| NARRATIVA | POESIA | SAGGISTICA | DOSSIER | INTERVISTE |
LA STRAORDINARIA RICCHEZZA TEMATICA E LA GENESI EDITORIALE UNICA DI HORCYNUS ORCA, IL POEMA EPICO MODERNO DI STEFANO DARRIGO |
|
|
|
|||
| FORUM | CONTRIBUTI | RIVISTA | |
|
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Nel frattempo DArrigo rivede ulteriormente il romanzo da consegnare per contratto a Mondadori in tempi brevi. Il titolo provvisorio, come si apprende dal carteggio, è ora I fatti della fera, e il dattiloscritto definitivo (1305 cartelle) viene finalmente mandato alleditore nel settembre 1961. Sembra fatta, perché subito dopo la casa editrice manda a DArrigo le bozze, che per contratto devono essere corrette in un mese circa, e DArrigo è così sicuro di farcela che rifiuta laiuto di alcuni collaboratori di Mondadori, come Niccolò Gallo e Walter Pedullà, i quali avevano trascorso qualche pomeriggio con lui per effettuare una lettura comune, e promette che in massimo quindici giorni avrebbe restituito le bozze corrette. Comè noto, ci metterà quasi quindici anni, e il libro uscirà finalmente nel 1975 con una mole poco meno che doppia e con un altro titolo ancora, questa volta quello definitivo: Horcynus Orca.
Ma cosa fece DArrigo alle bozze in tutto questo tempo, nel corso del quale esse viaggiavano a pezzi avanti e indietro tra casa sua e la Mondadori e venivano modificate di continuo? Da quando, nel 2000, la Rizzoli ha pubblicato il dattiloscritto del 1961 col titolo I fatti della fera (nellambito del piano di una riedizione delle opere di DArrigo a cura di Walter Pedullà), è possibile farsi unidea precisa dellimmane lavoro (che gli costò la salute) di revisione stilistica e linguistica, integrazione e ampliamento operato da DArrigo sulla bozza. Rispetto al dattiloscritto originario, Horcynus Orca, come detto, si presenta molto accresciuto (dei due terzi circa). Questo allungamento, però, non è dovuto tanto allaggiunta di nuovi episodi alla trama principale (anzi, ce ne sono due in meno, e non di poco conto: cfr. I fatti della fera, pp. 49-50 e 573-575 rispettivamente con le pp. 74 e 774 di Horcynus Orca), perché la fabula e lintreccio sono in massima parte identici nelle due versioni.
Che cosè cambiato allora? I primi nove decimi circa dei Fatti (602 pagg. su 660) risultano diluiti e accresciuti di oltre 200 pagine in Horcynus (per lesattezza 226), e questo ampliamento è dovuto a una riscrittura di gran parte del testo in una lingua e in uno stile più uniformi, nonché a un accrescimento di quasi tutti gli episodi principali e di quasi tutte le digressioni narrative. Nelledizione di Horcynus del 2003, alla pagina 602 de I fatti corrisponde la pagina 828 (limpaginazione è identica e comprende 44 righe per pagina), ma a questo punto cè il grande innesto di 165 pagine, il famoso ed estremamente complesso monologo delirante del protagonista sullo sperone davanti allOrca morente (cui DArrigo lavorò soprattutto tra il 1968 e il 1972), dove il tempo interiore sembra uneternità rispetto ai pochi minuti del tempo esteriore trascorso nel racconto. Le restanti 89 pagine di Horcynus risultano, infine, molto simili alle corrispondenti 58 pagine de I fatti, cui si riagganciano (con qualche aggiunta che allude a quanto accaduto nel monologo) nello stesso punto in cui il dattiloscritto era stato lasciato e quasi con le medesime parole.
La pubblicazione del romanzo nel 1975, tuttavia, non ha interrotto il labor limae di DArrigo, il quale è tornato sul testo fino alla morte con ulteriori modifiche, seppur lievi, tantè vero che la riedizione del 2003 reca nellaletta di copertina la dicitura nuova edizione con le ultime inedite correzioni dautore.
Per saperne di più sulla vicenda, rimandiamo a Horcynus Orca nella sezione delle Opere. Ai fini di questa analisi, basti sapere che la trama del romanzo si dipana in un periodo di otto giorni. Tempo sufficiente perché il protagonista ritorni al suo paese natale, faccia la conoscenza di personaggi tutt'altro che ordinari e muoia a causa dell'Orca. La brevità della fabula non corrisponde però al turbinio di pagine scritte nello stile unico di Stefano D'Arrigo, inventore quasi di una nuova lingua, caratterizzata dalla compresenza di discorso diretto e indiretto libero, dialetto, italiano comune, italiano letterario e neologismi.
A cura della Redazione Virtuale
Milano, 28 gennaio 2004
© Copyright 2004 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net
Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
|
| | | | | | |
I quesiti
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
«Ma il pericolo che corro è che il contenuto di t1 dell'istante universo t1, sia talmente più interessante, talmente più ricco di t0 in emozioni e sorprese non so se trionfali o rovinose, che io sia tentato di dedicarmi tutto a t1 , voltando le spalle a t0, dimenticandomi che sono passato a t1 solo per informarmi meglio su t0.»
(Italo Calvino, Ti con zero) |
| AUTORI A-Z | ||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
| OPERE A-Z | ||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PAROLE NUOVE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ovvero, la libertà di liberarsi da alcune libertà fondamentali Un sano pragmatismo fondato sulla alleanza tra scienza laica e filosofia permea Il lancio del nano, accanto a una tenace, puntigliosa, divertita curiosità per quelli che sono i veri e falsi dilemmi e i paradossi della morale moderna. Le forze oscurantiste ostacolano la risoluzione di tali dilemmi. Armando Massarenti inquadra la diatriba fra una cultura arroccata sul giustificazionismo a-storico, e una cultura aperta alla comprensione del nostro tempo, alla complessità dei suoi problemi, alle sfide della scienza e del sapere filosofico, e soprattutto ai mutamenti che le trasformazioni sociali impongono ai codici etico-morali. (di Roberto Caracci)
Un cammino per incontrare altre persone, più che per ritrovare se stessi Intervista con Paolo Di Paolo, giovane letterato, concentrato sulla lettura, sulla scrittura, sui personaggi, sugli scrittori, sugli esseri umani che incontra, sulle esperienze personali, autore di Nuovi cieli, nuovissime carte e di due libri-intervista con Dacia Maraini e Antonio Debenedetti. |
Una riflessione sull'ambiguità dell'animo umano Ne I falsi redentori, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l'emozione profonda dell'io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (di Davide De Maglie)
Percorsi e ipotesi di ricerca muovendo dal caso di Napoli Da tempo, tra i temi evocati dalla storiografia ambientalista vi è il ruolo svolto dal sistema energetico e dalla straordinaria crescita urbana nell'indurre i cambiamenti degli assetti ambientali. La legge 9 gennaio 1991, n. 10, ha imposto ai comuni con oltre 50.000 abitanti di predisporre un piano energetico comunale che prevede una specifica attenzione per l'uso delle fonti rinnovabili di energia. Napoli detiene un primato in termini di densità abitativa che la rende dipendente da un flusso di energia in entrata molto elevato e ne fa un caso emblematico nell'ambito del panorama nazionale. A partire dal caso di questa città, si sollevano dunque alcuni interrogativi e si presentano alcuni primi risultati di una ricerca sulla storia dei consumi di energia nelle città italiane in età contemporanea. (di Silvana Bartoletto) |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| ALTROVE | |||||
|
|
|||||
Immagini dal mondo rovesciato Quale spazio rimane, nel XXI secolo allutopia? Nel mondo al tempo di George.W.Bush, Silvio Berlusconi, Ariel Sharon e Valerij Putin, ha ancora senso parlare di un Mondo Ideale, da costruire insieme e in cui insieme convivere in perfetta armonia? Un pugno di opere del Novecento letterario italiano che hanno contribuito a tenere viva la tradizione utopica su cui ci piace pensare che la cultura europea abbia fondato la propria diversità. (Asor Rosa, Buzzati, Calvino, Magris, Morselli, Rorty, Savinio, Sciascia, Wolf...)
I meccanismi che regolano il processo di selezione dell'Accademia svedese per l'assegnazione del premio dedicato al chimico svedese, noto per l'invenzione della dinamite e per l'onorificenza che porta il suo nome e che egli stesso dedicò al benessere dell umanità (a cura di Diego Farina) |
![]() |
||||
![]() |