L'ESTETISMO COME FONTE D'ISPIRAZIONE DEL DECADENTISMO EUROPEO: OSCAR WILDE, JORIS-KARL HUYSMANS E GABRIELE D'ANNUNZIO

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE







Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!



Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Dorian Gray

Una vita ispirata all'Arte
(di Rosanna Giovinazzo )

L'Estetismo è chiave di lettura che accomuna i romanzi di tre autori d'eccezione – Oscar Wilde, Gabriele D'Annunzio e di Joris-Karl Huysmans – e impronta di vita di protagonisti straordinari: Dorian Gray, Andrea Sperelli e Des Esseintes. Una vita da esteti chiede di essere vissuta alla ricerca della bellezza, del sublime e del capolavoro e viene indirizzata verso ogni possibile esperienza estrema, intellettuale, morale e fisica. Dorian Gray e Andrea Sperelli sono eroi decadenti, amorali e privi di valori. Il protagonista di Oscar Wilde, fonte di ispirazione per D'Annunzio, rinuncia a tutto, anche all'anima, per ottenere ciò che più desidera al mondo: la bellezza fisica e una giovinezza eterna proprie del soggetto di un quadro, più che del personaggio di un romanzo. Alla fine, la vita vissuta sul filo della bellezza, vissuta come un'opera d'arte, estranea a qualsiasi valore morale, dissoluta e “decadente”, porta a un finale catastrofico, esteticamente altrettanto spettacolare.

Reuven Feuerstein
Oscar Wilde
Estetismo, movimento diffuso soprattutto nelle prime espressioni del Decadentismo europeo, è il motivo di fondo di alcuni scritori tra cui Joris-Karl Huysmans, Gabriele D’Annunzio e Oscar Wilde.

Il termine “estetismo” allude alla ricerca, anche esasperata, di tutto ciò che è bello, superfluo, “ricercato”, in contrapposizione a ciò che è necessario, utile, ovvio, mediocre, che appartiene cioè alla vita di tutti i giorni. Dunque, estetismo è culto del bello fine a se stesso e vita fondata su atteggiamenti e comportamenti estetizzanti.

Proprio a questi ideali si ispira Des Esseintes, il protagonista del romanzo Controcorrente di Joris-Karl Huysmans, che influenzò l’attività letteraria di molti scrittori europei. In particolare, il Dorian Gray del Ritratto di Wilde e l’Andrea Sperelli de Il Piacere di D’Annunzio, entrambi raffinati esteti volti unicamente alla realizzazione di sé e delle proprie passioni, derivarono senza dubbio alcuni loro aspetti dal modello di Des Esseintes.

Dorian Gray è un giovane aristocratico dalla bellezza folgorante, non comune. L’amicizia con l’elegante e raffinato Lord Henry Wotton, conosciuto nello studio di un amico pittore innamorato di Dorian, Basilio Hallward, che esprime questa adorazione facendogli ritratti, lo spingono ad apprezzare la cultura e il senso estetico. Impara così a considerare la bellezza come qualcosa di sublime, come il fine ultimo delle cose, tanto che, colpito dalla bellezza della sua stessa immagine, riprodotta nell’ultimo ritratto di Basilio, il più bello, un vero e proprio capolavoro, decide di fare un patto con il diavolo: lui non invecchierà mai perché sarà il quadro a invecchiare al posto suo.

Gli anni passano e Dorian è sempre bello e giovane, è uno spirito inquieto, alla ricerca continua di qualcosa di nuovo che possa sollecitare e appagare la sua morbosa sensibilità, appassionato di ogni frivolezza, ma anche d’ogni esperienza intellettuale (dal misticismo al materialismo), cultore della musica e del teatro, esperto di profumi, gioielli, ricami, arazzi e perfino di paramenti ecclesiastici. Il dandy Dorian, insomma, non è affatto personalità vuota, superficiale.

La sua vita “inimitabile” è «… la prima e la maggiore delle arti…». Avido di piaceri e del tutto privo di inibizioni morali, fa scelte di vita fortemente snobistiche, aristocraticamente frivole e esasperatamente sensuali. Conosce una ragazza, ma la storia d’amore finisce presto e la giovane si uccide.

La tragedia, nonostante Dorian persegua sempre quel modello di vita “inimitabile”, gli ha lasciato un segno profondo e, quando viene colto da rimorsi e non è più in grado di sopportare oltre l’immagine di depravazione che il quadro gli riflette, colpisce il ritratto con una pugnalata e cade morto come se avesse colpito se stesso. Il quadro, tremenda allegoria del rimorso, torna allo splendore originario e Dorian, o meglio il suo cadavere, assume la terribile fisionomia che il tempo e la sua vita dissipata gli hanno procurato.

Il ritratto che invecchia al posto di Dorian è il simbolo del conflitto tra vita come arte e arte come vita, di quel confine sottile, quasi impercettibile tra arte e vita, che pian piano si esaurisce, fino a far della vita stessa un’opera d’arte.

F. Sciacca, in un suo studio storico filosofico, Appunti storici per una storia dell’Estetismo, a proposito dell’esistenza che l’esteta vive come opera d’arte, afferma: «[l’esteta è] eroe della bellezza e del piacere, per il quale il mondo è, per una parte, il suo palcoscenico e, per l’altra, la sua platea: all’esteta, del bene e del male, del dolore e delle miserie altrui non importa niente se non nella misura in cui possono essere ingredienti del suo ideale di vita…»

Dorian Gray, così come Des Esseints e Andrea Sperelli, è un “eroe decadente”, un esteta esasperato, tanto diverso dall’eroe classico, greco e romano, e da quello romantico. Più che un immorale è un amorale, in quanto in lui il senso del bello, al primo posto nella scala dei valori, ha fatto dimenticare i valori di bontà e di giustizia. È un individuo cinico e dissoluto che, ossessionato dal raggiungimento del sublime, del bello, calpesta ogni legge umana e divina, disprezza tutto ciò che è mediocre o banale e, chiuso nella sua eleganza come in un bozzolo di seta, persegue quelle sensazioni e quei piaceri che sono propri di un’élite fatta di persone speciali, eccezionali.

Questi personaggi sono qualcosa di più di semplici invenzioni letterarie: essi, come i romanzi dei quali sono protagonisti, testimoniano la grave crisi che alla fine dell’Ottocento sta corrodendo, se già non li ha distrutti, gli ideali romantici e positivistici, ideali fondati sull’impegno sociale, sui principi di uguaglianza e di solidarietà e, soprattutto, su una forte e salda coscienza morale. Gli stessi autori di questi personaggi avvertono pienamente la coscienza della crisi: D’Annunzio e Wilde sono accomunati da caratteristiche intellettuali e da comportamenti eccentrici e anticonformisti simili.

I modi eleganti, i raffinati paradossi con cui Wilde-Gray tentava di colmare il vuoto artistico dell’età vittoriana, fecero di lui il simbolo e l’idolo dell’avanguardia culturale, ma lo esposero anche alle vendette dell’aristocrazia londinese che, puntando sul perbenismo conservatore, lo fece incarcerare per oltraggio alla morale, per omosessualità, subendo così una pesante sconfitta.

Anche Dorian Gray, che termina la sua vita in modo drammatico — il conte Des Esseints il cui tentativo di provare nuove attrattive nella vita fallisce perché colpito da turbe mentali sempre più gravi — e Andrea Sperelli — che nonostante le numerose avventure frivole non riesce né a sostituire né a dimenticare la bella e misteriosa Elena Muti — sono in realtà degli sconfitti. Sono individualisti disfatti ed estenuati, e la loro volontà di affermazione altro non è che una velleità destinata alla sconfitta nell’impatto con il mondo.

Milano, 18 marzo 2004
© Copyright 2004 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net


«Eppure a volte non è amaro andare / nel teatro che è in me, di me deserto / ma con me capocomico impresario / spettatore che assonna / Ma intanto è dolce se ricordo di te / vive di colpo sulle assi / polverose del palcoscenico / se il frusciare dei panni mi ridesta / alle voci di allora»

Marco Vitale,
Invocazione del cammello



Novità in libreria...








AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z
PAROLE NUOVE

Chi decide della dignità di un nano?
Ovvero, la libertà di liberarsi da alcune libertà fondamentali

Un sano pragmatismo fondato sulla alleanza tra scienza laica e filosofia permea Il lancio del nano, accanto a una tenace, puntigliosa, divertita curiosità per quelli che sono i veri e falsi dilemmi e i paradossi della morale moderna. Le forze oscurantiste ostacolano la risoluzione di tali dilemmi. Armando Massarenti inquadra la diatriba fra una cultura arroccata sul giustificazionismo a-storico, e una cultura aperta alla comprensione del nostro tempo, alla complessità dei suoi problemi, alle sfide della scienza e del sapere filosofico, e soprattutto ai mutamenti che le trasformazioni sociali impongono ai codici etico-morali. (di Roberto Caracci)
La strada percorsa in mezzo alle parole
Un cammino per incontrare altre persone, più che per ritrovare se stessi
Intervista con Paolo Di Paolo, giovane letterato, concentrato sulla lettura, sulla scrittura, sui personaggi, sugli scrittori, sugli esseri umani che incontra, sulle esperienze personali, autore di Nuovi cieli, nuovissime carte e di due libri-intervista con Dacia Maraini e Antonio Debenedetti.

L'indagine dell'io
Una riflessione sull'ambiguità dell'animo umano

Ne “I falsi redentori”, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l'emozione profonda dell'io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (di Davide De Maglie)
L'energia delle città.
Percorsi e ipotesi di ricerca muovendo dal caso di Napoli
Da tempo, tra i temi evocati dalla storiografia ambientalista vi è il ruolo svolto dal sistema energetico e dalla straordinaria crescita urbana nell'indurre i cambiamenti degli assetti ambientali. La legge 9 gennaio 1991, n. 10, ha imposto ai comuni con oltre 50.000 abitanti di predisporre un piano energetico comunale che prevede una specifica attenzione per l'uso delle fonti rinnovabili di energia. Napoli detiene un primato in termini di densità abitativa che la rende dipendente da un flusso di energia in entrata molto elevato e ne fa un caso emblematico nell'ambito del panorama nazionale. A partire dal caso di questa città, si sollevano dunque alcuni interrogativi e si presentano alcuni primi risultati di una ricerca sulla storia dei consumi di energia nelle città italiane in età contemporanea. (di Silvana Bartoletto)


ALTROVE

Madri e madri di madri
Voci materne nelle pagine di autrici italiane

La voce egoista e perentoria della signora Finizio, finemente descritta da Anna Maria Ortese; una voce allegra e canterina come quella che racconta, di sua madre, Natalia Ginzburg; la voce spezzata, dolente o ironica di Lalla Romano che narra il suo amore sbagliato; la voce «dal sapore tenero di gola e di saliva» di una madre perduta, voce vagheggiata e ricordata amaramente nell’ultimo disperato romanzo di Elsa Morante e poi la madre perduta del romanzo di Simona vinci. Madri della letteratura contemporanea che raccontano le madri, non solo le proprie, ma anche le madri degli altri, inventate, cioè scoperte, rinvenute nella realtà e quindi tanto più vive e vere. (A cura di Paolo Di Paolo)
(Morante, Ginzburg, Romano, Ortese, Rasy, Vinci).


L'onda
Due o tre cose su dove e come si legge poesia in Italia.
Editori, riviste, siti, associazioni. Alcuni punti di riferimento per chi si sta avvicinando all'agitato universo ispirato della musa Euterpe (di Antonio Fiori).

Dario Fo
Parole da masticare

L'emozione di ricevere il premio Nobel per la Letteratura nel 1997, accompagnato dalle polemiche e dalle manifestazioni di stima. E poi l'origine di una passione per le mille derive possibile della lingua, un uso della letteratura orale che ha accompagnato Dario Fo sin da bambino. (di Paolo Di Paolo)


L'amore che si autotradisce
«Una vita come protesta vissuta, come lento suicidio, come sciopero o martirio»
Dario Bellezza ha vissuto immerso nella vita, spendendo, anzi dilapidando poeticamente la sua vita, fitta di errori e di illuminazioni. In ciò, superbamente eroico, catastroficamente autodistruttivo. Resta la sua poesia, alta, sublime, "di un impegno immenso" (di Fabrizio Cavallaro)






http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 3 ago 2006

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy