ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA

DALLA PARTE DEL TORTO. CON GLI AMERICANI E TUTTI GLI ALTRI, ALLA RICERCA DELL'ETICA DEL XXI SECOLO.

Intenational
Opere A-ZAutori A-ZArchivio
IntervisteMappe letterarieDossierContributiIle de France
Il lato oscuroScriversi addosso
RegistratiNotizie ItaliaLibri
Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

Nuove acquisizioniNovità in libreriaLa mia libreriaCalendario
Chi siamoRedazione Virtuale
Ufficio stampaLa posta di Dora
Progetto UGOLink






Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Rivista
Aprile-Maggio 2003

XXI Secolo. Alla ricerca dell'etica perduta.


Le molte età della Biblioteca Pubblica di Baghdad

Dopo il Museo Nazionale, è capitato alla Biblioteca Nazionale di Baghdad, dove i cartoncini colorati degli archivi volavano nella brezza del mattino del 14 aprile 2003, incontro ai primi studiosi, che accorrevano, in ansia per le dense colonne di fumo che alte vedevano levarsi dalle finestre in frantumi. Il Museo Nazionale di Baghdad, devastato da bande di saccheggiatori che hanno agito sotto gli occhi dei marines tra il 13 e il 15, è (o era) l’unico museo al mondo in grado di mostrare tutte le tappe del cammino dell’umanità. (da Reuters).
Un duro colpo per la civiltà che data indietro al 4000 a.c.

La Biblioteca Pubblica di Hulwan a Baghdad, da una scena nel Maqarnat al-Hariri. I volumi rilegati in pelle stavano ammucchiati nelle nicchie incavate nei muri.

L'industria libraria si sviluppò in Medio Oriente assai più fiorente che in Europa, nel corso dei duecento anni che seguirono la morte del profeta Maometto, (570?–632). Allora, l’intera civiltà araba ruotava intorno al libro. C’erano biblioteche (reali, pubbliche, specializzate e private), librerie e naturalmente una pletora di autori, traduttori, copisti, illustratori, archivisti, mercanti e collezionisti.
Intorno alla metà del XIII secolo, esistevano molte biblioteche, trentasei solo a Baghdad, da cui era possibile prendere a prestito i libri (da Sardar & Davis, The Legacy of Islam).
Quando Federico II di Svevia vi passò con la sua crociata, prelevò dalla biblioteca di Baghdad migliaia di codici che portò in Sicilia. Li fece copiare e li inviò in omaggio ai monarchi di tutta Europa e alle scuole, che su modello delle scuole arabe, cominciarono a chiamarsi “università”
Oltre cento anni più tardi (1394) i turchi capeggiati da Tamerlano conquistarono il territorio della Mesopotamia. Anche in quell'occasione milioni di libri che non furono buttati nel Tigri bruciarono sugli scaffali della biblioteca di Baghdad.

La Biblioteca Pubblica di Awqaf, sul sito della moschea Al-Qumriyya (1932), ora distrutta (foto: Kamil Chadirji, Copyright Chadirji Research Centre, UK)

Oggi, i libri razziati da Federico II, che giacquero indisturbati nei monasteri della Penisola, da dove Napoleone li prelevò a sua volta per portarli a Parigi, possono essere ammirati al Louvre.
Saranno gli unici, finché, c'è da scommetterci, dopo un intervallo "igienico", gli esemplari più preziosi e più belli faranno la ricomparsa nei musei di Washington e Los Angeles o alle aste miliardarie del vincitore.
oi siamo per l'America. Stiamo dalla parte della grande civiltà delle idee che discende da tutti gli americani che, nel campo delle scienze, dell'economia e della politica, hanno aiutato a concepire una società democratica e pluralista, multiculturale e rispettosa dei diritti altrui. Noi siamo dalla parte degli uomini che hanno contribuito a farci immaginare una società migliore e possibile e ci hanno incoraggiato a impegnarci per costruirla.

È bene affermarlo subito, perché nei primi mesi del 2003, chi si è dichiarato contro la guerra all'Iraq è stato tacciato sbrigativamente di antiamericanismo. Negli Stati Uniti, in risposta al pacifismo del governo francese, si è fanaticamente, ma in qualche maniera opportunamente, arrivati a ribattezzare le french fries (patate fritte) freedom fries (frittura di libertà, libertà fritta) e a sostituire lo champagne francese nei brindisi ufficiali con lo spumante italiano (peraltro ottimo!). È un attestato di stima verso il nostro governo, che ha avvallato un atto di violenza in palese violazione del diritto internazionale, in spregio alle raccomandazioni di ben tre organismi di peso mondiale: l'Alleanza Atlantica (NATO), e i parlamenti democratici dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e dell' Unione Europea (UE).

Stando alle parole di un ambasciatore, appassionato studioso della storia del nostro paese, Sergio Romano, le carte migliori dell'Italia sulla scacchiera internazionale sono sempre state «la posizione geopolitica e il potere negativo di cui disponeva per la sua capacità di suscitare contrasti fra le altre potenze» (Guida alla politica estera italiana Rizzoli 2002). Tutto secondo copione, dunque.

Politica ed etica rappresentano un binomio spesso inconciliabile e questo argomento ci sembra degno di essere sviluppato. In un bel libro, destinato a far parlare e, speriamo, a incoraggiare un seguito di approfondimenti su questo tema, Roberta De Monticelli, poeta e filosofa, scrive: «... laddove è fatto uso di mezzi scientificamente destinati a ferire la dignità oltre che la vita delle persone, coloro che si rendono responsabili delle decisioni relative decadono a un modello di moralità inferiore a quello che oggi esigiamo da ogni persona civile – e questa è probabilmente la tragedia del nostro tempo, l'arretratezza della politica rispetto alla coscienza morale media raggiunta dall'umanità.» (L'ordine del cuore, Garzanti 2003).

La consistenza delle manifestazioni pubbliche di dissenso che sono state portate da milioni di persone nelle piazze delle più grandi città, in tutto il mondo, sembra confermare questa affermazione.

Facciamo parte dell'Occidente, una famiglia di nazioni riunite intorno a una cultura e a una collezione di valori affini, e gli Stati Uniti sono la nazione leader tra gli stati che si riconoscono nella giovane tradizione democratica che discende dalla Rivoluzioni Americana e, soprattutto, Francese (liberté, egalité, fraternité). La questione non è essere contro l'America, semmai è essere più o meno d'accordo con la politica dell'amministrazione in carica alla Casa Bianca. Antiamericanismo, antieuropeismo e antisemitismo sono argomenti portati avanti da coloro che si rifiutano di mettere in discussione la propria politica e cercano di dirottare il dissenso su dei falsi problemi.

Ancora Sergio Romano ci ricorda nel suo libro che «L'idea di Monnet [uno dei fondatori dell'Unione Europea che nel 1950 concepì la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, CECA, prototipo del'odierna UE] partiva da una convinzione assai diffusa nell'Europa degli anni precedenti: che le guerre fossero dovute ai mercanti d'acciaio e di cannoni, che nulla avesse contribuito a sconvolgere gli equilibri europei quanto la potenza siderurgica tedesca.».

In un discorso nel 1961 il presidente americamo Dwight D. Eisenhower metteva in guardia i propri concittadini dal pericolo che un'ipertrofica l'industia bellica acquisisse più o meno coscientemente una nefasta influenza sulle scelte della nazione. «The potential for the disastrous rise of misplaced power exists and will persist.» concludeva.

Infatti. Sono in molti a pensare che la "Rhur" oggi si trovi oltre-Atlantico, in aperto contrasto con la "EU-topia" di integrazione transnazionale e giuridica realizzata in Europa – una zona di pace da cui la guerra è assolutamente esclusa – un modello che gli europei sono convinti possa essere valido anche per le altre parti del mondo («La Rivista dei Libri», aprile 2003).

Non è la prima volta che un governo italiano ci schiera dalla parte del torto. Certo, Bush non è Hitler e, soprattutto, l'Iraq non è la Polonia. Tuttavia, in questi giorni di trionfo, in seguito all'eroica vittoria della coalizione alleata impegnata nella liberazione dell'Iraq (freedom fries e spumante per tutti!), è proprio a quella grande vigilia di invasioni fulminee che viene da pensare. Alla II Guerra Mondiale e alle ciniche corrispondenze che Curzio Malaparte, (e mai pseudonimo fu più azzeccato) al seguito delle truppe conquistatrici italo-germaniche, inviava dai gelidi fronti finlandese e russo per le pagine del «Corriere della Sera», eleganti e terribili, raccolte nel volume Kaputt, il suo libro più bello.

Vi è – ancora Roberta De Monticelli – «qualcosa di implicito nel sentimento del rispetto come tale, il senso dell'irrimediabile che comporta la perdita o la distruzione di qualche cosa di unico.» Il senso che emana da Il cielo è rosso, il danno incalcolabile che viene rilevato dalla popolazione civile e, ancora di più, dai più deboli, dai bambini e agli adolescenti, quelli che riescono a sopravvivere al bombardamento massiccio della loro città (in questo caso una piccola città del Veneto). Ce lo racconta Giuseppe Berto, che aveva conosciuto il campo di concetramento americano e al suo ritorno si era trovato davanti un cumulo di macerie e, in più, l'indifferenza riservata a chi si è messo volontariamente dalla parte del torto. (Vedi anche I ragazzi e la guerra, gennaio 2001).

Tragedie.

Siamo d'accordo con la filosofa De Monticelli che l'etica è una questione personale e individuale, e che va coltivata nel singolo, per incidere sulla società. Ogni bomba convenzionale, ogni fucile mitragliatore, ogni tipo di proiettile, se usato massivamente può diventare uno strumento per compiere crimini contro l'umanità.

«Non c'è bisogno d'essere nazisti per diventare assassini: In nome della democrazia, del cristianesimo, della libertà, si massacra tanto bene quanto in nome del "grande" Reich.» Non è una persona qualsiasi che lo ha scritto, una scrittrice che ha sorpreso tutti, andandosi a schierare da una parte che molti considerano essere la parte del torto. Eppure allora scriveva così: «E se il processo di Norimberga fu un processo legale dovremmo rifarlo: al banco degli accusati mettendo stavolta quei bravi ragazzi, quei bravi generali che davan l'ordine di ammazzare i civili, di non lasciare viva neanche una gallina. E tuttavia, tuttavia, tuttavia, il discorso da fare non è sugli americani: il discorso da fare è sugli uomini. Sulla guerra e sugli uomini. [...] ora bianchi ora neri ora gialli ora pentiti ora non pentiti ma sempre descritti come persone perbene, normalissime, miti, figli rispettosi, padri affettuosi, questi mostri che non sanno di essere mostri, e al collo portano le crocettine, le medagliette con la Madonna, in tasca portano le fotografie dei parenti, e se ci parli a quattr'occhi ti rubano il cuore, ti dimostrano di avere sani ideali; e poi una bella mattina di marzo, una mattina di sole, salgono su un elicottero coi loro sani ideali, le loro medagliette, le loro crocettine, la loro presunzione di civiltà, e fanno cio che hanno fatto "perché tali erano gli ordini".» (Niente e così sia, prefazione alla quarantesima edizione, Rizzoli 1974).

Oggi gli eserciti conquistatori che combattono per portare la democrazia ai "popoli terroristi" non vogliono testimoni e sparano sui giornalisti che non sanno stare al loro posto. Ma la sostanza non si riesce a nascondere.

«Perché quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo» (Oriana Fallaci).

Milano, 22 aprile 2003
© Copyright 2000-2003 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net


Rivista
Dossier
Contributi
Interviste




| (AUTOBIOG)RAFIE | ARTE | CONVENZIONI | EPICA | FANTASCIENZA | FILOSOFIA | FOTOGRAFIA | GIALLI & NOIR | MANUALI | METALETTERATURA | NARRATIVA | POESIA | RAGAZZI | REPORTAGE | ROSA | SAGGISTICA | STORIA | TEATRO | VIAGGI |





Novità in libreria...


IN ALTO
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Ven, 27 mag 2005

Autori | Opere | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy