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Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici

Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)



«C'è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro, m'intendi? uguale al loro, va perduto, tutto servirà se non a liberare noi, a liberare i nostri figli, a costruire un'umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L'altra è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori, perduti e inutili anche se vincessero, perché non fanno storia, non servono a liberare ma a ripetere e perpetuare quel furore e quell'odio, finché dopo altri venti o cento o mille anni si tornerebbe così, noi e loro, a combattere con lo stesso odio anonimo negli occhi e pur sempre, forse senza saperlo, noi nel redimercene, loro per restarne schiavi. Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali.»

(Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno).

«Il soggiorno in questo piccolo paese, il contatto con la gente primitiva, l'incontro con questa ragazza mi riconducono a me stesso, quale ero quindici anni fa. In questa bellissima Cristina ritrovo molti tratti della mia adolescenza, quasi, direi, un ritratto di me stesso, certo un ritratto abbellito e idealizzato, una versione femminile, ma in sostanza, uno specchio di quello che allora anch'io sentivo e pensavo: la stessa infatuazione d'assoluto, lo stesso ripudio dei compromessi e delle finzioni della vita ordinaria, anche la stessa disponibilità al sacrificio.»

(Ignazio Silone, Vino e pane)

Per una nuova etica dello sviluppo
Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani
Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti. (di Vittoria Polidori)
Il lancio del nano
Da un libro di successo, un progetto formativo per imparare la filosofia divertendosi
1. la filosofia è mescolata a ogni fatto della vita e 2. può essere vissuta in qualche modo come un gioco. Se questi due concetti entrassero nella mente dei ragazzi, diverrebbe più facile per loro comprendere anche Kant. E' nato un progetto per la promozione della Pratica Filosofica nel triennio delle scuole medie superiori, all'interno del quale il sito di ItaliaLibri ricopre un ruolo di collegamento tra i docenti che vi partecipano e gli studenti ma anche tutte le persone che si sentono stimolate a condividere un'opinione.
La collezione della cultura
(Cultura delle collezioni)

La Galleria degli Uffizi ospita una delle maggiori raccolte d'arte del mondo: il Rinascimento di Masaccio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, e Botticelli, Perugino, Pollaiolo, Tiziano. Il Rinascimento nel Rinascimento. Basta affacciarsi alle sue grandiose finestre per ammirare Palazzo Pitti, la cupola di Santa Maria del Fiore, Forte Belvedere. (di Elena Marocchi)
Il dolore di quella ferita

(che ogni scrittore dovrebbe sentire)
Raffaele La Capria indaga un aspetto dell’esistenza umana oggi abbastanza trascurato: l’interiorità. L'amorosa inchiesta, romanzo epistolare e autobiografico, è un tentativo di conoscere la realtà attraverso l’io dei sentimenti, contrapposto a quello delle idee. L'autore ne discute con Paolo Di Paolo
Il dolore del vivere
(Da assaporare fino all'ultima stilla)

La poesia di Camillo Sbarbaro fa da spartiacque fra la poesia del primo Ottocento e quella della prima rivoluzione industriale. L'atonia vitale, la pietrificazione interiore dell'individuo che assiste da spettatore inerte alla vita, la frantumazione della propria identità nei rapporti con il mondo esterno, sono la misura del disagio che l'uomo Sbarbaro avverte nei confronti di un'esistenza che subisce, volendola vivere nondimeno con avidità. (di Anna Maria Bonfiglio)
Primo Levi (1919-1987)
Secondo decennale della scomparsa

Lo scrittore era nato a Torino. Deportato ad Auschwitz riuscì a sopravvivere, fatto di cui non seppe darsi pace. Se questo è un uomo, La Tregua, Se non ora quando?, sono alcuni dei suoi libri che ci trasmettono inossidata la testimonianza più aggiacciante e vivida dell'Olocausto ebraico.








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ALTROVE

Medaglia Nobel Letteratura
Scandaloso!
Nobel: Il potere di provocare controversia sembra essere un requisito importante se si aspira a ricevere l'ambita onorificenza.

Giosuè Carducci (1906) Grazia Deledda (1927), Luigi Pirandello (1934), Eugenio Montale (1975), Salvatore Quasimodo (1959), Dario Fo (1997). Un excursus sui vincitori italiani del Premio Nobel per la Letteratura.


Il Sacrificio Volontario
La scrittrice della “dialettica degli opposti”

Il più noto dei cinque romanzi di Karin Boye, Kallocaina, si distingue per la concezione della dittatura, che agisce come un qualcosa di interno all’animo del protagonista. Esponente di Clarté, cultrice dell'Ellade, non sopravviverà all'invasione nazista della Grecia (di Valeria Consoli).

© Guaitoli
Tiziano Terzani
Firenze 1938 - valle di Orsigna 2004

«Sono una voce, apparentemente di minoranza, una voce, fuori dal coro dell’odio, della rabbia meschina, dell’orgoglio mal riposto. Non mi sento un dissidente». Così aveva definito se stesso nell'intervista in cui discutevamo le sue posizioni, espresse nel libro che sintetizza la sua filosofia e il suo forte dissenso: Lettere contro la guerra. Era nato a Firenze. Sembrava l'unico con fegato sufficiente per contraddire la sua «innominabile concittadina». Anche per questo, senza retorica, possiamo dire che oggi ci sentiamo tutti un po' più soli.


La basilica di San Petronio a Bologna
Due luoghi monumentali a Bologna e a Roma ispirarono la vena poetica di Giosuè Carducci. Cominciamo dalla città turrita.

L’evoluzione della poesia di Carducci, coincide con le sue esperienze umane e culturali. Nelle Odi barbare si accostano temi come il mito della romanità, il senso religioso di una misteriosa presenza superiore. Che Carducci fosse rimasto affascinato dalla Basilica di San Petronio e avesse di questa architettura una grande ammirazione lo svelano i versi: «le torri i cui merli tant’ala di secolo lambe, / e del solenne tempio la solitaria cima. // Il cielo in freddo fulgore adamàntino brilla; / e l’aër come velo d’argento giace // su ’l fòro, lieve sfumando a torno le moli / che levò cupe il braccio clipeato de gli avi» (di Reno Bromuro)






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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 12 nov 2007
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