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LA POESIA EROTICA RACCONTA DELL'ANIMA ESAMINANDO LA BELLEZZA DI CIÒ CHE LA CONTIENE |
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Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo, Circa nel 50 a.C. saranno soprattutto Tibullo e Properzio a scrivere ad arte della passione. La loro esperienza sentimentale, la dedizione alla donna, la fedeltà e la disillusione che a volte la realtà sottintende, diventano nella scrittura valore letterario, quasi dottrinale. Successivamente, nelle poesie erotiche di Ovidio, si comincia a percepire già il ruolo passivo della donna nonostante nelle città formalmente sia ancora "domina", e si esalta l'innamoramento passionale, avventuroso, pronto ad essere sostituito: il gioco del maschio conduce ad Eros. Salirò sulla palma,
Nella produzione poetica medioevale, gli autori si fanno ancora più attenti a celare loggetto del loro scrivere: ma il loro desiderio, lardore, rivestono i loro versi di tutta la sensualità umana. E mistica ed erotica ancora una volta si fondono nel loro necessario unicum. Scorrono i nomi di Boccaccio, Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti, Onesto da Bologna, i Siciliani, Sennuccio del Bene e Franceschino degli Albrizzi. Lo stesso Dante e le sue terzine, versi che suggellano il tema della Commedia nellamore («A l'alta fantasia qui mancò possa; / ma già volgeva il mio disio e 'l velle,/ sì come rota ch'igualmente è mossa, / lamor che move il sole e l'altre stelle.») stigmatizza le ragioni dellanima nelle emozioni che si fanno corpo. Fottiamci, anima mia, fottiamci presto Nel VI secolo, ecco lavventuriero della penna Pietro lAretino, che compone i Sonetti lussuriosi ispirandosi alle tavole pornografiche di Marcantonio Raimondi sui disegni di Giulio Romano.
Dallinvenzione della scrittura in Mesopotamia ai frammenti antichi dei Lirici Greci, dai testi medievali a tutti i versi che arrivano e si scrivono ai giorni nostri, la poesia erotica esprime evolversi di stili e tecnica, rivoluzioni sociali e morali, tendenze culturali e filosofiche. Come dire che nella poesia erotica spesso si concentra un sentire profondo che racconta dellanima esaminando la bellezza di ciò che la contiene. Milano, 20 giugno 2006
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Una riflessione sull'ambiguità dell'animo umano Ne I falsi redentori, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l'emozione profonda dell'io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (di Davide De Maglie) |
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