PRIMO LEVI NASCE A TORINO. DI RELIGIONE EBRAICA, DEPORTATO, SOPRAVVIVE AD AUSCHWITZ. MUORE SUICIDA.

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Primo Levi (1919-1987)


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ato il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica, Primo Levi si diploma nel 1937 al liceo classico Massimo D’Azeglio e si iscrive al corso di laurea in chimica presso la facoltà di Scienze dell’Università di Torino. Nel '38, con le leggi razziali, si istituzionalizza la discriminazione contro gli ebrei, cui è vietato l’accesso alla scuola pubblica. Levi, in regola con gli esami, ha notevoli difficoltà nella ricerca di un relatore per la sua tesi: si laurea nel 1941, a pieni voti e con lode, ma con una tesi in Fisica. Sul diploma di laurea figura la precisazione: «di razza ebraica». Comincia così la sua carriera di chimico, che lo porta a vivere a Milano, fino all’occupazione tedesca: il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo, infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad Auschwitz.

È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e un "dopo".

«Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione. Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi» (P. Levi, Se questo è un uomo, Einaudi 1998, p. 15).

In fretta e sommariamente viene effettuata una vera e propria selezione: «In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi fummo radunati in gruppo. Quello che accadde degli altri, delle donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora né dopo: la notte li inghiottì, puramente e semplicemente» (Op. cit., p. 17).

L’autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Al lager, persi nei loro pensieri, presi da mille domande, da ipotesi continue che per quanto catastrofiche, non si avvicinano neanche lontanamente alla verità, si ritrovano in pochissimo tempo rasati, tosati, disinfettati e vestiti con pantaloni e giacche a righe. Su ogni casacca c’è un numero cucito sul petto. I prigionieri vengono marchiati come bestie. Il loro compito: lavorare, mangiare, dormire, OBBEDIRE. Il loro intento: sopravvivere. Dietro quel numero non c’è più un uomo, ma solo un oggetto: häftling, cioè “pezzo”. Se funziona, va avanti. Se si rompe, è gettato via.

Levi è l’häftling 174517. Funzionante.

Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell'est.

Quale testimone di tante assurdità, sente il dovere di raccontare, descrivere l’indescrivibile, affinchè tutti sappiano, tutti si domandino un perché, tutti interroghino la propria coscienza: comincia a scrivere, elaborando così il suo dolore, il suo annientamento, il suo avventuroso ritorno a casa. Nel '47, rifiutato dalla Einaudi, il manoscritto Se questo è un uomo è pubblicato dalla De Silva editrice.

Il libro ottiene un discreto successo di critica ma non di vendita. Solo nel '56 la Einaudi comincia a pubblicare tutti i suoi lavori: Se questo è un uomo è tradotto in diverse lingue, La Tregua vince la prima edizione del Premio Campiello. Nel '67 raccoglie i suoi racconti in un volume intitolato Storie naturali adottando lo pseudonimo di Damiano Malabaila. Nel '71 esce Vizio di forma, nuova serie di racconti e nel '78 La chiave a stella che vince il Premio Strega. Nel '81 viene edita un’antologia personale dal titolo La ricerca delle radici nella quale sono raccolti tutti gli autori che hanno contato nella formazione culturale dell’autore. Nel novembre dello stesso anno esce Lilìt e altri racconti e l’anno successivo Se non ora quando? che vince il Premio Viareggio e il Premio Campiello. Nel frattempo Levi lavora anche come traduttore. Nell’ottobre del '84 pubblica Ad ora incerta e a dicembre Dialogo in cui riporta una conversazione avuta con il fisico Tullio Regge. Nel novembre dello stesso anno esce l’edizione americana del Sistema periodico e nel gennaio del '85 una cinquantina di scritti pubblicati precedentemente su diverse testate, raccolti in un volume unico intitolato L’altrui mestiere. Nel 1986 pubblica I sommersi e i salvati.

L’11 aprile del 1987 Primo Levi muore. Dirà di lui Claudio Toscani: «L’ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate».

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 08.01.2003
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Alice Martina Garavaglia, Busto Garolfo (Mi), 14/11/'04

Alice M. Garavaglia Olcella(mi) 14/11/04 Ricordate le ultime parole della poesia "Se questo è un uomo"...Non dovete dimenticare quello che è stato,per gli ebrei deportati ma anche per noi, per non ripetere gli stessi errori. Ripenso spesso a quello che dei poveri innocenti hanno passato:li compiango,li rispetto e mi vergogno di quello che hanno fatto i tedeschi, cioè i cristiani...Mi ripeto che se mai dovessi incontrare qualcuno che era nelle s.s. non gli farei niente lì per lì, ma so già che sarà punito giustamente per tutto. No dimenticate...

MG, Sassari, 19/10/'04

Questo libro mi ha veramente fatto pensare a quanti ancora oggi vivono con l'idea del nazismo e fascismo e di quanto questo sia assurdo. chi può voler che si ritorni a vivere in quel modo? è una cosa inaccettabile. bisogna fare in modo che tutti conoscano queste opere per far conoscere davvero l'orrore di quei tempi, che non sono neanche molto lontani da noi, per evitare che tutto questo un giorno si ripeta.

Giulia Comisso, Udine, 27/09/'04

E' il mio scrittore preferito sopratutto perché è molto bravo ad insegnare ai lettori moltissime cose io da lui ho imparato che i soldi non fanno la felicità attraverso il suo racconto "Un posto puliti,illuminato bene"!

Anonimo, 20/07/'04

Sono ancora piccola ma penso lo stesso di aver compreso il libro se questo è un uomo fino in fondo. vorrei che tutti potessero soffermarsi a leggerlo, perché è un documento importante per capire i periodi più bui della nostra storia...

Silvia Castalàn, Città del Messico, 2/07/'04

Ciao...mi è piaciuto molto scrivere su Levi e alla fine ho trovato tutto quello che cercavo, sono studente di letteratura italiana e anche mi piacerebbe che mi inviassereste alcuni tittoli di altri libri che io possa leggere. ciao...e grazie.

Silvia Castelan, Città del Messico, 29/06/'04

Ciao, adesso sto scrivendo un saggio su tutti i sucessi che ha avuto Levi quando era a auchvitz, ma è un po' dificile perché quasi non c`è molta informazione al rispetto...

Ilaria Fabbro, Erto (Belluno), 28/06/'04

Ho usato il libro e la poesia di Primo Levi da portare all'esame di terza media come argomento principale, insieme alla storia generale della Shoa...be, devo dire che e' un argomento che, oltre che colpire me profondamente, ha colpito molto anche i prof!

Stefano Rossi, Potenza, 23/06/'04

Mi chiamo Stefano e oggi ho gli esami di media......Anch'io ho scelto Levi perché i suoi libri trasmettono una grandissima voglia di vivere anche se chi li ha scritti ha visto veramente la morte in faccia!!!

Giordana Antico, Roma, 20/06/'04

Domani avrò gli esami di media...ho scelto levi perché tra tuttii libri che ho letto, ho trovato nei libri di levi qlc di particolare!

Michael Janicki, Brescia, 16/06/'04

Non dimenticate mai più quel che è accaduto... I testimoni della shoà pian piano si stanno spegnendo, l'unico modo per mantenerli in vita è quello di ricordare. Ogni giorno si mette in discussione la shoà, bisogna leggere ed informarsi il più possibile. Primo Levi ci ha dato la possibilità, todà

Ylenia, Terni, 10/06/'04

"SE QUESTO È UN UOMO", un libro commovente e drammatico nello stesso tempo, che fa pensare a quanto possa essere stata meschina e diabolica la mente di tanti uomini che hanno costretto persone innocenti a vagare nell'aria sottoforma di fumo o che li hanno costretti a non essere più uomini ma una "massa grigia informe" come ha detto spielberg nel film "Schindler List". prego perché tutte le anime delle PERSONE uccise possano riposare in pace.

Otti Devoto (marta.dassu@tiscalinet.it), Roma, 9/06/'04

Ho scelto come argomento dell'esame di letteratura il magnifico libro di primo levi "Se questo è un'uomo" perché dopo averlo letto ne sono rimasta colpita;è una lettura difficile sopratutto per noi giovani,che ci aiuta a vedere la vita in maniera diversa.Solo il dover pensare che lui abbia vissuto tutto ciò è davvero sconvolgente e l'unico pensiero che ci viene in mente affrontando questo tema è augurarci che cose simili non accadano mai più;ma se devo essere sincera adesso mi sembra un pò di ritornare a quei brutti tempi.Invito tutti a leggere questo libro perche penso che ognuno debba sapere cosa abbia subito della povera gente innocente.

Manuel Sentineri, S.Teresa di Riva (Messina), 9/06/'04

Mi sto preparando per gli esami di 3 media e trovo che primo levi intriga molto tutti i giovani con i suoi scritti e soprattutto con il libro "se questo è un uomo"

Marcy, Brescia, 8/06/'04

Levi è un grande scrittore; le sue opere sono piene di significato e nel suo capolavoro "Se questo è un uomo" egli descrive gli orrori passati e visti nel campo di sterminio di Auschwits ma comunque non cerca la nostra compassione per lui o per gli altri,ma chiede ad ogni persona di non lasciare che tutta quella gente sia dimenticata!

Sara (sarettaky@libero.it), Torino, 4/06/'04

Quante persone scrivono ora un commento su di te caro Levi...Avessimo potuto aiutarti...Se solo potessimo tornare indietro nel tempo e cancellare ciò che ora ci è impossibile dimenticare...No, non dimenticherò mai.Come potrei? Parlo di te, di voi nella mia tesi per la maturità, e spero che questo piccolo gesto serva a onorare e ricordare le vittime che fece la follia del nazismo. Sono sicura che ora tutti voi siete gli angeli più belli del cielo.

Giorgia (Giorgia.Nico@libero.it), Mantova, 1/06/'04

Mi sto preparando per gli esami di 5 elementare e ho trovato il libro di Primo Levi, "Se questo è un uomo" veramente toccante.Ecco il mio consiglio:coetanei leggetelo!

Eddy, Napoli, 31/05/'04

Non crediamo che il mondo sia tanto cambiato,la dittatura fascista esiste ancora......ma ci fanno credere che con un semplice "VOTO" possiamo cambiare la nostra politica!SI,alla dittatura ma....a quella del PROLETARIATO!

Cristiano Delise (chris.one@libero.it), Gorizia, 29/05/'04

"Se questo è un uomo" è il seme che Primo Levi ha lasciato nell'anima di tutti coloro che hanno avuto modo di leggere le sue testimonianze, un seme invisibile che dove metterà radici cambierà in meglio le persone

Ignazio Di Salvo (germana.laperna@aliceposta.it), Palma di Montechiaro (Agrigento), 27/05/'04

Ho letto Se questo è un uomo per la prima volta a 15 anni e la cosa che mi ha colpito di più è l'atrocità con cui un uomo o in generale l'uomo può colpire un suo simile. E non penso che questo sia un pregiudizio applicabile solo ai tedeschi, perché anche gli americani (per i giapponesi) ed i russi (ebrei) avevano i loro campi di sterminio. L'animale uomo con un pò di potere si rivela per quello che è (vedi abu graib). Ho solo 18 anni e sono già deluso dell'essere umano.

Flavia Iozzo (flaviaiozzo@virgilio.it), Catanzaro, 27/05/'04

Ricordate che l'uomo non potrà mai fare del bene, perché in fondo, per ora, vincerà sempre il male. Bisognerà attendere che arrivi una vita nuova per ciascuno di noi, per ora la vita che possediamo, è solo una prova; purtroppo sta fallendo e il nostro mentale ne risante. Ma..crediamo che con le lacrime agli occhi e facendoci forza, insieme, forse potremmo migliorare un'umanità ingenua. Preghiamo in Dio, in noi e all'amore!che non ci abbandonerà mai, perché siamo figli di ebrei, di esseri che regnano per noi.

Chiara Piccardi (chiara.piccardi@tiscali.it), Figline Valdarno (Fi), 26/05/'04

Mi piacciono molto le poesie di primo levi!!! ma in particolare se questo è un uomo.....ciao chiara

Federica Ilaria Bisogno, Viareggio (Lu), 25/05/'04

Secondo me Levi è un'autore magnifico e il suo libro "se questo è un uomo" È UN CAPOLAVORO

Valentina Porteri, Brescia, 24/05/'04

Qualcuno dice che sono ossesionata da tutto ciò che riguarda l'olocausto, ho letto molti libri e visto tutti i film lo ammetto ma non c'è niente di peggio che tentare di dimenticare un orrore simile...la consapevolezza di ciò che è stato può aiutare gli uomini ad essere più tolleranti l'uno verso l'altro...ricordiamo grandi eroi come Levi che a causa del terribile ricordo ha deciso di togliersi la vita...

Helena Lucente, Roma, 23/05/'04

Quello che è successo non verrà e non dovrà mai esser dimenticato per far si che non si ripeti...e per non farlo e per farti capire quanto ti ammiro porterò te al mio esame con i brani "Se questo è un uomo" e con "Sul fondo"...riposa in pace...

Mari, 21/05/'04

A me è piaciuto primo levi perché nel suo libro non parla come una vittima...io porterò agli esami "se questo è un uomo"il libro la biografia e la poesia.mi sembra che gli stessi errori li stanno facendo gli americani con gli iraqueni...è difficile ....speriamo che tutto questo finirà subito!

Clarissa Abbati, Livorno, 20/05/'04

Trovo che Primo Levi sia un bravissimo scrittore che ha sofferto molto, e che ha saputo riportare la sua sofferenza su di un foglio, senza mostrare odio e rancore per coloro che li avevano fatto del male. Invece molti scrittori che come lui hanno sofferto fanno notare di più questa rabbia.

Filippo, Napoli, 20/05/'04

Se questo è un uomo è un libro interessante che rende meglio l'idea dell'olocausto! LEGGETELO!!!!!!

Mikela Sellitto, Pratola Serra (Av), 17/05/'04

A me piace molto la poesia "se questo è un uomo" .io la porterò all'esame, è stata una mia scelta di impararla anke una mia amika porta per l' esame "se questo è un uomo" spero di passarlo bene questo incupo di esame CIAO CIAO

Annalisa Borrelli, Napoli, 16/05/'04

Ora so cosa provasti...mi domando quanti debbano scrivere ciò che hanno vissuto prima che qualcuno ricordi e non commetta gli stessi sbagli... un bacio!riposa in pace

Barbara Fanni (barbyfanni@email.it), Cagliari, 14/05/'04

Niente verrà dimenticato, caro Primo, niente.È vero la matrice dell'atroce eccidio è ancora feconda, ma tanti tanti sono i ragazzi, gli uomini e le donne che ti leggono, che nei ritagli di tempo leggono e rileggono "se questo è un uomo" racconterò ai miei amici, racconterò ai miei nemici, racconterò ai miei figli, racconterò ai miei nipoti..lascerò sempre in vista i tuoi libri.Leggendo ,e ascoltando i miei ascoltatori vedranno e sentiranno al lorom braccio destro 174517...174517...le tue parole saranno tatuate nel loro pensiero.Tu gracilino ed inconsapevole della tua immensa forza, accompagnata dal tuo Dante,e dai tuoi autori del cuore hai sconfitto lo HAFTLING,e ora aiuti noi a sconfiggere la sempre parassita INDIFFERENZA.Autore con una grandissima forza di volontà, sconosciuta anche allo stesso;incubatore di una forza che si è totalmente abbandonata al ricordo, e al voler a tutti i costi insegnare a chiunque ad essere PRONTO a capire che tutto può realmente accadere, anche la cosa più aberrante, ad esser pronto a rispondere con la ragione.Primo ha dimostrato nel campo e dopo di non aver MAI perso la sua umanità, e il suo personale modo di pensare e rifflettere..non solo si è salvato rendendo il "piano" di hitler vano, ma è riuscito ad esser "VIRTUTE E CONOSCENZA" in condizioni assolutamente da "VIVER COME BRUTI"

Graziella Drommi (g.drommi@email.it), Genova, 13/05/'04

Non dimentichiamo! E' un dovere ricordare per evitare che le cose passate ricompaiano nel futuro.................la libertà è appesa su un filo del rasoio e le persone sono reificate.....................

Gloria Airaghi (gloria.air@libero.it), Dairago (Mi), 9/05/'04

Ho letto Se questo è un uomo e lo rileggerei altre 100 volte.E' un argomento interessante, che ha fatto la storia, non bisogna rifiutarsi di leggere di questo.Io ora mi sto informando in tutti i modi e questo NON è sadismo,è curiosità.Curiosità di sapere e comprendere come è stata trattata la gente nei lager.Ci terrei ad andare a vistare il museo di Auschwitz perché giustamente come dice Primo Levi...NON BISOGNA DIMENTICARE!!!!

Roberto Domizi, Ascoli Piceno, 02/05/'04

Sto leggendo il libro di Primo levi e devo dire che è un libro che racconta la nuda e cruda realtà!!! E' UN LIBRO CHE IO COME STUDENTE LO CONSIGLIEREI A CHIUNQUE X CAPIRE LA VITA NEL LAGHER

Riccardo Lignelli (redemon@mybox.it), Roma, 28/04/'04

Volevo solo commentare la vita di quest uomo dal mio punto di vista...uno studente quattordicenne stordito dagli avvenimenti e con una convinzione:quella di non dimenticare...per questo apprezzo in pieno non le composizioni,ma l' essenza dello scrittore stesso,che non inventa,ma relaziona...servirebbero gente come lui adesso...vi lascio

Vittoria (vittapjkappa@yahoo.it), Napoli, 27/04/'04

Sto leggendo Se questo è un uomo e devo dire che c'è una certa lentezza che contraddistingue questa mia lettura, una lentezza dovuta all'argomento trattato alla meraviglia ch suscita dentro di me ciò che Levi racconta. E' qualcosa di conosciuto, la storia, i film ce lo raccontano, ma chissà perchè ogni volta che me ne trovo a confronto come in questo caso ho bisogno di elaborare di cercare di capire. Levi è uno degli esempi di come in molti purtroppo non potranno mai dimenticare e di come la loro vita da quel momento in poi non è stata più la stessa influenzata fino alla morte dall'orrore.

Mariella Zito (MAR30@VIRGILIO.IT), Caltanissetta, 23/04/'04

PRIMO LEVI E' UNO DEI MIGLIORI POETI E SCRITTORI DI TUTTO IL MONDO.DOVRESTE LEGGERE IL SUO LIBRO INTITOLATO "SE QUESTO E' UN UOMO"E LE SUE PAROLE VI RIMARRANNO IMPRESSE NEI VOSTRI CUORI E L'EMOZIONE NON FINIRA' MAI.

Peter Tosoni, Brescia, 07/04/'04

Io ho studiato in quinta elementare la poesia "SE QUESTO E' UNUOMO"; ora faccio la 3 media e voglio leggere i suoi libri perchè voglio portarlo agli esami ma soprattutto perche mi voglio interessare di più su questo brutto tratto di storia!ho conosciuto una persona che ha conosciuto Primo Levi,lei è rimasta stupita dal fatto che Primo gli ha detto"perdona sempre ma non dimenticare" lui non ha mai odiato chi lo frustava,picchiava e altre cose che non ho neanche il coraggio di dire, però non vuole che queste cose si dimentichino!!!inoltre questa persona che lo ha conosciuto ha saputo dalle sue parole che lui si è salvato dal campo di concentramento perchè ha mantenuto il suo io , la sua dignita!!!

Vero, Vercelli, 17/03/'04

Devo dire che dopo aver letto alcune opere di Levi sono rimasta veramente sbalordita!!!!!!!Sono venuta su questo sito per cercare delle notizie in più su questo SPLENDIDO autore!!!!Non mi aspettavo tutte queste testimonianze....Resta una sola cosa da dire...:BRAVO!!!!

Bruno (bruno_sonia@liberro.it), Venezia, 22/02/'04

Finisco di leggere in questi giorni"Se questo è un uomo", e credo sia la storia più tremenda che abbia mai letto. Non riesco più a togliermi dalla testa alcuni episodi descritti, mentre mangio, lavoro, passeggio, riposo.Rileggerò ancora questo libro anche se mi farà stare ancora male,ma forse ancora di più la poesia introduttiva al libro, e la farò leggere a mia figlia perchè possa capire. Ringrazio Levi per quello che mi ha fatto conoscere dei campi di sterminio e spero che nessuno possa dimenticare.

Martina, Verona, 14/02/'04

Io posso soltanto dire che anche se abbiamo testimonianze o qualsiasi altra fonte storica, non possiamo immaginare cosa hanno subito quei poveretti con la sola colpa di non piacere a 4 tedeschi ignoranti..Guardate fino a che punto l'uomo arriva..è peggio di un animale...

Chiara (kiara.niemiz@postino.it), Udine, 08/02/'04

Penso che uno degli autori migliori sui racconti delle deportazioni di ebrei sia proprio Primo Levi.Un grazie di cuore perchè è giusto leggere ed informarsi perchè ciò che è avvenuto non debba più accadere.

Simone Levi (simone.levi@fastweb.it), 28/01/2004

Per non dimenticare. Perche' non succeda mai piu'. Grazie Primo. Simone Levi


Alessandro (ALEX-ROSCIO@KATAMAIL.COM), Foggia, 11/12/03

VOLEVO NEL MIO PICCOLO DARE SOLO UN CONSIGLIO A TUTTI COLORO CHE HANNO SCOPERTO LEVI GRAZIE A QUELLO STRAZIANTE CAPOLAVORO CHE E'"SE QUESTO E' UN UOMO":LEGGETE IL RESTO DELLE OPERE DI LEVI(DA "LA TREGUA"A "I SOMMERSI E I SALVATI","LA CHIAVE A STELLA","IL SISTEMA PERIDICO","I RACCONTI"."L'ALTRUI MESTIERE" ECC...)SCOPRIRETE UN LEVI IRONICO DIVERTENTE COINVOLGENTE COLTISSIMO CURIOSISSIMO DI OGNI ASPETTO DELLA VITA,CAPACE DI COINVLGERE IL LETTORE IN OGNI PAGINA

Natalia Maver (natmaver@virgilio.it), Bologna, 20/11/'03

Sto organizzando una serie di Incontri "POESIA&MUSICA" a Bologna, alla SCUDERIA di Piazza Verdi e ho riletto un pò tutta la Poesia Italiana del '900, in modo un pò frettoloso forse ma quando sono arrivata a Primo Levi mi sono fermata e ho riletto più e più volte...La sua non è solo poesia, è un grido disperato di ribellione contro la giustizia ferita, contro l'ordine naturale delle cose, contro la bestialità umana che non ha mai fine. La lettura delle sue poesie sarà accompagnata dal violino di Paolo Buconi, specializzato in repertori di musica ebraica. Questa non vuole essere pubblicità a una iniziativa, ma un tributo di partecipazione emotiva alle sofferenze vissute dall'uomo Primo Levi.

Silvia d'Addiego (salvatoredaddiego@virgilio.it), San Salvo, 12/11/'03

Ho letto un libro ke mi è rimasto nel cuore:"SE QUESTO È UN UOMO" di Primo Levi...è un libro bellissimo ke colpisce nel più profondo dell'anima e credo ke chiunque lo ha letto non ha potuto far altro che commuoversi!!!!! ..leggetelo..

Gabriele Salvi, Ascoli, 30/09/'03

Leggere Primo Levi conduce per una via che è percorribile solo in un senso, che ti obbliga a non dimenticare mai, ti impone di importi davanti all'indifferenza e alla tentazione di sminuire la più grande tragedia umane, la persecuzione.

Giovanni Berlinghieri, Bovalino (RC), 11/09/'03

Sò che il commento di un semplice sedicenne non interesserà a molti, ma secondo me "se questo è un uomo" di Primo Levi è più che una semplice opera letteraria, è una vera e propria testimonianza dell' indicibile crudeltà che ha "offeso" in Italia come in tutto il mondo il genere umano. Non mi riferisco soltanto alle umiliazioni (descritte ,peraltro, in maniera veramente realistica da Levi)nei Lager, esso è anche un vero e proprio "documento" storico che può e deve far capire e riflettere tutte le persone che avranno, come me, il piacere di leggerlo

Giada, 25/08/'03

"Se questo è un uomo" di Primo Levi va letto. Nessuno potrebbe dimenticare cosa è successo nei Lager se ha letto questo libro... in questo Levi ha raggiunto il suo obiettivo, quello di non dimenticare. E, già che ci siete, leggete anche gli altri libri di Primo Levi... ne vale la pena.

Sergio Fadda (s.fadda@bluewin.ch), Losanna, 28/7/03

"se questo é un uomo" : è un libro de leggere, rileggere e piangere. In silenzioso rispetto, eco alla scrittura che sottolinea con calma agghiacciante la violenza di coloro che non hanno altro mezzo per colmare la paura che farsi grandi della paura altrui. Leggetelo e fatelo leggere perché non è una storia ma un esempio di rispetto per la vita.

Giancarlo Ranieri (giancarlo.ranieri@libero.it), Avezzano (Aq), 16/07/03

UNA MORTE ANNUNCIATA! Ogni esperienza della nostra vita entra misteriosamente a far parte di noi stessi. Ogni poro della nostra pelle, ogni piega del nostro volto esprime, indelebilmente, il segno delle nostre esperienze. Se l'essere è condizione imprescindibile dell'esistenza da cui dipana il nostro vivere è altresì vero che le esperienze vitali ritornano all'essere permeandolo. Stando a questa premessa io credo che in Primo Levi si sia verificata una identificazione tra l'esperienza del Lager e la sua esistenza. Quelle immagini di desolazione, morte, disperazione, Levi le sentiva scorrere nelle vene a tal punto di diventare egli stesso una ipostatizzazione dello scempio criminale consumato a Buna-Monowitz. L'ebreo torinese si è offerto come 'icona' vivente per fornire al mondo la testimonianza vivente della barbarie nazista. Sapeva che il suo nome sarebbe stato perennemente legato allo sterminio. Pertanto Levi, a mio avviso, con il suo gesto non ha lasciato cadere solamente se stesso nella tromba delle scale del palazzo di C.so Umberto: egli ha voluto implicitamente distruggere la grande bestemmia che l'umanità ha proferito: Auschwitz! Sono consapevole che questa mia personale interpretazione sul suicidio di Levi, considerato da me quasi chiave ermeneutica della sua stessa produzione letteraria, possa apparire per certi versi gratuita, per altri esagerata se non addirittura presuntuosa e assurda,in tal caso non vi resta che aver rispetto per "L'ALTRUI MESTIERE!!!"

Gian Luigi Demontis (gesgian@tiscali.it), Sassari, 24/06/03

E' un libro che m ha commosso molto quello di Primo Levi "Se questo è un uomo" ma anche "La tregua" perché sono dei libri che rispecchiano perfettamente la vita dei lager e la sofferenza del popolo ebraico x colpa dei nazisti e sul ritorno nelle loro case anche se molti di loro come Primo Levi decisero di suicidarsi x i ricordi brutti che gli venivano a galla

Jennifer Boselli (boselli-vittorio@libero. it), Carpendolo (Bs), 09/06/03

Avendo visitato circa un anno fa i campi di concentramento Auschwitz e Biskenau e poi rileggendo se questo è un'uomo do Primo Levi si può comprendere in modo migliore quello che vuole mostrarci nel suo libro di condanna verso i lagher nazisti. mentre attraversavo gli ex campi di sterminio ripensavo alle parole lette in Se questo è un'uomo e mi sono sentita vicina a Primo Levi e alle migliaia di persone che sono morte nelle camere a gas o per stenti e fame ma anche a tutti coloro che hanno sopravvisuto e hanno continuato a vivere ricordando quello che anno pensato. sono accanto a tutti coloro che hanno conosciuto i campi di concentramento Nazisti nel peggiore dei modi: morendo, vivendo se la si può definire vita. jennifer P.S quando scrivo dei lagher non rileggo mai quello che scrivo perché mi farebbe tornate le lacrime agli occhi e non smetterei più di piangere perciò scusate se vi sono errori di ortografia..

Graziano Terrieri (gracio83@tin.it), La Spezia (Sv), 06/06/03

Spero che nessuno mai dimentichi, e spero che tutti quelli che sono stati la causa sia andatia all'inferno. sto scrivendo la mia tesina partendo proprio da primo levi, avrei voluto conoscerlo, farmi raccontare, non per piacere ma per sapere qual'è il limite.

Matthew "Showcross" Rise, S. Giovanni in Persiceto (Bo), 05/06/03

Non si può sintatticamente descrivere quello che Levi ha riportato sul opera storico "se questo è un uomo"; solo le parole, approfondite e vissute di chi è stato parte di quel macabro sistema possono aggiungersi e commentare qualcosa, noi inutili creature, non possiamo nemmeno per un istante respirare quell'incubo. Se questo è un uomo, è, a mio modo di vedere, l'ennesima testimonianza che l'ironia,(usata dall'autore) è l'anestetico per tutti i dolori, sicuramente un modo più pacato di scrivere, su un tema del genere, era davvero impossibile.

Carola Minauda (www.carolaminauda@libero.it), Arenzano (Ge), 02/06/03

Cari/e lettori che leggete il mio commento prima di inziare vorrei dire che la vostra enciclopedia web e favolosa. Primo levi e una persona da stimare ha avuto un infanzia terribile ma lui e sempre andato avanti in qualsiasi situazione.Dopo la mia lettura "se questo e un uomo" posso dire che ci ha lasciato una testimonianza terribile ma ci fa capire il dolore di quelle centinaia di persone tra cui bambini, che, sono morte senza sapere il motivo della loro morte.Concludo dicendo a voi lettori del mio commento approffondite sempre di più le ricerche di questo corraggioso scrittore chimico.Arrivederci e grazie per avermi arrichito la mia cultura e interesse del 900

Rosanna Campignotto, Lamon (Belluno), 29/05/03

Credo che questo libro sia una racapricciante testimonianza delle atrocità subite dai prigionieri dei campi di sterminio,mi auguro che serva per non dimenticare!

Alessandro Sfondrini, (alessandrosfondrini@hotmail.com), Milano, 05/05/03

Secondo me Primo Levi è un autore che esprime passione e fa pensare alla libertà.

Gianluca Alessandro, 05/05/03

Diretto, spontaneo, spaventosamente brutale, ho capito cossa fosse un lager leggendo i suoi libri. Ho capito la barbarie umana leggendo i suoi libri." Se questo è un uomo " dimostra quanto l'odio trasformato in volontà di assoggettamento dovuto ad ideologie e religioni diverse possa annullare, devastare un prigioniero del Lager rendendolo pari ad un animale governato dal solo istinto di vita.

Andrea Perucca, (periutz@libero.it), Vercelli, 29/04/03

Ritengo che le qualità di Primo Levi vadano ben oltre a quella di testimone della tragedia dell'Olocausto. Invito vivamente tutti alla lettura degli altri testi della sua produzione letteraria, prima tra tutte la raccolta "L'altrui mestiere". In essa troviamo tutta la curiosità, l'intelligenza e la garbatezza di un uomo attento alla conciliazione, oggi poco diffusa, tra le cosiddette "Due Culture", quella scientifica e quella umanistica.

Annacarla Melucci, Taranto, 14/04/03

L'autore Primo Levi scrittore e poeta ha scritto una delle mie poesie preferite"SE QUESTO E UN UOMO".Poesia che interessa il periodo in cui regnava il regime nazista quindi la seconda guerra modiale,in cui vengono descritte tutte le atrocita subite dagli ebrei.Una poesia che invita esplicitamente il lettore a riflettere su questo terribile periodo colmo di morte,fame,miseria e poverta.Il poeta riesce a suscitare molte sensazioni con la lettura di questa poesia aiutandoci a capire quanto adesso siamo fortunati a vivere in questo mondo......sicuramente MIGLIORE

Cristina Mores, (cristina.mores@bti.it), Milano, 11/04/03

E' giusto che tutti sappiano chi fosse quest'uomo, da qui alla fine della terra. Mi commuovo soltanto a leggere e immaginare di quei giorni fuori dal normale. Le persone come Levi sono da stimare ed ascoltare e mai dimenticare. Sono degli angeli




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 10 nov 2006

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