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VIAGGIO NEL MONDO DI THOMAS MANN- LA MORTE E' ANTAGONISTA DELLA VITA |
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Sono questi i binomi fondamentali che stanno alla radice della vicenda culturale di Mann e che si possono riassumere con le parole di Cremonte «da un lato la nostalgia per una borghesia che è per lui sinonimo di vita semplice, chiara, dignitosa; dallaltro il fascino decadente per tutto ciò che è disordinata e morbosa avventura spirituale. Il dissidio può assumere atteggiamenti diversi, ma resta sostanzialmente identico» (Lelio Cremonte, I motivi artistici. LAmbiguità manniana) Per Cremonte lambiguità manniana consiste nella mancanza di soluzione ai problemi che egli pone: se questo è vero, altrettanto vero è che Mann trasfonde nei suoi scritti, volgendola al positivo, la crisi del romanzo moderno, traducendo in simboli tutta la complessità del reale. Se i personaggi sono poveri, carenti di individualità precisa, ciò è proprio perché essi sono simboli di idee, e i rapporti che si creano tra luno e laltro, fra tutti loro e la società, è proprio il mondo delle idee, complesso, vario e sempre meno precisabile.
Appare dunque spesso ambiguo. Ambiguo e contorto e a volte pesa sul tutto la sua robusta erudizione, fatta di musica e medicina, scienza e letteratura, così come pesa il suo sofferente essere tedesco. Non vediamo infatti, forse, in Mann la sofferenza del cittadino tedesco per gli orrori e i crimini di cui si è macchiato il suo popolo? Ritengo fra gli altri ci sia anche, e forse soprattutto, questo profondo contrasto: lamore per il suo popolo, per la sua cultura che lo porta a difenderne ogni aspetto e ogni tipicità, cadendo molto spesso nellambiguo in senso negativo, nel sofistico vedere sempre il lato opposto di ogni teoria, in un moltiplicarsi cervellotico e snervante di particelle di pensiero; ed il rancore violento per i tedeschi che hanno distrutto la propria immagine nel mondo, capovolgendo il messaggio dei loro grandi uomini ed estorcendone gratuitamente la possibilità di creare falsi miti di presunta superiorità, come quello delle «bestie belle e bionde». Ogni essere umano è determinato dal suo gruppo etnico di appartenenza, ma anche da un patrimonio genetico e lesistenza di Thomas Mann è la sintesi di due nature opposte: quella paterna un borghese protestante tedesco e quella materna una brasiliana dal temperamento fantastico e musicale sintesi che generò un artista borghese, destinato a soffrirne le più intime contraddizioni. Nella lettera che Tonio Kroger invia allamica Lisaveta Ivanovna dal gelido Nord, si delinea nettamente il dualismo derivante dalla diversità etnica dei genitori di Mann stesso. «Mio padre, sapete, era un temperamento nordico; riflessivo, scrupoloso, puritanescamente diritto e incline alla malinconia; mia madre, invece, lindefinito sangue esotico, bella, sensuale, spontanea, a un tempo indolente e appassionata, spensieratamente impulsiva. Senza alcun dubbio era questa una mescolanza che racchiudeva in sé straordinarie possibilità e straordinari pericoli. Ed ecco che cosa ne risultò: un borghese sviatosi nellarte, un bohemien pieno di nostalgie per la buona educazione, un artista con rimorsi di coscienza. Perché appunto la mia coscienza borghese è quella che in tutto ciò che è arte, genio ed eccezione mi fa scorgere alcunché di profondamente ambiguo, profondamente dubbio, profondamente sospetto, è essa che mi riempie di quellamorosa debolezza per il semplice, per il candido, per il piacevolmente normale, insomma per lantigenialità e la costumatezza». ( Thomas Mann, Tonio Kroger). Per comprendere, o tentare di comprendere, la complessa vicenda di Thomas Mann, è necessario tenere presenti le antinomie da cui egli deriva e attraverso cui egli si forma, nel tentativo di cercare il loro punto dincontro e quindi la loro filosofica umana giustificazione. (1/4 continua» 2/4)
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«Non potrà assumere alcuna autentica autorità chi parla-decide solo a proprio nome; parlare a proprio nome, infatti, non è che rivelarsi senza-nome, poiché il nome, sempre, ci viene dato: Noi siamo chiamati per nome.»
Massimo Cacciari, Arcipelago |
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Verso una Farnesina abitata dalla cultura italiana contemporanea Pochi sanno che la Farnesina, sede del Ministero degli Esteri, da un decennio abbondante arreda i propri ambienti di rappresentanza con esempi significativi dell'Arte contemporanea italiana, secondo una formula geniale ed economica che permette di ospitarli a rotazioni nei propri spazi espositivi. (di Ugo Colombo Sacco di Albiano)
(che ogni scrittore dovrebbe sentire) Raffaele La Capria indaga un aspetto dellesistenza umana oggi abbastanza trascurato: linteriorità. L'amorosa inchiesta, romanzo epistolare e autobiografico, è un tentativo di conoscere la realtà attraverso lio dei sentimenti, contrapposto a quello delle idee. L'autore ne discute con Paolo Di Paolo |
Una riflessione sull'ambiguità dell'animo umano Ne I falsi redentori, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l'emozione profonda dell'io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (di Davide De Maglie)
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