ troppe idee, senza montarsi la testa, / annusarla, sfiorarla con le dita / come se fosse (non lo è?) l’avanzo / della vita di un santo, una reliquia...»

(Giovanni Raboni)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Il ritorno di Hermes nella critica letteraria
«Nel segno del Tao e di Mercurio, distruggiamo la regia più autoritaria e autoreferenziale che ci sia: quella dell’Ego.»
Capire non vuol dire circoscrivere il senso di un testo. Paolo Lagazzi ripropone un’ermeneutica che rispetti Hermes in ogni senso, e il testo con lui. Un’ermeneutica critica ‘nel tempo’, nel divenire. Una critica mimetica che trova il suo esponente più acuto in Pietro Citati. L’autore-critico porta dentro di sé due archetipi: il Saltimbanco baudelairiano, che viaggia sulla corda sospesa, e l’illusionista o il Mago, che riesce a tirare fuori dal reale quello che è nascosto, ma anche quello che non c’è, che non esiste, e gioca sul filo del mistero tra realtà e apparenza, caratteristiche che Lagazzi indica in scrittori come Barilli, Bontempelli e Zavattini. (Roberto Caracci)
In natura prevale la resistenza
Intervista a Luciano Erba
Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo. (Maria Antonietta Trupia)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)

Blackout
Dall'oscurità, la luce...
Per tre personaggi, ognuno con la propria storia, la notte bianca di Roma del grande blackout del 2003 diventa motivo di scoperta e nuova consapevolezza. Erica, in deficit di sonno, culla la sua bambina e fantastica di volare; Francesca affronta nell'oscurità un uomo semi-sconosciuto e una nuova relazione; Adriano, stanato dalla paralisi degli elettrodomestici apre gli occhi per la prima volta dopo lungo tempo e vede il mondo reale... (Roberta Andres)
La Letteratura italiana del Novecento
La visione di Cesare Segre
I personaggi di maggior calibro del panorama letterario del Novecento sono nati tutti nel secolo precedente. Ripercorrendone le tappe, Cesare Segre fissa alcuni punti chiave di un percorso che, attraversando per intero il secolo scorso, porta allo stato della presente letteratura contemporanea, soggetta all'influsso invadente dei media e alle bizze volubili e inconsistenti delle sottoculture (Vilma Viora)
Il caso e la necessità
La straordinaria avventura di un uomo-ragno
Tommaso Landolfi si laurea all'Università di Firenze in lingua e letteratura russa. Traduttore quindi di importanti autori russi, i suoi primi testi compaiono sulle riviste letterarie del tempo. Nobile aristocratico, ironico e indifferente, affascinato dai ragni, dal tappeto verde della roulette e dal caso, in cui crede dubitandone, ci ha lasciato una vasta opera letteraria, delle più pregevoli e raffinate, al di fuori del tempo, a livello dei maggiori protagonisti della sua incredibile epoca. (Redazione Virtuale)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008