«E Blitz? Dove sta?»
Useppe era talmente trascinato dalla gioia che quasi non colse questa domanda. Appena appena, al passaggio della povera ombra di Blitz, il suo sguardo raggiante si velò per un attimo, forse a sua insaputa. Allora Ida, timorosa di richiamargli il ricordo, in disparte mormorò a Nino:
«Blitz non c'è più»
«Ma come? ... Remo non me l'ha detto, questo...» [...] In tono di scusa, Ida si mise a balbettare:
«La casa è andata distrutta... niente, c'è rimasto...» Ma Nino proruppe con furore:
«Che me ne frega, a me, della casa»
Elsa Morante
La Storia narra le tragiche vicende di Useppe, nato dalla violenza che la madre, Ida Ramundo, maestra elementare vedova ed ebrea, ha subito ad opera di un giovane militare tedesco - un ragazzo incosciente e al tempo stesso spaventato e melanconico - alla ricerca di una donna che lo consoli della sua triste condizione di soldato occupante. Cresciuto gracile e minuto tra gli stenti e la fame di una Roma umiliata, Useppe muorirà, alfine, stroncato da una grave forma di epilessia («Il Grande Male») e Ida, piccola donna mite e indifesa, impazzirà dal dolore