ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA

OPERE CHE PERMETTONO DI ORIENTARSI PRIMA DI INTRAPRENDERE LA LETTURA DELLA COSTITUZIONE EUROPEA

Intenational
Opere A-ZAutori A-ZArchivio
IntervisteMappe letterarieDossierContributiIle de France
Il lato oscuroScriversi addosso
RegistratiNotizie ItaliaLibri
Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

Nuove acquisizioniNovità in libreriaLa mia libreriaCalendario
Chi siamoRedazione Virtuale
Ufficio stampaLa posta di Dora
Progetto UGOLink






Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Rivista
Aprile 2005

Il travagliato rapporto dell'Occidente con la propria identità


Pompei, casa di Giasone
Ratto d'Europa (I sec. d.C.)
l mare esercita un’attrazione fatale nei confronti dell’Europa. La preparazione di una flotta possente salvò gli elleni dalla dominazione persiana, ma Tucidide e Platone già ammonivano dai pericoli che una potenza navale troppo invadente avrebbe potuto comportare: commerci sfrenati e una politica militare aggressiva.

L’immagine è ben rappresentata da Ovidio, che nelle Metamorfosi racconta di una fanciulla trascinata in mare sul dorso di un toro che aveva lei stessa scherzosamente preso a cavalcare. Oggi forse si potrebbe sintetizzare con l'espressione “cavalcare la tigre”.

La democrazia nasce dalla necessità di coinvolgere il popolo delle navi nel governo della polis. Un male necessario. Da qui l’ambiguità del collegamento tra democrazia e libertà. Tucidide, secondo Luciano Canfora (La democrazia. Storia di un'ideologia, 2004), non ci credeva. Riportando l'epitaffio di Pericle lo storico ateniese scrive: «La parola che adoperiamo per definire il nostro sistema politico è democrazia per il fatto che, nell' amministrazione esso si qualifica non rispetto ai pochi ma rispetto alla maggioranza [...] Però nelle controversie private attribuiamo a ciascuno ugual peso e comunque nella nostra vita pubblica vige la libertà». Due cose distinte, democrazia e libertà. Il valore che si coglie sopra ogni cosa è comunque che ci fosse un regime di libertà.

Una citazione di questo testo si trova nel frontespizio del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, che suscita alterne reazioni tra i numerosi popoli chiamati a pronunciarsi.

Scopriamo che la Costituzione europea conta sostenitori e oppositori non solo in Europa, ma anche tra i paesi più importanti dello scacchiere geopolitico e, in particolare, all'interno di quello che è, nel bene e nel male, l'alleato più stretto. A Washington. «I neoconservatori, attualmente sulla difensiva, si aspettano una vittoria del NO con un misto di indifferenza e soddisfazione. Il NO proverebbe che l'Europa da cui non si aspettano alcunché di buono, si va letteralmente disfacendo sotto i loro occhi. [...] Tra i realisti dell'entourage del Segretario di Stato Condoleezza Rice comunque, una possibile vittoria del NO provoca una sincera preoccupazione. Una tale vittoria sarebbe considerata controproducente in un momento in cui l'America ha deciso di puntare sulla diplomazia e conta su una UE più forte come alleato nella democratizzazione del Medio Oriente. Inoltre, in un momento in cui i nazionalismi autoritari in Cina, Russia e altrove, ancora una volta sembrano inclini a sovvertire l'ordine mondiale, un partner europeo che insista sugli stessi valori fondamentali dell'America, sarebbe maledettamente prezioso.» (Dominique Moïsi, Institut français des relations internationales IFRI)*.

Bartolomeo Bellano
(1435-1496)
Ratto di Europa
Queste posizioni si traducono nella realtà del nostro paese, dove, nella migliore delle ipotesi, chi propende per una più stretta integrazione si affiderebbe all’Europa nella speranza di «salvare il Paese da se stesso» (un desiderio legittimo, che mette in evidenza una disperata impotenza. Se non funziona si va tutti a Lourdes...). Chi al contrario vuole boicottare, o nella presente condizione pensa di poter perseguire meglio i propri interessi, si scaglia contro le istituzioni comunitarie in nome della «cristianità atea» (una contraddizione in termini inventata dalla scrittrice Oriana Fallaci, ma che viene presa molto sul serio, vedi Una rivolta contro la ragione); altri si stracciano le vesti di fronte all’Europarlamento, che accusano di “integralismo laico” (un altro appetitoso controsenso), rimproverandolo di difendere il diritto dei singoli di decidere da sé in merito ad argomenti che interessano coscienza e fede (un principio che si cerca di introdurre nella politica dai tempi delle sanguinose guerre di religione del XVI sec., mai del tutto consolidato). A un passo dal traguardo della ratifica del trattato di Costituzione europea, da Thule alla Sicilia, da Lisbona a Bratislava le parole di Max Scheler rimbombano come un monito: «Mai in nessun luogo i semplici trattati creano da soli una vera comunità. Al massimo essi la esprimono» (Max Scheler, L’eterno nell’uomo, 1974).

Per evitare spiacevoli equivoci, quasi tutti d'accordo, il Parlamento italiano si è affrettato ad approvare, il 12 aprile 2004: «Con 217 voti favorevoli e 16 contrari l'Assemblea del Senato, nella seduta del 6 aprile 2005, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di ratifica del Trattato del 29 ottobre 2004, che adotta una Costituzione per l'Europa» (sito del Governo Italiano). Così, almeno, siamo a posto.

assenza di una frontiera naturale fu la prima ricchezza dell’Europa», Per Sergio Romano, la possibilità che ebbero le popolazioni del nostro continente di interagire tra loro e con i popoli vicini è stata fondamentale per determinare l'apertura mentale dell'Europa. Ciò che ha influito più di ogni altra cosa sono i rapporti tra le diverse culture che hanno abitato le terre comprese tra gli Urali e l’Atlantico fin dalla notte dei tempi (Europa. Storia di un'idea, 2004).

Paolo Veronese
Ratto di Europa (1578)
La verità è che, per manifestarsi, una coscienza europea necessita almeno di due condizioni: a) un confronto diretto degli “uguali” tra di loro e con i “distinti” da sé; b) i fondamenti sufficientemente saldi che possono manifestarsi al termine di un percorso formativo adeguato. Per questo ci permettiamo di immedesimarci in quegli europei involontari che hanno vissuto la propria vita, anche solo metaforicamente, “senza muoversi dal quartiere”, né hanno avuto la possibilità di acquisire un'educazione umanistica adeguata. Opinione pubblica, come tale, soggetta a influenze obiettive e soggettive, più o meno scrupolose. Una massa imprevedibile che, in democrazia, può esercitare un peso rilevante.

Negli anni, numerosi autori si sono impegnati a individuare i percorsi culturali che permettono di connotare un modello e una coscienza comune ai cittadini dei 25 paesi aderenti all’Unione Europea. Un esercizio importante, che mette divulgatori, formatori, opinion maker, e responsabili delle comunità che lo desiderano in grado di attingere a un bagaglio filosofico e storico vastissimo.

Andrea Briosco
Ratto di Europa (1520)
a filosofia occupa un posto centrale nello sviluppo dell’Europa: «Il rapporto tra filosofia ed Europa – scrive Biagio De Giovanni – si disegna intorno al nesso tra polis e filosofia [...] manifestando la matrice platonico-pitagorica che permarrà, costante e diversa in tutto il suo divenire». La sua opera erudita (La filosofia e l’Europa moderna, 2004) è un “catalogo” prezioso per orientarsi nell'abbondante bibliografia accumulata negli ultimi 500 anni della nostra storia.

La talassocrazia celebra il mito della potenza sul mare. Il fascino dell’avventura che porta a lasciare la terra e la propria casa per intraprendere una vita sradicata pervade la realtà ateniese del V secolo a.C. per non abbandonarla più. Lo sottolinea Massimo Cacciari (Geofilosofia dell'Europa, 1994-2004). La consuetudine al rischio induce ad estraniarsi dal destino del corpo. Della hubris talassocratica, questo è il lato che la filosofia farà proprio e che proietterà in un viaggio alla ricerca di una verità più salda di quella abbandonata. Da qui Platone costruirà la sua città metaforica che Aristotele correggerà solo parzialmente. Ovidio, nelle Metamorfosi dipinge l’avventura di Europa “rapita” in mare. Il mare resterà saldamente radicato nell’immaginario dell’Europa e della sua storia. «Luogo della potenza» di cui la terraferma non rappresenta che il “retroterra”.

iù che al concetto di “confine”, la superficie dell'Europa si “aggiusta” lungo un limite ideologico (limes) che delinea la distinzione nel valore attribuito all’essere umano. È un calderone di diversità, un’entità meta-politica, ovvero legata da valori etici, che si è formato intorno alla storia del pensiero radicata nell’antica Grecia. Ripercorrendo la storia del pensiero occidentale, Giovanni Reale (Radici culturali e spirituali dell’Europa) identifica un pugno di fondamenti senza cui l’Europa non avrebbe mai potuto svilupparsi quale appare oggi. In primis la cultura greca, «forma mentis teoretica da cui è sorta la filosofia e dalla quale sono scaturite anche le prime forme di scienza». In secondo luogo, connesso con il primo, la «scoperta dell’uomo come psyche, intesa come capacità di intendere e di volere». Terzo fondamento, il Cristianesimo, senza il quale «l’Europa non sarebbe pensabile». Quarto fondamento, infine, il paradigma tecnico scientifico che, con l’età moderna, ha progressivamente animato l’idea di Europa. Come ha scritto Hans Georg Gadamer, «l’unica rivoluzione degna davvero di questo nome».

Rembrandt
Ratto di Europa (1632)

De Giovanni rilancia l’affermazione di Reale, indicando come passaggi storici fondanti la crisi della Cristianità maturata con la Riforma e la concomitante scoperta della sfericità del globo, che hanno posto l’Europa in una posizione di centralità internazionale, mantenuta fino al XIX secolo; l’Illuminismo, che ha ridisegnato il rapporto tra ragione e potenza; Il concetto di sovranità sviluppato nel secolo degli stati nazionali, culminante col pensiero di Hegel e, infine, il buco nero della ragione, rappresentato dall'età dei totalitarismi.

La crisi della ragione, si manifesta non nei confronti della potenza, ma nei confronti di se stessa e «prima che la potenza debba comprendere la sua “impotenza” senza la ratio, trascorreranno gli anni più terribili della storia d'Europa» (La filosofia e l’Europa moderna).

Jean Baptiste Marie Pierre
Ratto di Europa (1759)
«Dalla lettura dei romanzi di Bassani – scrive Carl Wilhelm Macke (Giorgio Bassani, la Germania e l’Europa) – emerge, un certo fascino esercitato dal fascismo sulla borghesia cittadina ed anche su quella ebrea. Forse per questo i romanzi di Bassani hanno avuto una sorprendente risonanza presso il pubblico tedesco [...] Ci si può facilmente identificare con i personaggi di Bassani e con i loro sentimenti (in particolare con la figura di Micol de Il giardino dei Finzi Contini). [...] Bassani consiglia chiaro e senza nessuna retorica la lettura del suo Romanzo di Ferrara. “Lo spirito insieme ebraico e cristiano è ben presente nel mio Romanzo di Ferrara… In questo libro c’è il mio messaggio all’Europa, il senso profondo del mio impegno morale e civile”».

Il buio della ragione, due sanguinosi conflitti mondiali e, soprattutto, il delirio dell’olocausto: questo ha determinato, nel Novecento, la fine dell’eurocentrismo, che si manifesta nella spartizione dell'Europa e nella marginalità rispetto all'asse geopolitico Stati Uniti-Unione Sovietica.

Salvatore Fiume
Ratto di Europa (1954)
Europa è un mito, di cui gli italiani sono tra i primi e tra i più accesi sostenitori. Nel 1941, sull’isola di Ventotene, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, tre intellettuali confinati dal regime fascista, stendono una carta rivoluzionaria che parla di uguaglianza sociale e di Unione sovranazionale europea, scrive Diego Farina. Documento ancor oggi di straordinaria attualità, il Manifesto di Ventotene, viene considerato una delle fonti di ispirazione dell’Unione Europea.

Da quel momento, si può dire che il percorso dell’unificazione procederà inarrestabile, come Valerio Castronovo ci racconta, puntiglioso cronista, nel suo L’avventura dell’Unità Europea. Non è stato un percorso facile. Fin dall’inizio del suo concepimento sono coesistite due idee di Europa: un’unione sovranazionale tendente a una confederazione, sul modello degli Stati Uniti d’America, e una partnership principalmente commerciale tra stati indipendenti. Questo sarà il tema palleggiato, dibattuto e negoziato di vertice in vertice, di accordo in accordo, dal Patto di Bruxelles (1946, Europa a 4) ai giorni nostri (Europa a 25), sul filo di un difficile equilibrio tra integrazione economica e integrazione politica.

Immanuel Kant parla di «un diritto di visita, spettante a tutti gli uomini, cioè di entrare a fare parte della società in virtù del diritto al possesso della superficie della terra sulla quale, essendo sferica, gli uomini non posono disperdersi isolandosi all'infinito, ma devono da ultimo rassegnarsi a incontrarsi e a coesistere». Un diritto cosmopolitico, principio rebubblicano che va oltre i confini degli stati e centra la pace come elemento fondante dell'ordinamento del mondo (De Giovanni).

Fiore Henriquez
Ratto di Europa (1960 c.ca)
Per tutto il secondo Novecento, in riva alla Senna (Con Parigi o cara, un invito alla riscoperta della Parigi letteraria e artistica degli anni 50-60) o tra le nebbie del Tamigi (Lettere da Londra, 1997), ma anche con Fratelli d'Italia (1963, 1976, 1993), in cui i personaggi si aggirano senza una trama, spostandosi per l’Europa da un festival di letteratura alla prima di un’opera lirica, Alberto Arbasino, autore cosmopolita per eccellenza, è cronista al livello della sua eccezionale facoltà di osservazione e, soprattutto, di ascolto, con il suo modo leggero, ironico e bizzarro di riportare le affermazioni dei suoi illustri interlocutori e mostra da vicino mostri sacri della cultura europea.

Alfredo Pirri
Ratto di Europa (1998)
Nel mondo bipolare della Guerra Fredda, l’Europa recupera una coscienza morale che la porta a maturare posizioni precise sui temi dell’autodeterminazione dei popoli, sui valori della democrazia e sui diritti umani. Aree tematiche di cui Antonio Tabucchi si è dimostrato uno dei più attivi edificatori. Il protagonista di Sostiene Pereira (1993, vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e dl Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea) diventa, in tutta l’Europa, per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici, il simbolo della difesa della libertà d'informazione. La testa perduta di Domasceno Monteiro si basa invece sulla storia vera di un uomo, il cui corpo fu trovato in un parco e che si scoprì che era stato assassinato in una stazione di polizia della Guardia Nazionale Repubblicana. Per portare a termine questo romanzo, Tabucchi ha lavorato sui documenti raccolti dagli investigatori che, al Cosiglio d’Europa, a Strasburgo, tengono sotto controllo le interazioni tra i cittadini e gli agenti all’interno dei commissariati di polizia.

Nikos Kouroussis
Ratto di Europa (2004)
La molteplicità, scrive Massimo Sannelli non potrebbe essere descritta senza una 'griglia' culturale — e anche questa è un'idea dell'Occidente, la necessità di creare uno 'stile' della molteplicità; criteri anche irrazionali per mettere ordine: tra questi criteri, per Claudio Magris (premio della Fundacion Principe de Asturias per la Letteratura 2004) c'è la pietà per gli altri, come quella che si ferma su Sissi, ad esempio, le sue poesie nello stile di Heine «dicono soprattutto l'inappagamento, una nostalgia che non vuole e non può definirsi e si abbandona a questa lontananza» — «La creatività morale è la capacità di cercare e instaurare liberamente una legge; soltanto la forza di far ordine nel fluttuare delle contraddizioni, che vengono enfaticamente falsate quando si vede in esse, nella loro scintillante indeterminatezza, la suprema verità dell'esistere e le si scambia, contro il monito di Marco Aurelio, per la verità dell'esistere» (Danubio, 1986).

Gianfranco Bevilacqua
Ratto di Europa (2004)
Le iniziative militari scatenate dagli americani in Afghanistan e in Iraq in seguito agli attentati dell'11 settembre 2001 hanno posto nuove sfide. Politica estera e allargamento e rapporti con le altre culture sono i problemi con cui si sta confrontando l’Europa, al culmine di una guerra interiore, contro «la propria volontà di conservazione, di sopravvivenza, la propria inospitale resistenza al richiamo dell’altro, dell’assolutamente distinto, della singolarità» (Massimo Cacciari). Per il filosofo (Geofilosofia dell’Europa), l’idea di armonia, su cui si è incentrata l’utopia dell’Europa, da Hobbes a oggi, contiene una componente di aggressività che la contraddice. La soluzione che Cacciari recupera dalla lettura del De pace fidei, di Niccolò da Cusa è di isolare l’idea di armonia dall’idea di pace, declassandola a livello di opinione, e di pensare ciò che veramente i distinti possono avere in comune. Questo elemento è identificabile nell’assoluta distinzione, che ha bisogno dell’altro da sé per potersi, appunto, manifestare.

SPIRANDOSI alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, e dello Stato di diritto;...». È l'incipit del Preambolo del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, che ha suscitato qualche perplessità, notoriamente per il riferimento generico alla religione.

Al di là delle critiche, inevitabili per un testo negoziato in nome di 450 milioni di persone, lo spirito dell'Europa può emergere solo al termine di una presa di coscienza. Scrive Giovanni Reale: «[…] ciò che nella carta della costituzione d’Europa non può venir detto […] dovrebbe essere integrato e rafforzato a opera del “cittadino europeo”, senza la cui azione l’Europa rischia di rimanere un nome vuoto, cui non corrisponde alcun oggetto».

Non sarà il testo migliore del mondo, ma, dopo tutto, non è fondamentale che lo sia. È più importante che diventi un'occasione per indagare le radici che condividiamo con i popoli che hanno scelto, per lo più, come noi, involontariamente, di esserne rappresentati.

Milano, 31 marzo 2005
© Copyright 2000-2005 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net


NOTE

* «The neoconservatives, who are somewhat on the defensive currently, await a victory by the no camp with a mixture of proclaimed indifference and visible satisfaction. A no would prove that Europe, from which they expect nothing, is literally unraveling before their eyes. [...] Among the realists in the entourage of Secretary of State Condoleezza Rice, however, a possible victory by the no camp provokes sincere worry. Such a victory would be seen as counterproductive at a time when America has decided to stress diplomacy and is counting on a stronger EU as an ally in its task of democratizing the Middle East. And at a time when authoritarian nationalism, in China, Russia and elsewhere, once again seems poised to threaten the world order, a European partner that stresses the same fundamental values as America is badly needed.» (Dominique Moïsi, French Institute of International Relations, Why the French vote matters to Washington, «International Herald Tribune», May 5th, 2005).

Rivista
Dossier
Contributi
Interviste




| (AUTOBIOG)RAFIE | ARTE | CONVENZIONI | EPICA | FANTASCIENZA | FILOSOFIA | FOTOGRAFIA | GIALLI & NOIR | MANUALI | METALETTERATURA | NARRATIVA | POESIA | RAGAZZI | REPORTAGE | ROSA | SAGGISTICA | STORIA | TEATRO | VIAGGI |





Novità in libreria...


IN ALTO
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA


http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Lun, 30 mag 2005

Autori | Opere | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy