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Dacia Maraini (1936)


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iglia dello scrittore e antropologo Fosco Maraini, Dacia Maraini nasce a Fiesole nel 1936. È stata a lungo compagna di Alberto Moravia con cui visse dal 1962 al 1983, accompagnandolo nei suoi viaggi intorno al mondo.

Esordisce nel 1962 con il romanzo La vacanza. Seguono L'età del malessere (1963), Memorie di una ladra (1973), Donna in guerra (1975), Isolina (1985, Premio Fregene 1985, ripubblicato nel 1992; tradotto in cinque paesi), La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990, Premi: Campiello 1990; Libro dell'anno 1990; tradotto in diciotto paesi), da cui è stato tratto il film di Roberto Faenza Marianna Ucrìa, Voci (1994, Premi: Vitaliano Brancati - Zafferana Etnea 1997; Città di Padova 1997; Internazionale per la Narrativa Flaiano 1997; tradotto in tre paesi).

Dalla seconda metà degli anni Sessanta scrive molti testi teatrali, tra i quali: Maria Stuarda (1975, rappresentato in ventidue paesi), Dialogo di una prostituta con un suo cliente (1978, rappresentato in venti paesi), Stravaganza (1987, rappresentato in quattro paesi), Veronica, meretrice e scrittora (1991), Camille (1995). Ne I digiuni di Santa Catarina, dramma in un solo atto, Dacia Maraini, rievoca, attraverso i profondi dialoghi tra i due protagonisti — la stessa Catarina e il suo inseparabile scrivano e confidente Frate Neri — alcuni momenti della vita di Caterina da Siena, soffermandosi sulla sua straordinaria esperienza di fede e ascesi, celebrata dal contrasto con le debolezze e i desideri terreni del devoto scrivano.

La prima raccolta di versi, Crudeltà all'aria aperta, è del 1966, seguiranno: Donne mie (1974), Mangiami pure (1978), Dimenticato di dimenticare (1982), Viaggiando con passo di volpe (1991, Premi: Mediterraneo 1992; Città di Penne 1992), Se amando troppo (1998).

Nel 1980 ha scritto in collaborazione con Piera Degli Esposti, Storia di Piera, nel 1986 Il bambino Alberto, nel 1987 La bionda, la bruna e l'asino, nel 1993 Bagheria (Premi: Rapallo-Carige 1993; Scanno 1993; finalista allo Strega 1993; Joppolo 1994; tradotto in cinque paesi), opera in cui Dacia Maraini ripercorre le tappe della sua infanzia isolana, dal momento in cui approda a Palermo da Napoli. Cercando Emma, nel 1996 un libro per ragazzi Storie di cani per una bambina e nel 1998 ha ripubblicato E tu chi eri? 26 interviste sull'infanzia (1973).

I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell'infanzia sono ancora al centro delle sue opere più recenti: Un clandestino a bordo (1996) e la raccolta di racconti Buio (1999) che ha vinto il Premio Strega.

Nel 2002 ha pubblicato La nave per Kobe, in cui rievoca l'esperienza infantile della prigionia in Giappone, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni, (Bur).

La scomparsa di una ragazza, di cui resta solo una bicicletta sul limitare di un bosco: tre sono i temi portanti di Colomba (2004). Il primo è la letteratura. Il secondo è il mistero del corpo. Il terzo è quello della famiglia. La speranza alla fine del lungo racconto, tuttavia, si riaccende, ma sono i suoi personaggi a scegliersi il finale, e a porre fine al romanzo.

Sulla scrittura e sull'opera di Dacia Maraini, di Paolo Di Paolo, vedere il saggio Lo stile dell'anatra.

Dacia Maraini ha rilasciato inoltre due interviste a «ItaliaLibri». La prima nel giugno 2000; la seconda nel giugno 2004.

Milano, 15 gennaio 2001-2005
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Matteo Carbonaro, Sangano (To), 4/10/'04

Che scrittrice!Ha dell'incredibile la scorrevolezza e la semplicità;io sono un lettore ancora parecchio inesperto ma sono sicuro che "Buio" e "Voci" siano i più bei libri che io abbia mai letto...In particolare il primo è di una raffinatezza e di una delicatezza uniche...bellissimo...credo sia questo il termine adeguato.


Gabriella Cardoni, Roma, 22/07/'04

Sono anni che cerco di raccontarmi ora ho trovato il momento giusto e la persona giusta dopo questa lunga ricerca personale credo che soltanto lei mi capirebbe fino in fondo e saprebbe descrivermi nel modo più vicino a lei. Lei che sa parlare delle donne con l'enfassi di chi vive personalmente ogni storia ascoltate e trovate la sensibilità giusta e vera di scriverla su un foglio nella maniera più sentita. Mi piacerebbe tanto conoscerla e poterlr raccontare da vivo questa mia triste bella brutta vita. E soltanto Lei potrebbe dare una cornice a questa foto ingiallite nel tempo che sono io. Gabriella.


Claudio Caggiari (claudios78@tim.it), Sassari, 27/04/'04

Ho potuto ammirare durante la messa in scena di "MARIA STUARDA" la scorsa stagione teatrale in Sardegna, un testo dalle sfaccettature più originali e al contempo virtuose della letteratura teatrale di fine novecento. Dacia possiede una cultura che trabocca e una sensibilità disarmante."Buio" e "Voci" sono la risposta narrativa "MARIA STUARDA". E' stato un grande evento quelle del terrore in Giappone, e credo si possano trovare prorpio li'i germolgi del talento della scrittrice. Del resto, è prorpio il dolore che genera l'arte!Grazie Dacia, attenderò una nuova opera sperando un giorno di eguagliarLa in tutto il Suo stile, la sua capacità e la Sua determizione.


Elisabetta Molino (isa.art@libero.it), 24/03/'04

Io sono una povera scrittrice,una giovane donna ancora inerba ,che ancora non è riuscita a scrivere nulla di compiuto, non per poco tempo o per poca ispirazione ,ma per poco spirito. Sento che il momento non è ancora arrivato per me, sento che non sono ancora riuscita a trovare quello che sto cercando, perchè quando lo troverò ,quando finalmente avrò finito di vagare nella nebbia, io sarò pronta , pronta per dare in pasto la mia anima. Ho letto "LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA",all'inizio ho sentito una certa antipatia verso questo libro,ma spesso proprio coloro che non si sopportano sono in pratica quelli che amiamo di più. E lentamente leggendo le sue pagine ,sentendo e vivendo con Marianna ho scoperto di tapparmi le orecchie per capire come ci si potesse sentire ad essere come lei, ad essere una di lei. Ho amato per la prima volta , avuto un figlio e vederlo morire per la prima volta. ho avuto tutto di lei,mi sono innamorata di lei e sono scappata con lei,adesso aspetto di morire con lei. grazie dacia per averla creata,sei fantastica.


Maria Lo Bianco (maria86@hotmail.com), Palermo, 04/01/2004

Da tutto quello che ho letto sinora di lei (romanzi, racconti, saggi, teatro, interviste, commenti, articoli, poesie)Dacia Maraini mi sembra una donna capace di raccogliere dentro il dono della scrittura la sensibilità, l'intelligenza e le capacità profonde di una donna che si racconta mentre racconta, che si interroga mentre osserva, che si mette in gioco, insomma, del tutto. "Cercando Emma" più dello stesso romanzo di Flaubert, dovrebbe essere proposto alle studentesse e agli studenti, per la sua capacità di compiere una raffinata indagine letteraria ma più in fondo una attenta ispezione psicologica del vissuto a partire dal quale l'autore ha concepito l'opera. Trovo indispensabile il contributo che da un po' Dacia Maraini mi sta regalando per identificarmi nel mio genere e nel mio sesso, regalo che offre a tutte le donne che la leggono e che la ammirano da tanti anni. Ho letto degli attacchi che ha subito nei primi anni, credo, della sua carriera, da parte di direttori di giornali laici e progressisti, da parte di autorevoli firme maschili del giornalismo nazionale; ho letto delle censure cui é stata sottoposta per le sue amate scritture, dei processi; me ne rimane la sensazione di una donna che resiste tenacemente e pazientemente come certe suorine indiane cui accennava in suo racconto. Da poco ho letto i suoi colloqui con Piera Degli Esposti, mi hanno colpito tante cose di lei, anche quell'accenno brevissimo al pensiero di togliere il disturbo per sempre, subito rimosso. Forse mi ha colpita perché sono figlia e sorella di due donne suicide. Comunque grazie Dacia Maraini e spero che mantegna intatta la voglia di venire ancora qualchevolta a Palermo. Maria Lo Bianco


elisa, Ravenna, 12/12/03

Sono una lettrice di 15 anni e sono rimasta entusiasmata dalla lettura del libro "la vacanza" che a mio avviso è bellissimo, nonostante sia il suo romanzo d'esordio! comunque complimenti perchè per me è BRAVA! BRAVA! E BRAVA!!!


Daniela (scilla.dan@tiscali.it), Catania, 17/09/'03

Come lettura scolastica è davvero molto noioso e si comprende ben poco.Prima di iniziare la lettura bisogna essere a conoscenza di quella che era la Sicilia del'700 e il comportamento della borghesia in essa.Solo così ci si potrà immergere totalmente nella lettura, mettendosi quasi nei panni della protagonista.Racconto commovente,ricco di sensazioni ed emozioni forti, il contenuto è buono la foma,direi,poco scorrevole e non facilmente comprensibile.Comunque complimenti all'autrice.Un saluto a tutti


Irene Schiera (ireneschiera@yahoo.it), Palermo, 26/08/'03

Ho avuto il piacere di conoscere attraverso il libro"buio"la grande maraini grazie al mio proff. franchina del liceo classico g.meli di palermo,e ne sono rimasta colpita tanto ke sto continuando a leggere altri suoi scritti.complimenti dacia maraini e grazie della tua immensa sensibilità che esprimi attraverso i tuoi libri.irene


Claudine Maraini (sandrine.germay@pandora.be), Knokke (Belgio), 11/04/03

Bonjour dacia, je m' appele claudine Maraini j' habite en belgio.je suis nee le 15/12/1940.mon pere Paolo Maraini,fils de Giovanni Battista Ettore de Turin,frere Emillio l' industriel et fondateur des sucreries en Italie.Suite a de nombreux ouvrage que j' ai lu et apprecie,J' attend avec joie la nave per kobe en francais.je me suis permise de vous envoyer ce message,Il Y a t il un petit lien de parente entre nous ? MERCI de me repondre a bientot.. claudine maraini sackramentstraat 77,8300 knokke belgique.


Rachele Mutti (mutti.rachele@libero.it) Piacenza, 06.11.2002

Ho letto l'ultimo libro e sento di dover fare i miei complimenti all'autrice per quello che trasmette , cioè infinita tenerezza verso i suoi genitori , le sorelline e la bambina che lei stessa è stata . Apprezzo molto anche le altre opere della stessa autrice, di nuovo complimenti .


Graziella Brizuela (incacba@tecomnet.com.ar), Cordoba, Argentina, 16.10.2002

Ho letto il vostro livro La nave per KOBE, mi ha piaciutto tantisimo... gracie


Adelaida Gorun (adelaidegorun@yahoo.com), Fagaras (Romania), 29/08/2002

Prima di tutto devo dirvi che mi avrebbe piaciuti scrivere qualche cosa su Dacia Maraini.Anche se non c'e nella vostra lista di autori vorrei dire alcune parole del bel romanzo che questa straordinaria scrittrice ha scritto, e cioe'"La lunga vita di Marianna Ucria".Devo dire che sono stato veramente colpita dalla storia di questa Marianna.Ho trovato in Marianna una grande donna, che riesce a superare le difficolta che la vita le mette davanti,riesce a trovare dentro di se delle fonte agli altri sconosciute.Marianna ci da una grande lezione di vita.E una donna forte,di una grande bellezza interiore.Dacia Maraini crea un personaggio straordinario che colpisce appena cominci a leggere il romanzo.Grazie mille per la possibilita che mi avete oferto per potermi esprimere l'opunione.Adelaida


Massimiliano Cavallaro (piccoloag@katamail.com), Agrigento, 3.04.2002

GRANDE! GRANDE! GRANDE!


Francesca Liccardi (frenc08kiss@hotmail.com), Bologna, 27.02.2002

Credo che una scrittrice di rara sensibilità quale è stata Dacia Maraini si meriti molti titoli. Io non voglio adoperare troppe parole per descriverla perché forse volerebbero via come la polvere dell'assolata Sicilia che lei tanto amò.Vi consiglio però di leggere "Bagheria", è un capolavoro della narrativa, della descrizione, della vita! Si scioglie tutta la personalità dell'autrice dentro questo romanzo, che appare leggero ma pregnante. Vi trasporterà lì, in quella terra bruciata e più che discussa (per vanto o per nefandezze), là dove vi sentirete sempre a casa, perché ogni giorno vi bacerà il sole e lambirà su voi l'acqua del mare. Tante brutte cose ha passato la Maraini da piccola, quante belle ne ha scritte. La apprezzerete! CIAO A TUTTI!


Paolo Di Paolo (rosbin@tiscalinet.it) S. Maria delle Mole, Roma, 02.05.2001

Ho amato quel suo piccolo libro, che è un libro ruvido e asciutto, come lei lo definisce, soprattutto perché dietro cè una ragazza con una gran voglia di leggere e scrivere, di scrivere per superare la timidezza, per ritrovare fiducia e coraggio dopo l'esperienza odiosa della guerra. Quel piccolo libro mi ricorda un cielo nuvoloso e la splendida e gentile prefazione di Moravia, il pomeriggio in cui l'ho letto e poi l'estate che c'è dentro. L'ho amato perché mi piaceva lei, ciò che sapevo di lei, e dopo quel piccolo libro ho letto anche gli altri, ho continuato il dialogo con lei, ho assaporato quella distanza astrale tra la prosa secca, essenziale, degli esordi e quella di oggi, così liquida – il termine le piace – e direi sensuale e anche molto luminosa.

Così ho sognato di conoscerla per chiederle insegnamenti e consigli, e non mi è stato difficile. Così mi sono accorto che lei non delude (perché certi attori, ma anche certi scrittori, a vederli da vicino, deludono e deludono per una certa sciocca vanità, soprattutto), lei non delude e lo sentii appena inquadrai la prima volta il suo volto teso e sorridente, dolce e sorridente, il sorriso di chi nasconde i suoi sforzi dietro modi leggeri. E mi piace sempre ascoltarla in silenzio, frenando una gran voglia d'abbracciarla, indovinare nei suoi occhi le tracce di viaggi meravigliosi ma anche il segno di quell'esperienza del male, della guerra, che non si dimentica più, di quella paura lontana e insensata del buio e della notte, ripensare alla sua storia di tante minestre mandate giù e alla sua umanità, al suo sorriso e alle valigie piene di pane e libri, al suo essere insieme curiosa e distratta, al suo sapere insegnare senza salire in cattedra.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Lun, 4 set 2006

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