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LE ANTOLOGIE POETICHE E I SAGGI DI POESIA. UNO SFORZO SERIO PER FAR LUCE SU UNA REALTA' DIFFICILE
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Non sappiamo se deambula... Ha gambe e piedi per muoversi e si muove, ma restando pure lì dov'era, in origine, ad accogliere ospiti giovani e vecchi, e la discendenza infinita, fino ai nostri giorni. Tutti siamo stati in lei: distratti, spesso, al mattino, dentro un'aula, o appassionati, la notte, da soli, in una stanza. Entrando e uscendo il tempo necessario a visitarla, giudicarla, a trarre da Lei qualcosa; o restandovi dentro per sempre, legandoci in modo indissolubile. O come cavallo acheo che, come a Troia, le si insinua dentro per combatterla, astutamente. L'abbiamo trovata misera e sontuosa, debole e forte, solare e notturna, schietta e oscura, memorabile o appena dignitosa. Una questione soggettiva e percettiva che, vorremmo dire, non sappiamo quanto conti, in fondo... ...Ma così non è. Perché si fondono nella Poesia anche le parole e i sentimenti su la Poesia, in modo naturale e causale, a volte, o deliberato e insistito. Una comunità ampia la circonda e la pervade, allettandola o ferendola, nutrendola o coartandola: imponendole nomi e direzioni, sorrisi e musi, indifferenza; indicandole i pezzi da dismettere, di sè, da rinnegare, da sopprimere. Questa sei tu, ... quest'altra, invece, non t'appartiene... Mentre altri pezzi, timidi o impazienti, attendono fuori di essere accolti, per glorificarsi, in Lei.
Creatura imperscrutabile, la Poesia, non ha certezze e non ne dà. E come non è certo l'oblio, s'è già detto, parimenti, non si assicurano onori al poeta meritevole (sedicente, o reputato tale da un suo clan adorante). Galantuomo non sarà il tempo, che nulla può senza l'agire umano, ma un destino non scritto in alcun luogo, pronto a inverarsi e a capovolgersi in qualunque istante. Solo ipotesi, dunque, nessuna garanzia. Ma con delle possibilità - mai parlare di probabilità! - che crescono o scemano a seconda dei casi. Un modo diverso per dire di credere in noi stessi, e nel nostro sforzo creativo (il termine successo non ci piace?), cosÏ come alla necessità di valorizzare al meglio il risultato ottenuto, finanche demandando ad altri questo compito. Percorso nient'affatto obbligato, comunque, puramente eventuale, quello che seguirebbe l'opera ultimata, ma che potrebbe, forse, giovarle: quanti più la conoscono, inutile dire, potranno apprezzarla dentro o fuori i confini nazionali, nell'ottica di riconoscimenti prestigiosi: il massimo, magari, in terra di Svezia. Ma il destino di un autore, sappiamo, va oltre l'intenzionalità delle azioni - sue e dei suoi sostenitori - preordinate a valorizzarne l'opera. La Poesia, in quanto musa, è personalità libera, incoercibile, imprevedibile; che agisce secondo una ragione e dei sentimenti, al di là delle nostre attese. La storia della letteratura lo conferma, con le cicliche rivalutazioni: pensiamo ai casi di Giorgio Caproni, Bartolo Cattafi, Umberto Saba, meno lontani, ora, dalle note cuspidi novecentesche. Senza esaltazioni o scoramenti, non sarebbe forse meglio, allora, limitarsi a tenere viva la piccola fiamma che scalda e illumina il lavoro quotidiano, in modo autentico quanto scanzonato, che tutto mette in gioco, e in conto, compresa la marginalità, l'infinitesimalità probabile, l'incomprensione da parte della comunità letteraria? Una passione vera non deve, forse, trovare in se stessa la sua ragion d'essere, e cioè nella pratica umile (sia che si tratti di scrittura, di lettura, di studio, di traduzione), indipendentemente dalle attese e dai giudizi esterni, pur utili e incoraggianti? Se ciò può sembrare che attenui l'energia e la motivazione necessaria a promuovere al meglio il proprio lavoro, si consideri, però, che conterrebbe attenuerebbe anche - o eviterebbe - delusioni e frustrazioni pericolose, che generano ansie e sentimenti talvolta poco coerenti col magistero poetico... *****
Con serenità, dunque, il molto probabile e generale oblio, con la considerazione che se è vero che nessuno si è fatto da solo è anche vero che qualcosa di noi, sempre, comunque, resta, tenue o forte, dichiarato o sotteso, nella memoria che resiste e si perpetua, in altra vita. Milano, 18 gennaio 2006
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