Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo.
Per sfuggire al chiasso, alla piazza, ai comizi
ai più irritanti aspetti del nulla,
mi rivolgo a cose senza significato
a presenze senza niente da dire.
Ma cado in trappola, mi metto nel sacco:
quanto più sono deboli i segnali
dei non luoghi, delle stazioni, delle periferie,
tanto più mi giungono i sussurri del silenzio
ancora il nulla, ancora altri tamburi
dell' inesistente.
[Luciano Erba, Lotta col nulla, da Remi in barca]
mpenetrabili, disorientanti o univocamente indirizzati, gli input socio-culturali sono spesso causa di difficile decodificazione in un contesto sempre più acritico.
Appare, al contrario, fervido di spunti per una successiva interpretazione, l’incontro con figure significative del panorama culturale ed intellettuale contemporaneo.
Così, seppur incisiva, la conversazione con Luciano Erba permette un ulteriore tassello di disvelamento del senso attribuito dal poeta milanese al «mistero del tutto, di fronte al quale – ha affermato – la natura ci fa riflettere, ci fa sperare, ci fa dubitare del dubbio.»
L’intervista che il poeta (già inserito da Luciano Anceschi, a fine anni Cinquanta, nella cosiddetta Linea Lombarda cui appartenne anche Vittorio Sereni) ha voluto concederci, è stata raccolta, a giugno 2007, nell’ambito della “Prima Rassegna dell’Editoria di Poesia” (promossa dalla rivista «La Clessidra» a Pozzolo Formigaro, Alessandria) al termine di un reading in cui Luciano Erba, insieme ad alcuni tra i più interessanti nomi della poesia contemporanea, ha letto personalmente brani tratti dal suo ultimo testo.
D. Nel titolo dell’ultima sua raccolta poetica Remi in barca sembra emergere, quasi, un punto di arrivo, in realtà è evocato un punto di partenza, un momento del suo lavoro, un’apertura prospettica…
E’ un momento di riflessione. La raccolta è divisa in tre parti, direi una parte di inediti e una parte di poesie ritrovate del passato. E poi la sezione L’altra metà che si riferisce a un’edizione uscita a Genova alcuni anni fa.
Unite queste tre sezioni ho concepito il titolo: Remi in barca che non è un congedo finale come ammainare le vele quando si arriva in porto ma un tirare i remi in barca in quanto, come nel mio caso, mi trovo in navigazione, sono stanco, voglio riflettere e quindi tiro i remi in barca perché la barca non debba far fatica a procedere.
D. Rispetto invece all’elemento minimo che c’è nella sua poesia, sempre collegato all’elemento biografico ed autobiografico, quale importanza riveste quest'ultimo nella sua produzione poetica?
La poesia è sempre autoreferenziale, anche quando finge di non esserlo. Anche se parlo di guerra, faccio capire per che parte propendo. Allora tanto vale parlare chiaramente e dire come si è coinvolti.
D. L’autoreferenzialità della poesia è anche un modo di fare una riflessione di ampio respiro sulla società civile che ci circonda?
Sì, però venendo meno a certi luoghi comuni, a certe ideologie o addirittura ideocrazie.
D. Quanto è importante il contatto con la natura che è emerso anche dalla lettura dei testi proposti stasera?
E’ fondamentale perché di fronte al mistero del tutto la natura ci fa riflettere, ci fa sperare, ci fa dubitare del dubbio.
D. E’ un impatto invasivo, aggressivo quello dell’elemento naturale nel testo?
No. La natura bisogna lasciarla fare in quanto fa sempre per il meglio come diceva Darwin; in fondo vinca il migliore.
D. Quindi nella natura vince il più forte?
No. Vince quello che ha possibilità di resistenza maggiore.
D. Sta scrivendo in questo periodo? Ha in mente altre raccolte?
Sì. Sto scrivendo la raccolta Le contraddizioni, perchè quello che dico è sempre in contraddizione con ciò che esprimo sotto altre, mentite spoglie. Non sono un impostore ma ho bisogno di due braccia per andare avanti come un nuotatore non può andare avanti con un braccio solo. E un braccio è il contrario dell’altro.
D. Scrivere, essere un artista, per lei essere poeta che cosa ha significato anche da un punto di vista personale. Che senso ha e ha avuto esprimersi in poesia. E’, immagino, un modo di vivere?
Sì. E’ un modo di tenere il proprio diario, intervenendo su quello che è accaduto, commentandolo, a torto o a ragione. Quindi allo stesso tempo è un lavoro critico, non solo un lavoro narcisistico.
Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato su questo autore:
Notizie ItaliaLibri Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!
PROGETTO U.G.O.
«Erano gli ultimi anni prima che ci capitasse tra coppa e collo questo benessere economico, come una piacevole legnata che ci ha fatto perdere lorientamento»
Il ritorno di Hermes nella critica letteraria«Nel segno del Tao e di Mercurio, distruggiamo la regia più autoritaria e autoreferenziale che ci sia: quella dell’Ego.»Capire non vuol dire circoscrivere il senso di un testo. Paolo Lagazzi ripropone un’ermeneutica che rispetti Hermes in ogni senso, e il testo con lui. Un’ermeneutica critica ‘nel tempo’, nel divenire. Una critica mimetica che trova il suo esponente più acuto in Pietro Citati. L’autore-critico porta dentro di sé due archetipi: il Saltimbanco baudelairiano, che viaggia sulla corda sospesa, e l’illusionista o il Mago, che riesce a tirare fuori dal reale quello che è nascosto, ma anche quello che non c’è, che non esiste, e gioca sul filo del mistero tra realtà e apparenza, caratteristiche che Lagazzi indica in scrittori come Barilli, Bontempelli e Zavattini. (Roberto Caracci)
Il ruolo dell'intellettuale contemporaneoIntervista con Amos LuzzattoChe scelte si possono operare quando ci sono forze gigantesche a influenzare la cultura che pervade i nostri sentimenti? Si può ancora parlare di “libero” arbitrio, di salvezza e di emancipazione? Che cosa possiamo conoscere? Che cosa dobbiamo fare? In che cosa possiamo sperare? Tre raccomandazioni di Amos Luzzatto per l'intellettuale contemporaneo impegnato a navigare attraverso le acque agitate di questa società, spazzata dal vento torrido dell'"antipolitica". (Laura Tussi)
Dinanzi alle Terme di CaracallaTratta dalle “Odi Barbare”, s’ispira alla rievocazione commossa del paesaggio storicoLa voce più intima di Giosuè Carducci, già individuata nel senso doloroso, seppur virile, della morte del tutto, nella stagione della estrema maturità, scarta ancora i limiti angusti della cronaca e della storia, per scendere nella profondità dell’io per indagare le ragioni ultime dell’essere. Questa ricerca è sottintesa dalla sicura consapevolezza di una «poetica della malinconia» e dall’acquisto di un nuovo senso creativo della «immagine» e della «parola», in una misura in cui coincidono prodigiosamente poetica e poesia. (Reno Bromuro)
Una forte speranzaLa guerra vista da un bambino e la seconda bomba atomicaHuman Rights Watch reputa che ci siano attualmente tra 200.000 e 300.000 bambini-soldato, arruolati e in armi in venti paesi in tutto il mondo. Infanzie negate e spesso soggette a orribili violenze, al servizio di bande di ribelli ma spesso anche di forze governative, partecipano a pieno titolo e a tutti gli effetti al combattimento. Vengono mandati avanti per individuare campi minati, compiere missioni suicide, fungere da collegamento come spie, messaggeri o vedette. (Rania El Mansour)
Tra il Catria e l'OlimpoTerzo romanzo del poeta Umberto PiersantiLa storia di un professore più che maturo e della sua breve relazione con una ragazza "no global" s'intreccia con quella dellascesa sul Monte Olimpo di due giovani: Anticlo, poeta-filosofo, e Laodoco, impareggiabile atleta e guerriero. Due storie unite da un profondo sentimento della natura che riveste i due monti, geograficamente distanti, ma accomunati dalla vegetazione mediterranea e dal mito della gionentù e dell'amore (Raffaella Bettiol)
Lidia RaveraCantore delle trasformazioni della società e dei problemi dell'universo femminileLidia Ravera ha saputo rispecchiare con il suo lavoro il disagio di una generazione irrequieta e idealista. I suoi romanzi sezionano i legami familiari, i rapporti madre-figlio e padre-figlia - stereotipi relazionali che tendiamo a riprodurre anche nei rapporti di coppia – i genitori come elementi che condizionano prepotentemente la crescita, la vita personale e sociale degli individui (Luca Gabriele)