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Gabriele D'Annunzio (1863-1938)


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Amando definire «inimitabile» la sua vita, Gabriele D'Annunzio costruisce intorno a sé il mito di una vita come un'opera d'arte.

abriele D'Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da famiglia borghese, che vive grazie alla ricca eredità dello zio Antonio D'Annunzio. Compie gli studi liceali nel collegio Cicognini di Prato, distinguendosi sia per la sua condotta indisciplinata che per il suo accanimento nello studio unito ad una forte smania di primeggiare. Già negli anni di collegio, con la sua prima raccolta poetica Primo vere, pubblicata a spese del padre, ottiene un precoce successo, in seguito al quale inizia a collaborare ai giornali letterari dell'epoca. Nel 1881, iscrittosi alla facoltà di Lettere, si trasferisce a Roma, dove, senza portare a termine gli studi universitari, conduce una vita sontuosa, ricca di amori e avventure. In breve tempo, collaborando a diversi periodici, sfruttando il mercato librario e giornalistico e orchestrando intorno alle sue opere spettacolari iniziative pubblicitarie, il giovane D'Annunzio diviene figura di primo piano della vita culturale e mondana romana.

Dopo il successo di Canto novo e di Terra vergine (1882), nel 1883 hanno grande risonanza la fuga e il matrimonio con la duchessina Maria Hardouin di Gallese, unione da cui nasceranno tre figli, ma che, a causa dei suoi continui tradimenti, durerà solo fino al 1890. Compone i versi l'Intermezzo di rime ('83), la cui «inverecondia» scatena un'accesa polemica; mentre nel 1886 esce la raccolta Isaotta Guttadàuro ed altre poesie, poi divisa in due parti L'Isottèo e La Chimera (1890).

Ricco di risvolti autobiografici è il suo primo romanzo Il piacere (1889), che si colloca al vertice di questa mondana ed estetizzante giovinezza romana. Nel 1891 assediato dai creditori si allontana da Roma e si trasferisce insieme all'amico pittore Francesco Paolo Michetti a Napoli, dove, collaborando ai giornali locali trascorre due anni di «splendida miseria». La principessa Maria Gravina Cruyllas abbandona il marito e va a vivere con il poeta, dal quale ha una figlia. Alla fine del 1893 D'Annunzio è costretto a lasciare, a causa delle difficoltà economiche, anche Napoli.

Ritorna, con la Gravina e la figlioletta, in Abruzzo, ospite ancora del Michetti. Nel 1894 pubblica, dopo le raccolte poetiche Le elegie romane ('92) e Il poema paradisiaco ('93) e dopo i romanzi Giovanni Episcopo ('91) e L'innocente ('92), il suo nuovo romanzo Il trionfo della morte. I suoi testi inoltre cominciano a circolare anche fuori dall'Italia.

Nel 1895 esce La vergine delle rocce, il romanzo in cui si affaccia la teoria del superuomo e che dominerà tutta la sua produzione successiva. Inizia una relazione con l'attrice Eleonora Duse, descritta successivamente nel romanzo «veneziano» Il Fuoco (1900); e avvia una fitta produzione teatrale: Sogno d'un mattino di primavera ('97), Sogno d'un tramonto d'autunno, La città morta ('98), La Gioconda ('99), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Jorio (1903).

Nel '97 viene eletto deputato, ma nel 1900, opponendosi al ministero Pelloux, abbandona la destra e si unisce all'estrema sinistra (in seguito non verrà più rieletto). Nel '98 mette fine al suo legame con la Gravina, da cui ha avuto un altro figlio. Si stabilisce a Settignano, nei pressi di Firenze, nella villa detta La Capponcina, dove vive lussuosamente prima assieme alla Duse, poi con il suo nuovo amore Alessandra di Rudinì. Intanto escono Le novelle della Pescara (1902) e i primi tre libri delle Laudi: Maia, Elettra, Alcyone (1903).

Il 1906 è l'anno dell'amore per la contessa Giuseppina Mancini. Nel 1910 pubblica il romanzo Forse che sì, forse che no, e per sfuggire ai creditori, convinto dalla nuova amante Nathalie de Goloubeff, si rifugia in Francia.

Vive allora tra Parigi e una villa nelle Lande, ad Arcachon, partecipando alla vita mondana della belle époque internazionale. Compone opere in francese; al «Corriere della Sera» fa pervenire le prose Le faville del maglio; scrive la tragedia lirica La Parisina, musicata da Mascagni, e anche sceneggiature cinematografiche, come quella per il film Cabiria (1914).

Nel 1912, a celebrazione della guerra in Libia, esce il quarto libro delle Laudi (Merope. il quinto, Asterope, sarà completato nel 1918 e i restanti due, sebbene annunciati, non usciranno mai). Nel 1915, nell'imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale, torna in Italia. Riacquista un ruolo di primo piano, tenendo accesi discorsi interventistici e, traducendo nella realtà il mito letterario di una vita inimitabile, partecipa a varie e ardite imprese belliche, ampiamente autocelebrate. Durante un incidente aereo viene ferito ad un occhio. A Venezia, costretto a una lunga convalescenza, scrive il Notturno, edito nel 1921.

Nonostante la perdita dell'occhio destro, diviene eroe nazionale partecipando a celebri imprese, quali la beffa di Buccari e il volo nel cielo di Vienna. Alla fine della guerra, conducendo una violenta battaglia per l'annessione all'Italia dell'Istria e della Dalmazia, alla testa di un gruppo di legionari nel 1919 marcia su Fiume e occupa la città, instaurandovi una singolare repubblica, la Reggenza italiana del Carnaro, che il governo Giolitti farà cadere nel 1920. Negli anni dell'avvento del Fascismo, nutrendo una certa diffidenza verso Mussolini e il suo partito, si ritira, celebrato come eroe nazionale, presso Gardone, sul lago di Garda, nella villa di Cargnacco, trasformato poi nel museo-mausoleo del Vittoriale degli Italiani. Qui, pressoché in solitudine, nonostante gli onori tributatigli dal regime, raccogliendo le reliquie della sua gloriosa vita, il vecchio esteta trascorre una malinconica vecchiaia sino alla morte avvenuta il primo marzo 1938.

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Vale, Palermo, 18/10/'04

La prof. di letteratura ci ha detto che D'Annunzio, da esteta, volle provare anche i dolori del parto... Qualcuno sa se è vero e soprattutto in che modo ci provò?


Giuseppe Raspar, Monfalcone (Gorizia), 5/10/'04

Vorrei conoscere "la preghiera di Doberdò" scritta da Gabriele D'Annunzio, che non mai letto. Doberdò è un paesino del Carso Goriziano, dove passò cruenta la prima guerra mondiale. Vi ringrazio per la bella e importante esposizione sulla vita e le opere di D'Annunzio, che devo rileggere per dare l'attenzione che si merita. un cordialissimo saluto .


Federico Magherini, Empoli (Fi), 23/08/'04

Rudy di bologna scrive nello stomaco della balena, non era una belena ma un orribile pesce-cane lungo più di un chilometro senza contare la coda , alto più di un palazzo a 5 piani, con una bocca che ci sarebbe entrata comoda tutta la strada ferrata ed il treno ed inoltre con un'asma terribile. questo per correttezza visto che walt disney ha diffuso la menzogna della balena confondendo le idee a tutti e rovinando, riscrivendola tutta diversa, una fiaba straordinaria.


Nathan Santacruz, Taranto, 26/07/'04

Era un pazzo esaltato,convinto della sua superiorità nei confronti della marea democratica e borghese;amava il lusso,l'eleganza,la bellezza,il libertinaggio,e come pochi,riuscì a godersi la vita. Suo grande merito è stato infondere negli italiani sentimenti patriottici e nazionalistici. E'un maestro di vita.


Alberto Licandro, Saitama (Giappone), 6/07/'04

Gabriele D'Annunzio e' nato dalla famiglia Rapagnetta, non dalla famiglia D'Annunzio. D'Annunzio e' il cognome della famiglia di adozione. La famiglia Rapagnetta era povera, quindi ha dovuto affidare Gabriele ad un orfanatrofio. Mia nonna paterna, Elena Rapagnetta, deceduta da un po' di anni era cugina di primo grado di Gabriele. G. D'A. non e' deceduto di morte naturale, bensi e' stato spinto dalla finestra del primo piano della stanza del pianoforte dal suo pianista, pare per gelosia, e cadendo di testa su una pavimentazione di pietra, si ruppe il cranio e mori instantaneamente. Sono milanese ma abito in Giappone da nove anni e si sta producendo, in lingua giapponese, la traduzione della homepage di Gabriele D'Annunzio. Distinti saluti
Alberto Licandro
Professore Associato
Takasaki University of Art & Music


Domenico, Bologna, 6/07/'04

Da molti anni, ormai, mi trovo a Bologna per motivi di lavoro... ma le mie radici abruzzesi non le posso ignorare! Con Le Novelle della Pescara di D'Annunzio ho riscoperto la gioia, la voglia e l'orgoglio di appartenere a una Terra forte, decisa e meravigliosa, a un Popolo autentico.


Andrea, Pisa, 26/06/'04

Visitate il mio sito su Gabriele d'Annunzio vi convincerete delle vostre idee sbagliate. HTTP://MEMBERS.XOOM.VIRGILIO.IT/PINOLASELVA GRAZIE A TUTTI ED IN PARTICOLAR MODO A COLORO CHE AMANO IL VATE


Danilo Volzone, Battipaglia (Sa), 26/06/'04

Gabriele D'annunzio è sicuramente uno dei più grandi autori della letteratura italiana e non solo... direi anche della storia d'Italia! Sicuramente le sue battaglie restano memorabili (beffa di Buccari, Volo su Vienna) e le sue poesie indimenticabili, sottolinierei soprattutto quelle presenti nell'opera Alcyone vere e proprie opere d'arte... CIAO A TUTTI E GRAZIE


Dino Licci, Maglie (Lecce), 26/06/'04

Difficile parlare di D'annunzio in poche righe.Troppo complesso il personaggio,il poeta,l'eroe,l'oratore ,il nevrotico esaltatore di se stesso.Se un poeta è tale perché trasmette emozioni,egli è più che poeta perché tutta la nostra vita ,anche attuale,è influenzata dalle sue gesta ,dalla sua caparbia capacità di convincere e coinvolgere.Prima con la campagna di Libia ,poi con la grande guerra,egli riesce ad avere la meglio perfino sulla oculata gestione del potere che portava avanti il governo Giolitti e Mussolini stesso ne avrà timore e soggezione.Il vate era influenzato da Nietzsche tanto da creare il suo stesso personaggio forgiandolo sulla teoria del superuomo che il filosofo gli proponeva.I suoi tanti amori sono un coacervo di poesia,lussuria,depressione,ansia,solitudine.Il Vittoriale così tetro,così espressivo dei gusti del suo inquilino ,inducono a riflessioni malinconiche e cupe sulla vera personalità del personaggio.Ma certamente è riuscito a far parlare di sé sia durante la sua turbolenta vita che dopo la sua silenziosa morte!


Gianluca Sanna, Cagliari, 25/06/'04

Un bravo studente, sempre spinto alla competizione...non sempre eccellente, ma di impegno tenacissimo! Ti fronte agli stimoli della vita mondana, abbandona gli studi universitari e si da alla vita.. Si costruisce un'immagine idealizzata di se e la riflette nella società. Lui, il poeta dalla sensibilità sublime, spaventato dalla gretta borghesuccia, ne stuzzica e asseconda i gusti per vendere...vendere e fare soldi! soldi che non bastano mai per il suo "vivere inimitabile"! Ma la sua figura dell'esteta è troppo "passiva", non può cambiare le cose:ecco che nasce il superuomo...perndo un poco di Nietsche lo unisco all'esteta ed'ecco fatto! Un uomo attivo, energico, amante dell'arte sopraffina...ma col coraggio e la forza di opporsi al parlamentarismo, alle libertà, all'uguaglianza : solo il superuomo deve e può governare le suddite masse! Eccovi D'Annunzio, nel bene e nel male.


Luciano, Napoli, 24/06/'04

...quello che interpreta il senso di fine di un mondo e di una cultura,che tocca itemi della perplessità,dell'ambiguità,del tormento interiore,che si avventura ad esplorare le zone della psiche dove fermentano gli impulsi più oscuri,che esprime una sensualità complicata,che vagheggia con disperata nostalgia una bellezza del passato avvertita ormai come mito irragiungibile...Questo è il vero D'annunzio quello decadente...


Federico, Pisa, 23/06/'04

Egocentrismo alla massima potenza, tendenze democratiche molto discutibli, travisamento degli scritti di Nietzsche in un concetto MOLTO PERSONALE di superuomo, scriveva poesie e componimenti aprendo vocabolari (vedi L'Onda) e libretti per turisti. Avrebbe ed ha fatto di tutto per apparire (vedi Fiume): anche se dotatato di indiscusse doti stilistico-letterarie, personalmente lo reputo più un individuo dall'ego degenerato ed elevato all'ennesima potenza che un poeta, che ha basato il suo successo sull'influenza esercitata sulle masse dei lettori borghesi.


Alessio Folci, Milano, 15/06/'04

La passione, la bellezza,il coraggio e l'onore...praticamente l'Uomo. Solo chi lo critica non aspira alla Gloria della Storia. Saluti Ale


David Cattaneo, Lecco, 13/06/'04

È un grande scrittore e un grande uomo. ha avuto il coraggio di mettere in pratica le idee su cui scriveva. un superuomo.....


Christian Arthef (Cobra1@tiscali.it), Roma, 11/06/'04

Oltre che artista il più GRANDE SOLDATO di tutti i tempi che ispirò addirittura il Duce per il coinvolgimento di massa.


Giovanna Valenti, Villafrati (Palermo), 8/06/'04

UN'AUTORE MOLTO CONTRASTATO COL SUO INCONSCIO E LA SUA PERSONALITA' MOLTO DA AMMIRARE MA ANCHE MOLTO DEPROREVOLE IL SUO STILE,COME LE SUE POESIE:DEL TUTTO ASSURDE........ MA MOLTO "REALI".PREFERISCO MONTALE PER QUANTO CONCERNE LA SUA PERSONALITA' E OPERE......TUTTO DA LEGGERE E DA CAPIRE SINO IN FONDO!!!!!


Ale, 8/06/'04

Troppo innaturale, non ha nemmeno il coraggio di mettersi in discussione per quello che è, ogni istante della sua vita è pervaso da artificio ed esibizione. Tutto forma e niente contenuto, personalmente non rientra nei miei gusti.


Sara Forgia (littlechilly@iol.it), Udine, 5/06/'04

...della favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione...


Gianfranco Demattia (GianfrancoDemattia@hotmail.com), Noicattaro (Ba), 5/06/'04

Non ho ancora studiato questo autore, spero mi appassioni perché me lo ritovo agli esami di maturità. Dai vostri commenti risulta piacevole lo spero tanto!!!!!!! In bocca al lupo a tutti coloro che affornteranno gli esami quest'anno.


Andrea Sperelli (andresperelli@tiscali.it), 4/06/'04

Lui e pascoli cercavano il sublime. solo d'annunzio l'ha trovato


Selene Ricco (selene11@tiscali.it), La Spezia, 2/06/'04

HO LETTO MOLTI BRANI DI D'ANNUNZIO E PUR RICONOSCENDO LA SUA BRAVURA DI SCRITTORE NON LO STIMO E NON E' DI CERTO IL MIO ALTEREGO, QUESTO PERCHE' ODIO LA GUERRA E LUI ESSENDO UN INTERVENTISTA E AVENDO PARTECIPATO ALL' IMPRESA DI FIUME E ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE CREDE NELLA GUERRA ED IO NON SOPPORTO CHI PENSA CHE LA GUERRA SIA GIUSTA. W LA PACE SELENE90


Angela e Alessia, Roma, 2/06/'04

Compatiamo i suoi conati per raggiungere il mitico wilde, ma la sua ostentazione ci lascia perplesse. se fosse vissuto ora avrebbe dato filo da torcere a vladimir luxuria


Silvia Avanzi (ginetti2003@libero.it), Brescia, 31/05/'04

Quante banalità ho letto...nascoste bene da parole ricercate e fredde. D'Annunzio è uno che si è preso la briga di sbeffeggiare gli usi e i costumi del suo tempo. E ben venga. Ma non ha fatto altro che seguire la pista già ampiamente aperta da Oscar Wilde...D'Annunzio ha amato la vita. Sicuramente e l'ha vissuta veramente dando fuoco a tutte le sue emozioni. E ben venga. Ma non ha rappresentato una vera e propria rottura. Un'esasperazione di ciò che c'era già nell'aria in determinati ambienti ma non una rottura. È stato un genio solo perché era un passionale, istintivo, determinato e un amatore invidiabile? No, è stato se stesso, forse neanche tanto coraggioso...che ci vuole saltare su un aerucolo e a prendero possesso di una città...Non è genio questo e non trovo quindi neanche geniali le su eopere...provocanti ma non geniali. Genio è colui che senza saperlo ha saputo rompere col passato dando inzizio a qualcosa di sconvolgentemente nuovo senza saperlo, senza esserne cosciente. E D'Annunzio non perse mai il contatto con ciò che era o che voleva essere, tutto ciò che faceva lo faceva per i plausi...Geni sono stati Dante in primis, e Boccacio (lui si un precursore), e Foscolo e Leopardi...


Franco Ligas, Pescara, 26/05/'04

Con lui sono riuscito a diventare un superuomo anch'io


Alessio Iannucci (ale.90_i@libero), Pofi (Frosinone), 24/05/'04

E' UN GRANDE SCRITTORE E NESSUNO LO PUO' DENIGRARE


Giovanni Quattrocchi, Acireale (Ct), 21/05/'04

STO APPROFONDENDO LA SUA VITA E OPERE PER L'ESAME DI MATURITA' E' LO TROVO PARECCHIO AFFASCINANTE, PERCHE' ERA UN TIPO MOLTO STRANO, DA CUI ANCORA OGGI I SCIENZIATI STUDIANO LA SUA PERSONA.


Fede e M.Elena, Pescara, 15/05/'04

È stato l'unico poeta, che studiando a scuola, abbiamo apprezzato per il sauo fascino e la sua capacità espressiva.all'esame di stato lo porteremo con noi!!!!!!


Roberto Accini (robertoxp2004@yahoo.com), Brescia, 06/05/'04

E' stato un esempio di tenacità e perseveranza senza lasciare in disparte il suo desiderio innato di amori e conquiste. Un simbolo di Cultura, Piacere e Eroismo nei confronti della sua Italia dimostrando valore nei suoi ideali. Un vero orgoglio del nostro patrimonio Culturale.Grazie, Grabriele D'Annunzio


Anna Carta, Milano, 29/04/'04

E' FANTASTICO, E' L'UNICO CHE E' RIUSCITO A CAPIRE VERAMENTE COSA VUOL DIRE SCRIVERE, SECONDO ME E' UNO DEI PIU'BRAVI SCRITTORI DELLA LETTERATURA ITALIANA


Mike Volpicella, Bari, 20/01/2004

E' uno dei miei autori letterari preferiti. Ë l'unico che ha scritto avendo contemporaneamente l'occhio al futuro tutt'ora mi ritrovo in molte opere da lui scritte sono sicuro che ha dato e ne dara di forti emozioni ai suoi lettori.....insomma e' la passione del futuro..grazie G.D'Annunzio


Giovanni Gentile (GIOVANNI@DESARIOSAS.191.IT), Barletta, 14/01/2004

LA TRASGRESSIVA TONICITA' DEL SUO PENSIERO PERSO NELL'IDEALE DI SE STESSO, LO VOLLE SOLO CONTRO IL NIENTE CHE PIANO PIANO DIVENTAVA TUTTO CIO' CHE LUI NON VOLLE. TRIONFO' NELL'ESASPERARE, EVIDENZIANDOLI, I DESIDERI VIOLENTI, NASCOSTI E REPRESSI,DELLE PERSONALITA' CODARDE ED EFFIMERE. L'ODIO CHE NE GUADAGNO' LO RESE CIO' CHE SAPPIAMO. NELLA VITA PRESE TUTTO CIO' CHE POTE'E TUTTO LO CONSACRO' SUO MALGRADO ALLA GLORIA CHE SOLO LA MORTE TI PUO' DARE.


Emanuela (EAiroldi@libero.it), 03/12/03

L'unico che appassiona veramente gli studenti, uomo eclettico e amatore passionale, grande scrittore e banderuola accattivante. Gabriele D'Annunzio affascina, da sempre. al liceo Ë stato l'unico autore a regalare emozioni


Stefania Anton, Iasi, 29/11/2003

Mi é piaciuto multissimo il suo primo romanzo, "Il Piacere". La storia d'amore tra Andrea Sperelli, il protagonista del romanzo, ed Elena Muti e Maria che é molto attuale. Ognuno di noi puo identificarsi con uno di questi personaggi.


Michele Pietragallo, Laterza, (Ta), 24/11/2003

D'Annunzio rappresenta di certo il nostro autore piu "internazionale", di certo l'uomo italiano piu vicino alla cultura europea del suo tempo; e non perchè scopiazzasse in giro le pose ed i lavori degli autori stranieri piu in voga all'epoca, dal decadente vivere dei simbolisti francesi alla cupa introspezione psicologica dei russi, passando per i crudi realismi alla Zola o, caserecciamente parlando, alla Carducci.Egli ha saputo trasmettere ai suoi contemporanei prima e a noi adesso, quella voracità con cui assoirbiva la vita, di cui erano permeate invariabilmente le sue opere. Anche il suo lavoro piu delicato ed estenuato (Il Piacere) cela una forza ineluttabile, che schiaccia il suo stesso protagonista contro un turbine di passioni incontrollato. Chi, dopo aver letto "Il Piacere" non si é dissetato di vino direttamente dalla bocca della propria amante?La Capponcina era un' arena di orge e paradisi artificiali tremendamente kitch, e non poteva essere diversamente, data la terribile energia del suo anfitrione. C'é chi dice che il vero D'Annunzio sia quello del Notturno, ma non é vero: il vero D'annunzio, quello che amiamo, é quello che sniffava cocaina dal seno dell'ennesima sgualdrina e quello che ci ha regalato la profumata atmosfera della Roma umbertina.


Elena (maglia12@yahoo.it), 17/11/'03

Romanzi da leggere, prendere fiato, e poi rileggere. Forse si sono spese troppe parole su di lui, sia nel bene che nel male. Tornate a leggerlo! Ciao!


Veronica Rocila, Pescara, 11/10/'03

STUPENDO È IL SUO INTELLETTO LE SUE PAROLE SON ASSAI DENSE DI SIGNIFICATO LEGGERE SON LE SUE DITA CHE TRASCINANO UNA NERA PENNA............I FORGOT THE OTHER WORDS I DON'T KNOW... WHAT I CAN WRITE NOW BYE


Alessandro Groppo (alessandro.groppo@libero.it), Crocetta del montello (Tv), 3/09/'03

Mai uno scrittore è riuscito ad essere cosi' poliedrico. Poesie, romanzi, scritti teatrali... con grande dimestichezza si divincolava attraverso ogni tipo di testo e creava, esaltava, vomitava parole e parole e parole che rimangono a distanza di cento e oltre anni. La poesia così musicale e i testi così baroccheggianti saranno difficili da ripetere.


Piero Mancarelli (piero_ma@tin.it), 7/08/'03

Come non ammirare un individuo unico, un genio della parola, un uomo capace di tutto, dall'imbracciare in prima linea il moschetto sino a sfidare le contraeree col suo "velivolo" con la stessa abilità con la quale impugnava il pennino. Io mi chiedo sempre chi sarà mai capace di imitarlo (anche se inimitabile)?.


Crire Cirulli, (richi6444@tin.it), TORINO, 29/07/03

O NON VOLEVO FARE UN COMMENTO SULL'AUTORE MA SULLE SUE POESIE COME LA"PIOGGIA NEL PINETO"CHE E' STATA SCRITTA IN UN CERTO MODO CHE CI FA IMMAGINARE E SENTIRE LA PIOGGIA CADERE NELLE POZZANGHERE E SUI PINI.SOLO UN AUTORE COME D'ANNUNZIO E' RIUSCITO FINO AD OGGI AD APPASSIONARMI PER LE SUE POESIE E NON CREDO KE CE NE SARANNO ALTRI COME LUI,CERTO CI SONO MOLTI ALTRI GRANDI SCRITTORI CHE MI PIACCIONO COME DANTE ALIGHIERI,PRIMO LEVI....(ECC.)MA NESSUNO AL MONDO SECONDO ME PUO' ESSERE PARAGONATO A D'ANNUNZIO.IL TEMA D'ANNUNZIANO RIMARRA PER SEMPRE NELLA STORIA ANCHEE SE NOI NEGASSIMO L'ESISTENZA.


Anonimo, Pescara, 26/07/03

GLI ITALIANI , ESSENDO MOLTO PROVINCIALI , NON HANNO MAI APPREZZATO FINO IN FONDO LA GRANDEZZA E IL GENIO DI GABRIELE D'ANNUNZIO ...MA PER FORTUNA CI SONO GLI STRANIERI!


Gabriele Macorini (GVCatullo@hotmail.com), Milano, 21/07/03

Recentemente sono andato a visitare il Vittoriale degli Italiani: sono stato molto colpito dalla quantità di oggetti, ma sono stato colpito anche dalla contradditorietà dell'autore: mi sono chiesto come un individuo amante delle belle cose possa essere sempre stato un fautore della guerra, dato che la guerra ci ha portato via tante cose... mmmhhh... forse se avessi vissuto la seconda guerra mondiale, avrebbe cambiato idea sulla guerra.


Eleonora Cois (eleshamrock@yahoo.com), Selargius (Ca), 21/07/03

Ritengo che D'Annunzio sia una delle più grandi personalità del panorama letterario del '900. E amo tutto ciò che lo riguarda perché è riuscito a rendere un capolavoro nonsolo le sue opere ma la sua stessa vita eccentrica, dissoluta, ma soprattutto affascinante.


Patrizia Iulianetti (pipa243@msn.com), Chieti, 11/07/03

Non sono mai stata tanto affascinata da uno scrittore come invece mi è successo con D'Annunzio...Le sue opere e la sua persona, spesso contestate e criticate, sono il frutto di un vivere inimitabile che nessun autore è mai riuscito ad eguagliare.La passione che aveva per ogni singola cosa che faceva nasceva da dentro e non poteva allora, né tanto meno oggi, essere imitata da nessuno: bisogna sentirla.


Anonimo, Reggio Calabria, 26/06/03

G. D'Annunzi è senz'altro uno dei "GENI" italiani che più incuriosisce. La sua arte è bella, perché è personale!!! E' un personaggio di inarrivabile eccezionalità, dotato di una personalità notevolmente al di sopra della norma...proprio un superman!!!


Laura, Milano, 14/06/03

Credo che D'Annunzio sia davvero uno dei massimi esponenti della letteratura italiana, un vero rivoluzionario! per quanto possa essere strano anch'io mi sento un po' come lui... un'esteta! "vivere la propria vita come se fosse un'opera d'arte" credo sia un'affermazione fantastica!


Jessica, San Gavino (Cagliari), 12/06/03

Ritrovo nell'autore la mia impaziente voglia di dire e comunicare,di potermi far carico dei pensieri della gente.eppure ritrovo nel mio vivere l'icapacità di trarre piacere dalla vita stessa seppur la sua letteratura riesca naturamente a portarmi quasi lontano da me stessa.probabilmente mi ritrovo in lui proprio perché la mia inettittudune non mi consente d'agire come vorrei e come desidero,solo perché m'accorgo che sono legata ad un'incapacità che non posso sconfiggere e io stessa non mi consento di vivere,ma soltanto d'osservare la vita che EROI come lui hanno realmente vissuto.


Daniele Pacifici (blackmetal84@hotmail.com), Roma, 08/06/03

G.D'Annunzio forse una delle figure Italiane più affascinanti della nostra storia letteraria.Ma chi era D'Annunzio?Era veramente un Dorian Gray Italiano?era veramente cosi anticonformista da disprezzare la borghesia e la società capitalistica che ruotava intorno al suo adorato universo estetico da divenire uno degli autori di maggior successo sul far del secolo smerciando a buon mercato i suoi "capolavori" al pubblico borghese? Come molti altri,il suo nome porta con se una colpa..quella di aver strumentalizzato e forzato le teorie di uno dei tre "maestri del sospetto":F.Nietzsche. Infatti egli nei sui principali 3 romanzi ("il trionfo della morte","Le vergini delle Rocce" e "Il Fuoco") i 3 protagonisti divengono simbolo e manifesto di quello che verrà definito "un superomismo all'italiana"! Era alla ricerca di un eroe attivo energico forte che solo dioniso nitzschiano poteva dargli! Forse la sua più grande opera d'arte fu la sua vita,un vero e proprio capolavoro in cui,solo pochi l'hanno fatto,ha creduto nell'orgoglio nazionale.


Mirco Zangirolami (mircozangirolami@interfree.it), Monselice (Pd), 04/06/03

D'annunzio è un autore affascinante per la sua mole di attività poliedriche che ruotano attorno ad una delle fasi più prolifiche per la letteratura italiana e in generale per la società italiana. Gli aspetti che più colpiscono nei suoi libri sono la complessità nello scrivere e la mole mostruosa di citazioni saggistiche e storiche che sicuramente non rendono semplice la lettura, ma ne esaltano la sua ricchissima conoscenza. Oltre a ciò egli non è solo un esponente di primo piano della letterattura italiana, ma anche della società civile; epiche sono state le sue imprese belliche, dalla beffa di Buccari fino al mitico volo su Vienna. Come non citare poi l'impresa di Fiume che forse rappresenta il culmine della sua attività politica nazionalistica, che lo rese, se ancora ne fosse necessario, famoso a livello internazionale. Sulla scia delle sue imprese marciarono i primi sentimenti fascisti, anche se su questo i pareri sono discordanti..... ma questo è un altro tema!


Alessandro Alecci, Bagheria (Palermo), 26/05/03

Soffocate tutti i poeti nelle loro culle . . .


Alessio, Milano, 26/05/03

Credo che d'annunzio sia un personaggio per la letteratura italiana. Credo che debba essere ricordato per le sue opere ma anche per la sua biografia , ricordiamo le sue continue storie d'amore e i suoi debiti dovuti al continuo lusso.


Gabriele Macorini (GVCatullo@fastwebnet.it), Milano, 15/05/03

Gabriele D'Annunzio è un il più grande autore decadendista italiano e sicuramente il più grande insieme ad Oscar Wilde: tuttavia, noto che molti si fermono alla difficoltà delle suo opere o lo disprezzano per la sia vita personale, invece di fare uno sforzo mentale per capire questo autore. A lui non interessa il contenuto, ma la forma, che esprima un notevole sensualismo. A me piace molto Oscar Wilde, ma non mi piace chi dice che è stato copiato da D'Annunzio o, ancora peggio, che le sue opere sono profonde: forse alcune (io non le ho letto molto di Wilde), ma nessuno mi dica che "The Importance of Being Earnest" sia una commedia profonda, come quelle di G.B. Shaw, dato che il suo unico scopo Ë far ridere e la critica sociale passa molto in secondo piano, anzi è pressoché assente.


Giacomo (giacomohwo@excite.com), Perugia, 15/05/03

Uno dei più grandi autori italiani; è riuscito con i suoi lavori ha esprimere i migliori sentimenti di un popolo, sebbene criticabile fosse la sua personalità, è da elogiarsi per il suo amore verso la patria, che purtroppo ai giorni nostri è sempre meno frequente.


Gianni Di Antonio (giannidia@yahoo.it), Milano, 15/05/03

Credo, tra le altre cose che D'annunzio abbia avuto il merito di "sprovincializzare" la letteratura italiana, facendole varcare i confini.Attraverso le sue opere,le gesta "eroiche" ed i suoi amori è stato un mezzo di divulgazione prodigioso dell'italica cultura in tutta Europa.


Francesco, Viterbo, 06/05/03

La produzione letteraria di D'Annunzio è molto vasta. La sua poetica si può paragonare al suo carattere, bello, che colpisce, ma non preciso. Egli usa un linguaggio fastoso, dando alle parole e immagini un carattere musicale. Lo ammiro per la sua originalità ma soprattutto per la sua poetica che non segue schemi, ma è libera, " come una farfalla"


Remo, Teramo, 29/04/03

Il più grande!!!!


Giuseppe Marca (marca2@interfree.it),Cremona, 24/04/03

Complimenti. Studio Gabriele da parecchi anni e devo dire che è difficile trovare chi ne scriva in modo obiettivo senza farsi travisare dall'ideologia. Putroppo D'Annunzio è troppo (falsamente) legato al fascino e si tralasciano le sue importanti opere solo per motivi ideologici. Cordialmente Giuseppe Marca


Claudina (claudiacerrone1984@libero.it), 25/04/03

E' l'unico di cui ho letto tutte le opere con immutato entusiasmo, l'unico che è costantemente presente sul mio comodino, l'unico che mi emoziona anche quando rileggo pezzi che ormai conosco a memoria. Come non innamorarsi di un poeta che si definiva "innamoratamente congiunto alla propria arte"? E per cui "scrivere è il bisogno di rivelarmi, non dissimile dal bisogno di respirare..è discernere qualche luce della mia verità segreta sotto i miei aspetti labili e mutevoli"? Per non parlare delle situazioni sentimentali dei personaggi di Il trionfo della morte, Il Piacere, Le vergini delle rocce, Il fuoco..Buona lettura!


Daniela Leidi, (acerm@tin.it), Alfianello(Bs), 17/04/03

D'Annunzio è l'autore che ho scelto x la tesina e mi è piaciuto molto... La sua vita è stata molto interessante e movimentata. Le sue opere che mi hanno colpito di più sono IL PIACERE e L'INNOCENTE.. ciao ciao


Ginevra, Palermo, 23/04/03

Ah Gabriele! Solo tu mi fai sentire amata tra le frasche del pineto! Magari ci fosse uno come te in questo nuovo millennio cosÏ materialista...


Sara Ferraresi, Bolzano, 22/04/03

..in prima superiore mi era stato assegnato da leggere "Il Trionfo della Morte" che ovviamente mi appariva molto contorto, a volte un po'macabro ma cmq mi aveva comunicato qualcosa in piu'rispetto ai soliti romanzi..Finche'in quinta, essendo arrivati a cavallo tra l'800 ed il '900 con il programma di storia, abbiamo approfondito l'Estetismo rappresentato magnificamente da questo grandioso scrittore, artista, poeta, uomo. Mi sono appassionata sempre + alla sua vita, alle sue opere e pensieri...perche'mi trasmette delle sensazioni profonde, misteriose,intense e che rispecchiano spesso stati d'animo che ritrovo in me stessa...Ora continuo a leggere i tuoi romanzi Gabriel, fantastico uomo che hai saputo distinguerti dalla massa proprio come faccio io, nel mio piccolo, prendendo esempio anche da te, seguendo le mie idee e manifestandole in una societa'ipocrita e conformista..Se avro'un figlio lo chiamero' con il tuo nome.


Francesca Mesmano, Sommariva (Cn), 11/04/03

quest'autore mi piace molto perchè mi trasmette molta felicità e serenita': w Gabriele


Federica Ciacci,(mamma@msn.com), Roma, 26/03/03

E' bravo anzi eccezionale ma voi non lo premiate abbastanza BUUUUUUU!!!!!!


Anonimo, 13/03/03

Secondo me uno dei + bravi scrittori italiani. l'unica cosa che rovina la sua reputazione è l'ideologia fascista. anche tutti gli incontri mondani e l'abbandono di sua moglie e dei suoi 3 figli.


Fabiana, 05/03/03

"Bisogna fare la propria vita come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo di intelletto sia opera di lui, la superiorità vera è tutta qui."


Stefano Robbio (Pv), 24/02/03

D'Annunzio è stato un uomo incredibile e tutte le donne che ha avuto lo testimoniano!!!


(igraine1977@libero.it), 09/01/2003

Che dire di D'annunzio ? Poeta amato e odiato, uomo a volte giudicato in malo modo. Per amarlo bisogna avere quell'ardore che lui provava, quel fuoco dentro che brucia anche in noi quando proviamo forti passioni, quella voglia di vivere spinta all'estremo , coscente di un mondo che stava cambiando e di cui voleva far parte fino in fondo. Per capire D'Annunzio , sentirlo nella nosta anima e non solo come autore da leggere, bisogna sforzarsi , avere il coraggio di guardare in noi stessi ed essere esteti della propria vita, per avere il suo stesso coraggio di andare oltre la quotidianetà.


Sara (noble.eagle@virgilio.it), Brescia, 18/12/2002

Gabriele d'Annunzio é indiscutibilmente il piu' grande poeta italiano.


ANTONIO ABBADESSA (gabrieledannunzio73@hotmail.com) CATANIA (CT), 21.11.2002

Non credo che la Poesia debba essere latrice di ''valori morali'' o di ''interiorit‡'', come da taluno sostenuto. Credo, viceversa, che Essa debba dare EMOZIONI, SUGGESTIONI, ESTASI, cosa che D'Annunzio seppe fare magistralmente. Credo, inoltre, che, colui il quale argomenta diversamente, non abbia colto la vera essenza del Vate. Bisogna riuscire a cogliere la grandezza di un autore, collocandolo nel suo contesto storico-culturale. Impazzisco quando sento fare paragoni tra Leopardi e D'Annunzio ( tanto per fare un esempio ). Difatti si trascura un ''dettaglio'' fondamentale: ognuno Ë figlio del suo tempo.


Dr Ilias Gkanoutas Leventis (ganoutil@otenet.gr), Atene, Attica, Grecia, 20.10.2002

Trovatomi in possesso di un meraviglioso ritratto del 1837 di Antonio D' Annunzio, firmato dal noto pittore Istriano Cesare Dell'Acqua, vorei sapere se e ragionevole suppore che si trata dello zio ricco del grande poeta nazionale Gabriele D'Annunzio. Le sarei grato se mi dasse delle informazioni in sogetto. Con stima, Dr Ilias Gkanoutas Leventis


Vladimir Golovanov (vladimir979@virgilio.it), Firenze, 10/09/2002

La lettura, la degustazione dei capolavori dannunziani iniettano nel cervello e nelle vene voluttà troppo intense perchè tutti le possano provare. Solo pochi, eletti - cerebralmente, e non socialmente, parlando - riescono ad assaporare appieno l'orgia mistica e sensuale che i versi dell'Immaginifico invitano a vivere. Solo chi vive intensamente può gustare fino in fondo la poesia d'un uomo che ha amato la vita di un amore spietato e sanguigno. Io sono fra questi. Forse sono l' Eletto, Ariel Redivivus. E per darne prova, concludo, come il Vate nelle sue affocate lettere alla Leoni, baciando "la rosa" a tutte le donne che hanno espresso la loro ammirazione per D'Annunzio. Valete omnes, pulcherrimae latinae mulieres, valete.


Luca Parravano (lafcadio@inwind.it), Roma, 14/08/2002

Se si vuol conoscere il vero D'Annunzio si legga la sua prosa notturna (Notturno,Il Libro Segreto). L'estetismo é ai minimi termini e la ricerca interiore, causata forse dal ripiegamento su sé stesso degli ultimi anni, da nuova luce alla sua prosa, slegata ora da ogni criterio descrittivo e quindi assolutamente "moderna":


Remo Pietrucci, Roma, 25.06.2002

Nel tuo esempio si vive,VATE, nel profondo amore di Roma, nella passione sfrenata per il vivere inimitabile nel mistero delle donne fonte inesauribile d'amore. SEI STATO IL PRIMO TRA I PARI.


Mi Marchetti, (mi.heliopolis@libero.it), Poggibonsi, Siena, 15.06.2002

D'Annunzio si è definito più volte un esteta, ma in realtà altro non era che un pallone gonfiato che ha riciclato e fatte passare come proprie idee che non solo non gli appartenevano ma che neanche a compreso; ha travisato Wilde ha politicizzato Nietzsche utilizzando parole gonfie e voluminose..ma, come disse Eraclito:più i fiumi sono profondi con minor rumore scorrono...ricordiamocelo!!!!!!!!


Gabriele Mazzocchi, Milano, 9.06.2002

Eccentrico e strano può sembrare una figura a sua volta divertente con le sue pazzie, non realizzabili...bisogna avere tanto coraggio a comportarsi come quest'ultimo ha fatto.


Gloria

Sublime sentire la pioggia sul viso.


Matteo Manzo, (mpigghi@hotmail.com), LA Spezia, 10.06.2002

D'Annunzio non ha fatto altro che caricare la sua vita e la sua poesia di orpelli inutili mirati all'edonismo, occorre scandagliare a fondo per trovare qualcosa di buono nel suo superomismo di facciata che ha esasperato il contesto italiano del primo '900


Grace, (mar.poll@tin.it), 4.06.2002

D'annunzio a parer mio non è un poeta così grande e meraviglioso, è semplicemente un uomo che ha tirato al massimo la funzione della bellezza. Molti suoi versi sono stucchevoli, ripetitivi, privi di quell'interiorità che trovo necessaria in una poesia. Era una sorta di pallone gonfiato che proclamava i suoi bei discorsi sull'Italia solo per fama personale, correva a Fiume per far vedere quanto grande fosse il suo carisma, intratteneva amabili discorsi con il Signor Duce. Non era poeta (personale) perché non conosceva l'interiorità delle cose, considerava solo lo sfarzo e l'iperbole. Ungaretti, Montale, Pascoli ... questi sono poeti. D'annunzio era un'esteta con il pallino della poesia.


Samuele Scino (barattina@inwind.it), Altopascio, Lucca, 10.04.2002

L'immersione primaverile altissima cui mi sono concesso nella lettura de "Il Piacere" ha trasfuso nel mio essere l'ammirazione profonda ed irresoluta per l'aura mistica ed aulica dei versi che ivi vi ho trovati. L'audacia e la fallacia dello spirito, la passione incommensurabile ed il vile inganno sentimentale, l'odio mordace e l'amore sempiterno: sono questi i motivi, strabilianti, del capolavoro. Si badi che ho detto versi, perché quest'opera non é prosa, ma poesia casta e impudica. Ave a Te o Vate d'Italia, maestro d'arte e di vita, Figlio della Patria fra i suoi più degni e arditi, gran mercé.


Barbara Arattano (ziarina@libero.it), Torino, 11.04.2002

E' stato per me, e lo sarà sempre, il poeta in assoluto! Se fossi vissuta nella sua epoca sicuramente mi sarei innamorata di lui! Sembrerà un pensiero banale ed alquanto immaturo ma è la verità. Grazie a D'annunzio ho imparato ad apprezzare la letteratura Italiana. Per me studiare era diventato una costrizione....non sarei mai riuscita a diplomarmi se un caro professore non mi avesse fatto conoscere tutte le opere del GRANDE POETA!


Cordelia De Burbenquire (cdeb@olmus.com), Inghilterra, 13.04.2002

D'annunzio è l'essenza pura della poesia. La sua lirica ne "La pioggia nel pineto" è cosi coinvolgente, immedesimante, toccante, entusiasmanate che mi sono commossa la prima volta che l'ho letta. Poeta non posso che inchinarmi davanti alla tua anima cosi profonda intensa surreale e innamorata della vita e della bellezza. Grazie per le emozioni.


Laura Ligorio (Lauravaamilano@hotmail.com), Luino, Varese, 4.04.2002

Forse sarò l'unica a scrivere una nota critica ma credo che Gabriele D'Annunzio sia uno dei pochi autori italiani che non mi porta ad un'ulteriore lettura dei suoi libri, a parer mio ha esaltato troppo la bellezza senza visitare l'interiorità delle cose e delle persone... il troppo stroppia


Clizia Vittore (clizia_s@yahoo.it), Roma, 5.04.2002

Cara Francesca B., non ti sembra di voler far troppo la prof.ssa mancata? Leggere è un piacere che spetta di diritto a tutti coloro che ne comprendono la preziosità; e, credimi, poco conta che si conosca esattamente la data della composizione di una poesia; a patto, ovviamente, che tale inconsapevolezza non nuoccia all'integrità dell'emozione e della suggestione trasmessa. Povera cosa è colui che, per godere di qualche buon verso, non può prescindere da qualche povero numero.


Krystal D'Annunzio (angel_krystal@hotmail.com), Bologna, 8.03.2002

Sei tu il vero poeta di ciò che gli uomini comuni chiamano vita ...Tu non sei un Poeta, sei la Poesia... Nella quiete eterna della tua dimora la tua anima riposi radiosa come in vita è stata. Nel tuo esempio anch'io sto cercando di trasformare la mia vita in un'opera d'arte ...


Filippo Smedile (rfs639@hotmail.com), Messina, 5.03.2002

D'annunzio in realtà amava immedesimarsi con la natura e nelle sue opere cia aiutava a farci comprendere la situazione, infatti, nella poesia "La pioggia nel pineto" usa vocaboli come "odi" che aiutano a fare immagginare la situazione. Il fatto che dice che si immedesimava nella natura è dimostrato dal comportamento che aveva, infatti camminava nudo.


Mattia Barbata (http://wolf_eristal@hotmail.com/), Santadi, Cagliari, 10.1.2002

Sono d'accordo con il giudizio di Alessia Cagnetti, D'Annunzio è un grande! Non posso definirlo in altro modo! E poi la "Pioggia nel pineto" è praticamente fantastica! Mi emoziona ogni volta che la leggo. E' meraviglioso come descrive quei momenti passati con Ermione.


Gloria Corradini (labhello@libero.it), Orvieto, Terni, 14.10.2001

Credo che D'annunzio sia stato uno dei pochi poeti degno di tale nome, attraverso una sensibilità senza limiti ha espresso un'indole umana...ha espresso dolore, passione, sentimento proprio come le ha vissute, è impossibile per un animo sensibile non percepire queste sensazioni, indescrivibili...che un genio come lui ha saputo trasferire su carta....ma se noi ci fermiamo a riflettere, l'uomo contemporaneo, stufo di questa socetà materialista, come può, se non attraverso i sentimenti raggiungere quella pace dei sensi, che si cerca sin dai tempi dei tempi....?


Paola Fabris (davbow@libero.it), Alpignano, Torino, 14.10.2001

Caro Gabriele, tu sei il miglior poeta, il miglior uomo che sia mai esistito in Italia, peccato che non ci siamo conosciuti, abbiamo molte cose in comune, per ora posso solo studiarti e venire al Vittoriale appena posso e lì ti sento vicino...ti amo da morire


O.W. stefano ragazzi (lordharrywotton@yahoo.it) La Spezia, 22.08.2001

Vorrei consigliare la visita del "Vittoriale", casa museo del D'A. immersa in uno scenario stupendo e tappa necessaria per capire il genio romantico e volubile di questo sorprendente autore. Leggendo il mio nick name, non vi sorprenderete che voglia spezzare una lancia a favore del ns. tanto criticato autore-superuomo (in conseguenza di scelte politiche che riflettevano solo le debolezze, peraltro evidenti nelle opere, di un carattere + insicuro che non forte)."La qualità di un'idea è indipendente dalla qualità dell'uomo che la enuncia".


Laura Castrignano (laurettaca@excite.it) Napoli, 04.07.2001

E' una autore sensazionale. Il suo modo di scrivere mi ha affascinata sin dall'inizio con "Il Piacere"; ora ho deciso di leggere "La vergine delle rocce" e spero possa piacermi quanto il suo primo romanzo. E' stupendo sapere che a qualcuno interessa la concezione del superuomo e possa svilupparla in un modo che la rende ancora più affascinante di quanto non lo sia già.


Alessia Cagnetti (mciarrocchi@tiscalinet.it) Ascoli Piceno, 27.05.2001

Forse vi sarete scocciati di me ma come posso rimanere indifferente??Il mio commento agli autori è del tutto spontaneo viene da sè..D'Annunzio da molti criticato,visto un po' uomo maledetto amante dei tuffi nel vortice dei vizi e dei piaceri..riesce ad emnare un facino magetico da ognuno dei suoi scritti appassionanti e sconvolgenti come nessun altro!!La Piggia nel pineto mi sconvolse la prima volta..mai una poesia mi aveva trasmesso tanto.


Davide Reccanello (reccagi@libero.it) Latina, 22.05.2001

Da un mio punto di vista D'annunzio è uno dei miglior poeti del nostro secolo,a saputo con grande facilità rendere se stesso e tutta la sua vita un opera d'arte richiamando perfettamente le caratteristiche estetiste del movimento decadente più di ogni altro letterato straniero.La sua politica interventista e nazionalistica lo hanno consacrato fra i poeti più amati dai giovani della nostra letteratura avendo saputo mescolare amore,guerra e sentimento in maniera eccezionale.


Francesca B. (mmmm36@yahoo.com) Ferrara, 02.05.2001

E' forse proprio grazie alle provocanti giarrettiere di prostitute abbandonate al tocco del vate che questo, il divin poeta, sente tra le sue mani vibranti di piacere sgorgare versi languidi, coloriti, ma anche violenti, aggressivi. Non leggeremmo oggi dei suoi Studii di nudo, delle Elegie romane se al vivere inimitabile avesse preferito la borghesia come il Tonio Kroeger di Thomas Mann. Ricordo infine ai lettori di d'Annunzio che La pioggia nel pineto non è certo una delle prime poesie dell'autore; aprì infatti il suo inimitabile cursus honorum non spinto già dai sentimenti panici che riempiono i versi dell'Alcyone, ma con i primi scolastici componimenti del Primo Vere seguito poi dal Canto Novo. Consiglio vivamente di leggere attentamente una approfondita biografia di Gabriele D'Annunzio al fine di evitare grossolani errori (suggerisco a tal fine D'Annunzio di Alatri ed. UTET)


Mattia Pensi (mattiapenso@libero.it) Asti, 19.04.2001

E' un autore molto important, e io penso che la sue opere siano molto importanti e molto belle.


Filippo la Selvi, 16.03.2001

Uno dei piu' grandi scrittori del '900, troppo spesso poco apprezzato per le sue idee politiche o per il suo modus vivendi. Bisogna ricordare pero' che le opere artistiche di qualunque genere e di qualunque scrittore non vanno giudicate secondo gli ideali dello scrittore, ma secondo cio' che egli vuole esprimere. La musicalita',oltre alla bellezza,naturalmente, di certe sue poesie e' inarrivabile.


Ivana Viscione (ivanamaria.viscione@tin.it) Caserta, 08.01.2001

Forse non tutti sanno che La pioggia nel Pineto, ovverosia, i primi versi, D'annunzio li ha scritti sulla giarrettiera di una prostituta napoletana.




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