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MORTE DI PIER PAOLO PASOLINI E DI MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO
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Il luogo. «Moravia ha detto che, al primo vederlo, ha riconosciuto quel luogo come lo avesse già visto altre volte: Infatti Pasolini lo aveva già descritto sia nei suoi due romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta, sia nel suo primo film Accattone"» (Siciliano, Vita di Pasolini, Rizzoli 1978). La scena finale di Uccellacci e uccellini, poi, premonisce di questo epilogo violento in maniera addirittura agghiacciante. Il personaggio. «Prima di tutto tu sei e devi essere molto carino. Magari non in senso convenzionale. Puoi anche essere un po minuto e addirittura un anche po miserello di corporatura, puoi avere nei lineamenti il marchio che, in là negli anni, ti renderà fatalmente una maschera» (Lettere luterane). Dalla ricostruzione del delitto emerge chiaramente che Pasolini, tra tanti ragazzi disponibili in attesa in Piazza Esedra, senza esitare si sia rivolto solo al soggetto che fatalmente ne decretò la fine, seguendo un modello estetico ricorrente, ossessivo. Pelosi, così si chiamava il ragazzo che si assunse la responsabilità del delitto, in realtà coprì le persone che lo avrebbero realmente perpetrato, rimaste nellombra, nonostante i sospetti, per linefficienza, reale o indotta, dellautorità inquirente. Quando uscì, dopo quasi trent'anni di galera, negò tutto. Erano stati tre balordi che parlavano «con un accento del Sud» (intervista a Franca Leosini per Le ombre del giallo, su Rai 3 l'11 gennaio 2005 alle 23,20). Cinque anni prima (1970), Cesare Garboli, in un ricordo di Roberto Longhi, in occasione della scomparsa dello storico dellarte, maestro di Pasolini, per primo rilevava: «Testi alla mano si direbbe che Pasolini lavorasse allora [negli anni 50] non allo specchio del Caravaggio, ma del Caravaggio "romano" quello dei bacchi rifatti su torbidi e assonnati garzoni dosteria...».
Entrambi gli artisti discesero a Roma dal Nord, in concomitanza di un Giubileo (1600, 1950) e in un momento di transizione: «Caravaggio [...] ultimo straordinario classico della tradizione[...]; Pasolini poeta novecentesco con il sentimento dellantico e il senso tragico della modernità», recalcitrante testimone della trasformazione della lingua italiana. (Gabriella Sica, L'artista e la croce. Caravaggio e Pasolini. in Sia dato credito allinvisibile.Prose e saggi, Marsilio, 2000) Entrambi omosessuali, contraccambiarono le lusinghe dei potenti con lo sdegno e con lo scherno. Vissero spregiudicatamente, furono coinvolti in inchieste giudiziarie devastanti, provocarono lodio feroce dei nemici e misero a dura prova la benevolenza dei protettori. Nel finale, tragico, i loro corpi giacquero su un litorale solitario.
Scrive Siciliano, in visita al luogo del delitto: «La donna guardando con due occhietti ispidi e solleciti, diceva adesso a noi «Siete venuti per lui?». E indicò la panchina. «Come gridava quella notte. Mamma, mamma: mammazzano. Gridava così: poveraccio». Milano, 21 novembre 2000
(Bufalino, Calvino, D'Annunzio, Leopardi, Merini, Moravia, Parise, Vinci...) Giorgio Bassani, la Germania e l'Europa |
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«Sotto tanto sole
nella barca ristretta il brivido di sentire contro le mie ginocchia la nudità pura dun fanciullo e lebbro strazio di covare nel sangue quello chegli non sa.» (Antonia Pozzi, Innocenza, 28 giugno 1929 in Parole) |
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