Non ho mai visto le langhe ma adoro fenoglio, alba, milton johnny e matè. adoro le langhe .
Diego Francone, Barcelona (Spagna), 23/07/'04
Sono nato ad Alba, sento le mie radici profondamente conficcate in Langa..ho passato i piu' bei momenti di solitudine della mia vita al Pavaglione...alla Lunetta..a Mombarcaro...a San Benedetto..ora vedo la Langa da un altro "punto di vista"...rileggo Fenoglio..rido con Fenoglio...amo Fenoglio..
Anonimo, 31/05/'04
Ho letto il libro "la malora" di Fenoglio e devo dire che l'ho trovato noioso ma soprattutto incomprensibile. a me piace leggere libri che si comprendono subito e chiaramente! mi dispiace scrivere queste cose ma è quello che penso!!!
Niccolò Saviozzi, Pisa, 28/05/'04
Costretto a leggere 1 maledetto libro proprio sulla fine dell' anno; dopo aver scartato (purtroppo) un libro corto scelgo senza esitazione "il partigiano johnny" che già dal titolo mi aveva molto incuriosito...leggendolo mi colpisce sempre più per i contenuti arrivando a leggere 50 pagg al giorno (roba che mai avevo pensato di fare). La trama è davv molto bella, diffice spiegare senza averlo letto...si sofferma molto sulla descrizione dei particolare senza però eccedere nella noia..!!!10+ allo scrittore.
Anonimo, 13/05/'04
Sono stato costretto a leggere questo libro, e per la fretta non sono riuscito a cogliere la bellezza di questo libro.
Martino Pederzolli, Trento, 26/04/'04
Fenoglio conduce il lettore attraverso strade percorse da pochi; è capace, con la sua maestria, di esaminare ogni ambito, da quello puramente descrittivo a quello psicologico
Claudio Tadoldi, Turi (Bari), 25/03/'04
L'essenziale, il poetico, umanesimo barbaro ed eterno. Beppe Fenoglio: esempio di lotta morale senza retorica e condizionamenti
Anonimo, 11/01/2004
Mi sono ritrovata ieri sera con con il partigiano johnny fra le mani e mi é venuta un'irrefrenabile voglia di leggerlo. Ë nella libreria da parecchio ma ancora mi sembra irraggiungibile per la forma letteraria originale e geniale che Fenoglio é riuscito a raggiungere in questa opera. l'ho scoperto a 16 anni questo grande della letteratura, sottovalutato purtroppo. ha descritto l'Italia delle campagne con la malora come nessuno é stato in grado di fare, e quella della guerra e del dopoguerra con una poesia che pochi sono riusciti ad adottare... ed ha anticipato la forma cinematografica del romanzo con la paga del sabato. a per un pugno di libri per fortuna ogni tanto ricordano anche queste opere meno conosciute...
David: Seracini,(milton1174@yahoo.it) Strada in Chianti (Fi), 19/12/03
Sono contentissimo di inserirmi in questa galleria di impressioni su Fenoglio. Egli è di gran lunga il mio scrittore preferito e, come potete vedere, al personaggio di un suo libro ho dedicato anche la mia e-mail. Mi è ancora difficile comprendere le ragioni per cui mi sento così legato a questo autore e coinvolto emotivamente da tutto ciò che scrive. Deve essere per via delle mie radici, che sento piacevolmente immerse in quella civiltà contadina collinare che egli riesce a rappresentare così bene. Per il suo attaccamento alla terra e al paesaggio. Le descrizioni del paesaggio nel Partigiano Johnny sono stupefacenti ed assolutamente necessarie, secondo me, a tutto il contesto. Il mio romanzo preferito, comunque, resta Una Questione Privata ma per tutta la sua opera nutro un'ammirazione infinita.
Valeria Scaccianoce (sebscac@tin it), Catania, 18/11/'03
Sono all ultimo anno di liceo linguistico e studiare e ricercare gli autori, italiani e non, e' molto faticoso. Anche se non e stato facile trovare questo sito, adesso che l'ho trovato sara' la mia fonte di ricerca per quanto riguarda la vita e le opere degli autori. Vi ringrazio!
Mirko Buglione (mirko.buglione@libero.it), Nola (Na), 16/11/'03
Da poco ho concluso la lettura di alcuni frammenti di romanzi di beppe fenoglio. Anche se a tratti la narrazione si presenta piuttosto noiosa, in tutti i suoi brani è presente l'immagine della morte che impedisce ad ogni uomo di capire il vero senso della vita. Ma la cosa che più risalta dalla lettura delle sue opere è la capacità dell'autore di rapportarsi ai grandi avvenimenti che coinvolgono l'intera Europa senza mai "spostarsi" dalla su regione natia, dalle langhe.Penso che Fenoglio rappresenti il modello di scrittore neorealista.
Gualtiero Via (gualtierov2000@yahoo.it), Bologna, 10/10/'03
E' un piacere poter incrociare parole di altri su uno stesso autore, così amato. Molti commenti indugiano su di una supposta limitata conoscenza di Fenoglio da parte del pubblico... Ora, nei tascabili Einaudi, in fondo, riportano il numero di edizioni e di ristampe dei vari volumi pubblicati. Pochi autori -almeno negli ultimi, credo 10, 15 anni- sono stati leti e ristampati come Fenoglio. Restano, due cose: - il "sistema letterario" (termine a mio avviso pressoché osceno, ma pure designante un mondo esistente, ahimè) sottostima Fenoglio (ma come potrebbe fare altrimenti, senza negare sé stesso?) o ne fa un campo di battaglia (o di anatomizzazioni) ad uso di sofisticati dipartimenti universitari; - l'industria culturale lo snobba (non è facile, comunque, da metabolizzare). - in Italia si legge pochissimo, in generale, a paragone con (immagino) qualunque altro paese, europeo o no. Ma tutte e tre queste cose hanno ache fare molto con le nostre (italiane, cioè) miserie, e poco o nulla con Fenoglio. Chi anche solo un poco ha conosciuto la civiltà contadina, dall'appennino toscoemiliano in su, finché è esistita -io ho avuto questo privilegio- non potrò che riconoscere in La Malora un capolavoro assoluto. Chi ha studiato la Resistenza -sui racconti di protagonisti oltre che su libri di storia- non potrà che considerare insostituibile I ventititrè giorni (ma anche più o meno tutte le altre cose di Fenoglio sull'argomento) se hanno ancora un senso i termini epica e stoicismo, questo senso lo si ritrova, con una forza abbagliante tonica e feconda nelle pagine di Fenoglio non è vero che sia un autore per pochi È un autore sicuramente non "per le masse", ma sicuramente per (potenzialmente) qualunque buon, vero lettore
Silvia Pallino (silvia.gattino@email.it), Cremona, 24/09/'03
L'autore non mi dispiace anche se non ho capito tanto la trama dei ventitrè giorni della città di alba e una questione privata poi mi piacerebbe sapere il vero legame che c'era tra fenoglio e pavese (oltre alle origini molto vicine). ciao e rispondete
Valter Fascio (valterfascio@tin.it), Torino, 26/08/'03
Johnny, Fulvia e il professore Il partigiano Johnny si arrese quarant'anni fa, il 18 febbraio all'Ospedale Molinette di Torino. Come il suo alter ego, Beppe Fenoglio era nato il 1° Marzo 1922 ad Alba. <<Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano>>. Lasciò disposizioni chiare, il guerriero di Cromwell: funerali civili, senza fiori, senza soste, senza discorsi (d'altronde, aveva convenuto l'amico Don Bussi,<<trovata la linea verticale, l'orizzonte non conta più nulla>>), un biglietto dolcissimo per la figlia Margherita (<<Ogni mattina della tua vita io ti saluterò, figlia mia adorata), in che ordine riordinare i suoi racconti. Torino, era casa Einaudi, dove esordì con lo splendido libro che è <<I ventitre giorni della città di Alba>>, fino alla fine, con il postumo capolavoro <<Il partigiano Johnny>>. Ma la città della Mole, per l'alter ego di Milton, fu soprattutto una donna e un professore. E' il mondo di Fulvia, l'antica promessa scandita nella <<Questione privata>>:<<Il giorno stesso che la guerra finisce correrò a Torino a cercarla>>. Già: caro Beppe: da quanto tempo non accendevi una sigaretta a Fulvia? Ed è a Torino, l'Università dove approderà Pietro Chiodi, professore di storia e filosofia nel liceo <<Govone>> di Alba, traduttore di Heidegger, accanto all'allievo sempre: dalla scuola, appunto, alla guerra civile, al passo d'addio, all'estremo viaggio a casa (<<la dolorosa voglia di Alba>>), e intorno <<l'ampio cerchio delle colline, avvolte in veli di nebbia, in un coro di stupore e di infinito silenzio>>. Anche adesso, che tutto e compiuto, come si fa a non volerti bene caro Beppe...
Rita Scalas, Madrid (Spagna), 24/07/03
L'opera che preferisco di Fenoglio È La paga del sabato. Credo che nessuno meglio di lui abbia saputo descrivere la sensazione che prova la persona che in determinate circostanze assume importanti responsabilità e poi, a causa del cambio di dette circostanze deve accontentarsi di ricoprire un ruolo notevolmente inferiore a quello a cui era abituato. Credo che questa situazione l'abbiano vissuta molti giovani, soprattutto negli ultimi anni di crisi del mondo del lavoro.
Emanuele Boffa, Alba (Cn), 27/05/03
Anche se sono molto giovane ho avuto occasione di leggere molte opere di questo autore tra cui "Una crociera agli antipodi",da poco rtrovata.Amo di Fenoglio la scioltezza con cui scrive inserendo espressioni dialettali, che rendono bene il significato storico e culturale della nostra regione. Sicuramente il mio romanzo preferito è "I ventitre giorni della città di Alba", libro storico che, al contrario di molti altri, non stanca mai. ciao Lele B.
Giovanni Gallizio (galliziogio@libero.it), Nichelino (To), 15/02/2003
Credo che "Il partigiano Johnny" sia un libro stupendo. Conosco le langhe, conosco i paesi, i paesaggi in cui Fenoglio ambienta i suoi libri perchè sono anche i miei luoghi.La rude schiettezza con cui riesce a descrivere, o meglio, far intendere,sentimenti e emozioni lo rendono davvero unico. Mi sembra di provarle io stesso..
Julie Mampuy (julie_mampuy@hotmail.com), Anversa (Belgio), 11/02/2003
Sto traducendo in neerlandese un brano di Primavera di Bellezza per la mia tesi di laurea... e mi sono già molto divertita! Fenoglio è un uomo molto interessante e scrive in modo impressionante!...
Daniele, Verbania, 08/01/2003
Di Fenoglio sto leggendo: "Il partigiano Johnny" per l'esame di maturità. Nel libro Fenoglio trasmette tutta la sua passione e la verve ma c'é un problema: "Il partigiano Johnny" ha un linguagio troppo aulico per essere compreso da un pubblico vasto e non mi riferisco solo al continuo utilizzo della lingua inglese!
Monica Lettore (mocai@tiscali.it), Milano, 25.07.2002
Mi ha incuriosito la sua 'anglomania'. Belle le invenzioni inter-linguistiche come "il romper del giorno". Sarei curiosa di sapere da dove viene quel "scrivo with a deep distrust and a deeper faith" - a me pare una citazione, ma non ho idea da dove. Gran bella dichiarazione, in ogni caso.
Stefania D' agostino, Torino, 12.06.2002
Il mio giudizio su Beppe Fenoglio e che secondo me e una persona meravigliosa stando a tutto ciò che ho letto su di lui, penso che sia stato una persona favolosa che ha vissuto una vita frenetica ma allo stesso tempo molto intensa, di Beppe Fenoglio ammirro il suo amore verso la propria città, ho letto molti libri di diversi autori ma non ho mai letto che una persona di fama rimanga nella propria città vorrei solo dire che per me un autore che riesca a coinvolgere un lettore come lui non esiste nelle sue opere esprime il dolore il sentimento vero e riesce ha trasmetterlo quasi a tutti. Lo ammiro molto cosa che non mi era capitata leggendo molti altri libri di autori diversi.
Vincenzo Fenoglio, (http://vincenzodemasi.interfree.it/), Corsano, Lecce, 10.06.2002
E' l'arte della verità.
Nik Lisco (niklisco@libero.it), Bari, 11.03.2002
Stile asciutto, rapido, tagliente, antiretorico, poetico, bellissimo. Fenoglio è uno dei tanti grandi semi-dimenticati dalla snobberia di critici in cerca soltanto di languorose incomprensibilità.
Alfonso Riso (alfonsorisoit@yahoo.it), Corsano, Lecce, 15.02.2002
Io, Fenoglio, lo avevo definito già, la malattia e la cura, il tormento e la pace.
Alessandro Santini (maldito@katamail.com), Novara, 13.11.2001
Non si riuscirà mai a dire quanto Fenoglio è grande. Libero dalla retorica della Resistenza, dipinge questa pagina fondamentale della storia italiana con una forza e una schiettezza difficilmente attaccabili. Ogni volta che penso al fatto che non possa più darci grandi libri mi assale una gran tristezza.
Claudio Pescarmona (claudiopescarmona@hotmail.com) Brusasco, Torino, 02.07.2001
Fenoglio è stata una mia passione di gioventù, l'ho letto per curiosità, poichè sono anch'io originario delle Langhe, e ne sono rimasto affascinato. Purtroppo nelle scuole superiori ben raramente viene menzionato, ma sarebbe opportuno che i giovani lo leggessero, io ne ho avuto una forte impressione ed anche rileggendolo in età adulta la mia impressione giovanile non è mutata. Grazie Beppe per quel che ci hai lasciato e peccato che la vita ti sia stata così breve.
Lilla xxx (metempsic@libero.it), Tirano, Sondio 13.05.2001
Beppe Fenoglio è un grandisimo scrittore! Andrebbe davvero valorizzato di più, soprattutto nella scuola superiore. Lui sì che racconta la guerra e l'uomo! Le sue opere raccontano la Resistenza, non la mitizzano e basta, ma la rendono ancora più forte grazie alla loro realtà. Sfortunatamente ci ha lasciato troppo presto, altrimenti avremmo potuto leggere ancora qualcosa che esce da una delle più grandi penne del '900. Grazie!
matteo pisu (pisu_sabrina@.yahoo.it) Pula, Cagliari 23.04.2001
È uno scrittore che mi ha colpito molto.....sopratutto il racconti il partigiano jonny e il trucco che ho finito di leggere da poco. E anche se non è uno scrittore tanto conosciuto io lo ammiro.
Simone Angelozzi (Armorsim@yahoo.it) Atri (Terni), 12.04.2001
E' strano quanto un film possa cambiare il destino postumo di uno scrittore, "non molto fortunato" e poco conosciuto dal popolo, così poco affrontato nelle scuole (almeno fino alle Superiori) e... ; ma qui il discorso si prolunga.. Perchè i suoi lavori erano poco considerati dalle case editrici? Perchè ancora oggi ripudiamo innovazioni letterarie e continuiamo con la solita pappaglia di autori? Ci vuole qualcosa di nouvo, c'è bisogno che il popolo legga ma non i romanzini d'amore, c'è bisogno
di sincerità come Fenoglio che nei suoi racconti non si lascia turbare dai venti della politica, delle mode. Personalità è la parola chiave, l'originalità è la stanza buia in cui pochi riescono, Fenoglio è un esempio da seguire (ANCHE SE ORA FORSE VERRA' STRUMENTALIZZATO).
Andrea Fantino (psykoman@tiscalinet.it) Roccavione (CN), 17.12.2000
Fenoglio è un grande scrittore. Non ci sono dubbi. Ho letto "Il partigiano Johnny e "Una questione privata": bellissimi! Ho faticato un opo' ad adattarmi al suo stile, ma poi me ne sono abituato, stupito dalla sua bravura.