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Roberto Mussapi (1952)


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Scrive Roberto Mussapi: «Il viaggio non esotico, cioè non evasivo, conduce al proprio centro, all'identità profonda, ed è l'orizzonte che rende possibile la scoperta di sé». E ancora: «Il viaggio come lo intendo non è peregrinante, è un'impresa». I luoghi del mito classico, della grande tradizione letteraria anglosassone, non diversamente da quelli delle nostre metropoli sono le stazioni fondamentali del viaggio poetico dell'autore. Tuttavia è anche a una dimensione cristiana che indica, e quasi afferma fiduciosa, una salvezza al di là di qualsiasi tragedia e persino di qualsiasi oltretomba che dobbiamo l'originalità più viva di questo poeta.

È nato a Cuneo nel 1952 e vive a Milano. Tra i volumi di poesia ricordiamo: La gravità del cielo, Jaca Book, 1983; Luce frontale, Garzanti, 1987; Gita Meridiana, Mondadori, 1990; Racconto di Natale, Guanda, 1995; La polvere e il fuoco, Mondadori, 1997; Antartide, Guanda, 2000; Il racconto del cavallo azzurro, Jaca Book, 2000. È autore di teatro con drammi in versi e in prosa, e ha tradotto, fra gli altri, testi di Stevenson, Melville, Walcott, Heaney e Shelley.

Milano, 4 dicembre 2000

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Marina Scaglione, Torino, 15/05/'04

Proprio nella sua voce, prima che nelle sue parole, ho trovato l'incantesimo che mi ha reso un'assidua ascoltatrice di Itaca. Mussapi mi ha regalato un viaggio interminabile nella letteratura e nell'animo umano.


Enrico Bonfatti, (bonfo@lycos.es), 24/12/03

Oramai ne faccio una questione personale, io Mussapi non lo sopporto davvero! La puntata del 23/12/03 di "Itaca" su Radio 3 è stata la 35a, significa che lo dobbiamo sopportare per altre 10. Mi appello a chi come me ha subito queste trasmissioni, perchè invii una mail alla redazione di Radio 3 Suite (radio3-suite@rai.it), che comunque non risponde, ed una anche al direttore Valzania [(valzania@rai.it) che cestina la posta senza neppure aprirla, perchè è tra quelli che considerano gli utenti sudditi indegni di attenzione, elevando così se stesso ad un pericoloso status di intoccabilità e indiscutibilità tipico dei peggiori regimi totalitari, stile radio-tv Bulgara, un modello tanto caro al ns. incappucciato presidente del consiglio] per implorarli di non castigarci mai più con una simile idiozia. Altre dieci puntate, direte voi, il più è fatto: io credo che questo sia solo l'inizio, infatti nel 2003 ci hanno castigato col Mussapi per ben 2 volte, a distanza di neppure 6 mesi, e nulla ci assicura che tale tortura non diventi più frequente!!!Sembra davvero che i nostri aguzzini ci abbiano preso gusto Ricordo trasmissioni più insensate e conduttori più idioti solo tornando con la memoria agli albori della radio libera italiana, ma quei pionieri sono scusabili e nella maggior parte dei casi si sono evoluti e riescono a produrre programmi di accettabile livello.Alla Rai, ed in particolare a Radio 3, sulla quale è posto il maggiore impegno possibile per distruggere definitivamente un prezioso quanto raffinato bacino di utenza fedelissima, si spreca il prezioso tempo degli ascoltatori, privati del teatro giornale ad esempio, per dare spazio alla sterile autocelebrazione di un poeta probabilmente capace con la parola scritta, ma assolutamente insopportabile da ascoltare in voce. Siccome la radio è fatta di voce, come può risolversi questo problema? Non c' è soluzione che tenerci questo alzheimer radiofonico che bene non fa, ma sicuramente equilibra il bilancino ìCencelliî di quanti ai piani alti di Viale Mazzini hanno ìlíAmico dellíAmicoî da sistemare. In tempi di proibizionismo tanto caro ai governanti-padroni della Repubblica delle Banane, sarebbe almeno auspicabile una prova- palloncino prima delle registrazioni radiofoniche, per evitare di dare un cattivo esempio agli eventuali minorenni in ascolto: E' impossibile infatti che i deliri del Mussapi siano frutto delle sue sole endorfine, E' più facile che si additivi con qualcosa a basso costo, e che quindi il risultato sia quello che tutti possono subire ogni sera alle ore 20. Disperatamente affezionatissimo ascoltatore di Radio Tre, Enrico Bonfatti


Enrico Bonfatti (enrico.bonfatti@poste.it), Ravenna, 5/11/'03

Nei primi mesi del 2003 ci siamo liberati prima del previsto di Mussapi alla domenica mattina, un vero strazio per molti ascoltatori di Radio Tre, ma evidentemente siamo stati cattivi... e la punizione è arrivata! Ora, novembre 2003, siamo costretti a sopportarne la vacuità alla sera alle 20.00 con una lettura del tutto personale della vicenda di Ulisse, di cui avremmo volentieri fatto a meno in molti. Per quanti volessero ristabilire il senso dell'udito turbato dalle marzullate di Mussapi, consiglierei l'ascolto della lettura dell'Odissea a cura di Sermonti, una occasione imperdibile per rifarsi... dopo questa inutile tortura. Il consiglio di cambiare canale radiofonico non vale, perchè Radio Tre, come pochi sanno è un salvagente per chi, come me, non trova ìcasaî altrove nei mezzi radiofonici italiani, ora che la filodiffusione non viene più installata dal gestore. Abbiamo solo Radio Tre, e quel che possiamo augurarci e che le torture come quella che ci infligge Mussapi, siano poco frequenti. Questíanno siamo già alla replica, e questo non promette per niente bene! Saluti, Enrico Bonfatti - Ravenna


Paola (byron54@libero.it), Civitanova M. (Mc), 02/03/03

Roberto Mussapi è diventato casualmente il mio "compagno di viaggio" della domenica mattina: lo ascolto mentre sono in giro in auto (con la scusa di andare a comperare il giornale e il pane fresco) ed è come aver ritrovato un caro amico del quale non avevo più notizia da tanto tempo.


Luciano Iudici (lucianoiudici@virgilio.it), Lagonegro (Pt), 23/02/03

Una perla di radio tre per cui solo vale la pena di pagare il canone


Ruggero Ubertalli (rubertalli@tiscalinet.it), Roma, 16/02/2003

Eccezionale a rai tre la domenica mattina. Perchè non gli fanno fare altre trasmissioni culturali


Angelo Grignani (greensluck@libero.it), Pavia, 16/02/2003

Roberto Mussapi nel programma domenicale Le ore del Mattino, di Radio Tre, ci accompagna in un emozionante viaggio nelle profondità dell'uomo. Le sue emozioni, le speranze, le paure, ciò che dà senso alla vita, ciò che annichilisce ed infine ciò che dà la resurrezione: un viaggio affascinante, ogni volta da intraprendere con forza ed entusiasmo. Complimenti, davvero!


ENRICO BONFATTI (enrico.bonfatti@poste.it), Ravenna, 26/01/2003

Ho in passato apprezzato gli interventi di Roberto Mussapi a Radio Tre. La sua attuale conduzione del programma domenicale "le ore del mattino" mi lascia davvero perplesso: non ho capito quale sia il messaggio che vuole comunicare nel corso delle sue scorribande verbali. Qualcuno ci ha capito qualcosa?


Sara Brusa Pasqué (saruccia2001@yahoo.it), Arcisate, Varese, 26.11.2001

Sono una grande ammiratrice di Mussapi. E' il mio docente di Letteratura all'Università Cattolica di Milano e ne sono contentissima: con lui ritrovo il piacere di esplorare l'essenza della poesia.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Dom, 8 ott 2006

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