UMBERTO ECO, CRITICO, SAGGISTA, SCRITTORE E SEMIOLOGO DI FAMA INTERNAZIONALE.

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE


Umberto Eco (1932)



La vita dello scrittore italiano vivente in assoluto più noto nel mondo.

ritico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale, Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Nel 1954 si è laureato, all'età di 22 anni, all'Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino. Nel 1956 ha pubblicato Il problema estetico in San Tommaso, (volume edito in una seconda edizione riveduta e accresciuta nel 1970).

Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi, presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.

Dal 1959 al 1975 ha lavorato, presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-'77 e 1980-'83 ha diretto l'Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l'Università di Bologna.

È stato insignito di molti titoli onorifici da parte delle università di tutto il mondo, presso le quali ha tenuto diversi corsi. Dal 1989 è presidente dell'International Center for Semiotic and Cognitive Studies, e dal 1994 è presidente onorario dell'International Association for Semiotic Studies, di cui negli anni precedenti è stato segretario generale e vicepresidente. Dal 1999 è inoltre presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici, presso l'Università di Bologna.

Ha collaborato con l'Unesco, con la Triennale di Milano, con l'Expo 1967 - Montreal, e con la Fondation Européenne de la Culture, e con molte altre organizzazioni, accademie, e testate editoriali nazionali e internazionali.

Numerose inoltre sono le sue collaborazioni, non solo a quotidiani («II Giorno», «La Stampa», «Il Corriere della Sera», «La Repubblica», «Il Manifesto») e a settimanali («l'Espresso»), ma anche a periodici artistici e intellettuali («Quindici», «Il Verri», ed altri). Ha svolto indagini in molteplici direzioni: sulla storia dell'estetica, sulle poetiche d'avanguardia, sulle comunicazioni di massa, sulla cultura di consumo, ecc. Spaziando dall'estetica medievale alla semiotica ai vari codici di comunicazione artistica, la sua produzione saggistica appare, dunque, estremamente varia e vasta.

Negli anni Sessanta ha pubblicato, oltre ad uno dei testi di maggior rilievo per le poetiche della neoavanguardia, Opera aperta (1962), Diario minimo (1963), Apocalittici e integrati (1964), Le poetiche di Joyce (1965, edizione rivista della II parte di Opera aperta), La struttura assente e La definizione dell'arte (1968).

Negli anni Settanta escono: Le forme del contenuto (1971); Il segno, Il costume di casa e Beato di Liébana (1973); il Trattato di semiotica generale (1975) un punto fermo per lo sviluppo delle ricerche semiotiche; ed inoltre Il superuomo di massa (1976, II ed. accresciuta 1978). Nel 1977 ha pubblicato Dalla periferia all'impero, e Come si fa una tesi di laurea; mentre nel 1979 esce Lector in fabula, in cui si pone l'accento sul rapporto autore-lettore nell'ambito della letteratura di consumo.

Nel 1980 l'illustre teorico esordisce nel campo della narrativa con il romanzo dal clamoroso successo internazionale Il nome della rosa, a cui segue nel 1988 un secondo romanzo Il pendolo di Foucault. Sempre negli anni Ottanta dà alle stampe Sette anni di desiderio (1983), Semiotica e filosofia del linguaggio (1984), Sugli specchi e altri saggi (1985), Arte e bellezza nell'estetica medioevale (1987) e Lo strano caso della Hanau 1609 (1989). È inoltre del 1983 la brillante traduzione degli Esercizi di stile di R. Queneau.

Negli anni Novanta prosegue la sua intensa e multiforme attività con I limiti dell'interpretazione (1990); Stelle e stellette e Vocali (1991), Il secondo diario minimo, Interpretation and overinterpretation (1992), e La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea (1993). Nel 1994 esce, oltre al volume Sei passeggiate nei boschi narrativi (ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993), il suo terzo romanzo L'isola del giorno prima. Negli ultimi anni del secolo sono stati pubblicati Cinque scritti morali e Kant e L'ornitorinco (1997), Tra menzogna e ironia (1998), e La bustina di Minerva (1999). Tra i romanzi più recenti troviamo Baudolino (2000) e La misteriosa fiamma della regina Loana (2004)

Il 14 ottobre 2003, Umberto Eco è stato insignito dal presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, del titolo di ufficiale della Legion d'Honneur

Al sito www2.dsc.unibo.it/dipartimento/people/eco/curriculum.html é disponibile l'intero curriculum vitae di Umberto Eco.

© Copyright 2000 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net




Novità in libreria...


AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z



Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Umberto Eco

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




I commenti dei lettori


I nuovi commenti dei lettori vengono ora visualizzati in una nuova pagina!!

Anita Bentonini, Roma, 8/11/'04

Grazie ad Eco per l'opera grandiosa "Il Nome della Rosa" Anita


Ester Brando, Lavenone (Brescia), 7/11/'04

Su :' la misteriosa fiamma della regina loana'. Libro indirizzato esclusivamente a chi è nato prima degli anni '40.Molto noioso, taglia fuori dalla lettura i più giovani:non leggerò più un libro di Eco!!


Ginger D., Vittoria (Rg), 6/11/'04

Uno dei grandi, vero. Uno scrittore come ogni paese vorebbe avere, ma perché ogni tanto scrive storie in cui 3/4 ci scapono, per referenze a culture diverse e che un lettore non pagato non può conoscere senza passare una vita a leggere. Non sono pensionata e leggere 'le pendule de F' (lo scrivo in francese la mia lingua) mi è mpossibile non caapisco la maggior parte delle elluzioni e i discorsi perdono poi il loro sappore. Il nome della rosa baudolino, e tanti altri sono libri passionante ma mmi rimane questo annoiante titolo nella mente, forse per sempre.


Doris, Fiume (Croazia), 19/10/'04

Ciao a tutti! vengo da croazia e ho 14 anni. siccome vado nella scuola italiana ho dovuto leggere il libro il nome della rosa per le letture domestiche. il libro e fantastico! i discorsi tra i personaggi sono davvero reali!! come se avvenissero proprio ora (se riuscite a capirmi...)!!! la fine e davvero inaspettata! ed e anche triste sapere che tutti i grandiosi libri (questi magnifici tresori!) vengono poi persi nell'incendio! il e uno di quelli che ti entrano nell'anima e non vogliono piu uscirci!! grande bacione a tutti!!


Gilbert Billard, Monaco (Principato di Monaco), 19/10/'04

Sin dal " Nome della Rosa " letto sia in francese che in italiano ,poi l'Isola del Giorno prima " oppure "Kant et l'ornitorinco" ,sono diventato un "fan" dell'autore prestigioso del nord dell'Italia . Piemontese come il no " divino maestro " Eco , ma con una mamma originaria di Racconigi in Provincia di Cuneo , non ho potuto dirottare dalle radici culturali . Oggi ho comprato la traduzione del bel volume sull'arte prodotto in Francia dalla casa editrice Flammarion.Leggere Eco è trovare raggioni di sperare nella letteratura più ricca e sovrana della nostra epoca.


Anna Velenia, Kiev (Ukraina), 17/10/'04

E' un'autore molto interessante. Mi piace perche lo posso rileggere ed ogni volta trovare qualcosa nuovo. Non lo sapevo prima del'anno scorso. Mi sono andata in Sicilia ed impovissamente ho comprato suo l'ultimo libro "Baudolino". Adesso scrivo il diploma su lui. Se mi puo aiutare qualcuno, scrivete.


Maria Elena Mauro, Teor (Udine), 12/10/'04

Sto leggendo Baudolino. Sottolineo la convinzione dell'autore che molte volte siamo noi a rendere vere le cose e gli eventi, e così ce li tramandiamo nella storia prendendoli come dati di fatto e capisaldi della nostra storiografia. "Il cadavere di Federico appariva a tutti gonfio d'acqua, eppure - se era morto da ore - d'acqua non ne aveva ingoiata. Ma così è, se tu trai un corpo morto dal fiume, pensi che sia annegato, e annegato ti pare." P. 321 della III edizione. Questo deve essere ottimo spunto di riflessione per tutti coloro che fanno gli storici e i paleografi (me compresa): partire da ciò che sembra ormai indiscutibile, ciò che ci dà certezze nella vita e fare di questo momento di discussione un'ottima base per uno studio storico-critico. Maria Elena


Rick Risi, Londra (U.K.), 5/10/'04

È un grande... che fortuna averlo avuto come professore al D.A.M.S, uno scrittore trascendentale...


Costanza Rizzi, Piacenza, 2/10/'04

Ho letto di recente sia per curiosità che per motivi scolastici "Il nome della rosa" di Umberto Eco.Mi ha preso veramente tanto...Io poi sono molto legata alla cultura medioevale, soprattutto mi attirano particolarmente l'economia di sussistenza,gli usi,i costumi di un'abbazia francescana del 1327.Altresì sono convinta che Eco oltre che uno scrittore molto abile, acculturato e famoso sia un vero genio:ha la straordinaria capacità di confondere il lettore a proposito di questo manoscritto antico e un po misterioso. E'uno straordinario e talvolta devastante romanzo giallo-storico.


Anonimo, 25/09/'04

Sinceramente non sono un grande lettore di Eco, ma vorrei e sprimere un opinione sui giudizi qui letti. Purtroppo devo dire che la maggior parte, sia chi si improvvisa in "sgangherati" e maldestri attacchi frontali, sia chi esalta con cecità e senza il minimo supporto logico-razionale, danno ben poco supporto a chi volesse avvicinarsi alla lettura di Eco. Sinceramente sia chiamarlo "Sommo Autore" che consigliare di leggere 5 saggi di critica per poter comprendere un opera di narrativa contemporanea (tra l'altro scritta in italiano) mi sembra ridicolo. Per quanto riguarda la mia personalissima opinione concordo con Maurizio Brunelli quando scrive:"Ho letto fra i commenti, molti 'geniale': io non credo sia geniale. umberto eco è tecnico ed erudito ma non geniale, non è neanche poetico. restituisce, a chi l'avesse persa, la fiducia nel sapere, nella razionalità", e con chi, a mio avviso a ragione, vede negli sfoggi di erudizione (e lo diche uno che ama T.S. Eliot) un limite del "nostro", che rimane probabilmente, nonostante io non lo ami affatto, uno di pochi Autori italiani viventi degni di tal nome


Deborah Marinacci, Benevento, 14/09/'04

Chiunque voglia avere una idea di cosa significa il significato, ha da leggere una sua opera. Nella ridondanza comunicativa, un buon vecchio faro. Indispensabile.


Massimo Bussola, Milano, 9/09/'04

Vorrei segnalare a Filippo Elle, Oristano) che se avesse letto bene il libro si sarebbe accorto che naturalmente NON mi riferisco ai dialoghi diretti fra "villani" ma a vere e proprie locuzioni descrittive dell'autore.


Salvatore Alessandrella, Roma, 3/09/'04

E'un pozzo di sapienza.


Maurizia Masini, Genova, 23/08/'04

Ho letto l'ultimo nuovo libro,molto bello, devo dire. Mi è piaciuto molto, ma preferisco Il nome della rosa.


Giorgio Spiga, Quartu S. Elena (Ca), 2/08/'04

La Misteriosa Fiamma della Regina Loana ci fa ripercorrere attraverso numerose citazioni e immagini e con un eleganza fuori dal comune gli anni che non solo hanno influito maggiormente la vita del protagonista ma anche che poi ha influito la vita di tutti noi e, con la nebbia perenne,vera protagonista del romanzo, permett di scavare dentro di noi oltre ad aiutarci a riconsiderare il presente. Capolavoro.


Mario de Filippis, Arezzo, 24/07/'04

Eco ,come Fellini.Loana mi ha fatto percorrere con il cuore e la mente i tanti dolci ricordi dell'Autore,come se li avessi vissuti accanto a Lui. Il volume è denso di citazioni che ci fanno intuire quanto sia colto il Nostro. Bellissimo ,poi,il finale che come tanti fuochi d'artificio conclude in modo singolare il romanzo.Singolare,l'originale scrittura senza un punto quasi a catturarci parola dopo parola nel finale travolgente e sognante.


Balbina, 23/07/'04

Per il mio 37simo compleanno (27 giugno)mi sono fatta regalare l'ultima fatica del Prof., La misteriosa fiamma della regina Loana. L'ho divorato in pochi giorni. Bello, ricco (anche di immagini) e come al solito molto "intelligente". Dà fiducia pensare che nel nostro Paese esistano teste pensanti e pesanti che controbilancino il vuoto e la "leggerezza" che sembra caratterizzare il mondo politico... Che ho detto???


Roy Papanikolopoulou, Atene (Grecia), 30/06/'04

Ho letto l'ultimo romanzo di Umberto Eco e sono rimasta stupefata e molto impressionata di quel romanzo.E un opera d'arte.Umberto Eco avra sempre la mia ammirazione!!!


Luca, 26/06/'04

Anonimo cavalier che, di cervantiana memoria, vi ergete qual campione nella tenzon sì aspra e forte contro siffatti felloni, avete la mia ammirazione e pur compagnia, se vorrete prendermi qual novello Panza a servaggio vostro. In ispecie contro quel tanto osannato Dante, biasimabil ognor, quando il verga: "Tra le gambe pendevan le minugia; / la corata pareva e 'l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia." (Inferno, XXVIII, 25-27) Vituperio! Scandalo! Che sia il manigoldo bandito e il nome suo mai più pronuziato. Da ultimo novelle piacemi offrir allo cercator di perdizione che qui mi precede. Solo vi indico ciò che cercate perché possiate starne alla larga. "Gradara Ludens" - Città di Gradara http://www.gradaraludens.it/index.asp


Mario Frattini, Sant'Anastasia (Na), 18/06/'04

Ho incontrato Eco con "in nome della rosa" e non mi sono fermato più...Qualche anno fa l'ho visto in tarda serata su rai3 in un piccolo centro (non ricordo il nome)in cui si teneva il "festival" dell'acrostico. Tra i vari partecipanti, r. benigni,f. guccini, e quella peste di bartezzaghi. confesso che non guardo mai la televisione, ma quella sera sono stato piacevolmente in compagnia di persone vere a cui il "successo" non ha rovinato l'esistenza. Inutile precisare la stima per umberto eco, scontato! Vorrei sapere invece il nome della località dove si tiene quella "cosa" e quando ci sarà la prossima manifestazione.Appello rivolto a tutti quelli che leggeranno questo messaggio. grazie. mario frattini


Roberto Paura, Napoli, 16/06/'04

Ho riletto poco tempo fa "Il Nome della Rosa" e sono rimasto come al solito stupefatto dalla bellezza di quel romanzo. Sto rileggendo proprio ora "Il Pendolo di Focault", un pò più confuso ma forse ancora migliore. Scrive di tematiche sempre interessantissime. Non sono però mai riuscito a leggere "L'Isola del Giorno Prima" e "Baudolino", ma adesso ci riproverò. Intanto le sue raccolte di scritti sulla società italiana sono altri capolavori! Vedrò di leggere il nuovo romanzo.


Roberto de Oliveira Saulo, Belo Horizonte (Minas Gerais - Brasile), 11/06/'04

Eco è uno più "estetico" scrittores dell'atualità e su formatto ha una sensibilità passionatta con uno sapore filosofico. Il aroma è d'una intensità emotiva. il romanzo "Il nomme della rosa" è la prova. Io ho letto il romanzo ad traduzione inglesa, ma la poetica se ha conservatto. L'esperienza semiotica d'Eco ha donnato uno Gestalt simbolico più puro e cativante


Carmine Quaranta (quarantacarmine@tiscali.it), Eboli (Salerno), 11/06/'04

Buongiorno a tutti!.mi chiamo Carmine,ho 42 anni.Ho letto tutti e quattro i romanzi di Umberto Eco(Il nome della rosa,Il pendolo di Foucault,L'isola del giorno prima e Baudolino)e devo dire che sono grandissimi;appartengono a quel genere di libri che bisogna leggere nella vita,un genere che ti prende dalla prima all'ultima pagina.Ricordo che quando ho letto "Il nome della rosa",piu' e piu'volte ho dovuto tornare indietro per capire i vari passaggi e poter continuare.Naturalmente,desidero precisare,a beneficio di tutti i lettori,che per poter capire le opere di Eco è fondamentale leggere e studiare opere di critica sui suoi romanzi e,a questo proposito,consiglio a tutti,come ha fatto il sottoscritto,di studiare i seguenti testi:"Saggi su Il nome della rosa" di Renato Giovannoli,Saggi Bompiani;"Come leggere Il nome della rosa"di Bruno Pischedda,Mursia;"Nel nome del senso.Intorno all'opera di Umberto Eco" a cura di Jean Petitot e Paolo Fabbri,Sansoni;utile è anche il libro di Roberto Cotroneo:"Eco:due o tre cose che so di lui",Bompiani.Tali testi sono facilmente reperibili,e sono indispensabili per tutti gli appassionati dei romanzi di Eco. A giorni sarà in libreria il nuovo romanzo e non vedo l'ora di poterlo leggere e sono sicuro che mi darà tante emozioni come i precedenti. Cordialmente,Carmine.


Francesco, 4/06/'04

Mi ha molto divertito il commento di anonimo, e mi ha quasi commosso il suo riferimento a Valerio Massimo Manfredi, epigono del kitsh contemporaneo. caro anonimo, non spenderò una parola sulla tua evidente e abissale ignoranza, oltretutto aggravata da una fastidiosa presunzione. mi premeva solo farti notare che i macellai esistevano eccome nel medioevo (e anche molto prima, smettila di leggere manfresi, che ti confondi le idee) così come esisteva, cosa certamente per te sconvolgente, la merda (e le parole per indicarla). certo che se sei riuscito addirittura a trovare errori di sintassi...


César Silva Santisteban (csilsantis@universia.edu.pe), Lima (Perù), 3/06/'04

Solo quiero agradecer el estìmulo intelectual y el buen humor de Umberto Eco. La tolerancia no est· reùida con la agudeza de ingenio y la crìtica humanista, y eso es lo que veo como ejemplo en sus artìculos, en sus ensayos y, como no, en sus novelas. Gracias, profesor. Que le vaya muy bien. C.S.Santisteban.


Elisa, Foggia, 26/05/'04

Ho 14 anni e ho letto il Nome della Rosa quando ne avevo tredici, e seppur, talvolta, alcune parti mi sono sembrata difficili per il linguaggio e contenuti, ribadisco che è uno dei più bei romanzi ch'io abbia mai letto. Mi chiamavano pazza a voler intraprendere la lettura di questo libro impegnativo, ma ne è valsa la pena. Eco mi ha fatto sognare per settimane e settimane il mite e saggio Guglielmo, che io prendo cme un esempio per il futuro, anche essendo solamente il personaggio di un libro. Fantastico, emozionante, un libro da amare.. sempre secondo il misero parere di una quattordicenne. Ciao!


Antonio Russo (anrusso@yahoo.com), Bologna, 19/05/'04

Mi chiamo Antonio, ho 35 anni e scrivo da Bologna. Sono un sincero estimatore del pensiero scientifico e dell'opera letteraria del professor U. Eco, e intendo qui darne pubblica testimonianza. Di U. Eco ho letto quasi tutto ciò che è reperibile sul mercato, ritrovando ogni volta e in ogni suo scritto, dai romanzi ai saggi scientifici, dai vari articoli per quotidiani agli atti delle sue conferenze, una fonte inesauribile di stimolo intellettuale e di vivace riflessione critica. Eco è un Maestro, del quale ammiro il rigore scientifico; la straordinaria varietà dei suoi ambiti di ricerca e di analisi; la limpida chiarezza del suo linguaggio; il carattere laico e democratico del suo pensiero; l'ironia e quel suo umorismo sempre gustosissimo. Ringrazio U. Eco perché la sua opera mi ha arricchito moltissimo, perché da essa continuo a trarre validi insegnamenti per la mia crescita non solo culturale, ma anche professionale e quindi personale. Saluto tutti coloro che condividono la mia stessa passione; e per quanti vorranno scambiare anche piccole opinioni o pareri su U. Eco, lascio volentieri il mio indirizzo email: anrusso@yahoo.com


Alessia Angiolini (aangiolini@web.de), Friburgo (Brisgovia), 11/05/'04

Caro Prof. Eco, sono dottoranda in Italianistica, la mia tesi di dottorato verte sui suoi romanzi (titolo provvisorio: Elite- und Trivialliteratur in den Romanen von Umberto ECO). Nonostante la passione con cui mi dedico al mio lavoro ho appreso con una punta di (credo comprensibile) sconforto della sua imminente, nuova pubblicazione. La pregherei quindi di astenersi dal farmi un altro scherzo del genere e io Le prometto entro un annetto di dare alle stampe la mia tesi e di "lasciarLa" libera di pubblicare tutto quello che vuole! Saro' anzi sempre la prima a comperare le Sue nuove opere, ma questo credo sia scontato! Un caro saluto dalla Germania, Alessia Angiolini


Mattia, 10/05/'04

..devo fare i miei complimenti a Laura D'Onghia per come ha saputo controbattere alle accuse e alle offese scagliate contro Umberto Eco dall'amico anonimo.


Fabrizio Bartoccetti (forestiero2002@libero.it), Ancona, 19/04/'04

Caro professor Eco, vorrei ringraziarla innanzitutto per aver scritto così tanto sulla società italiana contemporanea dando la possibilità a chi, come me, vuol conoscere di più il proprio Paese nella sua vita passata presente (e futura?). Ormai la leggo così tanto che proverei a considerarmi un Ecologo!!! Anche se sprofondo nella mia sconfinata ignoranza avendo viaggiato pochissimo per il mondo le sono grato perchè da lei (anche se non ci siamo mai visti)HO IMPARATO non MOLTO ma MOLTISSIMO. Grazie, grazie grazie. PS. Il mio sogno nel cassetto sarebbe peter conoscere un suo indirizzo e-mail per poterle chiedere consigli ed aiutise qualche volta non riesco a comprendere certi passaggi delle sue opere, delle spiegazioni insomma. La saluto così: A rileggerla col suo prossimo romanzo o saggio o Bustina o...chi lo sà?!


Filippo Elle (fili.lai@tiscali.it), Oristano, 26/02/'04

Caro Matteo di Savona,

non capisco se quando parli di "linguaggio complesso" tu ti riferisca all'opera letterearia o a quella saggistica di Umberto Eco. Se cerchi "materiale di supporto" a Lector in fabula, immagino ti riferisca all'opera saggistica. Quindi all'Umberto Eco studioso di semiotica. Ebbene, se ho indovinato devo purtroppo dirti che la semiotica è disciplina tortuosa e complessa, e quando Eco se ne occupa lo fa riferendosi ad una ideale e rigorosa comunità scientifica che si presume conosca la materia e comprenda le sue articolate argomentazioni teoriche. Non può porsi il problema dello studente che potrebbe leggerlo e che potrebbe non avere gli strumenti per capirlo. Eco non è un divulgatore, è uno studioso, e come tale lascia ad altri il compito di divulgare gli esiti delle sue ricerche. Sarebbe come chiedere ad Einstein di essere più comprensibile e meno rigoroso nell'esposizione della sua Teoria della Relatività. Ma quello non è il suo compito; divulgarla non spetta a lui; spetta semmai a Piero Angela. Einstein ha il compito di contribuire al progresso scientifico della sua disciplina; e deve necessariamente usare il linguaggio della sua discplina, rigoroso, arduo e maturato nel corso dei secoli; idem per Eco: la semiotica è un ambito di ricerca interdisciplinare che attinge dalla filosofia, dalla linguistica, dalla filosofia del linguaggio ecc. Come pretendere che sia comprensibile a tutti? Sarà comprensibile a chi vi ha dedicato anni e anni di studio. Perchè ripeto, non siamo nel campo della divulgazione, siamo nel campo della scienza. Discorso analogo per i romanzi. I romanzi di Eco hanno avuto il successo che hanno avuto proprio perchè sono costruiti basandosi su più livelli di lettura, secondo una idea di letteratura postmoderna che stimola molto l'autore: un livello destinato al lettore meno colto, che può godere della trama, dell'intreccio, non cogliendo altri riferimenti; e un livello destinato a un lettore modello più colto, che può godere della perfetta ricostruzione storica e linguistica, delle citazioni, degli infiniti e ironici rimandi intertestuali ad altre opere letterarie e ad altri capolavori della letteratura internazionale (cosa che pare diverta molto Eco, e sinceramente diverte anche il suo lettore ideale, o modello), ecc. ecc. p.s. Al lettore Anonimo dico: sei proprio sicuro quando parli di "anacronismi" e di "espressioni volgarotte" che sarebbero presenti in Baudolino? A me pare che tu abbia un'idea poco precisa dell'epoca medievale...Un saluto


Matteo, Savona, 05/02/'04

Non voglio assulutamente mettere in dubbio le competenze semiotiche di Eco. tuttavia ritengo offensivo per il lettore usare un linguaggio tanto complesso. non nego l'importanza del linguaggio specifico, utile ad evitare fraintendimenti, tuttavia il linguaggio che usa presuppone un lettore modello con delle conoscenze empiriche semiotiche che uno studente alle prime armi non può avere. E' la semiotica ad interessarmi, non le prove di superiorità (puro ego) di un semiologo.indi per cui: è possibile trovare materiale in appoggio, per es, a lector in fabula?


Ilario, 05/01/2004

Buon Compleanno ad Umberto Eco e grazie per la luce che ci da!


Antonio, Messina, 04/01/2004

Ho letto anche l'ultimo romanzo (Baudolino) di Umberto Eco, che può senza alcun dubbio, definirsi Sommo Autore. Solo per rispondere al commento dell'"anonimo" datato 22.11.2003, devo suggerire a questo sconosciuto di imparare a scrivere e di tornare a leggere pinocchio o topolino; dal suo commento si evince che non solo dimostra di non aver capito nulla della narrativa di Umberto Eco ma di essere anche profondamente ignorante e saccente. Anche nell'ultimo romanzo (Baudolino) dimostra di essere non solo erudito ed enciclopedico nella forma e nei contenuti madi saper costruire nei più piccoli dettagli lo sfondo storico su cui costruisce le avvincenti vicende.


Laura D'Onghia (lauradonghia@jumpy.it), 03/01/04

Carissimo Anonimo,il fatto di non aver inserito il tuo nome non mi vieterebbe di accanirmi contro di te come tu ti sei accanito contro Eco. Comunque, visto che non mi piace parlare ad un muro, mi rivolgerò a te come "lettore accorto" (anche se il darti un appellativo non mi facilita il compito di discutere con un pezzo di cemento).Allora ricominciamo:Carissimo "lettore accorto",é vero, Eco é un professore universitario: e tu cosa sei per definirti un "lettore accorto"? Se sei un professore posso solo dire che del professore hai solo le nozioni mnemoniche, ovverosia hai la cultura necessaria per riconoscere un anacronismo (che, per inciso, riconosco anch'io, che non sono né "lettrice accorta" né professoressa), ma non la capacità per capire il significato per cui quel dato anacronismo se ne sta lì, volutamente aspettando l'ironia con cui lo prenderà un "semplice lettore" e le critiche serie e senza senso dei "lettori accorti". I "lettori accorti", questi sconosciuti, coloro che di cultura ne hanno a dismisura, e tanta esperienza di vita che grava sulle loro spalle trovando consolazione solo nell'intelletto, composto, come possiamo vedere, da tante nozioni accumulate e riposte con cura nel proprio cassetto senza possibilità di comunicazioni con gli altri scomparti.Tu critichi l'opera di Eco, e fai riferimento a Manzoni e Pirandello, consigliando a tutti noi "lettori semplici" di prenderli in mano: ebbene, vuoi parlare di loro? Parliamone, li ho presi in mano più di una volta e li ho amati in tutti i loro aspetti. Ed ora, anche se non avrei voluto mettere in mezzo questi due grandi autori li criticherò come tu hai criticato Eco (con la differenza che quello che io scriverò non diventerà legge universale).Manzoni, uno dei sommi poeti, lo ricordiamo per le sue poesie, come "V Maggio", i suoi poemi, fra i quali "Adelchi", ma, soprattutto, per il suo grande romanzo: "I Promessi Sposi". Ora guardiamola bene, quest'opera, analizziamola: com'é struggente l'"Addio Monti", e quanta introspezione nella descrizione di Gertrude e della mamma di Cecilia... Quanto é bello questo capolavoro di poetica prosa; e la storia? Sì, sì, la storia, guardatela bene, cosa vi ricorda? Esatto, proprio un romanzo rosa, vi sembra tanto spettacolare la trama? E a te, "accorto lettore"? Pirandello, chi potrebbe non riconoscere la fondatezza delle sue opinioni sull'umorismo? Eh sì, di genio ne ha tanto il vecchio Luigi; certo, per quel che riguarda la scrittura e la cultura. E per quanto riguarda le sue ideologie, se mi perdonate l'espressione, politiche? Beh, a lui non importa più di tanto questo aspetto, la sua famiglia E' molto ricca, lo tiene fuori da queste preoccupazioni, hanno tante miniere, loro... E quando queste miniere le perdono? Ecco che il vecchio Luigi salta su e comincia a preoccuparsi non poco della sua situazione, adesso comincia a farsi un'idea della situazione in cui si trovavano i poveri cristi che lavoravano nelle sue miniere... Allora, a questo punto, cosa farà? Ed ecco che il vecchio Luigi ha un colpo di genio: aderisce al fascismo e ricomincia a farsi i propri interessi! Spero che tu ti renda conto di avermi fatto tirare fuori il peggio di due autori come Pirandello e Manzoni, e di come sia difficile farlo. Ora, prima di dire universalmente "Eco fa schifo", prova ad aprire un po' la tua mente, cerca di metterti un pochino in discussione e di comprendere che questo non é un intervento cosÏ diretto come avrebbe invece potuto essere. Allora, forse, capirai cosa significa "...in riva alla vita...". Saluti, Laura. P.S.Ti chiedo umilmente perdono se non ho utilizzato un linguaggio consono al tuo lignaggio di semidio, ma sono una "Semplice Lettrice"...


Gabriele Mecca (gabrielemecca@libero.it) , Brindisi 29/12//03

Vorrei esordire dicendo innanzitutto che in questo periodo, sto allietando il giorni di festa con la lettura de Il nome della rosa, romanzo che non ho ancora terminato di leggere. Il mio commento su questultimo, sino al punto in cui sono arrivato, è estremamante posisito, in quanto il libro è ben strutturato e lascia spazio alla mente di far configurare le immagini suggestionate, inoltre condivido la scelta di introdurre delle citazioni o frasi in latino, anche se a volte un po lunghe, forse anche il fatto di non esserci una traduzione di queste, potrebbe essere motivo di sconforto da parte di un lettore, il quale completamente ignora questo codice. Comunque devo asserire che il romanzo, per quel che mi riguarda, essendo io un appassionato di medievistica, è molto belo ed intrigante, veritiero in alcuni punti, conducendo il lettore anche a comprendere quello che era in realtà il quadro storico dell'epoc


Jessica, Bologna, 24/11/'03

Ho solo 14 anni, quindi non sono riuscita a comprendere a fondo il "Nome della rosa" di Umberto Eco, ma quel poco che ho capito mi é bastato per capire che bellissimo libro sia. Lo rileggerò quando avrò più conoscenze e quando i temi che tratta questo libro mi saranno più familiari, ma anche a quest'età posso dire che é unlibro che ti entra nell'anima, per non andarsene mai più.


Anonimo, 22/11/03

Ho appena finito di leggere Baudolino e mi é subito sorta una domanda: come si fa a sostenere che Eco sappia scrivere e che sia un grande autore, addirittura paragonandolo a Dante e Petrarca? Mi sembra una grossa assurdità! In Baudolino, oltre a profonde inessattezze storiche e errori grammaticali e sitattici non mi sembra ci sia molto. Il racconto in sé, seppure non banale, avrebbe dovuto essere sviluppato meglio. Sono presenti un sacco di anacronismi: (a pag 71 parla di MACELLAI..e i postini dove li ha lasciati?) e di espresioni volgarotte (merda, caccole di mosche ecc ecc) e altamente colloquiali non certo adeguate al Medioevo. Lo stile é cofusionario e poco lineare e le tematiche presenti o sono talmente banali da far ridere o sono fuori luogo! Senza contare l'introduzione in volgare antico che richiama, con uno stile decisamente più basso, quella dei Promessi Sposi. Un'introduzione che fa passare la voglia di leggere il libro! All'interno del testo ci sono poi tantissime copiature di poemi e romanzi antecedenti, che possono certo essere riconosciute solo da un lettore accorto che non si limita all'apparenza del testo, ma lo analizza a fondo. Infine sostengo che questo libro faccia davvero schifo e se ha avuto così tanto successo é solo perché ormai non si sa più leggere. Dico solo che, se invece di scrivere 500 pagine a vanvera ne avesse scritte 100 decenti sarebbe stato meglio. Ha voluto strafare, ma così é venuta fuori solo una grande cavolata!E' il primo e unico libro che leggerò mai di Eco. E a chi sostiene sia un bel libro dico di provare a leggere un Manzoni o un Piradello. Autori che non sono neppure minimamente paragonabili a Eco! Inoltre scrivere un libro su un perido storico non é stata proprio una grande idea; per farlo (basta vedere i libri di Valeri Massimo Manfredi, autore altrettanto contemporaneo) bisogna saper scrivere.Ad Eco sarebbe andato fin troppo bene uno di quei libretti di oggi privi di contenuti, come la serie di Incentesimo. Ecco un genere adatto a lui! Sarà pure docente universitario, ma scrivere proprio non é il suo forte!


Giovanni Senatore (isabella.senatore@tin.it), Bellizzi (Sa), 11/11/'03

Ciao a tutti, sono rimasto molto impressionato dalla magneficenza del romanzo del celebre scrittore Umberto Eco. Ha saputo fondere insieme tantissimi aspetti anche se non ha rivelato l'esatta interpretazione dei fatti:di questo secondo me è il lettore a doversene accorgere. un bacione


Laura D'. (lauradonghia@jumpy.it), 14/10/'03

Ho letto quest'estate Il Nome della Rosa, Baudolino ed Il Pendolo di Foucault (uno dei migliori libri scritti), non penso di poter aspettare fino a Natale per L'Isola del Giorno Prima... A proposito degli errori grammaticali: sarebbe meglio per chi li ha fatti notare, credendo in uno sbaglio, rileggersi l'opera, perché non mi sembra abbia capito un gran che!


Francesca Profeta, Nola (Na), 28/09/'03

Se si potesse rinascere e decidere a chi assomigliare, Eco sarebbe il primo,se non l'unico della mia lista! Ma chi altro avrebbe potuto vestire i panni di un novizio benedettino così bene, da farlo sembrare realmente esistito? Una bravura che non genera invidia, ma tanta,tanta,tanta ammirazione.


Laura, 21/09/'03

Gli unici romanzi di Umberto Eco che ho letto sono "Il nome della rosa" e "Baudolino",fin adesso solo queste due opere sono riuscite e colpirmi nel profondo dell'anima.Il professor Eco avrà sempre la mia ammirazione!


Carlo Daneri, Foligno, 28/08/'03

Erede del pensiero del Ch.S.Pierce, ha infiammato il dibattito semiotico fin da "Opera Aperta" del 68. Raggiunge il suo apogeo intellettuale con il saggio del 1990 "I Limiti dell'interpretazione". Va ricordato altresì che il dibattito semiotico si è sempre concentrato su di una dualità Eco/Greimas. Dal punto di vista accademico la figua di Eco è stata oggeto dei più svariatti attributi. Del tutto oggettiva è la sua competenza linguistico/medievalista. La sua poetica però, ad un lettore di secondo livello, presenta alcuni dubbi. Che forse è più lecito comunicare elaborando noi stessi degli snondo letterario. 1 ) Aristotele 1447b? 2 ) Schleicher : Jespersen = Eco : .... ? N.B. Non me ne vogliate ho scritto questo messaggio alle 1:07. Sono uno dei più insaziabili lettori e fan del Poff. Umbert Eco. Grazie e Buona Notte


Daniel Gallagher (frdbg70@yahoo.com), Gaylord (Michigan), 1/08/'03

Ho appena finito la romanza di Eco "Baudolino" nella versione inglese. Devo dire che da punto di visita stilistico, e molto diversa dal "Nome della Rosa". Sono ancora indeciso se Eco e attualmente la figura importantissima della lettura come dicono molte persone da ogni parte dal mondo. Penso che sia stato impressionante come Eco cambia prospettiva spesso durante la narrativa di Baudolino. Ma secondo me, questo modo di scrivere quasi distrugga il filo sintetico della storia. Cioe, come tutti i suoi libri, mi sembra sopratutto un modo di propagare i suoi pensieri sulla filosofia, teologia, storia, etc., e non un tentativo a un'opera armonicamente unita.


Maurizio Brunelli (cialtra@tiscalinet.it), Roma, 24/07/03

Ho letto fra i commenti, molti 'geniale': io non credo che sia geniale. umberto eco è tecnico ed erudito ma non geniale, non è neanche poetico. restituisce, a chi l'avesse persa, la fiducia nel sapere, nella razionalità del mondo. la necessità di indagare le cose, scoprire i segreti che si celano nella natura. gigante del pensiero laico e scientifico.


Vasso Hatzara (hatzara@ath.forthnet.gr), Atene, 12/07/03

Ho letto e riletto quasi tutte le sue opere... E' un artista del pensiero. Ogni volta trovo un altro punto per pensare e riflettere... Secondo me, Umberto Eco e' il piu' grande pensatore contemporaneo. Aspetto con piacere e sete il suo pensiero...


Filippo Elle (fili.lai@tiscalinet.it), Oristano, 1/07/03

Per Massimo Bussola, vorrei farti presente che i "se avrebbe" e i "se avrai" che hai registrato durante la lettura del romanzo "Baudolino", sono intenzionali! Eco, sapientemente, li mette lì appositamente, e se avessi letto il libro con consapevplezza, e non solo per scovare errori di grammatica, avresti anche capito anche perché. Saluti


Riccardo Vessa (farouckinfly@jumpy.it), Bologna, 23/06/03

Avrei bisogno di dieci vite per comprendere tutte le implicazioni, i rimandi ed i significati dell'opera echiana, perciò mi limito a basire al cospetto delle sue doti affabulatorie, della sua ironia, della sua saggezza e della sua inventiva. E' difficile paragonare Eco con i giganti che hanno operato prima di lui, poiché egli, come pochi, concreta in sé la summa delle innumerevoli opere e correnti di pensiero che lo hanno preceduto ed ispirato. Di certo "Il pendolo di Foucault" è il libro che ne svela maggiormente la concezione filosofica, ed è il romanzo che sancisce una volta per tutte la grandezza di quest'uomo incredibile. Mi chiedo solo quanti Berlusconi dovranno nascere ancora prima del prossimo Eco...


Gian Luigi Demontis (gesgian@tiscali.it), Sassari, 19/06/03

Per me Umberto Eco è il maggior esponente italiano di intelligenza e poi ho letto "Il nome della rosa" un bellissimo romanzo scritto da chi se ne intende di letteratura e poi dovrebbe vincere il premio oscar con questo libro Magnifico e poi lo ammiro per la sua straordinaria intelligenza


VALENTINA, ROMA, 17/06/03

CHI MI SA FARE UN RIASSUNTO ABBASTANZA ARTICOLATO SU "SEI PASSEGGIATE NEI BOSCHI NARRATIVI"? DOVE POSSO TROVARE UNA RECENSIONE SODDISFACENTE? GRAZIE VALENTINA


Sandra Cosic (sandracosic@libero.it), Belgrado, 17/06/03

Visto che sono una studentessa della lingua e letteratura italiana presso la Facoltà di filologia, Università di Belgrado, posso dire che conosco la gran parte della letteratura italiana, cominciando dalle origini, dalla poesia di Provenza che aveva influsso a quella italiana, poesia siciliana, Dante (che lo considero grandioso), Petrarca, ecc fino alla letteratura contemporanea, e che quasi tutte le opere leggo in italiano, devo dire che secondo la mia opinione Eco è uno scrittore grandissimo, uno dei miei preferiti. Ho letto " il nome della rosa" e "Baudolino", e mi piace moltissimo questo suo filo misterioso,ma più di tutto, i suoi temi che ci portano nella storia d'Italta d'un tempo. In Serbia i suoi libri sono letti con un gran piacere...


Cecilia Rodas (ceciro@yahoo.com), Cuenca (Azuay, Ecuador), 20/05/03

Eco mi sembra un bravo autore, ma molto vanitoso.


Antonio Tarchi (antonio.tarchi@tin.it), 17/05/03

Credo che non esista al mondo un'altra persona che possa racchiudere nel proprio cervello una così grande concentrazione di scibile, tale da poter creare opere che racchiudono interrelazioni così profonde fra scienza, filosofia, teologia ed esoterismo. Mi manca molto il fatto che non sono mai riscito a leggere chiaramente, da qualche parte, la reale opinione di Eco sullo scopo della vita.


Valeria, Milano, 29/04/03

I romanzi di Eco sono decisamente fatti bene, sia dal punto stilistico che da quello puramente del racconto. E' creatore di fantastiche favole d'altritempi per i bambini ormai cresciuti. Uno scrittore perfetto e colto.


Massimo Bussola, (massimo@ilbussola.com), Milano, 08/04/03

Buongiorno a tutti, volevo segnalare che nel libro di Umberto Eco BAUDOLINO, almeno nella versione economica in mio possesso, ho contato finora (sono a pagina 200) cinque "se avrebbe" e un "se avrai".


Assistente sociale, 04/02/2003

Eco è uno scrittore intelligente, interessante e capace di profonde analisi. Pero a volte orbita in universi di significati elusivi. Non tutti hanno il tempo di leggere trattati di semiologia medievale...


Alessio, Firenze, 03/01/2003

Eco rappresenta semplicemente il Dante del xx secolo


Giulio Palmieri (palmierigiulio@yahoo.it), Lecce, 02/01/2003

Credo che il Nome della Rosa esprima come pochi altri testi l'indecifrabilità del reale. Il protagonista si muove cercando la verità tramite l'interpretazone dei segni, ma scopre che la realtà finale, che aveva figurato dentro la sua mente, é casuale, inesistente, e la rivelazione finale stessa é frutto del caso. Rimangono solo le cose ed il mistero a cui esse rimandano. E' un libro perfetto.


Sara Rovai (prossi@itclucca.lu.it), Lucca, 15.11.2002

"Il nome della rosa" è un libro molto interessante anche se il linguaggio è difficile perché ci sono varie parti del testo in latino.La trama è avvincente e coinvolge il lettore.La parte che mi è piaciuta di meno è stata la descrizione iniziale dell'abbazia.I personaggi più interessanti sono Guglielmo da Baskerville perché è un uomo di straordinaria intelligenza ed acume e l'erborista Severino perché è saggio oltre che sapiente.Mentre quello che mi è piaciuto meno è Jorge in quanto è falso e bugiardo.Penso che nel Medioevo la religione abbia limitato la libertà dell'uomo,il tema del riso era considerato quasi un peccato,a differenza di oggi dove si esagera nell'altro senso.


paolo oliva (paulinduliva@libero.it), torino, 10.11.2002

E va bene: Ë un genio. Ma perché cerca sempre di seppellirmi con una valanga di parole?


Margherita (marggio@libero.it), Taranto, 15.10.2002

"il Pendolo di foucault" è il libro più bello che sia mai stato scritto da essere umano...Eco, come sempre, Gradioso!


Gabriella, Budapest, Ungheria, 11.10.2002

L'isola del giorno prima e' il mio libro preferito!


Damiano Quarta (damrta@libero.it), Brindisi, 05.10.2002

Leggere Umberto Eco significa giocare, giocare un gioco da grandi, fatto di parole che si muovono, costruiscono monumenti, fortificano lo spirito! In questo senso il pendolo è il non plus ultra! Cosa non darei per scrivere come Eco, anche solo un rigo! Si dirà «letteratura fine a sé stessa»...dico io «e a chi se no?». Grazie professor Eco!


Carla Atzeni (carolingia73@hotmail.com), Nurri (Nu), 02/08/2002

Non voglio fare nessun commento sull'autore, sono la persona meno adatta! Ma sento il bisogno dire che avevo letto "Il pendolo di Foucault" a sedici anni, non ci avevo capito niente; l'ho riletto a venticinque anni, ho capito un po' la trama; lo rileggerò ancora, sento che questa ginnastica mi tonifica.


Michele Zucca,(bezdomny@virgilio.it), Cagliari, 5.06.2002

Una commento soltanto: Eco è d'una genialità che sfiora l'invidia


Anna Gherasimova (ghera2001@hotmail.com) Mosca (Russia) 29.05.2001

Buongiorno! Vorrei sapere come si puo' communicare con il professore Umberto Eco. Sono dalla Russia e studio l'italiano. Poco tempo fa ho letto un romanzo famoso Il nome della rosa e vorrei esprimere la mia ammirazione all'autore e anche chiedere qualche consiglio sul mio studio della letteratura e coltura dell'Europa medievale, se e' possibile, certamente. Mi scrivano, per favore. Domando perdono per sbagli. Anna Ghersimova. Anna


Rossana Minì (rossana.mini@tin.it) Palermo, 15.05.2001

Credo sia uno dei maggiori scrittori/comunicatori italiani di tutti i tempi ho apprezzato tutti gli scritti che ho avuto modo di leggere. Lo seguo da anni e lo consiglio. Unodei miei miti: l'elogio a Franti (dal Diario Minimo).


Matteo Bucarelli (bucarellimatteo@libero.it) Reggello (Firenze) 27.01.2001

Sia "l'isola del giorno prima" che "il pendolo di Foucault" sono meravigliosi, almeno rispecchinao il mio ideale di bellezza letteraria. Quindi un ulteriore elogio a questo scrittore.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 21 lug 2006

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy