ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA

MARIO LUZI – OFFRIRE VERSI CON SIMPATIA - DE ANDRE' E LA POESIA - IL RUOLO DELLA SCUOLA

Intenational
Opere A-ZAutori A-ZArchivio
IntervisteMappe letterarieDossierContributiIle de France
Il lato oscuroScriversi addosso
RegistratiNotizie ItaliaLibri
Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

Nuove acquisizioniNovità in libreriaLa mia libreriaCalendario
Chi siamoRedazione Virtuale
Ufficio stampaLa posta di Dora
Progetto UGOLink






Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Interviste
Mario Luzi

La strada che porta i giovani alla poesia
(di Paolo Di Paolo)

Ufficio stampa
Mario Luzi
alla stanza accanto, una musica. Di un concerto trasmesso dalla televisione: ragazzi eccitati e urlanti sotto il palco di un vocalista acclamato, le sue parole a memoria. Canzoni che parlano soprattutto d’amore, di amori estivi che lasciano segni dolorosi, o moderne serenate piene di passione. In un orecchio queste canzoni, nell’altro la musica dei versi che stavo leggendo. I versi di Mario Luzi. Mi ha fatto una strana impressione pensare, ripensare a questo comune bisogno di poesia: da una parte quei giovani raccolti sotto il palco del loro divo, dall’altra me stesso, sulle pagine di Luzi. «Che mi riserva rivederti, amore, / quale viaggio t’hanno dato i venti?». Ripensando a quei versi che si trasformavano in musica, prendendo forma di canzone d’amore, ho chiesto proprio a Mario Luzi, una delle figure più importanti della poesia italiana del Novecento, da anni candidato al Premio Nobel, di parlarmi del rapporto che lega – o dovrebbe legare – i giovani alla poesia. E lui, dalla casa fiorentina di via Bellariva, con quella sua voce bassa e sottile, mi ha risposto così.

Bisogna fargliela conoscere, proporgliela, fargliela leggere, ai giovani, la poesia. Bisogna creare occasioni di scoperta e di novità. Non si può dire che, soprattutto in questi ultimi anni, non lo si faccia. Ma l’esito è comunque incerto.

D. Non è forse dalla scuola che bisognerebbe partire?

Sì, la scuola dovrebbe andare in questa direzione perché possa rappresentare il momento più importante, il momento fondamentale nella ‘iniziazione’ dei giovani alla letteratura. La poesia deve però essere presentata in maniera accattivante, in maniera simpatica, direi. Insomma bisogna saper farla amare. E non tutti gli insegnanti ci riescono

D. Eppure a volte sembra che i giovani mostrino un inconsapevole bisogno di poesia. Lo rivela il loro avvicinamento alle canzoni. Forse le parole dei cantanti hanno sostituito, nell’immaginario giovanile, quelle dei poeti?

È un sospetto e anche un indizio verosimile. Spesso il poetico di una canzone fa pensare di essere a contatto con la poesia, che è però un’altra cosa, non certo in conflitto. Questo è un tema che si è molto discusso. Io ho avuto un ripensamento su questa differenza tra poesia e canzone, non necessariamente incolmabile, riguardo a De André. Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. Una cosa non avrebbe senso senza l’altra: né la musica senza le parole, né le parole senza la musica. In questa sua realtà di chansonnier raggiunge delle invenzioni che possono essere considerate realmente interessanti ed eloquenti.

D. E lei come ha scoperto la poesia? Su un banco di scuola?

Sì, mi ricordo che nei miei anni di scuola avevo un libro, un’antologia di poeti del primo Novecento. I professori in classe non ce le hanno mai fatte leggere, anche perché non erano preparati. L’ho scoperto da me, innamorandomene. Credo che quel vecchio libro di scuola sia stato fondamentale per il mio avvicinamento alla poesia. Ecco, questo tipo di ‘incontri’ non possono essere pianificati. Sono avventure del singolo, di uno studente, che so, di un lettore per caso. Si dovrebbe forse parlare di destini segnati? Chissà. Certo è sempre possibile creare un momento propizio per l’incontro con le parole di un poeta, e accendere la scintilla.

A cura della Redazione Virtuale de La Libreria di Dora

Milano, 11 dicembre 2002
© Copyright 2002 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net


Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Mario Luzi

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




Rivista
Dossier
Contributi
Interviste


Epistola
Il fascino discreto della scrittura epistolare
Goethe pensava che nel romanzo epistolare convergessero le tre forme naturali di poesia (epica, lirica e dramma). Un viaggio attraverso un genere letterario riservato ed elegante, alla portata di tutti ma originariamente limitato a un pubblico scelto di interlocutori: amici, familiari, conoscenti.
(Arbasino, Fallaci, Foscolo, Ginzburg, Malerba, Moravia, Terzani, Tabucchi, Verga, Vitale...)


Giovanni Raboni, 1932-2004
G.Raboni
Se ne va Giovanni Raboni, uno dei più grandi poeti contemporanei, un critico attento e poco disposto a far passare opere mediocri, un traduttore e conoscitore raffinato di letterature straniere, un uomo di ampia cultura.

Un diario della rabbia personale
Per Domenico Cara l'aforisma è un atto fulmineo dell'intelligenza
D.Cara

Poeta, saggista e critico, ha conosciuto il fervore culturale milanese di un tempo (incontrando personaggi come Sartre, Quasimodo, Gatto, Ungaretti…), mantenendo tuttavia una personalissima posizione, ben lontana dai climi salottieri. Maria Antonietta Trupia lo ha incontrato per un'intervista nella sua casa milanese.


Un caso letterario dimenticato
Muro Torto

Il diagramma di un’emozione nella fruizione del testo
Gabriele Baldini, in virtù dei suoi scritti critici ma anche di quelli narrativi e delle traduzioni, si propone come un modello di critico-artista, o artista-critico, in linea di continuità con Ruskin o Pater nel mondo inglese e, diremmo, con Cecchi o Manganelli nel panorama italiano. (di Enrico Terrinoni)

| (AUTOBIOG)RAFIE | ARTE | CONVENZIONI | EPICA | FANTASCIENZA | FILOSOFIA | FOTOGRAFIA | GIALLI & NOIR | MANUALI | METALETTERATURA | NARRATIVA | POESIA | RAGAZZI | REPORTAGE | ROSA | SAGGISTICA | STORIA | TEATRO | VIAGGI |

«Ma il pericolo che corro è che il contenuto di t1 dell'istante universo t1, sia talmente più interessante, talmente più ricco di t0 in emozioni e sorprese non so se trionfali o rovinose, che io sia tentato di dedicarmi tutto a t1 , voltando le spalle a t0, dimenticandomi che sono passato a t1 solo per informarmi meglio su t0

(Italo Calvino, Ti con zero)




Novità in libreria...


IN ALTO
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Sab, 20 mag 2006

Autori | Opere | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy