MARIO RIGONI STERN, UOMO DELL'ALTOPIANO, NATO AD ASIAGO NEL 1921, ALPINO, DIFENSORE DELLA NATURA, DELLA MONTAGNA E DEI BOSCHI

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Mario Rigoni Stern (1921-2008)


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«Io la terra trentina l’ho amata fin dalle elementari, attraverso una canzone che ci faceva cantare ogni mattino la maestra. Era la canzone del cieco di guerra sull’Ortigara, che guardava Trento da lontano. Non poteva vederla, ma oltre le cime la indovinava, la sognava.» (dall’intervista a cura di Franco de Battaglia, www.Altoadige.it, 2003)

ario Rigoni Stern è nato ad Asiago (Vicenza) il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano di Asiago, appena terminata la Grande guerra.

«Per i lavori aiutavo in casa o nel negozio di generi alimentari che avevamo sulla piazza centrale del paese. Ma c’era anche da preparare la legna per l’inverno, tagliare il fieno…»

Nel 1938, entra alla Scuola Militare d’alpinismo di Aosta e, più tardi, combatte come alpino, nel battaglione Vestone, in Francia, Grecia, Albania, Russia. Fatto prigioniero dai tedeschi allorché l’Italia firma l’armistizio (8 settembre 1943), è trasferito in Prussia orientale. Rientra a casa, a piedi, il 5 maggio 1945.

“L’uomo dell’Altopiano” non si muove più dal suo paese natìo, dove risiede tuttora nella casa da lui stesso costruita; trova impiego al catasto comunale fino al 1970, e poi si dedica interamente al mestiere di scrittore.

Nel 1953, Elio Vittorini, dopo averlo definito scrittore non di vocazione, pubblica presso I Gettoni di Einaudi, il suo primo romanzo Il sergente nella neve, che presto diventa un classico della letteratura moderna italiana, e che narra, autobiograficamente, la storia di un gruppo di alpini italiani durante la ritirata di Russia.

Nel 1962, Stern dimostra il proprio genuino talento di narratore dando alle stampe Il bosco degli urogalli, che consacra quanto di personale e universale convive nei suoi scritti: il grande amore di un uomo per la propria terra. Il legame tra memoria e natura diventa infatti l’essenza delle sue opere.

La chiara e semplice rievocazione storico-personale continua con la Storia di Tönle (1978) — ritratto di un pastore attraverso le stagioni della vita che s’incrociano con la Grande Storia — un racconto dalla scrittura cristallina e di immensa efficacia narrativa

Il sottofondo di storie semplici e sofferte continua con L’anno della vittoria (1985) per concludersi con Le stagioni di Giacomo (1995), racconto del ritorno alla vita di una comunità.

Stern collabora tuttora con «La Stampa», per la quale ha scritto brevi racconti, oltre a dedicarsi a studi storici, tra cui il recente volume 1915/18. La guerra sugli Altipiani. Tra due guerre e altre storie riunisce cinquattotto storie scritte tra il 1975 e il 2000. Una buona parte di questi racconti è apparsa nel 1989 nella collana Terza Pagina del quotidiano torinese sotto il titolo di Il magico Kolobok.

Malato da tempo, la notizia della sua scomparsa, avvenuta ad Asiago il 16 giugno 2008, per espressa volontà dello scrittore, viene divulgata solo il 18, a funerali avvenuti. Una raccolta di firme presentata dal Gruppo Amici della Montagna, del Parlamento, aveva candidato Stern per la carica di senatore a vita.

LE OPERE

Il sergente nella neve, Einaudi, 1953
Il bosco degli urogalli, Einaudi, 1962
La guerra della naia alpina, 1967
Quota Albania, Einaudi, 1971
Ritorno sul Don, Einaudi, 1973
Storia di Tönle, Einaudi, 1978 (Premio Campiello)
Uomini, boschi e api, Einaudi, 1980
L’anno della vittoria, Einaudi, 1985
Amore di confine, Einaudi, 1986
Il libro degli animali, Einaudi, 1990
Arboreto salvatico, Einaudi, 1991
Compagno orsetto, E.Elle, 1992
Aspettando l’alba, Il Melangolo, 1994
Le stagioni di Giacomo, Einaudi, 1995
Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998
Il magico "Kolobok" e altri scritti, La Stampa, 1999
Inverni lontani, Einaudi, 1999
Tra due guerre e altre storie, Einaudi, 2000
1915-1918 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze di Soldati al fronte, Neri Pozza, 2000
Il libro degli animali, Einaudi, 2001
L'ultima partita a carte, Einaudi, 2002
Le vite dell'altipiano. Racconti di uomini, boschi e animali, Einaudi, 2008

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 22 settembre 2003

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Ademario Lo Brano, Padova, 3/10/'04

"Per non perdere la memoria". I ricordi personali di Mario Rigoni Stern ci inducono a considerare quanto importante sia trattenere tutto ciò che ha accompagnato la nostra esistenza: amori,gioie, angherie di ogni genere, solidarietà, rispetto per l'uomo e per la natura, quest'ultima come intima comunione con ciò che ci è stato donato. E mi sembra che in Mario Rigoni Stern il suo profondo amore per gli animali e per le "sue" montagne, questo suo incessante contatto con la vita del bosco sia prevalente.


Ivan del Prato, Bergamo, 21/09/'04

Meraviglia la serenità e la poesia nei libri di Rigoni Stern. Della sua vita, in parte segnata da sofferenza fisica e morale, trae speranza e certezza. I suoi libri fanno sognare. Le sue descrizioni delle montagne,stagioni, colori ti riportano,anche se sei in una città a respirare l'aria frizzante dei luoghi descritti,e in certi momenti a cprirti le spalle con un maglione da quanto senti il freddo secco e benefico dell'inverno in montagna.Mi succede di aprire la finestra e sentire il profumo della legna sul camino. Ma sto sognando, o meglio sto leggendo un libro di Mario Rigoni STERN. Dovrebbero leggerlo le giovani generazioni per la ricchezza e la semplicità dei contenuti. Mi piacerebbe scambiare due chiacchere con Lui ad Asiago.


Lorella Donna, Torino, 18/08/'04

E' un uomo che, in modo semplice ma con grande cuore, ha vissuto la storia e mi ha fatto amare il suo paese.


Mario Sapienza, Gravina di Catania (Ct), 19/06/'04

Lo scopro tardi,ma lo amerò per sempre.Grazie con tutto il cuore. Mario Sapienza


Francesca Guidetti, Ferrara, 15/06/'04

Ho acquistato lo "Struzzo" Einaudi ad Asiago il 1° novembre 2003, considerando simpatica coincidenza che fosse il giorno di compleanno dell'Autore, ovvero un modo per festeggiarlo; non lo avevo mai letto prima (e dire che da ex insegnante di scuola media ho perso l'occasione di farlo conoscere agli allievi! mentre ora tornerei in servizio solo per leggerlo con loro e farglielo amare). Di questi tempi poi, con tutto l'orrore e la stupidità che l'uomo sta dimostrando riguardo alla guerra in Irak, come se non avesse, ancora una volta, imparato niente dalla storia, lo renderei "obbligatorio" per tutti. Sono grata alla vita di avere incontrato questo maestro, come si è grati della musica di Bach, di Beethoven (non ne elenco più solo per non cadere in dimenticanze imperdonabili), della pittura di Van Gogh, della letteratura universale letta o ancora da scoprire, ma con Tolstoj sempre per primo, dell'esistenza degli amici animali, nostri compagni di viaggio, e di tutte le meraviglie che l'uomo sa creare quando ricorda di essere nato per "seguir virtute e conoscenza". Come sarebbe bello conoscere il maestro di persona, ma con che coraggio, davanti alla Sua statura!


Forestale Romano, Roma, 14/05/'04

MARIO RIGONI STERN E' uno scrittore bravissimo. Adoro i suoi racconti ed il suo modo delicato di raccontare la montagna, i boschi ed i suoi abitatori (montanari, animali, alberi,...). Sono un appartenente al Corpo forestale dello Stato e nei suoi libri rivivo il mio lavoro, le mie passioni e i miei ricordi. Le sue opere hanno un posto speciale nella mia biblioteca. Consiglio la lettura dei suoi libri a tutte le persone che hanno a cuore la montagna ed il suo ambiente naturale o più semplicemente che desiderano conoscere in modo profondo e sincero il mondo dei montanari (cacciatori, boscaioli, agenti forestali, malgari, preti, paesani, alpinisti,....).


Srgio Fondacaro (SER.REN@LIBERO.IT), Torino, 26/03/'04

VOLEVO SOLO RINGRAZIARLA PER LE TESTIMONIANZE CHE VENGONO FUORI DAI SUOI LIBRI SULLA GUERRA E PER LE GRANDI EMOZIONI CHE MI HANNO TRASMESSO. GRAZIE


Alessandro Fulcheris (alessandrofulcheris@virgilio.it), Venturina, 13/01/2004

Penso di essere il lettore "tipo" di Mario Rigoni Stern in quanto, oltre ad avere la caccia come hobby preferito sono un appassionato lettore della storia italiana (quella vera) nelle due guerre mondiali. Ho letto quasi tutti i libri di Rigoni Stern ritenendolo un autore formidabile per concretezza, verità e facilità di lettura. I libri di Rigoni non li leggo, semplicemente me li "bevo" quasi avidamente. L'anno scorso ho soggiornato ad Asiago ma la tentazione di andarlo a trovare E' stata frenata dalla paura di disturbare. Saluti!!!!


CarloVecchioli (vecchioli-carlo@mercurio.it), Macerata, 10/01/2004

Nessuno scrittore é riuscito a descrivere con tanta immediatezza l'essenza della montagna nei suoi aspetti più veri, fatta di intrecci fra i semplici atti di vita quotidiana, l'alternarsi delle stagioni, il confronto con una Natura non sempre benigna ma ricca di segreti e di momenti intensi, di piccoli, grandi episodi lontano dai clamori, dai luoghi comuni, dalle urla invadenti di oggi, come Rigoni Stern. Il pudore ed il rispetto per tutto e per tutti pervadono ogni suo scritto ed alla fine si richiudono le pagine dei suoi volumi, con un grande senso di serenità e di pace.


Lorenzo Dotti (lorenzo.dotti@fastwebnet.it), Milano, 2/12/2003

Considero Rigoni uno dei più grandi scrittori italiani viventi, o forse uno dei più grandi italiani. Ha un legame con la sua terra straordinario che fonda la sua identità, ti fa capire che le cose semplici sono le più forti. Forse l'epressione più precisa l'ha detta lui stesso su di sé: "Non sono uno scrittore di montagna, sono un montanaro scrittore".Ho letto quasi tutti i suoi libri, ma mi pare che sia un libro solo, il libro dell'Altipiano: mi ha fatto capire la generazione dei nostri padri come nessuno altro.




http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 15 set 2006

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