CLAUDIO MAGRIS, SCRITTORE E GERMANISTA, SAGGISTA, STUDIOSO DELLA LETTERATURA MITTELEUROPEA, EREDE DELLA TRADIZIONE TRIESTINA

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Claudio Magris (1939)



«Come Odisseo, cerca di essere nessuno, per salvare dalla presa del potere qualcosa di proprio, una vita sua: inappariscente, nascosta, marginale, ma sua» [dalla trasmissione radiofonica, Lo specchio del cielo – Autoritratti segreti – Incontro con Claudio Magris, a cura di Lorenzo Mondo, RAI, Radio 2, 1986]

no dei più notevoli saggisti contemporanei e dei più penetranti e geniali studiosi di letteratura mitteleuropea, erede della grande tradizione culturale triestina, lo scrittore e germanista Claudio Magris nasce il 10 aprile 1939 a Trieste.

Il mondo della sua infanzia e della sua adolescenza — l’humus vitale, in cui Magris appare fortemente radicato — è per l’appunto Trieste, città di «frontiera» plurietnica e pluriculturale: «“collage” in cui niente si è trasferito nel passato e nessuna ferita si è rimarginata nel tempo, in cui tutto è presente, aperto e acerbo, in cui tutto coesiste ed è contiguo: impero asburgico, fascismo e Quarantacinque, nostalgie imperialregie, nazionalismo e indipendentismo… la caparbia sapienza della mitteleuropea ebraica, la ritrosa intelligenza slovena e quella epica e tranquilla del Friuli…».

Oltre che alla sua città natale, la sua formazione intellettuale è legata anche a Torino — luogo del mondo intellettuale e dell’età adulta. A Torino, infatti, Magris si laurea nel 1962 in Lingua e Letteratura Tedesca con Lionello Vincenti. Dopo un periodo di apprendistato all’Università di Freiburg, Magris è stato, dal 1970 al 1978, ordinario di Lingua e Letteratura Tedesca all’Università di Torino, mentre ora insegna all’Università di Trieste.

La sua tesi di laurea, dal titolo Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna, pubblicata da Einaudi nel 1963, ha dato il via alla sua produzione e — sul piano degli studi, ma anche su quello dell’editoria e dell’interesse dei lettori — a un recupero della letteratura mitteleuropea. Da allora, in molteplici lavori saggistici, relazioni, introduzioni, prefazioni ed elzeviri — soprattutto per il «Corriere della Sera» — Magris analizza la letteratura del nostro secolo, in particolar modo quella mitteleuropea e scandinava, come metafora della crisi della civiltà moderna, contribuendo a diffondere, in Italia e all’estero, la letteratura del “mito asburgico”.

A Claudio Magris il premio della Fundacion Principe de Asturias per la Letteratura 2004

eunido en Oviedo el Jurado del Premio Príncipe de Asturias de las Letras 2004 [...], acuerda conceder el premio a D. Claudio Magris. Claudio Magris encarna en su escritura la mejor tradición humanista y representa la imagen plural de la literatura europea al comienzo del siglo XXI. Una Europa diversa y sin fronteras, solidaria y dispuesta al diálogo de culturas. En sus libros muestra Magris, con poderosa voz narrativa, espacios que componen un territorio de libertad, y en ellos se configura un anhelo: el de la unidad europea en su diversidad histórica.»
«Riunitio in Oviedo la giuria del Premio Principe de Asturias per la letteratura 2004 [...], decide di attribuire il premio al Dottor Claudio Magris. Claudio Magris incarna con la sua scrittura la migliore tradizione umanistica e rappresenta l'immagine plurale della letteratura europea all'inizio del XXI secolo. Un'Europa diversa e senza frontiere, solidale e disposta al dialogo interculturale. Con poderosa voce narrativa, Magris indica nei suoi libri spazi che compongono un territorio di libertà, e in essi si configura un desiderio: quello dell'unità europea nella sua diversità storica.»
Oviedo, 11 giugno 2004
Istituito il 24 settembre 1980, il premio Principe de Asturias, è considerato il "Nobel" spagnolo. Nella sezione Letteratura è stato in precedenza assegnato, tra gli altri, a Mario Vargas Llosa (1986), Camilo José Cela (1987), Carlos Fuentes (1994), Günter Grass (1999), Doris Lessing (2001), Arthur Miller, (2002). Tra gli italiani, nella sezione Comunicazione e Umanistica a Indro Montanelli (1996) e Umberto Eco (2000). Nella Cooperazione Internazionele a Emma Bonino (1998). Nella sezione Arte a Vittorio Gassmann (1997). Nella sezione Scienze Sociali a Carlo Maria Martini, (2000).
Obiettivi fondamentali della Fondazione che lo atribuisce sonoil consolidamento dei vincoli esistenti tra il Principato e il Principe delle Asturie e il contributo a mettere in risalto e a promuovere i valori scientifici, culturali e umanistici che costituiscono il nostro patrimonio universale.
Fra i suoi principali saggi e studi critici (di indirizzo storicistico e lukacsiano) ricordiamo, dopo Wilhelm Heinse (1968) e Tre studi su Hoffmann (1969), la pubblicazione negli anni Settanta di Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971), L'anarchico al bivio. Intellettuale e politica nel teatro di Dorst (scritto con Cases Cesare, 1974), Dietro le parole (1978), e L’altra ragione. Tre saggi su Hoffmann (1978). Seguono nel 1982 Itaca e oltre e Trieste. Un’identità di frontiera (scritto con Angelo Ara). Ed infine nel 1984 pubblica L'anello di Clarisse. Grande stile e nichilismo nella letteratura moderna — summa del suo pensiero e specchio saggistico del contemporaneo Illazioni su una sciabola, con cui lo scrittore triestino, in quello stesso anno, esordisce nella narrativa, imponendosi come uno degli autori italiani più originali ed apprezzati all’estero. Sempre nell’84 esce Giuseppe Wulz (scritto con Italo Zannier), e l’anno successivo Quale totalità.

Nel 1986 Magris dà alle stampe il suo capolavoro, Danubio — suggestivo diario sentimentale e viaggio nello spazio e nel tempo, da cui nel 1997 il regista Pressburger ha ideato per il Mittelfest uno spettacolo teatrale itinerante. Danubio, tradotto in più di diciassette lingue, è stato scritto, in buona parte, nei pomeriggi trascorsi a un tavolo del suo caffè prediletto, il Tommaseo — un antico caffè triestino, sul tipo di quelli della vecchia Europa, «dove il tempo si è rappreso in grumi distinti e adiacenti». Scrittore dall’esistenza ritmata da abitudini e gesti quotidiani, sposato con due figli, Magris ama, quando non è altrove, scrivere e leggere anche al Caffè San Marco.

Superata, con Illazioni e Danubio, la linea di demarcazione che separa il saggista dallo scrittore, Magris — già studioso del teatro in lingua tedesca e traduttore di testi teatrali (di Buechner, Kleist, Ibsen, Schnitzler) — si cimenta anche con il dramma teatrale, e nel 1988 pubblica Stadelmann.

Dopo il romanzo breve Un altro mare (1991) e l’intenso e musicale racconto Il Conde (1993), nel 1995 pubblica Le voci.

Nel 1997 lo scrittore triestino vince con Microcosmi il prestigioso Premio Strega, mentre nel 1999 torna alla saggistica con Utopia e disincanto, Saggi 1974-1998, una raccolta di brevi saggi e articoli giornalistici. Del 2001 è La mostra.

Nella saggistica di Magris il dato scientifico si fonde con quello umano, così come, nella sua produzione narrativa, persone, luoghi ed esperienze di vita si fanno spaccato di civiltà mitteleuropea.

Nel 2005, simile al cieco Omero, Claudio Magris raccoglie le tante voci che popolano la narrazione e cerca pazientemente di ordinarle e unificarle in un poema, Alla cieca, che non cela le cuciture e gli strappi e neppure la mescolanza e l’intreccio di variazioni diverse sulle stesse leggende e storie. Prima che l'anno si concluda, percorriamo ancora in compagnia dell'autore gli itinerari di L’infinito viaggiare e ci accorgiamo di come l’esperienza del viaggio possa condensarsi in una necessaria educazione dello sguardo; in uno stupefacente (anche doloroso) romanzo di formazione. Uno splendido quaderno di viaggi – righe fitte d’inchiostro e vita vissuta.

A cura della Redazione Virtuale

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Ines Rodrigues, New York (U.S.A.), 20/10/'04

Ho conosciuto il Professore Magris in Brasile, piu di dieci anni fa, quando è andato li per il lancio di "Danubio". Ancora oggi mi incantano le sue parole, la sua intelligenza e vivacità. Ho letto altri libri suoi e, con il tempo, mi sembrano ancora piu veri e interessanti. Lo adoro anch'io!


Donatella Felluga, Trieste, 22/09/'04

Mi chiamo Donatella, italiana, vivo a Monaco di Baviera, sono una agente musicale ma leggo molto: ieri 21 sett. sono stata alla Literaturhaus dove il Prof. Magris ha presentato "Wassegruen"di Marisa Madieri. Di lui ho letto quasi tutto, oltre ad essere stato per breve tempo, il mio docente all'Univ. di Trieste. Anche ieri, pur parlando in tedesco, e' stato splendido, chiaro nelle sue spiegazioni, seppur usando un vocabolario estremamente ampio, profondo in ogni suo singolo pensiero, impregnato di una cultura eccezionale, come sono del resto tutti i suoi libri, persona pero' estremamente umana, dolce, semplice ma che riesce a riempire cuore ed anima sia del lettore che del pubblico. Lo adoro!


Fabiano, 20/07/'04

Che dire.... in questa miseria, aridità di cultura e sentimento Claudio resta forse l'unico narratore di vita autentica, lembi di tempo sopraffatti dal vivere ora ad ogni costo senza legge ne dio.... continua nella tua opera ti aspetto in libreria


Francesco Zardi (zardi@pd.infn.it), Padova, 28/05/'04

L'opera di esordio di Magris come narratore, "Illazioni su una sciabola", e' anche, a modestissimo avviso dello scrivente, la sua opera narrativa piu' felice. Il gioco di rimandi circolari e' accostabile al migliore Borges. Le "Illazioni", delineano personaggi piu' corporei e storicizzati, rispetto al carattere quasi metafisico dei personaggi di Borges, adatti alle sue brevi folgorazioni.


Antonella Cannata (gian.anto@virgilio.it), Catania, 06/05/'04

Dedicato ad un uomo il cui talento è incomparabile : " Prof. CLAUDIO MAGRIS ", Raramente il mio cuore si intenerisce leggendo,solo i fatti trafiggono questo mio muscolo, ma Claudio Magris, a differenza di noi comuni mortali, ha il potere di farci respirare l'aria che a suo tempo respirò.Per fare ciò,non ci vuole solo talento, bisogna essere degli "eletti" e Lui lo e'!


Carlo Chiucchiuini (ninjacarlo@hotcom.it), Piacenza, 12/02/'04

Prime letture : Enciclopedia "labor",tutto Salgari,poi studi classici etc.l'amore per il mare, la familiarità per le terre d'Istria e le Isole quarnerine, i miti e i racconti su personaggi Lussiniani sono affinità che mi legano come pochi a questo scrittore dalla cultura abissale,dalla sensibilità intensa, che in una prosa immediata e penetrante svela allo stupito lettore la dimensione della verità,invitandoti a ghermirla nella tormentata lotta dell'esistere,risvegliando in te stesso ansiose meditazioni.


Angelo del Gaudio (galeno60@digicolor.net), Cremona, 2/11/'03

Mancava alla narrativa contemporanea qualcosa di originale. Si dice che una delle cose che sapremo solo nell'aldilà è...di chi sono i libri. Quelli di Magris...sono suoi. Ma la sua grandezza per me è da cogliere nello stile e duttilità di narrazione che denotano una padronanza della lingua insita nel suo DNA.


Yuentchang Lou (luc@yilin.com), Nanchino (Cina), 26/03/03

Microcosmi è uno buon libro, ma la traduzione cinese non è fedele, ciò fa che i lettori cinesi non conoscono il nome di Claudio Magris, un eccellente autore italiano.


Marco Garfella (aversus@backpacker.com), Mataro (Spagna), 26/02/03

Sono a la scoperta da la litteratura da Magris e grande, semplicemente grande. Arrivederci


Fabrizio Dorotei (sarauro@interfree.it) Montegranaro (AP) 13.02.2001

Credo che il Prof. Magris sia un uomo e uno scrittore di grande umanità. Le sue parole, il periodare che può apparire tortuoso, le pagine intense dei suoi scritti e dei suoi libri, aiutano a volte a comprendere (ad essere persuasi) della nostra finitezza ma anche della irriducibile volontà a non accettarla acriticamente. E' a fronte di questa titanica lotta che spesso la parola pietosa del testo concede un attimo di sospensione del ritmo del tempo e questa pausa è simile alla felicità.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Sab, 12 ago 2006

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