l 10 dicembre del 1896, a San Remo, moriva Alfred Bernhard Nobel, ingegnere chimico di Stoccolma, che riuscì ad accumulare una grandissima fortuna grazie ad una geniale quanto devastante invenzione: la dinamite.
La scoperta dellingegnere svedese, come ben sappiamo, ebbe uno strepitoso utilizzo in campo bellico, e questo fece cadere Nobel in un forte stato depressivo.
Aperto il testamento però si venne a conoscenza che Nobel, per sdoganarsi dal terribile marchio al quale lavrebbe sottoposto la propria scoperta, aveva stabilito che la rendita della sua favolosa fortuna sarebbe stata devoluta al finanziamento di cinque premi. Tre di questi avrebbero ricompensato, ogni anno, le più grandi scoperte nel campo della fisica, della chimica e della medicina. Un altro sarebbe stato destinato a un letterato che con la sua opera avesse segnato profondamente il corso della cultura mondiale. Il quinto a un personaggio, o a un'organizzazione, che avesse operato in modo particolare per la pace nel mondo e per la fraternità dei popoli.
Pare che questa idea gli fosse venuta nell'incontrare, nel 1887, con la baronessa Bertha von Suttner, fondatrice della Società per gli Amici della Pace, che si adoperava attraverso congressi, conferenze e pubblicazioni a convincere i popoli a rinunciare per sempre alla guerra.
Nobel, nel suo testamento, stabilì anche le modalità con cui i Premi si sarebbero dovuti consegnare. I primi due, ovvero quelli per la fisica e la chimica, sono tuttora assegnati dallAccademia Reale Svedese delle Scienze, quello per la medicina dallIstituto Karolinska e quello per la letteratura dallAccademia Svedese.
La cerimonia si svolge a Stoccolma, nella Sala da Concerto dellAccademia Reale di Musica. Il quinto, quello per la pace, viene assegnato dal parlamento norvegese, ad Oslo. I Premi vengono consegnati annualmente, dal 1901, in data 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel.
Il Premio Nobel per la Letteratura, come già detto, viene assegnato dalla prestigiosa Accademia Svedese, fondata nel 1786, su esempio dellAcadémie Française, per volere di re Gustavo III. Questa è affiancata nel suo lavoro dal Comitato per il Nobel, un organismo appositamente costituito, composto da cinque membri dellAccademia che vengono eletti ogni tre anni.
Il percorso per giungere allassegnazione del Premio è lungo e dura allincirca tutto lanno. Comincia infatti il primo febbraio, giorno in cui devono essere raccolte le candidature (circa 350). Coloro che possono nominare i candidati sono: i membri delle accademie letterarie o società simili riconosciute, professori di letteratura e di lingue, precedenti Nobel laureati in letteratura e i presidenti delle società letterarie che sono rappresentative nel panorama culturale del rispettivo Paese dorigine.
Generalmente una candidatura dovrebbe essere accompagnata da una frase di motivazione, ma questa è una prassi consolidata, non un obbligo. Non ci si può auto-candidare al Premio Nobel.
Il primo lavoro è controllare e schedare le candidature. Se queste non provengono da fonti autorizzate, vengono accantonate. Successivamente il Comitato presenta una prima lista allAccademia, che deve dare lapprovazione sul suo operato. Dopo un lungo esame, in aprile, il Comitato presenta allAccademia una nuova lista di "papabili" Nobel, soggetta al più assoluto riserbo. Molti di coloro che vengono inizialmente candidati sono eliminati per diversi motivi. Alcuni sono autori di trattati scientifici che poco si accordano con lo spirito letterario del Premio, altri sono presentati per ragioni diverse da quelle richieste (politiche, ideologiche, nazionalistiche, ecc.) o possono essere autori di belles lettres ma non possedere le caratteristiche necessarie. Questa lista contiene allincirca 20 nominativi.
Quando lAccademia approva la seconda lista, la rinvia al Comitato, che sceglie da questa cinque candidati. LAccademia è libera di attuare cambiamenti o aggiunte. La lista definitiva deve essere approvata prima che i lavori vengano interrotti per le vacanze estive.
Durante lestate i membri dellAccademia leggono le opere dei cinque autori e prendono la loro decisione. Questi tornano a riunirsi a metà settembre e in ottobre viene eletto il Nobel. Per vincere il candidato deve ottenere almeno il cinquanta per cento più uno dei voti. Il vincitore riceve il premio, che consiste in 10 milioni di Corone svedesi (poco più di un milione di Euro), direttamente dal re di Svezia.
Diversi autori italiani hanno avuto lonore di ricevere il prestigioso Premio. Andando in senso cronologico inverso troviamo, nel 1997, il contestatissimo premio a Dario Fo, che lo vinse perché: «emula i buffoni del medioevo dileggiando le autorità e restituendo la dignità agli oppressi.»
Prima di lui il premiò andò a due poeti dellErmetismo. Nel 1975 lo vinse Eugenio Montale «per la sua distintiva poetica che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il segno di una prospettiva della vita senza illusioni».
Nel 1959 toccò a Salvatore Quasimodo «per la sua poesia lirica, che con classica passione esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi».
Bisogna andare indietro di venticinque anni, al 1934, per trovare Luigi Pirandello che vinse il Nobel «per il suo coraggioso e ingegnoso rinnovamento del panorama drammatico e scenico».
Lunica donna del nostro paese a vincere il Premio fu, nel 1926, Grazia Deledda «per i suoi scritti idealisticamente ispirati che con plastica chiarezza ritraggono la vita sulla sua isola nativa e perché tratta con profondità e comprensione i problemi umani in generale».
Il primo Nobel italiano per la letteratura risale al 1906. Venne assegnato a Giosuè Carducci «non solo in considerazione della sua profonda cultura e delle sue ricerche critiche, ma soprattutto come un tributo allenergia creativa, freschezza di stile e forza lirica che caratterizza i suoi capolavori poetici».
«Fai bene a dire tenere invece di avere. Avere é presuntuoso, invece tenere lo sa che oggi tiene e domani chi sa se tiene ancora. Tieniti la penna per ricordo».
«Laria che la sbatt nel nient di omm»Appunti su Aria de la memoria, Poesie scelte 1973-2002Laccostamento simbolico tra la mobilità dellaria e quella del tempo dona, da una parte, alla poesia di Franco Loi che nel dialetto trova quella flessibilità che manca alle lingue nazionali del monopolio un tocco costante di struggente dolorosa ebbrezza; dallaltra la felicità di collocarsi al centro del mutamento delle cose. Il compito che si è dato è quello di ascoltare, adattandovi il proprio orecchio, il gran ritmo danzante delluniverso, e cercare di tradurlo. Così nasce la gamma polimorfica e complessa di differenti registri linguistici che caratterizza la sua poesia, in cui campeggia la tematica della memoria e del ricordo (di Roberto Caracci).
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