ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

INTERVISTE
Luciano Erba

In natura prevale la resistenza

Intervista a Luciano Erba

(Maria Antonietta Trupia)

*
Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo.

    Per sfuggire al chiasso, alla piazza, ai comizi
    ai più irritanti aspetti del nulla,
    mi rivolgo a cose senza significato
    a presenze senza niente da dire.
    Ma cado in trappola, mi metto nel sacco:
    quanto più sono deboli i segnali
    dei non luoghi, delle stazioni, delle periferie,
    tanto più mi giungono i sussurri del silenzio
    ancora il nulla, ancora altri tamburi
    dell' inesistente.

    [Luciano Erba, Lotta col nulla, da Remi in barca]

*

mpenetrabili, disorientanti o univocamente indirizzati, gli input socio-culturali sono spesso causa di difficile decodificazione in un contesto sempre più acritico.

Appare, al contrario, fervido di spunti per una successiva interpretazione, l’incontro con figure significative del panorama culturale ed intellettuale contemporaneo.

Così, seppur incisiva, la conversazione con Luciano Erba permette un ulteriore tassello di disvelamento del senso attribuito dal poeta milanese al «mistero del tutto, di fronte al quale – ha affermato – la natura ci fa riflettere, ci fa sperare, ci fa dubitare del dubbio.»

L’intervista che il poeta (già inserito da Luciano Anceschi, a fine anni Cinquanta, nella cosiddetta Linea Lombarda cui appartenne anche Vittorio Sereni) ha voluto concederci, è stata raccolta, a giugno 2007, nell’ambito della “Prima Rassegna dell’Editoria di Poesia” (promossa dalla rivista «La Clessidra» a Pozzolo Formigaro, Alessandria) al termine di un reading in cui Luciano Erba, insieme ad alcuni tra i più interessanti nomi della poesia contemporanea, ha letto personalmente brani tratti dal suo ultimo testo.

*

D. Nel titolo dell’ultima sua raccolta poetica Remi in barca sembra emergere, quasi, un punto di arrivo, in realtà è evocato un punto di partenza, un momento del suo lavoro, un’apertura prospettica…

E’ un momento di riflessione. La raccolta è divisa in tre parti, direi una parte di inediti e una parte di poesie ritrovate del passato. E poi la sezione L’altra metà che si riferisce a un’edizione uscita a Genova alcuni anni fa.

Unite queste tre sezioni ho concepito il titolo: Remi in barca che non è un congedo finale come ammainare le vele quando si arriva in porto ma un tirare i remi in barca in quanto, come nel mio caso, mi trovo in navigazione, sono stanco, voglio riflettere e quindi tiro i remi in barca perché la barca non debba far fatica a procedere.

D. Rispetto invece all’elemento minimo che c’è nella sua poesia, sempre collegato all’elemento biografico ed autobiografico, quale importanza riveste quest'ultimo nella sua produzione poetica?

La poesia è sempre autoreferenziale, anche quando finge di non esserlo. Anche se parlo di guerra, faccio capire per che parte propendo. Allora tanto vale parlare chiaramente e dire come si è coinvolti.

D. L’autoreferenzialità della poesia è anche un modo di fare una riflessione di ampio respiro sulla società civile che ci circonda?

Sì, però venendo meno a certi luoghi comuni, a certe ideologie o addirittura ideocrazie.

D. Quanto è importante il contatto con la natura che è emerso anche dalla lettura dei testi proposti stasera?

E’ fondamentale perché di fronte al mistero del tutto la natura ci fa riflettere, ci fa sperare, ci fa dubitare del dubbio.

D. E’ un impatto invasivo, aggressivo quello dell’elemento naturale nel testo?

No. La natura bisogna lasciarla fare in quanto fa sempre per il meglio come diceva Darwin; in fondo vinca il migliore.

*

D. Quindi nella natura vince il più forte?

No. Vince quello che ha possibilità di resistenza maggiore.

D. Sta scrivendo in questo periodo? Ha in mente altre raccolte?

Sì. Sto scrivendo la raccolta Le contraddizioni, perchè quello che dico è sempre in contraddizione con ciò che esprimo sotto altre, mentite spoglie. Non sono un impostore ma ho bisogno di due braccia per andare avanti come un nuotatore non può andare avanti con un braccio solo. E un braccio è il contrario dell’altro.

D. Scrivere, essere un artista, per lei essere poeta che cosa ha significato anche da un punto di vista personale. Che senso ha e ha avuto esprimersi in poesia. E’, immagino, un modo di vivere?

Sì. E’ un modo di tenere il proprio diario, intervenendo su quello che è accaduto, commentandolo, a torto o a ragione. Quindi allo stesso tempo è un lavoro critico, non solo un lavoro narcisistico.

*


Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato su questo autore:



NOTE
Le Immagini (dall'alto):
Luciano Erba, foto © Guglielmina Otter.
Castello di Pozzolo Formigaro



BIBLIOGRAFIA

Milano, 2007-12-19 21:24:59

© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Di quel colore rosso / del cielo insolitamente alto / si era discusso come di un sogno / o strana suggestione / di rari passanti, / era invece una premonizione»

(Giampiero Neri, Boreale, da Teatro naturale, in Poesie 1960-2005)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Conversazione con se stessi
Il valore terapeutico della scrittura
Scrivere ci fa a volte trovare le parole per esprimerci e ci chiarisce sentimenti confusi, incertezze, ambivalenze dentro di noi. Quando siamo bloccati da angosce, nevrosi, sentimenti che non riusciamo a tirar fuori, magari solo perché ce ne vergogniamo o perché temiamo possano non piacere agli altri, essa può assumere un valore terapeutico. (Roberta Andres)
Vertigine da infinito
Critica: il 'metodo Citati'
In questa intervista, Pietro Citati ripercorre il Novecento animato dall’interesse per l'infinità del 'senza limite', suggestione che, fin dai tempi dell’Ulisse dantesco, ha affascinato l’umanità. (Pierluigi Pietricola)
L'indagine dell'io
Una riflessione sull’ambiguità dell’animo umano
Ne “I falsi redentori”, storia di un matrimonio in crisi, ricompare il paesaggio veneto di Guido Piovene. In esso si svolge una tragedia, ampiamente prevista, che cotrappone tre uomini a una donna, in nome di un non ben definito ideale ultraterreno. Dalla caratterizzazione psicologica dei personaggi emerge un senso di colpa che grava su tutta la vicenda. La capacità di andare oltre la realtà razionale per cogliere anche l’emozione profonda dell’io resta fondamentale, ma, sembra dirci l'autore, non deve trasformarsi in ossessione (Davide De Maglie)

L’energia delle città.
Percorsi e ipotesi di ricerca muovendo dal caso di Napoli
Da tempo, tra i temi evocati dalla storiografia ambientalista vi è il ruolo svolto dal sistema energetico e dalla straordinaria crescita urbana nell’indurre i cambiamenti degli assetti ambientali. La legge 9 gennaio 1991, n. 10, ha imposto ai comuni con oltre 50.000 abitanti di predisporre un piano energetico comunale che prevede una specifica attenzione per l’uso delle fonti rinnovabili di energia. Napoli detiene un primato in termini di densità abitativa che la rende dipendente da un flusso di energia in entrata molto elevato e ne fa un caso emblematico nell'ambito del panorama nazionale. A partire dal caso di questa città, si sollevano dunque alcuni interrogativi e si presentano alcuni primi risultati di una ricerca sulla storia dei consumi di energia nelle città italiane in età contemporanea. (Silvana Bartoletto)
Capitale umano
Un piccolo investimento in vista di un più importante profitto
Un tempo, ci chiamavano sciuscià. Uscivamo da una guerra, dalle notti infinite di bombardamento continuo. Ora i nuovi reduci si chiamano Alì, Mohammed, Sharif, Shumon. Vengono dalla Nigeria, dal Marocco, dalla Romania, dall’Afghanistan. Approdano nelle nostre città e scalciano per accaparrarsi un cantuccio d’umanità. Eraldo Affinati, nel suo ultimo romanzo, 'La città dei ragazzi', insegna loro a esprimersi: scrivere e parlare italiano. Ma ha anche voglia di imparare, il maestro, di conoscere e vedere. Per questo segue i suoi allievi in un viaggio in Marocco, per ritrovare casa. Per costruire una tana, nel deserto della comunicazione. Per ritrovare volti e voci che il tempo ha spazzato via, come sabbia sotto il vento. (Luca Gabriele)
Il giudice mite
Il pensiero, tra verità e dubbio
Gustavo Zagrebelsky, piemontese, è uno degli spiriti più brillanti della magistratura, un sostenitore convinto delle potenzialità di sviluppo della democrazia, uno strenuo difensore della carta costituzionale e della laicità dello Stato. (Redazione Virtuale)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008