| NARRATIVA | POESIA | SAGGISTICA | DOSSIER | INTERVISTE |
Carlo Goldoni nasce a Venezia. è artefice della riforma che abbandona limprovvisazione della Commedia dellArte |
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| SCRIPTORIUM | CONTRIBUTI | RIVISTA | |
Carlo Goldoni (1707-1793) |
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Nel 36 sposa a Genova Nicoletta Conio. E solo nel 38 che Goldoni si dedica alla commedia e scrive Momolo Cortesan, in cui la parte del protagonista era scritta quasi per intero, dando così inizio alla «riforma tecnica» che lo condurrà in seguito ad abbandonare per sempre limprovvisazione della Commedia dellArte.
Nel 53 nasce La locandiera, proprio al termine del periodo che lo vede al fianco di Medebach. Nel periodo successivo assume un impegno di 10 anni con il teatro SanLuca e qui mette in scena alcuni capolavori come Il campiello, I rusteghi, La trilogia della villeggiatura, Le baruffe chiozzotte. Alcuni insuccessi e lormai irriducibile disputa con Gozzi, convincono il commediografo ad abbandonare Venezia e raggiungere Parigi, invitato dal Tèâtre-Italien, per il quale però dovrà riprendere a scrivere «a soggetto». Nel novembre del 71 il Bourru bienfaisant viene rappresentato alla Comédie Italienne, e suscita lammirazione di Voltaire. Sempre a Parigi scrive, in francese, le sue Memorie, iniziate nell84 e pubblicate nell87. Luigi XV gli accorda una modesta pensione annua, che però gli sarà tolta nel 92, in piena Rivoluzione. Muore quasi in miseria a Parigi, nel 1793, il giorno prima della restituzione, da parte dellAssemblea costituente, della pensione regia. Usando termini moderni, si potrebbe affermare che Goldoni è un conservatore incline al progressismo. Dotato di cultura non vastissima, ma di ingegno raffinato e di grande buonsenso e amore per la vita, si connota come letterato investito del compito di traghettare il suo pubblico da un momento storico e culturale ad un altro, per mezzo, soprattutto, di quella «riforma» che si attua con un graduale abbandono della Commedia dellArte. Tale processo di rinnovamento avviene con la progressiva eliminazione di tutti gli elementi fantastici e inverosimili -le maschere, i lazzi, gli zanni o servi- e dellimprovvisazione, la quale sarà sostituita da una completa scrittura delle parti degli attori. La «riforma», aldilà dellaspetto tecnico, pure fondamentale, si presenta anche come riforma ideologica, infatti i personaggi goldoniani, durante il corso della sua produzione artistica, diventano sempre più realistici, le storie più verosimili, e la borghesia rappresentata in scena prende il sopravvento così come nella vita reale- sulla ormai irrequieta e vacillante aristocrazia. Tale cambiamento storico-politico però, non dobbiamo dimenticarlo, non si realizza in modo indolore, e la nobiltà veneziana, ormai consapevole della propria decadenza, tenta strenuamente di conservare privilegi e potere. In questa complessa situazione, Goldoni si vede costretto a trasformare in toscani o napoletani, i nobili che intendeva ridicolizzare, in modo da evitare le reazioni della censura veneziana. Interessante altresì, è il ritorno di Goldoni alla «classicità»: egli infatti fa in modo che le sue opere si svolgano nello stesso luogo e nello spazio temporale di un giorno, e che lintreccio principale non venga affiancato da altre narrazioni parallele (unità di azione). Infine, a fianco del rinnovamento tecnico e di quello ideologico, nelle commedie di Goldoni, si realizza anche un cambiamento linguistico, spesso criticato e discusso: egli infatti passa con gradualità, dal plurilinguismo al monolinguismo, riscrivendo talvolta le sue commedie in «toscano», che però fu considerato troppo scolastico, convenzionale e non appartenente alla lingua viva. Molto diverso è invece il suo veneziano, che conosce perfettamente, e che pur risultando come un compromesso tra il linguaggio colto di una parte della popolazione e quello spontaneo e vivace di unaltra, non perde mai aderenza alla vita reale. A cura della Redazione Virtuale 12 maggio 2001 |
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