John Reinhard Weguelin
Lesbia
(1878)
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utto ciò che resta del grande patrimonio poetico greco che copre l'arco dal VII al VI secolo avanti Cristo, rivela un intenso universo di canti erotici e conviviali. Dai giambi di Archiloco, («Anfanando suggeva curva, come/ Traci e Frigi la birra dalle cannule.») ai versi di Saffo riportati sopra, ad Alceo («... Nei guadi, sciami di fanciulle./ Dolci mani carezzano le cosce,/ tenere le carni: come un olio l'acqua/ divina.»), nei Lirici Greci troviamo la prima vera forma di poesia personale, dove l'esperienza intima, l'emozione, diventano il nutrimento indispensabile per la ricreazione ideale o cruda della realtà. («e quella vulva zuppa...» Archiloco)
Presente già nei carmina convivalia con la lira che scandiva il metro, l'eros nella letteratura latina si afferma solo nel II sec. a.C., quando i Romani, dopo le guerre in Oriente e in Grecia, riprovano ad esprimere i moti dell'io. Già Quinto Lutazio Càtulo (ca. 150-87 a.C.) autore di un epigramma erotico, («Mi ero fermato a salutare Aurora nascente,/ quando a sinistra si levò dimprovviso Roscio./ Mi sia lecito dire così, o celesti, con buona pace vostra: anche se mortale, mi è parso più bello di un dio.» ) dà vita ad un circolo letterario i cui poeti sviluppano argomenti e forme della poesia ellenistica, rifacendosi soprattutto a Callimaco, il poeta alessandrino, («I doni ad Afrodite/ Simo, la molto nota, pose,/ il suo ritratto e la mitria/ che baciava il seno ed il Pan/ e quello che tu stesso vedi
Disgraziata, che audacia!») e anticipano i neoteroi (poeti nuovi), scrittori colti, consapevolmente indirizzati a riprodurre nei metri e nei temi i grandi modelli della poesia alessandrina e dei lirici greci. Ma è Catullo che lega la lirica latina al mondo dei sensi e della passione, e toglie la poesia erotica dalla leggerezza dei carmina convivalia, mettendo al centro un rapporto reale, con il suo carico di osservazione del vero.
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e i mugugni dei vecchi moralisti
tutti insieme non stimiamoli un soldo.
Circa nel 50 a.C. saranno soprattutto Tibullo e Properzio a scrivere ad arte della passione. La loro esperienza sentimentale, la dedizione alla donna, la fedeltà e la disillusione che a volte la realtà sottintende, diventano nella scrittura valore letterario, quasi dottrinale.
Successivamente, nelle poesie erotiche di Ovidio, si comincia a percepire già il ruolo passivo della donna nonostante nelle città formalmente sia ancora "domina", e si esalta l'innamoramento passionale, avventuroso, pronto ad essere sostituito: il gioco del maschio conduce ad Eros.
Salirò sulla palma,
coglierò i grappoli di datteri;
mi siano i tuoi seni come grappoli d'uva
e il profumo del tuo respiro come di pomi
Giulio Romano 1527-1530
Amore and Psiche: "Sala di Psiche"
Palazzo Te, Mantova,
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La forma poetica erotica antica, in molte delle sue strofe, a volte propone interpretazioni della vita umana opposte. E è il caso del Cantico dei cantici, nella cui struttura convivono la devozione a Dio, lamore passionale e la sensualità più carnale. La strada da percorrere nella lettura è una facoltà che il poeta concede in libero arbitrio al lettore: ma la sacralità che il testo diffonde è sopra le parti, appartiene al divino e all'umano.
Nella produzione poetica medioevale, gli autori si fanno ancora più attenti a celare loggetto del loro scrivere: ma il loro desiderio, lardore, rivestono i loro versi di tutta la sensualità umana. E mistica ed erotica ancora una volta si fondono nel loro necessario unicum.
Scorrono i nomi di Boccaccio, Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Onesto da Bologna, i Siciliani, Sennuccio del Bene e Franceschino degli Albrizzi. Lo stesso Dante e le sue terzine, versi che suggellano il tema della Commedia nellamore («A l'alta fantasia qui mancò possa; / ma già volgeva il mio disio e 'l velle,/ sì come rota ch'igualmente è mossa, / lamor che move il sole e l'altre stelle.») stigmatizza le ragioni dellanima nelle emozioni che si fanno corpo.
Fottiamci, anima mia, fottiamci presto
perché tutti per fotter nati siamo.
Nel VI secolo, ecco lavventuriero della penna Pietro lAretino, che compone i Sonetti lussuriosi ispirandosi alle tavole pornografiche di Marcantonio Raimondi sui disegni di Giulio Romano.
Gustav Klimt
Danae
(c.1807)
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Il suo stile immediato e fresco, la sua esuberanza fantastica e verbale così aderenti alla realtà materiale, lo rendono simpatico ai romantici. Il linguaggio è semplice e schietto, incide le cose che vuole ritrarre, non indugia nelle metafore. Leros è ciò che si fa, che si vede, empirico.
Dallinvenzione della scrittura in Mesopotamia ai frammenti antichi dei Lirici Greci, dai testi medievali a tutti i versi che arrivano e si scrivono ai giorni nostri, la poesia erotica esprime evolversi di stili e tecnica, rivoluzioni sociali e morali, tendenze culturali e filosofiche. Come dire che nella poesia erotica spesso si concentra un sentire profondo che racconta dellanima esaminando la bellezza di ciò che la contiene.
Milano, 20 giugno 2006
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