Giovanni Boccaccio nasce a Firenze o a Certaldo in Valdelsa. Fa pratica bancaria a Napoli, nella succursale dei Bardi. La sua formazione intellettuale e umana si compie nello Studio (Università) napoletano.

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Giovanni Boccaccio (1313-1375)



Realtà e leggenda si uniscono nella vita di Giovanni Boccaccio

iovanni Boccaccio nasce tra il giugno e il luglio del 1313, a Firenze o a Certaldo in Valdelsa, figlio illegittimo del ricco mercante, dipendente e poi socio del Banco dei Bardi, Boccaccino di Chellino. Leggendaria è la notizia della sua nascita a Parigi da una nobildonna di stirpe principesca.

Dopo aver ricevuto i fondamentali insegnamenti grammaticali e letterari, verso il 1327-'28 viene mandato dal padre a far pratica bancaria a Napoli, nella succursale dei Bardi: la compagnia fiorentina che insieme ai Peruzzi e agli Acciaiuoli detiene il monopolio delle imprese finanziarie del Regno di Roberto d'Angiò. Questo apprendistato mercantile e bancario si rivela un totale fallimento. Per sei anni non fa altro che sprecare tempo in un'attività per lui odiosa; sempre per volontà paterna ripiega sul diritto canonico, frequentando le lezioni di Cino da Pistoia (noto maestro di diritto e famoso rimatore stilnovista, amico di Dante e Petrarca), ma vi perde circa altri sei anni. Così finalmente abbandona gli studi ingrati, e da autodidatta, leggendo sia i classici sia la contemporanea produzione romanzesca cortese, si dedica interamente e avidamente alla poesia, a cui «un'antichissima disposizione dello spirito lo faceva tendere con tutte le sue forze».

La sua formazione intellettuale e umana si compie dunque nel più importante centro culturale italiano: lo Studio (Università) napoletano, la ricchissima biblioteca reale e la stessa raffinata corte angioina si configurano come punto d'incontro tra la cultura italo-francese e quella arabo-bizantina, attirando da ogni parte poeti, letterati, eruditi, scienziati e anche artisti come Giotto, che in quegli anni sta lavorando agli affreschi del Castel Nuovo. Questo vivace mondo culturale, l'aristocratica, elegante e gaia società della corte, gli svaghi, i diletti e gli amori di questi anni spensierati e felici si intravedono nella sua prima produzione letteraria, ispirata dall'amore per la leggendaria Maria dei conti D'Aquino, figlia illegittima del re Roberto d'Angiò: le Rime, la Caccia di Diana, il Filostrato, il Filocolo, il Teseida (terminato poi a Firenze).

Nel 1340-'41, in seguito al fallimento della Compagnia dei Bardi, richiamato dal padre torna a Firenze a una vita di ristrettezze economiche. Compone la Commedia delle Ninfe Fiorentine (1341-'42), l'Amorosa visione (1342), l'Elegia di madonna Fiammetta (1343-'44), piena di rimpianto per il mondo napoletano, ed infine il Ninfale fiesolano (1344-'46).

Soggiorna a Ravenna, alla corte di Ostasio da Polenta (1345-'46); e poi a Forlì, al seguito di Francesco degli Ordelaffi (1347-'48). Rientrato a Firenze, nel 1348 assiste agli orrori e alla tragedia della peste (durante la quale perde il padre), poi rievocata nell'opera che rappresenta il culmine della sua esperienza creativa, il Decameron (1349-'51).

Grazie alla sua fama letteraria riceve da parte del Comune di Firenze importanti e onorifici incarichi ufficiali, come le ambascerie in Romagna (1350), presso Ludovico di Baviera (1351), e presso i papi Innocenzo VI (1354) e Urbano V ad Avignone e a Roma (1365, 1367). Nel '50 è inviato a Ravenna per consegnare alla figlia di Dante, suor Beatrice, un simbolico risarcimento per l'esilio del padre. Nel '51 si reca a Padova dal Petrarca per restituirgli il patrimonio familiare confiscatogli dal Comune, e per offrirgli una cattedra del nuovo Studio.

Dopo la composizione del Decameron, inizia un periodo di ripiegamento spirituale e di vocazione meditativa. Boccaccio si dedica appassionatamente allo studio dei classici, scambiando testi antichi col Petrarca, a cui è inoltre legato da un'affettuosa amicizia. Diffonde in Italia e in Europa le più recenti e mirabili scoperte di codici e opere letterarie (Varrone, Marziale, Tacito, Apuleio, Ovidio, Seneca). Nel 1359 fa istituire presso lo Studio di Firenze la prima cattedra di greco, assegnandola a Leonzio Pilato, a cui commissiona anche la traduzione dei poemi omerici. Nell'ambito di questa ampia attività filologico-erudita di tipo umanistico si collocano i suoi repertori sulle divinità classiche (De genealogiis deorum gentilium), sulla geografia (De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris), sulle più illustri figure femminili (De claris mulieribus), e maschili (De casibus virorum illustrium).

Nel 1355 o nel 1365 compone il Corbaccio. Forti scrupoli morali lo portano a meditare persino la distruzione del Decameron , ma il Petrarca in una lettera del 1364 lo dissuade, invitandolo a riflettere sui valori spirituali dell'attività letteraria. Dopo aver ricevuto gli ordini minori, nel 1360 ottiene da papa Innocenzo VI l'autorizzazione ad aver cura di anime; e l'anno successivo, si ritira a Certaldo nella casa paterna, in cui crea con Filippo Villani, Luigi Marsili e Coluccio Salutati un centro di cultura umanistica.

Nel 1362, e poi ancora nel 1370, si reca a Napoli nella speranza di trovarvi una decorosa sistemazione, ma entrambe le volte torna a Certaldo deluso e amareggiato. Nel 1373 riceve l'incarico da parte del Comune di Firenze di commentare pubblicamente la Commedia di Dante nella chiesa di Santo Stefano di Badia, ma dopo pochi mesi, essendo sofferente di idropisia, è costretto a rinunciare alle sue pubbliche letture, interrompendole al canto XVII dell'Inferno.

Stanco, malato e angustiato dalle solite ristrettezze economiche, si ritira a Certaldo, dove muore il 21 dicembre 1375, un anno e mezzo dopo il suo amico Petrarca.

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Davide Romano, Gaeta (Latina), 6/11/'04

Vorrei complimentarmi con la ristrettezza di prospettiva del signor giovanni di arezzo che afferma l'inutilità di tradurre il Decameron e il Cortegiano. Volevo farle presente che entrambi i testi sono scritti in volgare toscano che, sebbene ancora comprensibillisimo per un nostro contemporaneo di area toscana, lo è molto meno per un signore napoletano, siciliano o milanese, che attingono i loro dialetti da un lessico completamente differente. Scusate il punto d'invettiva ma sono contrario ai regionalismi d'élite. Cordiali saluti.


Valeria Minini, Napoli, 3/11/'04

Boccaccio è stato ed è ancora un grande personaggio della nostra storia letteraria, scrittore unico e realista,che attraverso le sue novelle insegna a tutti come vivere e fa sentire reale il mondo di quell' epoca.Per me egli è un grande uomo che con le sue opere fa vivere ancor oggi, nel mondo moderno,le meravigliose vicende e le sensazioni di un passato così lontano.


Sabah Arhlabi, Rabat (Marocco), 28/10/'04

Buongiorno, sono molto contenta di scrivere a italia libri per esprimere la mia ammirazione su questo scrittore del medioevo Boccaccio e saro molto fellice quando inviarmi qualche informazione su questo grande scrittore per aiutarmi nella mia tesa grazie mille e in attesa. sabah


Matteo, Genova, 1/10/'04

OTTIMO


Giovanna Sacchiero, Arzignano (Vicenza), 27/09/'04

Mi viene in mente una cosa, i grandi geni sviluppano meglio i loro lavori in momenti di crisi esistenziale. In questo periodo in cui le persone stesse erano alla ricerca di rivelazioni, di stabilità, di fiducia, di verità, la mente umana viaggiava ai 300 Km all'ora e....che risultati!!! Magnifici, e soprattutto attuali! Ciò che spero è, che oggi vengano rilette queste opere! Potrebbero servirci ad usare meglio il nostro cervello!


Erika, Certaldo (Fi), 15/07/'04

...io sono di parte,sono stata giusto ieri a vedere casa sua,mi è sempre piaciuta molto,fin da piccola quando ci andavo,vi consiglio di fare un salto a certaldo se vi piace davvero questo autore. :)


Gioel Bodro (mabpdro@Tin.it), Aosta, 19/05/'04

Trovo che Boccaccio sia bravissimo, tant'è che lo portato all'esame di idoneità. Alcune novelle del decamerone le ho lette, devo dire che mi sono piaciute, non in quanto siano burlesche o ...,-alcune- ti fanno capire quanto valga l'amore..o comunque la voglia di vivere,di godere la vita.


Blue La Rosa, Firenze, 15/05/'04

Il mio commento riguarda Boccaccio , ma anche Dante e Petrarca,perché secondo me non si possono ben comprendere se non si mettono in relazione,confrontandoli e mettendo in evidenza le analogie e le differenze tra la lingua,lo stile,le tematiche....sono contemporanei,tutti e 3 grandi scrittori del '300,ma tuttavia molto diversi tra loro. Dunque il mio commento è su questo sito:manca 1 confronto tra questi 3 autori.Secondo me non dovreste parlare di 1 solo scrittore per volta,ma metterlo in relazione con gli altri grandi autori a lui contemporanei,confrontarlo con loro,per meglio comprendere il suo stile e la sua originalità.Lo FARETE questo confronto,partendo da Dante,Petrarca e Boccaccio?SBRIGATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Mi serve per un tema!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!IL mio è un consiglio,e spero che soddisferete la mia richiesta.GRAZIE!!E BUON LAVORO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Giuliana Vercesi (Giaze@tiscali.it), Milano, 12/05/'04

Ho sessant'anni e per aiutare una nipote a fare dei riassunti, ho riletto alcune novelle del Boccaccio. E' incredibile che un medioevale abbia scritto d'amore, d'astuzie, di tenerezze. Mi ha procurato piacere enorme leggere le sue novelle. Quelle che mi sono piaciute di più sono state Federigo degli Alberigi, Andreuccio da Perugia e lo straordinario Ser Ciappelletto: Cose diverse per esaltare l'uomo in tutte le sue componenti psicologiche. Quanto ha scritto! e pensare che io, per scrivere qualche novella , e neanche bella , impiego anni ed anni.Ma si sa, il genio e genio. E poi mi piace anche la sua modestia e la sua devozione per Dante, che per me è già il massimo.Saluti a tutti.Giuliana


Antonio Tauletta, Casandrino (Na), 8/05/'04

La caratteristica principale del boccaccio è la serenita'. Quando stava a contatto con la gente non assumeva mai la posa di saggio,aveva una sola ambizione di far sapere che era stato il primo a diffondere la lingua greca a firenze


Francesca Ceravolo, Reggio Calabria, 13/04/'04

Ammiro molto questo autore in quanto in un periodo,in cui la letteratura era solo un qualcosa per insegnare alla gente, dove, come nel caso di petrarca che nn sapeva cosa scegliere tra amore,mondanità...tutto ciò ke gli pareva attraente e la religione...boccaccio mette come centro l'uomo,l'amore terreno.. però non dobbiamo definirlo come un autore volgare anzi la sua volgarità non è affatto volgarità in quanto riesce ad esprimersi con termini che son tutto trannne volgari...è stato un abile maestro e poi la cornice che ha adottato è qualcosa di veramente sublime... per non parlare dell'industria che adotta nei suoi capolavori che può essere paragonata a quella di terenzio... con questo voglio esprimere la mia gratitudine ad un personaggio che può essere definito un monumento letterario insieme a dante e petrarca...


Melania D'Amora, Scfati (Salerno), 19/03/'04

Per me boccaccio,dopo dante è il massimo esponente della letteratura italiana


Ludovica Panico, Casali (Salerno), 16/02/'04

PENSO KE BOCCACCIO SIA UN OTTIMO SCRITTORE, MA LEGGENDO LE SUE OPERE HO POTUTO CAPIRE CHE ERA UN UOMO MOLTO REALISTICO; QUESTO GIA' LO SI CAPISCE DA COME CONSIDERA FIAMMETTA: IN MANIERA TROPPO TERRENA!


CRISTINA MINERDO, Alba (Cn), 18/12/03

MA NON TI POTEVI FARE I CAZZI TUOI QUEL GIORNO CHE HAI SCRITTO IL DECAMERON TI ODIO ADESSO MI DOVRO' PASSARE TUTTE LE VACANZE DI NATALE A STUDIARTI GRAZIE 1000 TI ODIO


Carlo Roggia, Orta Nova (Fg), 19/11/'03

E' uno scrittore e poeta che suscita stupore e scalpore nello stesso tempo, era bravo^!


Linda Merlini, Roma, 12/10/'03

Io,da brava studentessa scrivo che per me Giovanni Boccaccio con il suo fantastico Decameron(che tral altro sto studiando) e tutte la sue altre opere è un maestro e che mi sono incantata con la sua bravura e se fosse ancora vivo gli farei tantissimi complimenti perché è riuscito a far capire il significato delle sue opere anche a una tredicenne come me che ama la letteratura e che quindi si appassiona per quello che lui ha scritto!ancora tantissimi complimenti al magnifico Giovanni Boccaccio e saluti a tutti da linda.


Michele Sherokee (ferrouomo21@hotmail.com), Warren (Ohio), 16/06/03

Oh Valente Signor Boccaccio, le parole non bastano per dire quanto utili ed apprezzabili sono le sue novelle che ci insegnano tutti come vivere. Per me le tue opere sono una guida completa alla vita moderna esibita tramite le pillole di sagezza che si trovano inseriti nei problemi, negli avvenimenti e nelle descrizioni dei suoi propri tempi. Il modo suo e`di reagire e di ridefinire la concezione originale dello stilnovismo dantesco e petrarchesco. Ci mostra che l'amore non e` un aspetto vergognoso e negativo dell' umanita' ma una grande forza che si apre a tutti coloro che lo accettano. Bravo maestro.


Riccarda Rossi (cscadag@libero.it), Ravenna (Rimini), 24/05/03

Sei stato davvero un grande personaggio, ammiro la tua capacità di descrivere suggestivamente e oggettivamente la realtà mercantile, dei traffici, degli accorti affari del tuo tempo. Il tuo distacco dallo stil novo ma anche dallo stesso Dante è molto evidente. Soprattutto nella tua concezione delle donne e dell'amore non solo rivolto ad esse ma che nei tuoi componimenti può partire anche da queste.


Angela Bonadonna (angelabonadonna@infinito.it), Butera (Caltanissetta), 23/05/03

CERTO,KE TU CARO BOCCACCIO,CON DANTE E PETRARCA SIETE PRORIO SFIGATI!CI STRESSATE DI BRUTTO A SCUOLA E SOPRATTUTTO STUDIANDOVI,ANKE SE...VI INVIDIO X LA VOSTRA INTELLIGENZA


Michela De Santis, Firenze, 15/05/03

Mi viene spontaneo farvi 1 domanda......ma perché un grande uomo come Boccaccio non si poteva fare i c.... suoi alla casa???????Vi ringrazio x avermi permesso di scrivere.BACIONI


Fabio Bruni, (brunmed@libero.it), Bari, 26/03/03

È un grande........ lo amo troppo e il decameron è bellissimo!!!!!!!!!!!!!!! Fabio Bruni il bono


Vukica Kraincanic (vukica_kr@yahoo.co.uk), Belgrado (Serbia-Montenegro), 18/03/03

Uno scrittore straordinario! Molto attuale anche nei tempi nostri.


Paula Sturniolo (sturniolopaula@yahoo.com) C. del Uruguay, Entre Rios, 06.12.2002

Amo Boccaccio, mi pare uno scrittore unico , meraviglioso, che ti fa sentire il mondo di quell'epoca reale. Uno ingressa in quel mondo del 300, un mondo ben descritto con i suoi guai , con le sue meraviglie.


Gianluca Blundo (rosblund@.it), Sabaudia (Latina), 5.11.2001

Buona sera signor Boccaccio sono Blundo Gianluca e vorrei che lei mi dicesse tutta la sua storia, tutto quello che sa di lei, mi serve per fare una ricera. La ringrazio.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 20 lug 2006

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