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DELTA DI VENERE – FIGURE ESEMPLARI NELLA LETTERATURA, PERSONAGGI REALI O IDEALIZZATI, PER QUALIFICARE L'APPORTO DELLA PRESENZA FEMMINILE NELLA SOCIETA'

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Settembre-Ottobre 2002

Alcune donne esemplari nella letteratura, personaggi reali o idealizzati, che ci consentono di qualificare l'apporto della partecipazione femminile nello sviluppo della società occidentale


Lo sviluppo del mondo arabo dipenda anche dalla partecipazione femminile

Un gruppo di autorevoli intellettuali arabi ha stilato per conto delle Nazioni Unite un rapporto sul livello di sviluppo del mondo arabo, un bacino di umanità che abbraccia 22 paesi e interessa 280 milioni di persone, ricco di risorse naturali ma afflitto da una disomogenea distribuzione delle proprie ricchezze.
Stando al rapporto, in questi paesi l’ostacolo principale sulla strada verso la modernità è rappresentato da una scarsa dotazione di tre risorse che il rapporto giudica fondamentali: libertà, conoscenza e, soprattuto, partecipazione femminile (women empowerment).
Anche se l'alfabetizzazione femminile nel mondo arabo è triplicata negli ultimi trent'anni, più della metà delle donne è ancora analfabeta. Inoltre, la mortalità dopo il parto è il doppio di quella del Sud America e il quadruplo dell'Estremo Oriente.
Una grande opportunità di integrazione può venire dalla informatizzazione, ammesso che vengano rimosse le barriere che oggi discriminano in questo senso: segregazione sessuale sul posto di lavoro e discriminazione salariale e formativa.
(United Nations Development Program, Arab Human Development Report 2002)
l mondo arabo si sta privando tristemente della creatività e della produttività di metà della sua popolazione» (Arab Human Development Report 2002).

E’ stato questo passo in un rapporto delle Nazioni Unite, a innescare in noi una riflessione sull'entità dell'apporto che la "metà" femminile della popolazione ha fornito nella vecchia Europa nel corso della storia. Ci siamo chiesti se sia possibile scegliere nella letteratura un pugno di personaggi esemplari che mettano in evidenza la "qualità" di questa partecipazione, che la storia ha voluto così determinante.

Oggi possiamo affermare che in Occidente, le donne contribuiscono alla pari a dar forma, nel bene e nel male, ai progetti e ai sogni che si concretizzano nella società occidentale nella sua interezza. Semmai è sempre opportuno rammentare il vecchio adagio che ammonisce: «Bada ai tuoi sogni, perché potrebbero avverarsi».

Questa, è la trama sottile che mette in collegamento l'intuizione mistico-femminista dell'europea di Castiglia Teresa D’Avila, come la ritroviamo nei suoi diari, con la memoria claustrofobica degli anni dell'educazione collegiale della giovane protagonista de I beati anni del castigo, di Fleur Jaeggy. E’ il filo che riconduce queste donne ai personaggi fantastici, ma quanto mai reali, de La Locandiera di Goldoni, della proto-femminista autobiografa di Una donna, di Sibilla Aleramo (il cui amore per lo scrittore Dino Campana è oggi rievocato in un film di Michele Placido, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2002), e ancora di Micol e Ida, tragiche protagoniste de Il giardino dei Finzi-Contini (Bassani) e de La Storia (Elsa Morante).

Per concludere, vogliamo aggiungere alla selezione una scrittrice che, con le proprie virulente invettive contro il mondo arabo, ha recentemente offeso tutte le persone colte e "civili" che lo popolano, che sono, come dovunque, un'elite, ma anche tutte quelle persone semplici che, come dovunque, non prendono posizione precisa, a meno che non vi siano costrette, che sono la maggioranza. Nonostante ciò, i resoconti crudi e surreali di Oriana Fallaci in Niente e così sia, e il lungo monologo di Lettera a un bambino mai nato, tra i molti libri che ha scritto, scandiscono perfettamente due passi importanti sul cammino della nostra travagliata storia.

Con la letteratura non centra, ma perdonateci se dedichiamo un pezzettino di questa pagina anche alle regazze della Pallavolo, che il 15 settembre 2002 hanno battuto in finale per 3-2 la squadra degli Stati Uniti, laureandosi Campionesse del Mondo.
L’immagine che queste donne offrono di se stesse è, pur nella intrinseca diversità, la medesima: indipendenza e coscienza di sé, spirito critico e ribellione di fronte a schemi non concordati, non condivisi, non importa quanto questi siano sedimentati e indiscussi.

Che si tratti di figure “scolpite nella cellulosa” o personaggi realmente esistiti in qualche angolo della storia, materializzano quell’idea di partecipazione, attraverso la propria autodeterminazione, che rappresenta per la società occidentale un patrimonio prezioso, e costituisce quel delta differenziale di cui oggi, anche nell'Islam, si comincia a sentire una cocente penuria.

A cura della Redazione Virtuale

Milano, 10 settembre 2002
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