Per Nadia Fusini la vita di Virginia Woolf vive nell'opera, necessario nutrimento di quella libertà umana fondamentale, che è appunto la capacità di pensare...

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE







Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!



Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Nadia Fusini

La vita del poeta come allegoria dell'esistenza
di Paolo Di Paolo


Nadia Fusini
Nadia Fusini è nata a Orbetello. Si è laureata in Lettere e Filosofia all'Università La Sapienza di Roma nel luglio 1972 con una tesi sul tema dell' iniziazione nella letteratura del Novecento. Dopo un periodo di studi nel campo della letteratura americana negli Stati Uniti presso l' università di Ann Arbor e di Harvard, ha studiato Shakespeare e il teatro elisabettiano presso lo Shakespeare Institute di Birmingham, UK. E' stata, dal 1978 all'82, professore incaricato di Lingua e Letteratura Inglese all'Università di Bari e quindi Ordinario di Lingua e Letteratura Inglese all'Università La Sapienza di Roma. Dal 2000-2001, oltre a Letteratura Inglese, insegna Critica Shakespeariana.
Fra le sue pubblicazioni ricordiamo, la traduzione e la cura delle opere di Virginia Woolf: Al Faro, Feltrinelli, Milano 1992; La signora Dalloway, Feltrinelli, Milano 1993; Le onde, Einaudi, Torino 1995; i due volumi del Meridiano Mondadori dedicato alla scrittrice(1998). Oggetto della sua attività di traduzione e di edizione, dal '79 ai nostri giornio, sono inoltre gli scrittori: Shelley, Keats, Shakespeare, Ford, Stevens, Kafka, Beckett (tra gli altri).

l volto parla: parla con lo sguardo, parla con la sua apertura frontale, ma soprattutto con la sua profondità, una profondità che non posso afferrare ora e qui, tutta e subito» Così scriveva Nadia Fusini ne I volti dell’amore (2003) – e adesso quelle righe tornano in mente osservando quasi con rapimento la fotografia riprodotta sulla copertina del recente Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf. È un ritratto di Virginia, e risale intorno al 1900. La forma del naso, il mento, le labbra e gli occhi, gli occhi soprattutto: si può guardarlo per ore un volto come questo, senza stancarsi. Viene da pensare che Fusini, celebre anglista, romanziera (e senz’altro la più sapiente e attenta studiosa italiana di Virginia Woolf), scrivendo Possiedo la mia anima, abbia essenzialmente voluto sondare (penetrare) mistero e assolutezza di quel volto di donna – ridandogli vita.

«Ma che cosa sono i libri rispetto alla persona che li ha scritti?» si domandava, con la consueta intelligenza, Cesare Garboli: «Leggere i libri di un vivo è lo stesso che leggere i libri di un morto? (…) I libri del passato sono libri trasumanati, immortali, angeli dalle ali aperte, per dirla con Proust. Ma se potessimo intravedere anche solo di spalle Dante Alighieri che s’inerpica sull’Appennino, non capiremmo della Divina commedia qualcosa di più di quel che oggi ne sappiamo?». E dunque non capiremmo qualcosa di più di Virginia Woolf se potessimo intravedere il modo come stringeva gli occhi o muoveva le mani? Ecco: la sorpresa che suscita Possiedo la mia anima sta nella misteriosa, affascinante costruzione (invenzione, ma nel senso dell’etimo: rinvenimento, scoperta) di una relazione di contemporaneità fra la scrittrice Woolf e la lettrice-scrittrice Fusini. «Relazione» che sostanzia pagine bellissime, limpide e emozionate – capaci di ricuperare come una corrente fisica, una presenza corporea. E di restituirci la verità di quel volto e di quello sguardo che ci incantano nelle fotografie di Virginia Woolf.

D. Lei ha dedicato molti anni di studio e di lavoro a Virginia Woolf: traduzioni, commenti e adesso un lungo racconto biografico. Ricorda ancora il primo «incontro» con questa autrice?

Il nostro primo incontro si perde nell'aurora dell'adolescenza; fu Flush il galeotto. Una zia, la mia preferita delle sette sorelle che componevano la famiglia materna, me lo regalò per il compleanno. Avevo, credo, undici anni.

Virginia Woolf
Quali sono le principali difficoltà che ha incontrato nella ricostruzione della vita della Woolf?

Sono stata a lungo indecisa su quale pronome personale usare: se «io», o «lei»; se la prima, o la terza persona singolare. All’inizio, avevo pensato di lasciare alla protagonista la parola, di farle dire «io, Virginia». In altri termini, se mi permette il paradosso, avrei voluto scrivere io la sua «autobiografia». Ma poi ho capito che non era un caso che lei non l'avesse scritta. Che si fosse fermata ai frammenti, che poi sono stai raccolti col titolo postumo di Momenti di essere. Io credo (lo dico nel libro) che Virginia non abbia scritto la sua autobiografia perché la sua vita vive nell'opera. Di fatto, rimane che tutto quello che è nel libro, anche ora, è stato detto, scritto, pensato da lei.

D. «Tra Nadia e Virginia - ha scritto Elisabetta Rasy - c'è una certa simbiosi nel testo». Dove ha origine questa simbiosi, se è effettiva? E lei, da autrice di romanzi, raccontando la Woolf, l'ha sentita un po' anche come un personaggio?

Elisabetta Rasy ha assolutamente ragione. Le sue osservazioni sul libro sono così intelligenti e penetranti, che se non l’avessi scritto, lo leggerei... Scherzi a parte, sì, credo che ci sia «una certa simbiosi». Devo dire che mi accade spesso quando scrivo. Mi è accaduto scrivendo il libro su Kafka, o il libro su Fedra. È credo un certo modo di operare con il pensiero, o con le parole che mi porta a una identificazione profonda con l’altro. Forse sono anch'io un camaleonte, e se lo sono è nel senso in cui diceva Keats, che la riteneva una facoltà creativa. È in questo, più che nella costruzione del personaggio, l'aspetto narrativo del libro.

D. Le vecchie obiezioni di Sainte-Beuve su biografia e opera di uno scrittore si sono in qualche modo presentate alla sua immaginazione, nel corso della stesura? Se sì, come le ha risolte?

A dire il vero, non è Sainte-Beuve che ho avuto in mente, ma piuttosto i poeti romantici e soprattutto Keats, che Virginia amava; il quale Keats pensa alla vita del poeta come una «allegoria»: un'esistenza che interessa tutti, perché il poeta, lo scrittore, sono creature dotate di una forza speciale in questo - che fanno della vita un'esperienza di conoscenza. Vivono come noi, conoscono le gioie e i dolori dell'esistenza comune, però in più li sanno trasformare in mito, in racconto. E in questo ci aiutano, ci comunicano l'idea di un'esistenza che ha senso e valore. Per me gli scrittori non sono eroi di un Pantheon che sacralizza il successo: sono creature che hanno conosciuto spesso in vita il fallimento, patito dolori e sventure, e che testimoniano dell'unica immortalità in cui credo. Quella dell'opera.

D. L'esperienza di traduttrice e quella di docente universitaria che peso hanno avuto in questo lavoro? Pensando all'«amico lettore» cui si rivolge nel libro, ha avuto in mente anche i suoi studenti?

A me piace insegnare, mi piacciono le domande, chi se le fa, chi prova a rispondere. Così penso la relazione coi miei studenti; siamo gli attori di una conversazione che spero non finisca mai, e in cui le parti si possano sempre invertire. Ho scritto il libro pensando al lettore appunto come a un amico, anzi, a un'amica, che volesse conversare con me di cose che Virginia Woolf ci aiutava a mettere a fuoco. Quanto alla traduzione, sì, credo che mi abbia dato un'intimità speciale con la lingua woolfiana, che è un'invenzione tutta sua.

N. Che cos'è che ancora, tuttora la sorprende, più di tutto, nell'opera e nella vita di Virginia Woolf?

La sua libertà. Io amo in Virginia la capacità di pensiero. Credo, anzi, di aver imparato da lei che in questo consiste la libertà vera, profonda: nella capacità umana di pensiero. Per vivere è necessaria la libertà religiosa, politica, civile, ma nel senso che tutte queste servono a nutrire quella libertà umana fondamentale, che è appunto la capacità di pensare. Oggi da molte parti tentano di sottrarci questa facoltà, di interdire in noi questo potere. Virginia ci aiuta a difenderci. O almeno, aiuta me.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 18 settembre 2006
© Copyright 2006 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net





AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

Novità in libreria...








Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di

Nadia Fusini

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori



PAROLE NUOVE




ALTROVE








http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 22 set 2006

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy