Parco Culturale della Riviera dei Fiori e delle Alpi Marittime
(di Alessandro Giacobbe)
«... un giardino come questo non ha paragoni, è pura magia, tutte le piante del mondo crescono liberamente nel terreno e sembra non siano accudite; è un intreccio di tutte le varietà di palme, di tutte le specie di aranci e mandarini » (1)
Claude Monet, Palme, 1884
l Parco Culturale della Riviera dei Fiori e delle Alpi Marittime è un luogo della mente, uno spazio all'interno del quale ritrovare l'atmosfera e i luoghi che hanno saputo ispirare grandi scrittori e pittori che hanno trascorso un breve periodo o che hanno vissuto in questa parte di Liguria che è la Riviera di Ponente.
Copre un territorio ricco e vario che va dalle assolate spiagge di famose località balneari, come Bordighera e Diano Marina, alle cime più alte e impervie della Liguria, il monte Saccarello e il Toraggio. Attraversa incantevoli borghi medioevali dove il turismo di massa non è ancora arrivato e dove si respira l'aria di un tempo.
«Non ci han lasciato palazzi i nostri padri, non han pensato alle chiese, non ci han lasciata la gloria delle architetture composte: hanno tenacemente, hanno religiosamente costruito dei muri, dei muri a secco come templi ciclopici, dei muri ferrigni a migliaia, dal mare fin su alla montagna». (2)
La fortuna della Riviera è iniziata con un romanzo, Il dottor Antonio, che, pubblicato nel 1855 a Edimburgo, descrive una tenera storia d'amore tra la bella e aristocratica Lucy e il medico locale che la prende in cura per un incidente. Alla storia fa da sfondo il paesaggio della Riviera di allora, un paesaggio che si può ancora incontrare allontanandosi dai luoghi più frequentati in compagnia delle guide del Parco. Ne è autore Giovanni Ruffini, patriota, figlio e fratello di patrioti, esiliato nelle isole britanniche in un momento assai difficile per l'Italia, impegnata nel suo ormai discusso Risorgimento.
«Quanto è splendido e bello ! disse Lucy è il più gaio paesetto del mondo; si potrebbe immaginare che Castellaro senta la felicità dell'esistenza» (3)
Claude Monet, Ville a Bordighera, 1884
L'aristocrazia inglese viene così a conoscere Bordighera, Sanremo, Diano Marina e Alassio, animando la vita di questi piccoli borghi sino ad allora dediti alla pesca e all'agricoltura. Ma la storia si ripete ed è di pochi anni fa la pubblicazione di un altro romanzo, Extra Virgin, di Annie Hawes, che, ambientato a Diano San Pietro, riscuote un grande successo nei Paesi anglofoni, riportando in Riviera l'attenzione di numerosi turisti inglesi, americani e persino australiani.
Il Parco Culturale organizza tutti gli anni un ricco programma di visite guidate. Sono cinque gli itinerari principali proposti, abbinati alla visita delle mete classiche del turismo moderno come Montecarlo e Nizza.
La San Remo di Calvino: una serie di itinerari che ci portano a contatto con i luoghi cari a Italo Calvino, che qui ha vissuto in gioventù. Il Porto Vecchio e il caratteristico borgo, che si trova alle sue spalle, il Cinema Centrale, l'affollatissima via Matteotti sino alla Pigna e il Santuario della Madonna della Costa. Sono diverse le proposte che hanno al centro un itinerario dedicato a questa grande figura del novecento.
Porto Maurizio, la città di Giovanni Boine: il Parasio di Porto Maurizio è forse uno dei centri storici meglio conservati nella Riviera di Ponente, insieme a quello di Cervo. La sua visita ci permette di entrare nelle atmosfere care allo scrittore. Non si deve sottacere l'importanza complessiva dell'impegno di Boine nel contesto letterario italiano del tempo. Notevoli sono stati i suoi contatti con importanti scrittori contemporanei. Fra questi si ricorda una fertile corrispondenza con Sibilla Aleramo. Si scoprono così gli angoli cari alla penna dello scrittore. Dalla Parrocchiale Collegiata di San Maurizio, in stile neoclassico, realizzata da Gaetano Cantoni, al ricchissimo Oratorio di San Pietro. Dallo stupendo panorama sul mare che si gode dalle Logge di Santa Chiara a Palazzo Guarnieri. Porto Maurizio è un gioiello architettonico che da solo merita una visita. Il Museo Navale e la Pinacoteca Comunale offrono poi lo spunto per nuovi stimoli e approfondimenti.
«C'est un pays féerique et terriblement difficile, il faudrait une palette de diamants et de pierreries.»
Claude Monet, Bordighera, 1884
Il viaggio di Monet a Bordighera: un viaggio nell'inverno del 1884, alla scoperta della luce del Mediterraneo, una tappa fondamentale nella crescita di questo grande maestro dell'impressionismo che, in pochi mesi, ha realizzato circa 40 dipinti, lottando per impadronirsi di luci e colori a lui ancora ignoti. Un viaggio che, in compagnia delle guide del Parco, oggi è ancora più ricco. Bordighera infatti nasconde autentici tesori, come le ville realizzate dall'architetto francese Charles Garnier lo stesso dell'Opéra di Parigi o la splendida passeggiata del Beodo. Ma le esplorazioni sulle tracce di Monet proseguono anche verso l'entroterra a Dolceacqua o in Costa Azzurra a visitare i bellissimi giardini delle ville di Mentone o di Cap d'Ail.
Taggia, sulle tracce del dottor Antonio: se il Parasio è il centro storico meglio conservato, Taggia è forse il più grande. Imponente, ricco di fascino e di mistero, sa avvolgerci nella sua atmosfera medioevale. Da visitare il ricchissimo convento dei Domenicani, una delle pinacoteche più importanti della Liguria, villa Curlo sulla sponda sinistra del torrente Argentina e i numerosi oratori come quelli dei Rossi e dei Bianchi. Da non perdere sono poi le numerose botteghe artigiane del centro e i paesi della Valle Argentina. Badalucco, Montalto, sino ad arrivare a Triora, il paese delle streghe, che su un episodio accaduto ai tempi dell'inquisizione ha saputo cogliere la notorietà.
Disegno pubblicitario di Plinio Nomellini, 1899 circa
Tra Diano Marina e Oneglia, i luoghi dei fratelli Novaro: Oneglia è "l'altra parte di Imperia", quella che si vede da Porto Maurizio, come piace dire agli abitanti di quest'ultima. Un centro di impianto sabaudo, con i portici e i palazzi imponenti rispetto alla tradizione ligure, fa da contraltare al dedalo di vicoli che rimane nascosto, dove si trovano ottime occasione di acquisto. Oneglia è cresciuta intorno alle attività del porto, quelle commerciali e industriali, come la Agnesi e la Sasso, ora sostituita dalla locale F.lli Carli. Il connubio pasta e olio fa sì che Oneglia vanti il primato della dieta mediterranea. I fratelli Mario e Angiolo Silvio Novaro hanno gestito nei primi decenni del '900 la Sasso, industria olearia di famiglia. Mario in particolare fondò la rivista «La Riviera Ligure» che in quegli anni diede la possibilità di esprimersi a molti autori, diventati in seguito famosi. Di notevole importanza per la rivista era anche la classica veste grafica, dove la cifra stilistica era direttamente correlata all'impegno di notevoli artisti per le campagne pubblicitarie della ditta. In questo campo va per esempio annoverata l'inventiva e l'applicazione di Plinio Nomellini. Non deve poi mancare una visita al Museo dell'Olivo (presso l'azienda olearia F.lli Carli, in via Garessio), nonché al porto, dove si ha la possibilità di assistere all'arrivo dei pescherecci e all'asta del pesce.
Oggi il Parco Culturale è uno spazio spirituale aperto che si arricchisce continuamente di nuovi capitoli: Francesco Pastonchi e l'opera del pittore Pompeo Mariani appaiono come passaggi già saldi, giungendo fino ai nostri giorni con l'impegno di autori intensi come Francesco Biamonti o il poco noto Luciano De Giovanni, senza dimenticare l'onda lunga di scrittori, giornalisti e poeti come Nico Orengo e Giuseppe Conte.
Le guide del Parco Culturale hanno preparato diversi itinerari che possono essere percorsi in occasione di una visita giornaliera oppure, abbinati tra loro, danno l'opportunità di conoscere una Riviera diversa, insolita, ricca di spunti e di curiosità.
Gli itinerari sono anche descritti nelle due guide al Parco Culturale: Itinerari letterari e Pittorici della Riviera dei Fiori e Guida Golosa e Culturale della Riviera dei Fiori, reperibili su Internet all'indirizzo www.liguriadascoprire.it oppure nelle migliori librerie della Riviera dei Fiori.
NOTE:
(1) Così Monet descrive il giardino Moreno a Bordighera in una lettera del 1884. Il giardino è in parte visitabile in occasione delle visite organizzate dal parco Culturale.
(2) Giovanni Boine riassume così l'entroterra della Riviera.
(3) Giovanni Ruffini così dipinge il paesaggio della Riviera nel romanzo Il dottor Antonio.
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