DANTE MAFFIA FU SEGNALATO AGLI ESORDI DA ALDO PALAZZESCHI

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Dante Maffia (1946)


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ato nel 1946 in un piccolo paesino della Calabria, Roseto Capo Spulico, Dante Maffia perde il padre all’età di quattordici anni e la madre, paralizzata, muore pochi anni dopo. Amicizie ed affetti degli abitanti del paese e dei suoi compagni non bastano a risanare la ferita profonda che ha scosso la sua sensibilità e la letteratura diviene un rifugio sereno e rassicurante che permette ai confini del suo mondo di dilatarsi all’infinito.

Si è laureato a Roma, città in cui vive ed attualmente lavora all’Università di Salerno.

Come poeta fu segnalato, agli esordi, da Aldo Palazzeschi, che ha firmato la prefazione al suo primo volume e, Leonardo Sciascia e Dario Bellezza lo ritenevano uno dei maggiori poeti italiani.

Narratore e saggista, ha fondato e diretto due riviste: «Il Policordo» e «Poetica»; collabora alla rubrica libri della RAI e a molti periodici, tra cui «Nuova Antologia», «Misure critiche», «Belfagor», «Otto/Novecento», «Cartolaria», «Il Bel Paese», «Hortus», «Lunarionuovo», «Idea», «Poiesis».

È redattore della «Rivista di Italianistica» in Sud Africa e de «Il Belli» e corrispondente de «La Naciòn».

Ha pubblicato: in poesia, Il leone non mangia l’erba, 1974, con prefazione di Aldo Palazzeschi, entrato nella cinquina del Premio Viareggio, e vincitore del Pino d’Oro; Le favole impudiche, Bari, Laterza, 1977 (pref. di Donato Valli); Passeggiate romane, Lecce, Capone, 1979 (pref. di Enzo Mandruzzato e postfaz. di Dario Bellezza), Premio Trastevere; L’eredità infranta, Firenze, Hellas, 1981 (pref. di Mario Sansone, postfaz. di Carmelo Mezzasalma), Premio Brutium; Caro Baudelaire, Manduria, Lacaita, 1983 (pref. di Mario Luzi), Premi: Tarquinia-Cardarelli, Martina Franca, Rhegium Julii, fin. Viareggio; Il ritorno di Omero, 1984 (pref. di Giulio Ferroni), Premio Alfonso Gatto; A vite i tutte i jùrne, Roma, Carte Segrete, 1987 (pref. di Giacinto Spagnoletti), Premio Acireale e Premio Lentini; U ddÌje poverìlle, Milano, Scheiwiller, 1990 (pref. di Angelo Stella), Premio Brutium del Presidente e Premio Lanciano; L’educazione permanente, Bellinzona, Casagrande, 1992 (con un saggio introduttivo di Giacinto Spagnoletti), Premio Città di Cariati, Premio Calliope, Premio Circe-Sabaudia; La castità del male, Bellinzona, Casagrande, 1993 (pref. di Giuseppe Pontiggia), Premio Montale e Premio Città di Venezia; Confessione, Pontedera, 1993, con una acquatinta di Antonio Bobò e Racconto, Pontedera 1994, con una incisione di Giacomo Soffiantino, a cura di Fabrizio Mugnaini; I rùspe cannarùte, Milano, Scheiwiller, 1995 (pref. di Claudio Magris).

In prosa, Corradino, «La clessidra», Alfredo Guida, Napoli, 1990; La danza del adiós, in spagnolo, Losada, Buenos Aires, 1991; La barriera semantica, scritti sulla poesia in dialetto del novecento, Ed. Scettro del Re Roma, 1996; Le donne di Courbet racconti, con una nota di Alberto Moravia e prefazione di Alberto Bevilacqua, Ed. dell’Oleandro, Roma, 1996; Il romanzo di Tommaso Campanella, prefazione di Norberto Bobbio, Ed. Spirali, Milano, 1996, Premio Cirò Marina, Premio Stresa, Premio Palmi.

Ha curato mostre, cataloghi, monografie di importanti pittori e scultori. Nel 1995 ha vinto il Premio Calliope per la saggistica letteraria.

Inoltre, ha curato un’antologia di Poesie alla Calabria, La narrativa calabrese dell’Otto/Novecento, Una simpatia di Giulio Carcano, Torquato Tasso di Carlo Goldoni, Torquato Tasso di Francesco De Sanctis e scritto profili di Isabella Morra, Tommaso Campanella, Torquato Tasso, Gina Lagorio, Giorgio Saviane, Antonio Altomonte, Salvatore Quasimodo, Giovanni Giudici, Bartolo Cattafi, Giovanni Raboni, Alberto Bevilacqua, Maria Luisa Spaziani.

È tradotto in molte lingue su riviste e antologie; si segnalano almeno i volumi che lo hanno imposto all’attenzione internazionale: Poemata, in greco moderno, Atene, 1988 (trad. di Irena Adamides); Poesie in portoghese, Rio, 1989 (trad. di Teresinka Pereira); Walking in Rome, in inglese, New York, 1990 (trad. di Georgina Gordon Ham e Sylvia Uberti, introd. di Luigi Fontanella); Il ritorno di Omero in sloveno, Lubiana, 1985-1990 (trad. di Ciril Zlobec); Kosarba viperat, in ungherese, Budapest, 1990 (trad.di Ferenc Baranyi); Antologia poetica, in castigliano, Buenos Aires, 1990 (trad. e pref. di Antonio Aliberti); La primavera è un grido d’addio, in russo, Mosca, 1993 (trad. e pref. di Lev Verscinin); L’educazione permanente, in francese, Bruxelles, 1995, (trad. di Domenico Milano); Poesie, in svedese, Stoccolma, 1995 (trad. di Ingamaj Beck).

Oggi è uno dei maggiori poeti che l’Italia può vantare ed è molto conosciuto anche al di fuori dei confini nazionali.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 24 gennaio 2005
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